Nuova manica di Accoglienza Villa della Regina | aat architecture studio

Il percorso si fa Architettura Turin / Italy / 2010

3
3 Love 1,337 Visits Published
Seguendo il percorso di restauro finora perseguito ed i dettami di questo concorso, abbiamo tentato di ricucire lo strappo in cui si inseriscono le preesistenze dell’ex edificio Chiablese, distrutto a seguito dei bombardamenti del 1942-43, realizzando sul sedime del medesimo un nuovo edificio a completamento visuale e funzionale della Villa, partendo dall’idea dei percorsi che si dipanano diventando architettura verde ed emozionale. A partire dagli antichi percorsi di accesso e dalla forte geometria che permea il Compendio demaniale, si è voluto ricomporre idealmente una sorta di continuità collinare con i giardini esistenti, realizzando un’unica collina segnata da rampe e gradoni, a guisa di ampie sedute, che permettono di godere del panorama della villa e del rapporto che questa ha con la città, in particolare con l’asse ottocentesco di via Po, nonché del rapporto con l’ambiente. La duplice gradinata e gradonata (in pietra del luogo) riveste il ruolo di belvedere all’aperto, generando un rapporto di continuità tra edificio e collina della vigna attraverso la connessione con le altimetrie del lato nord. Al fine di mediare la salita del terreno con il fondale della vigna abbiamo pensato ad una sorta di filtro visuale realizzato con elementi in legno di betulla, posizionati tipo canneto, ad interassi variabili, in modo da permettere la fruibilità di coni ottici differenti ed un mascheramento del costruito come integrazione tra il nuovo ed il vecchio. Realizzati all’interno della collina antropica si snodano gli spazi funzionali legati ai servizi di accoglienza e di custodia: un unico accesso conduce ai diversi percorsi di visita esistenti, generando nuove percezioni visive e tattili e differenti possibilità di vivere lo spazio. L’edificio racchiude in se più percorsi permettendo di raggiungere tutte le quote di livello esistenti: 1. percorso interno che conduce direttamente alla Residenza verso il Centro Documentale, 2. percorso esterno in direzione delle parti auliche attraverso i gradoni in facciata, 3. percorso esterno verso i giardini all’italiana ed il parco. Come una sorta di origami, si è pensato ad una superficie naturale che viene piegata per adattarsi ai diversi livelli dell’esistente generando aperture e coni ottici sul paesaggio urbano e sul compendio e contemporaneamente nuove superfici a giardino. Siamo riusciti a garantire sistemi di controllo e visita anche guidata, sia all’interno sia all’esterno, aumentando così la fruibilità degli spazi. I percorsi sono stati studiati in modo tale da rendere la realtà museale e botanica accessibile non solo genericamente ai portatori di handicap motorio (l’accesso al percorso di visita è garantito per mezzo di una gradinata a pendenza inferiore al 20% e di una rampa a pendenza inferiore all’8% posta all’interno dell’edificio stesso), ma soprattutto ai non vedenti o ipovedenti fornendo una serie di servizi tiflologici. Attraverso vari linguaggi percettivi tattili (inseriti nella segnaletica orizzontale e verticale, anche sonora, e in pavimentazioni “sensibili” che facilitano l’orientamento) e l’ausilio di tecnologie informatiche e telematiche, abbiamo creato l’opportunità di un incontro privilegiato con le arti figurative e con l’ambiente naturale in una sorta di educazione all’immagine e percezione della forma. I CARDINI E L’UTILIZZO MIRATO 1. L’ipotesi progettuale garantisce l’accessibilità, controllata e strategica, sia alle parti auliche sia ai giardini anche senza impegnare l’edificio principale, attraverso: - l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali - lo sviluppo di tematiche di solidarietà - un nuovo punto di vista dell’opera d’arte - la possibilità di orientamento in sicurezza - l’accessibilità multimediale Il progetto prevede, in particolare, l’utilizzo di materiali e la realizzazione di ambiti che permettono sviluppi alternativi per la didattica per i bambini ed il superamento dell’handicap visivo (anche rivolto alla popolazione anziana). I materiali con cui vengono realizzate le pavimentazioni tattili sono: piastrelle di gomma e pietra lavica, la cui lavorazione riproduce codici informativi di semplice comprensione che forniscono indicazioni direzionali e avvisi situazionali attraverso 4 differenti canali: 1. senso tattile plantare 2. senso tattile manuale (attraverso l’uso del bastone bianco) 3. udito 4. contrasto cromatico (di luminanza) per gli ipovedenti La presenza lungo i percorsi di modelli tridimensionali e bassorilievi prospettici servono da arricchimento di esperienze senso-motorie, coadiuvate ed integrate da: - percorsi-guida tattili per contribuire alla mobilità autonoma dei non vedenti o ipovedenti, per individuare la presenza di pericoli e di servizi; - utilizzo integrato di guide naturali (date dalle sensazioni provenienti dall’ambiente naturale e costruito) e di guide artificiali (i sistemi di pavimentazioni tattili); - utilizzo di cromie differenti e imput luminosi in quanto consentono anche alle persone non completamente cieche (con problemi visivi di acuità e di percezione del colore) di usufruire di un valido e sicuro sistema di orientamento; - mappe tattili o visuotattili, messaggi acustici o vocali e indizi plurisensoriali presenti nell’ambiente, che riproducono il percorso seguito dalla pista, e recanti indicazioni in braille e in caratteri normali a rilievo e leggibili anche da ipovedenti; - mappe audio-touch in combinazione con sistemi di gestione informatica, grazie ai quali, toccando, o con un apposito dispositivo o anche semplicemente con un dito, un punto qualsiasi della mappa o della carta, mediante sintesi vocale si ottiene l’informazione sulla posizione individuata. In questo caso, si ha un’esplorazione bimanuale con il vantaggio di non dover interrompere l’esplorazione stessa, per consultare la legenda; - punti di sosta, con testi in braille, anche sulle superfici vetrate, e pannelli tattili per conoscere notizie storiche sulla villa e curiosità sulle specie botaniche che popolano i giardini e sui materiali costruttivi utilizzati. 2. Il progetto prevede la possibilità di leggere i giardini ed il paesaggio urbano dalle ulteriori prospettive consentite dai nuovi percorsi: - un teatro-belvedere (terrazza panoramica): la gradonata riveste il ruolo di belvedere all’aperto, uno spazio che può diventare teatro per manifestazioni ed eventi, con un palco antropico e un fondale naturale dato dalla scenografia urbana; - un percorso di visita multimediale con laboratori interattivi: si prevedono attività didattiche sia a servizio di portatori di handicap visivo, sia per bambini e ragazzi di scuole di ogni ordine e grado, con schede che comunicano in maniera semplice e coinvolgente le diverse tematiche che si possono affrontare nei vari percorsi di visita; - un percorso sensoriale che permette, tramite il posizionamento in apposite cassette didattiche di foglie, essenze, uve…, il riconoscimento tattile e olfattivo di forma, consistenza, odore, funzione, strettamente legato ai forti riferimenti naturali presenti quali la vigna, le essenze arboree, la collina antropica. L’ARTICOLAZIONE DEGLI SPAZI INTERNI Il canneto/filtro nella parete nord-ovest presenta una variazione di interasse in corrispondenza dell’accesso attuale all’edificio contenente i locali tecnici, così opportunamente schermati. Attraverso il primo percorso si accede mediante la gradinata direttamente all’area di attesa-bookshop e biglietteria (indicati con il n. 3-4-6 in legenda tav. 2), dove avviene anche il controllo dei flussi in entrata e in uscita (indicato con il n. 2 in legenda tav. 2). Tale spazio è anche attrezzato con sistemi audio e video multimedia wall e sistemi touch. Da questo punto è possibile transitare attraverso la manica di collegamento tra l’edifico di accoglienza e la Residenza, già allestita come spazio museografico, come una sorta di percorso di apprendimento a partire dalla cronologia della residenza sabauda, proseguendo con il rapporto tra il costruito ed il territorio circostante, confrontandosi con le residenze piemontesi della corona di delizie e con le residenze reali europee. Uno spazio, insomma, innovativo dove la percezione artistica passa attraverso suggestioni sensoriali anche extravisive, dove l’approccio alla visita avviene con luci, immagini e suoni interattivi, con i quali il visitatore è suggestionato già prima di entrare alla villa. Sempre allo stesso livello, abbiamo realizzato i locali cosiddetti di regia, comprensivi di una sala riunioni, spogliatoi e servizi per il personale (indicati con il n. 6-7-8-9 in legenda tav. 2) e un locale tecnico. Ad una quota altimetrica inferiore si può accedere o dall’esterno della medesima facciata, o dal foyer mediante una rampa a pendenza inferiore all’8%, alla caffetteria (indicato con il n. 1 in legenda tav. 2), a sua volta servita da ulteriori locali adibiti a servizi igienici sia per il pubblico, sia per il personale, (indicati con il n. 9-17 in legenda tav. 2), da un locale per la preparazione dei cibi e spazi accessori (indicati con i n. 11-12-13-14 in legenda tav. 2) in modo tale da rendere indipendente la fruibilità dello spazio ristoro rispetto all’attività museale. L’uso autonomo di tale spazio può essere integrato dal servizio bookshop per la rivendita o la consultazione di testi (anche in promozione di future