Il Nuovo Museo per Mont'e Prama

Ampliamento del museo di Cabras per la musealizzazione del patrimonio scultoreo di Mont'e Prama. Cabras / Italy / 2011

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IL COMPLESSO MUSEALE.  


Il museo archeologico si colloca sulla via Tharros e si sviluppa in un'area antistante lo Stagno di Cabras.  Oggi il museo è un sistema introverso, senza relazioni visive e spaziali con l'ambiente circostante. Si possono individuare due aree funzionali: quella amministrativa e quella espositiva, alla quale l'amministrazione avrebbe voluto aggiungere un ulteriore spazio espositivo per la musealizzazione del patrimonio scultoreo di Mont’e Prama.


A partire dalle esigenze dell'Amministrazione abbiamo pensato di adottare un approccio più ampio e completo, decidendo di sviluppare un progetto di ripensamento dell'intero sistema museale, che non riguardasse solo un nuovo padiglione in ampliamento alla struttura esistente, ma che si estendesse a tutta l'area di pertinenza del Museo.Da qui l'idea di cambiare radicalmente il sistema museale andando oltre la realizzazione di uno spazio espositivo  e ripensando interamente il complesso museale e le sue relazioni con l'ambiente circostante. 


L'idea di progetto prevede la realizzazione di un luogo in cui archeologia, paesaggio, architettura e arte si incontrano, creando un nuovo pezzo di città in cui natura e costruito diventano parte della stessa visione architettonica.


Per creare una connessione tra il sistema museale e l'ambiente circostante il primo gesto a livello urbanistico è stato la definizione di un percorso pubblico che connettesse in modo diretto il sistema urbano con quello ambientale: una passerella che dalla città si protende fino allo stagno. Sul percorso si attestano le tre Aree funzionali, autonome ma complementari. Tutt'attorno al Museo, uno spazio pubblico verde rafforza il legame tra città ed ambiente naturale e funge da elemento unificatore dei volumi del museo esistente con quelli in ampliamento.


Il progetto cambia radicalmente il sistema museale rendendo il sistema stesso CENTRO delle relazioni tra la città, l'elemento naturale e la penisola del Sinis (quindi anche Mont'e Prama). Dal parco sulle rive dello stagno emergono i volumi del museo come elementi scultorei che diventano un tutt’uno con il disegno del verde.


Nel progetto del parco tutto rispetta un’idea unitaria, di fatto identica a quella utilizzata per la sala espositiva delle sculture di Monte  Prama, in cui le specie vegetali, i percorsi e i punti di sosta vengono disposti secondo uno schema geometrico, ottenuto dalla sovrapposizione di una griglia di assi ortogonali con un disegno a spirale, che si rifà al labirinto circolare e all’ordine compositivo proprio della cultura e della civiltà nuragica.  Nel giardino, in un apparente “ordine casuale”, gli alberi rompono la percezione completa del paesaggio creando coni visivi verso lo stagno.


Il Nuovo museo di Cabras è composto da tre Aree funzionali, disposte secondo uno schema distributivo chiaro, nel quale i nuovi spazi si integrano con quelli esistenti, migliorandone la funzionalità. Si individuano: l'area amministrativa, dedicata agli uffici e al personale, l'area polifunzionale, di supporto all'attività museale, l'area espositiva, che conterrà le esposizioni attuali e i reperti di Mont'e Prama.


Le nuove architetture si rapportano a quelle dell'attuale museo rispettandone le dimensioni ed il linguaggio compositivo, fatto di blocchi monolitici definiti. Le strutture museali esistenti verranno adeguate in funzione dell'ampliamento: oltre all'adeguamento impiantistico e alla riprogettazione degli spazi interni, si è deciso di intervenire anche sul trattamento delle facciate che vengono  riportate al progetto originario, che prevedeva volumi di colore bianco.


Il nuovo intervento riguarda invece due volumi: il padiglione espositivo - che sarà sede permanente del patrimonio scultoreo di Mont'e Prama - e il padiglione della sala multifunzionale - che potrà ospitare esposizioni temporanee, giornate dedicate, eventi e mostre. I due nuovi padiglioni si distinguono rispetto alle preesistenze per l'involucro esterno pensato come un'opera scultorea sospesa sul proprio basamento.  


