Torre Salinas, il giardino umido delle piane alluvionali del Sarrabus- Gerrei

III classificato del concorso regionale 'Costeras' Mexicali / Italy / 2007

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La complessità ambientale e le qualità paesaggistiche di Torre Salinas aprono a riflessioni progettuali di ampia scala che mettono in relazione l’area in oggetto con il più vasto sistema territoriale delle piane alluvionali del Sarrabus-Gerrei . Questa nuova visione si traduce nella definizione del “Giardino umido delle piane alluvionali del Sarrabus- Gerrei”, con riferimento al tema progettuale del “giardino” inteso come luogo deputato alla formalizzazione delle nuove teorie, alla sperimentazione e alla verifica delle nuove idee. Il “giardino” si configura inoltre come strumento programmatico per riportare i concetti di qualità ambientale e biodiversità al centro della discussione sulle dinamiche di sviluppo territoriale e attivare attraverso l’interazione con il patrimonio storico-culturale i processi di riqualificazione. Il mantenimento e il ripristino degli habitat naturali si pongono inoltre come premessa al cambiamento dei flussi turistici, fattori determinanti di sviluppo ma con gravi ricadute sui sistemi naturali, secondo una strategia di sviluppo rivolta ad una fruizione di tipo naturalistico. 1 isola-“Giardino” La Sardegna, per collocazione geografica e per aspetti storico-ambientali riveste un ruolo di forte centralità nel bacino del mediterraneo, che in termini di biodiversità può essere pensato come un vero e proprio “giardino mediterraneo”. L'analisi dei differenti tematismi ambientali nell'area del mediterraneo ha evidenziato come sull’isola sia presente un altissimo numero di sistemi naturali di interesse e oggetto di tutela con un fattore di biodiversità molto elevato. In particolare si evidenziano aree forestali (parchi nazionali,regionali, WWF), siti di importanza comunitaria (direttive CE), aree marine tutelate (parchi marini nazionali, convenzioni europee), siti geominerari (parchi nazionali e transfrontalieri), zone umide (siti Ramsar). Ne deriva un «mosaico » ambientale che non ricopre unicamente ampie zone delimitate ma che si estende in modo diffuso. Porzioni anche limitate di territorio presentano per questo aspetti naturali, storico-culturali molto diversificati. In quest'ottica le 8 borgate marine di concorso che per la loro collocazione lungo tutto il perimetro costiero presentano elementi territoriali fortemente caratterizzati (siti minerari, zone umide, aree della bonifica agraria, zone portuali) sono in stretta relazione fra loro. La borgata di Torre Salinas, si trova in posizione intermedia fra le due grandi aree alluvionali della regione del Sarrabus-gerrei che danno origine ad un vasto ecosistema umido. Le zone umide , aree di transizione fra mare e terra dove specie appartenenti ad habitat diversi si incontrano e si riproducono, ricovero per le speci acquatiche e per lo svernamento dell'avifauna, sono fra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità della fascia costiera e in Sardegna sono presenti lungo tutta la costa, ponendo quest'ultima fra i siti di maggior interesse per lo studio e per le azioni di conservazione delle zone umide in tutto il mediterraneo (Ramsar convention, Mediterranean wetlands strategy 1996-06). Vedi fig. 1-analisi ambientale area mediterraneo 2 sviluppo territoriale dell’area “ Sarrabus-Gerrei” La riflessione sul tema del turismo sostenibile ha portato alla conclusione che la valorizzazione dell’ambiente e’ la premessa necessaria per il miglioramento della competitivita’ del sistema turistico sardo a scala internazionale. La ricchezza di siti di grande interesse naturalistico, collocati sia lungo la fascia costiera che piu’ verso l’interno, sottolinea come tale valorizzazione debba riguardare aree che vanno al di la’ della fascia costiera. L’analisi territoriale dell’area del Sarrabus-Gerrei ha evidenziato la stretta relazione che vi e’ tra siti di interesse naturalistico e siti di interesse storico-culturale. Questi ultimi assumono infatti una