visite). Sul pavimento della Caffetteria e nella manica di collegamento, vengono evidenziati i resti delle fondazioni dell’ex palazzo Chiablese, così come visibili dal parterre esterno. Partendo sempre dal foyer possiamo invece raggiungere la sala polifunzionale o attraverso il collegamento verticale dato dall’ascensore o percorrendo la rampa esterna: lo spazio può convertirsi facilmente in mostre temporanee, sala congressi, laboratori sia per bambini e ragazzi, sia per portatori di handicap, e spazio catering. LA STRUTTURA Il sistema portante per il nuovo edificio si suddivide in due parti: quello relativo ai livelli interrati, della caffetteria e del piano terreno e quello relativo alla ripa verde, alla gradonata panoramica verso la città ed alla sala polifunzionale all’ultimo piano. Le strutture portanti dell’edificio sono costituite da un sistema misto di acciaio e calcestruzzo armato per gli elementi portanti verticali ed orizzontali. Lungo la facciata ovest sono disposti pilastri in acciaio con un interasse di 2 m, costituiti da due elementi in acciaio a sezione rettangolare accoppiata. Tali elementi oltre a costituire il supporto per gli orizzontamenti dei diversi livelli del progetto (livello caffettiera, livello piano terreno, livello sala polifunzionale) vengono utilizzati come supporto per gli ancoraggi delle tamponature di facciata. Il sistema di facciata, studiato per ridurre notevolmente i costi, consiste nell’uso esclusivo di crociere e nell’utilizzo di vetro stratificato per i pannelli di tamponamento. L’appoggio delle travi di copertura è assicurato da una trave in calcestruzzo che corre parallelamente alla struttura esistente dei vani tecnologici e dei servizi. La struttura della salita di accesso è sostenuta, invece, da travi in acciaio che seguono l’andamento della gradinata. Lo schermo esterno alla gradinata di ingresso è costituito da elementi in legno di betulla autoclavati ancorati a montanti metallici a scomparsa. Ogni lamella è doppiamente vincolata alla trave di cordolo della gradinata esterna e l’intero sistema presenta correnti verticali di controvento. ECOLOGIA E CONTROLLO DEI CONSUMI ENERGETICI I materiali utilizzati sia per la struttura sia per le opere estetiche di schermatura, sono stati scelti tra i prodotti ecologicamente migliorativi. Acciaio (a norma EN 10088-2-3): materiale ferroso, contenente principalmente cromo e nichel in lega, possiede bassa conducibilità termica e sul piano ecologico, ha buone prestazioni in quanto indefinitamente riciclabile, non emette ossidazioni che si riversano nell’ambiente, non presenta nocività per le persone, è igienico grazie alla compattezza della superficie metallica che ostacola l’annidamento di batteri. Vetro: possiede una totale inerzia chimica e biologica, impermeabilità ai liquidi, ai gas, ai vapori e ai microrganismi, inalterabilità nel tempo, sterilizzabilità e perfetta compatibilità ecologica grazie alla possibilità di riciclo per un numero infinito di volte. Legno (di betulla): risorsa naturale fondamentale e rinnovabile, la cui produzione richiede un dispendio di energia notevolmente inferiore rispetto ad altri materiali da costruzione. Per il controllo di consumi energetici vengono proposte soluzioni prevalentemente strutturali, relative cioè alla costruzione dell’edificio: un forte isolamento delle pareti esterne, delle superfici sottostanti il pavimento e della copertura verde. Il verde in copertura è stato utilizzato, oltre che come gioco antropico di geometria e continuità visuale, come dispositivo tecnico per la mitigazione ambientale. L’elemento naturale è stato trasformato in un vero e proprio materiale costruttivo di grande valenza estetica ed ambientale, capace di influenzare positivamente i fattori microclimatici ed energetici, aumentando l‘inerzia termica. Il verde in copertura è diventato uno strato di finitura esterna, corredato da accorgimenti tecnici per quanto concerne i sistemi di irrigazione, direttamente derivati dal recupero delle acque piovane. Allo stesso modo, anziché inviarle in fognatura, si raccolgono e recuperano le acque reflue provenienti dagli scarichi dei sanitari: queste ultime andranno poi depurate e devitalizzate con tecniche di purificazione bioecologica, sfruttando la pendenza della collina pensata a copertura, con l’inserimento di una serie di flowform (piccole vasche a forma di doppio rene) a ridosso della rampa. CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Impianti di climatizzazione Gli impianti di climatizzazione saranno realizzati nei locali Caffetteria, Area attesa, Bookshop, Biglietteria, Sala riunioni e Regia; saranno del tipo a ventilconvettori a quattro tubi ed aria primaria. Gli impianti di climatizzazione avranno funzionamento