Nel raffronto tra il museo di oggi e il museo di domani:


- la superficie espositiva passa da 750 mq a 1300 mq;


- gli spazi di servizio (bar, bookshop, spazi per la didattica, aula conferenze.. ) passano da una superficie di 40 mq ad una superficie di 300 mq;


- lo spazio pubblico ( percorsi e camminamenti) passa da una superficie di 600 mq a 2100 mq;


- lo spazio pubblico verde passa dagli attuali 3200 mq (che è l'area verde accessibile in questo momento) a 14000 mq, aumentando di quattro volte la sua superficie.


I dati nel loro complesso danno un'idea chiara di come il progetto riguardi tutto il polo museale e non solo la parte espositiva.


Come spiegato in precedenza il Museo è composta da tre aree funzionali. 


L'area amministrativa, ritenuta adeguata nelle dimensioni e nella distribuzione degli spazi interni, viene semplicemente adeguata negli impianti e nelle dotazioni interne.


La sala polifunzionale invece è un nuovo padiglione al quale si accede dalla passerella.  Entrati all’interno, la sala si presenta come uno spazio unico estremamente flessibile, la luce penetra dalle pareti rivolte verso lo stagno creando un particolare gioco di luci ed ombre. All’interno arredi mobili e spazi interattivi consentiranno usi legati sia alla funzione museale ma anche a funzioni pubbliche e ad iniziative civiche.


Infine ecco l'area espositiva, composta dalle strutture museali attuali e dal nuovo padiglione.


Dalla passerella, l’accesso all’area espositiva avviene dall’attuale ingresso. Il progetto di ampliamento  prevede di  non apportare significative modifiche alla struttura esistente e di riprogettare solo l’allestimento, che viene riorganizzato in modo da essere funzionale all’innesto della  nuova Sala espositiva. Il nuovo padiglione dedicato al patrimonio scultoreo di Mont'e Prama si innesta a metà del percorso espositivo attuale. L’architettura della Sala utilizza codici compositivi basati sulla linearità e sull’essenzialità per determinare un spazio unico nel quale si collocano le Sculture (i modelli di nuraghe e le figure umane, famose con il nome Giganti di Mont'e Prama) che vengono mostrate in uno spazio dedicato interamente a loro.


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LA SALA PER LE SCULTURE DI MONT'E PRAMA


La vista dal parco verso la sala espositiva mostra il nuovo padiglione nel complesso. Il progetto è stato pensato con una struttura modulare, per poter essere ampliata nel tempo.  Dall'esterno la facciata dell'ampliamento cerca un equilibrio tra la riconoscibilità rispetto all'esistente e la volontà di integrazione con il complesso museale attuale. Come i volumi progettati dall’Arch. Magnani, l’ampliamento si presenta come un volume puro, dalle linee definite, volutamente monolitico, che assume però leggerezza con il taglio netto che corre lungo tutto il perimetro, tra basamento e facciate.


[...] ciascuno di noi possiede una soglia, sulla quale si colloca l’incontro tra luce e silenzio. E questa soglia, questo punto di incontro, è il livello (o momento magico) delle ispirazioni. L’ispirazione è là dove il desiderio essere-esprimere incontra il possibile. È la creazione delle presenze. Qui sta anche il santuario dell’arte, il centro delle esigenze espressive e dei mezzi di espressione [...]. (Louis I. Kahn, intervento tenuto alla Disegn Conference di Aspen, 1973.)


Nel progetto della sala dedicata alle sculture di Mont'e Prama lo spazio architettonico è pensato come il punto di contatto, il "tra" che unisce ciò che è incerto e si può solo immaginare, con ciò che si conosce.


L'incertezza che avvolge le Statue ed il desiderio di conoscenza che ne deriva si traspongono in linguaggio architettonico nel rapporto buio-luce, che è metafora fondante del progetto e che si esprime nella maniera più completa nella sala delle statue.


Le statue si mostrano in una sala completamente nera e buia, uno spazio apparentemente ignoto e disorientante, di forte senso evocativo. Il buio è rotto dalla luce naturale, radente e diffusa, che penetra da un taglio che corre su tutto il perimetro, tra il volume ed il basamento. Nella luce il visitatore ritrova la propria dimensione spaziale e si orienta nell’oscurità della Sala. Le Statue emergono dal Buio, che rappresenta l’Ignoto, per essere ammirate nella Luce, che rappresenta la Conoscenza. Nel rapporto buio-luce si esprime l’incertezza che circonda le sculture e la loro grandezza; l’architettura è il medium tra Ignoto e Conoscenza, “Tra” il Silenzio e la Luce.