particolare importanza nella definizione di strategie di sviluppo turistico sostenibile, accanto alla ricchezza di spiagge e cale disseminate lungo la costa sud-orientale della Sardegna ancora rimaste nel loro stato naturale. La creazione di interrelazioni tra i beni ambientali, balneari e storico-culturali porta alla definizione di sistemi territoriali (parchi-giardini-aree archeologiche…), che sviluppandosi dalla costa (gia’ dotata di strutture turistiche) possano arrivare a rivalutare l’intero territorio del Sarrabus-Gerrei. Questo modello porta alla creazione di una rete territoriale fra questi diversi sistemi a livello turistico (consorzi turistici) e di economia locale (aziende rurali, produzioni tipiche). Le localita’ dell’interno potranno in questo modo cogliere le opportunita’ date dalla vicinanza alle localita’ balneari per sviluppare e offrire il meglio della propria produzione. Vedi fig. 2 - Schema di sviluppo territoriale 3 Torre Salinas e il “Giardino umido delle piane alluvionali del Sarrabus-Gerrei” Torre Salinas si colloca in posizione intermedia fra il sistema della piana alluvionale- costiera del fiume Flumendosa (ambito costiero regionale n. 25) e quello della piana alluvionale-pedemontana del Rio Picocca (ambito costiero regionale n.26) configurandosi topograficamente come promontorio costiero, estensione della fascia pedemontana di Muravera . Il contesto ambientale comprende il litorale sabbioso (unità fisiografica costiera di San Giovanni-Colostrai-Feraxi), il sistema orografico interno (promontorio di Capo Ferrato, la fascia pedemontana di S. Priamo,la fascia pedemontana di Muravera e il sistema orografico di Bruncu Riu Molas-Monti su Zippiri), il sistema orografico costiero (promontorio granitico di T. Salinas, Promontorio di Capo Ferrato), le aree stagnali e le zone umide costiere (Stagni di Colostrai e Feraxi, delle Saline di Muravera, di Sa Praia, foci del Flumendosa), il sistema delle piane alluvionali-costiere (bassa valle del Flumendosa, Piana del Rio Picocca-RiobCorr'e Pruna), i paesaggi agrari e insediativi della bonifica (piana di Castiadas,borgata di San Priamo con coltivazione di seminativi per le attività zootecniche ) e quelli generati dal sistema della valle fluviale (bassa valle del Flumendosa con coltivazioni specializzate legate all'acqua come ortaggi,agrumi e riso). L’individuazione dei diversi ecosistemi naturali e le relazioni fra gli elementi storico-culturali fra gli stessi hanno portato alla definizione dei limiti territoriali del “Giardino”, che si estende dagli stagni delle foci del Flumendosa, fino alla punta di Capo ferrato attraversando la piana di Muravera, il promontorio di Baccu Arrodas, lo stagno delle saline, Torre salinas, San Priamo, i promontori della fascia pedemontana, e gli stagni di Feraxi e Colustrai. Vedi fig. 3 – Programma “Giardino umido delle piane alluvionali del sarrabus” 3.1 aree di paesaggio : Il progetto del paesaggio si incentra sulll’analisi delle aree più vulnerabili (zone umide della fascia costiera, aree forestali) soggette ad un carico antropico molto elevato, al degrado vegetazionale, ai fenomeni di vandalismo ambientale. Questa ha portato all’individuazione di aree di paesaggio che definiscono tre diverse strategie nell’uso e nelle possibili configurazioni spaziali: 1_ Paesaggio di ripristino ambientale : ricostituzione delle coperture vegetazionali degradate –foresta, e creazione di « corridoi » ecologici fra sistemi disconnessi 2_ Paesaggio di tutela : protezione delle di aree naturali sensibili_ zone umide ed identificazione di accessi controllati 3_ Paesaggio residuo : riconversione naturale di aree gestite dall’uomo (coltivazioni estensive, attività economiche) ma lasciate fuori controllo per la formazione di stati limite biologici (configurazione finale degli habitats naturali) L’inserimento di aree « incontrollate » fra sistemi ecologici gestiti dall’uomo (aree di riforestazione, aree protette) porta all’ incremento delle relazioni fra i diversi sistemi, con il conseguente aumento della biodiversità. Vedi fig. 4- Planimetria aree di paesaggio 