Isola Rossa - 1° premio

Progetto vincitore del 1° premio del concorso Costeras - Isola Rossa Trinità d’Agultu / Italy / 2007

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IDENTITÁ DELLE IMMAGINI
Quando l’identità dei luoghi non è stata valorizzata a pieno, solo una caratterizzazione differenziata e unica di ciascuno di essi reintroduce ed esalta il potenziale del sito.Essendo il tempo un valore referenziale e strutturante le relazioni simboliche ed affettive tra le persone e gli spazi, il progetto (dalla riqualificazione urbanistica all’elaborazione architettonica) rafforza la costruzione di un immaginario avvolgente, creando così una memoria collettiva. Partendo da un’attitudine integrante, l’intervento mantiene le memorie del posto che modellano l’immaginario di un passato recente, cercando la reinterpretazione del medesimo: in questo modo si risponde a problemi attuali e li si relaziona con il fattore “tempo” nel quale lo spazio subisce una metamorfosi.
Nel momento in cui l’intervento non si plasma solo attraverso la forma e lo spazio, ma anche per mezzo della capacità evocativa e d’appropriazione delle persone, diventa importante il suo inquadramento simbolico-contestuale: i percorsi sinuosi che accompagnano la topografia e le tonalità rosse che richiamano le trame dell’Isola Rossa e della Torre Aragonese, agiscono da complemento per il verde intenso della macchia mediterranea che tanto caratterizza la Sardegna e Isola Rossa.

APPROCCIO METODOLOGICO
La proposta punta a rispondere alle emergenze della borgata partendo dalla gestione degli spazi pubblici e dall’appropriazione delle zone ad alto valore naturale e rappresentativo: nel rinnovo della relazione degli abitanti con questi spazi, sta la volontà di trasformare la natura in paesaggio nel suo più stretto significato, e sono comprese le aspirazioni per uno sviluppo sociale ed economico. In un continuo confronto tra grande scala e analisi di dettaglio, il progetto è la risultante delle proposte per la risoluzione dei problemi di carattere simbolico-rappresentativo, viabilistico e di fruibilità (parcheggi e accessibilità dei luoghi) che ovviamente influenzano quelli di tipo paesaggistico, sociale e antropologico: sia l’abitante che trascorre grossi periodi dell’anno, sia il turista che passa pochi giorni nella borgata devono essere in grado di appropriarsi delle sue caratteristiche e delle matrici naturalistiche che determinano la zona. L’ipotesi che si pone a monte della pianificazione, non è quella di una crescita sostanziale, bensì di uno sviluppo legato alla stagionalità dell’utenza: il periodo di presenza può amplificarsi rispetto ai soli mesi estivi, collegandosi a eventi di tipo culturale o eno-gastronomico da organizzarsi durante l’anno.
Se ne deduce che il progetto in questione deve concretizzarsi in una struttura flessibile e leggera che possa adattarsi al reale afflusso, senza che previsioni erronee pregiudichino il profilo urbanistico e la morfologia di Isola Rossa (già compromesso dalla precedente evoluzione della borgata) né pesino eccessivamente sull’ecosistema locale. Le esigenze stagionali non possono convertirsi in edilizia di forte impatto: il progetto suggerisce soluzioni aperte atte a stimolare nuove proposte o combinarsi con esse.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO
In una generale inclinazione all’uso pedonale di Isola Rossa, l’enfatizzazione dello spazio pubblico rispetto a quello privato si traduce nello sviluppo del Nuovo Lungomare che, proseguendo il Lungomare Dettori, coinvolge il Porticciolo per poi collegare la Torre Aragonese alla spiaggia de La Marinedda: questi elementi diventano matrice organizzativa e, allo stesso tempo, conseguenza delle nuove attività commerciali, ricreative e ricettive. Piazze e percorsi articolati con la topografia incontrano il loro limite negli scogli, si relazionano con le rocce e protendono verso l’acqua. Il legame con il luogo si materializza attraverso un tracciato di spazi verdi e spazi di riunione, affianco ad un mare sempre presente.La topografia si costituisce su piani in pendenza od orizzontali e percorsi ondulati che compongono il paesaggio. I cammini si allineano, si biforcano e si fondono in una piazza o in un giardino costituendo un ambiente al suono delle onde che battono sulle rocce. Le architetture che intendono concretizzare questa concezione della borgata, offrono differenti gradi di integrazione all’ambiente: dal massimo grado, al quale corrispondono l’Enoteca (sotto la Piazza Aragonese) e il Campeggio nel Parco Santissima Trinità, al grado minimo, come nel caso dell’Hotel e del Nuovo Mercato del Pesce. Di contro, proprio nel momento in cui, per ovvi motivi tecnici, l’architettura non può integrarsi completamente nell’ambiente e nella sua morfologia, questi oggetti protendono verso il paesaggio e, trasformandosi in grandi finestre, ritagliano gli scorci più sensazionali della borgata.
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    Project details
    • Year 2007
    • Status Competition works
    • Type Urban Renewal
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