Se l'interno della sala espositiva è buio ed introverso, la facciata racconta la storia di Monte Prama e della penisola dei Sinis. Il materiale richiama la pietra scolpita delle Statue; l'involucro è un grande pannello artistico sul quale sono impresse forme, dettagli, trame, elementi identitari che appartengono ad una cultura lontana. La tecnica che scelta è il sand-casting, che consentirà di rendere la facciata del Museo un'opera artistica di grandissime dimensioni. 


Il sand-casting o getto in sabbia, è una tecnica inventata dallo scultore Sardo Costantino Nivola. Il suo utilizzo in Architettura è riferibile a 2 esempi importanti nella storia, uno è lo showroom Olivetti di New York e l'altro è la facciata del palazzo della Mutual of Hartford Insurance Company entrambi ad opera di Nivola.


La tecnica prevede la creazione di un bassorilievo di cemento ottenuto utilizzando come matrice un letto di sabbia modellato. Nel progetto la tecnica scultorea va oltre la decorazione artistica e diventa una soluzione architettonica altamente tecnologica.


La tecnica in se è di immediata e facile comprensione, ma la sua natura "artigianale" rende difficile la sua standardizzazione e l’industrializzazione.  Questa tecnica rinnovata presenta quindi diversi elementi di difficoltà:


- di dettaglio architettonico: legato al controllo di una prefabbricazione di queste dimensioni;


- di ingegnerizzazione: dovuto al fatto che i pannelli non sono solo decorativi ma hanno funzione architettonica e strutturale


-         di industrializzazione, poichè i 176 pannelli che compongono le facciate sono tutti diversi tra loro;


-         di espressione artistica: l'idea di un involucro pensato come una grande scultura, quindi come un'opera d'arte di dimensioni monumentali non è certo cosa da poco e per fare ciò si sta lavorando ad un progetto nel progetto: una collaborazione con un importante artista sardo per  il disegno della facciata. 


La tecnica  del sand-casting non è solo invenzione di Costantino Nivola:  nelle collaborazioni con famosi architetti egli ha evoluto la tecnica fino al grado che oggi conosciamo. A proposito di questo il famoso Architetto Svizzero Le Corbusier, maestro dell’Architettura moderna, riguardo Nivola ha detto:


Per divertire i suoi bambini e se stesso, in riva al mare, ha inventato un gioco che è uno dei più belli che si possa fare: la scultura. Durante la bassa marea bisogna essere veloci. Bisogna avere un’idea, bisogna agire con chiarezza e decisione (e ancora).. Nivola ha realizzato magnifiche sculture su sabbia. Dove diavolo è andato a trovare lo stile innegabile che anima le sue opere? È un figlio della Sardegna, isola lasciata al riparo dalle brame macchiniste. Devono esservi in quest’isola le tracce delle più antiche Civiltà e Nivola ha certamente aperto gli occhi al momento giusto.


È per la sua forza espressiva e per il suo forte legame con la Sardegna che si considera questa tecnica un passaggio fondamentale nella realizzazione la nostra dell'idea; essa contribuirà a realizzare il nostro progetto di legare insieme, in un unico luogo, archeologia, paesaggio, architettura e arte.

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    IL COMPLESSO MUSEALE.   Il museo archeologico si colloca sulla via Tharros e si sviluppa in un'area antistante lo Stagno di Cabras.  Oggi il museo è un sistema introverso, senza relazioni visive e spaziali con l'ambiente circostante. Si possono individuare due aree funzionali: quella amministrativa e quella espositiva, alla quale l'amministrazione avrebbe voluto aggiungere un ulteriore spazio espositivo per la musealizzazione del patrimonio scultoreo di Mont’e...

    Project details
    • Year 2011
    • Work started in 2011
    • Work finished in 2011
    • Main structure Mixed structure
    • Client Comune di Cabras
    • Status Current works
    • Type Parks, Public Gardens / Museums
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