3.2 mobilità : Il nuovo sistema di viabilità all’interno del giardino prevede l’incremento dei servizi di trasporto pubblico e la creazione di parcheggi di interscambio con servizio navetta alle aree protette, nuovi percorsi- ciclopedonali per l’attraversamento veloce dei diversi sistemi paesaggistici e la connessione fra i diversi centri di accoglienza turistica. Tali percorsi sono inoltre ripensati in favore della creazione di un percorso continuo lungo la costa. Si propone inoltre la creazione di nuovi punti di approdo per le barche, sulla fascia costiera che da Porto Corallo si estende fino a Capo Ferrato. Questo ha la finalita' di favorire spostamenti via mare tra le varie spiagge in alternativa al trasporto pubblico veicolare. Vedi fig. 5- Schema dei percorsi 3.3 insediamenti turistici ed ecosistemi naturali: Per la definizione dell’uso dei suoli all’interno del giardino si è provveduto all’individuazione di aree sensibili (basse-medie-alte) attraverso l’analisi dei vincoli idrogeologici e degli habitat vegetazionali –faunistici. Tale mappatura ha portato alla diversificazione dei servizi in relazione al grado di compatibilità delle stesse, con il trasferimento delle attività ricettive non compatibili in aree con maggiore capacità di carico. Questa scelta progettuale ha portato allo spostamento dei campeggi che insistono sulle fasce costiere (spiagga di feraxi, spiaggia di San Giovanni ) verso le aree più interne (area di Muravera- San Priamo) e alla creazione di speciali tipologie di campeggio all’interno di aree naturali ma con accesso e fruizione controllata, nel rispetto degli habitat, dei periodi di svernamento e di riproduzione faunistici. Tali tipologie di campeggio introducono un nuovo concetto di fruizione delle aree naturali, che promuove il contatto diretto con la natura, in una dimensione più isolata, lontana dagli itinerari dei gruppi organizzati. Vedi fig. 6- Schema degli insediamenti turistici 4 indicazioni progettuali Area Torre delle Saline: Poiché l’area rientra nella zona di protezione naturalistica estendendosi fra lo stagno delle saline, il promontorio dellla torre e la fascia costiera, si propone il trasferimento del campeggio preesistente con la creazione di un parcheggio verde in sostituzione di quello nelle immediate vicinanze e la demolizione degli edifici in aderenza allo stabilimento della colonia marina. Per l’edificio della colonia marina si propone il riuso in funzione della posizione centrale dell’area all’interno del giardino, attraverso la creazione di un centro informazioni e servizi di ricezione alberghiera (ostello- miniappartamenti). Dal punto di vista compositivo esso si presenta come volume isolato all’interno del sistema naturale, elemento riconoscibile nel territorio anche attraverso la creazione di un nuovo involucro con struttura leggera in listelli di legno che rende più graduale ed attenuato il passaggio dal manufatto artificiale generico al contesto naturale. Questo accentramento di servizi con la creazione di un nuovo collegamento via mare, diviene il modello di riferimento per la distribuzione dei punti informativi/strutture di supporto in tutta l’area del giardino, che vengono identificati attraverso lo stesso linguaggio architettonico, “wood envelop” ma con strutture non permanenti. Questa scelta progettuale sortisce il duplice effetto di creare strutture a basso impatto ambientale ed allo stesso tempo identificabili come landmarks nel territorio. Vedi fig. 7- Schema dei punti informativi Si prevede inoltre di creare un nuovo percorso di accesso alla Torre delle saline e di enfatizzare la particolare configurazione architettonica (struttura “a gradoni” con pianta quadrata), attraverso la creazione di un nuovo punto di osservazione, soluzione questa più legata al concetto di landart, replicabile in tutte le torri del sistema costiero all’interno del giardino.

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    Project details
    • Year 2007
    • Status Competition works
    • Type Landscape/territorial planning
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