e regolazione indipendente. Saranno alimentati con acqua calda ed acqua refrigerata prodotte dall’impianto centralizzato. Nella Caffetteria sarà realizzato un impianto di riscaldamento con pannelli radianti a pavimento con integrazione dell’aria primaria tramite bocchette lineari ubicate a filo vetrate. Negli altri locali ove è previsto l’impianto di climatizzazione, ciascun ambiente sarà dotato di ventilconvettore (a pavimento od a parete) dotato di regolazione della temperatura del locale mediante un termostato ambiente agente su una valvola di regolazione della portata d’acqua circolante nella batteria; ciascun ambiente sarà dotato di regolazione indipendente. L’aria primaria, per il rinnovo dell’aria ambiente ed il controllo dell’umidità, sarà di tipo centralizzato; l’impianto sarà costituito da una Unità di Trattamento Aria (UTA) dotata di umidificatore a vapore, batterie di pre e post riscaldamento e raffreddamento e recuperatore di temperatura del tipo a flussi incrociati (privo di contatto tra l’aria di rinnovo e quella di estrazione); l’UTA potrà essere ubicata all’esterno e sarà dotata di pannelli fonoassorbenti. L’aria trattata sarà canalizzata ed immessa tramite diffusori in ogni ambiente. Verrà realizzato un impianto di estrazione aria dai servizi igienici e dagli spogliatoi. Il recupero termico sarà realizzato sottraendo parte del calore contenuto nell’aria estratta dai servizi, cedendolo all’aria esterna di ventilazione. Saranno installate serrande di regolazione di tipo automatico nei canali di immissione ed estrazione aria in ambiente, ove occorrente, per consentire un’agevole controllo delle portate d’aria e delle temperature. Nei locali ubicati a quota – 1,00 mt. (dispensa, preparazione cibi, ecc.) saranno realizzati impianti con ventilconvettori ed aria primaria di integrazione; particolare cura sarà prevista per l’impianto di estrazione aria, che sarà dimensionato per impedire la propagazione degli odori verso gli altri ambienti. Nei servizi igienici verranno installati radiatori a piastre di ghisa (od alluminio), comprensivi di valvole termostatiche. Centrale Termica All’interno della Centrale Termica sarà installata una caldaia a condensazione, del tipo ad alto rendimento, completa di tutti gli accessori previsti dalle Norme vigenti; sarà altresì realizzata la distribuzione termoidraulica tramite collettori principali, gruppi di pompaggio in esecuzione gemellare e relativi organi d’intercettazione. Impianto di produzione frigorifera L’impianto di produzione frigorifera sarà realizzato mediante un gruppo frigorifero condensato ad aria e di tipo canalizzabile, idoneo per installazione all’interno del locale tecnico; il gruppo frigorifero avrà un’elevata efficienza. Impianto di supervisione e controllo Al fine di garantire un più agevole controllo del funzionamento degli impianti, si prevede la possibilità di realizzare un impianto di supervisione e controllo che consenta di monitorare lo stato di funzionamento, blocco, allarme delle principali apparecchiature oltre al rilevamento dei principali parametri di funzionamento; il sistema sarà espandibile. Impianti elettrici Tutti gli impianti elettrici e quelli speciali a servizio degli ambienti saranno conformi alle norme vigenti ed alle norme di buona tecnica. Impianti sanitari E’ prevista la realizzazione di nuovi impianti idrosanitari. I nuovi impianti saranno alimentati dalle reti di distribuzione dell’acqua potabile fredda, dell’acqua calda sanitaria e relativo ricircolo. Le dorsali di alimento si attesteranno in un punto di allacciamento all’impianto di distribuzione, dotato di organi di intercettazione. La linea di ricircolo sarà derivata dalla linea di distribuzione dell’acqua calda, in corrispondenza della derivazione a servizio dell’ultima utenza. Le tubazioni di scarico saranno collegate ai nuovi collettori posati sottopavimento, collegati in modo indipendente alle colonne di scarico.
3 users love this project
Comments
    comment
    user
    Enlarge image

    Seguendo il percorso di restauro finora perseguito ed i dettami di questo concorso, abbiamo tentato di ricucire lo strappo in cui si inseriscono le preesistenze dell’ex edificio Chiablese, distrutto a seguito dei bombardamenti del 1942-43, realizzando sul sedime del medesimo un nuovo edificio a completamento visuale e funzionale della Villa, partendo dall’idea dei percorsi che si dipanano diventando architettura verde ed emozionale. A partire dagli antichi percorsi di accesso e dalla forte...

    Project details
    • Year 2010
    • Main structure Steel
    • Client MIBAC
    • Status Competition works
    • Type Museums / Monuments / Recovery/Restoration of Historic Buildings
    Archilovers On Instagram
    Lovers 3 users