ELLIssE MODuloR

Concorso di IDEE | Riqualificazione P.zza Don Musazzi Garbatola / Italy / 2010

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LETTURA E INTERPRETAZIONE DEL LUOGO | L’ubicazione della piazza Don Musazzi, in posizione baricentrica rispetto al nucleo abitativo di Garbatola e prospiciente la Chiesa dedicata a S. Francesco d’Assisi, fa sì che questa si raffiguri come il fulcro tradizionale della comunità e rappresenti un luogo di connessione importante fra parti del centro diversamente connotate. Questa si trova, infatti, definita da una cortina edilizia direttamente affacciata sulla piazza, le attività commerciali, il centro parrocchiale e dalle due strade urbane a scorrimento principale. La morfologia degli edifici esistenti introduce alla geometria del vuoto urbano e connota il luogo come piazza. Ciò nonostante, l’attuale conformazione della stessa non consente di viverla appieno e di cogliere la ricchezza di memoria e di segni che ne costituiscono una dimensione identitaria per i residenti. Inoltre, il ristretto sagrato della chiesa e la limitata sezione del marciapiede sono soverchianti al punto da eliminare uno spazio centrale dedicato alla sosta e all’incontro, o tanto meno alla fruizione dello spazio. Fra gli elementi di criticità si devono quindi notare in primo luogo la scarsa vivibilità della piazza congiuntamente alla mancanza di relazioni fra la piazza stessa e il suo intorno e la carenza di una misura spaziale ordinatrice delle sue funzioni. DECISIONI DI PROGETTO | Il primo atto progettuale è stato pertanto quello di esaltare la spazialità di questi luoghi, creando un sistema unico tra la Piazza, il Sagrato della Chiesa e Via S. Francesco d’Assisi. Questa scelta stilistica, permette di avere una più amplia percezione dello spazio e consente di unificare con un unico gesto queste diverse pluralità. Pertanto la metodologia progettuale sulla quale è basata la nostra proposta di concorso vuole essere traduzione geometrica e architettonica di questi valori, capaci di rendere uno spazio riconoscibile e fruibile e fa del sistema dei flussi relazionali la propria spina dorsale. Sono state a tal proposito tracciate delle traiettorie immaginarie che unissero razionalmente (ovvero seguendo il tracciato della linea più breve) questi catalizzatori i quali, anche se non fisicamente segnalate o individuate sulla pavimentazione, sono facilmente perseguibili in quanto si identificano come percorsi privilegiati per i pedoni che si trovano a dover percorrere questi spazi. Anche l’incidenza dei flussi veicolari all’interno dell’area è stata minimizzata: il traffico veicolare sarà convogliato su una sola corsia ad unico senso di marcia; i percorsi pedonali ed i flussi veicolari avranno un unico livello altimetrico (non saranno distinti i marciapiedi dalla strada); inoltre, la scelta della stessa tipologia di pavimentazione -lastre in pietra ricostruita carrabile scalpellinata e martellata- tra i due percorsi (carrabile e pedonale) consente di avere una visione unitaria di questa spazialità. Il percorso pedonale sarà facilmente individuato e separato dal percorso carrabile grazie al differente trattamento superficiale della pavimentazione e alla presenza discreta dei dissuasori di traffico. Il tracciamento dei flussi ha permesso la naturale individuazione di due ambiti funzionali: Piazza e Sagrato. Lo stato di fatto manca di una centralità strutturata che si ponga come atto fondativo e catalizzatore per l’intero territorio. Ecco perché si è voluto individuare una parte privilegiata dell’area, ecco perché parte della piazza, diviene sopraelevata (+0,43cm). Come meglio rappresentato all’interno degli elaborati grafici tale basamento sarà realizzato mediante un fondo di calcestruzzo, rivestito anch’esso del medesimo materiale della pavimentazione ed evidenziato da un discreto fascio luminoso a led. Sarà possibile accedervi mediante rampe, piccole gradinate o direttamente da qualunque punto. Si è voluto includere all’interno del progetto anche il Sagrato poiché elemento di focale importanza nella Nostra cultura. La situazione attuale del Sagrato è costituita invece una sorta di spazio non definito e non utilizzabile. Il progetto prevede, brevemente, di riconnettere i due margini urbani rimuovendo la cinta ed ampliando gli spazio di pertinenza, riappropriandosi così dell’ambiente sociale che adesso è inesistente o relegato all’esiguo marciapiede che costeggia la Chiesa. L’elemento puntuale, ivi posizionato, costituito da lampade a led luminose, vuole essere inteso come una nuova possibile forma di espressione della Commemorazione dei Caduti. Il Sagrato risulta in questo modo essere un continuum spaziale e teatro di incontro e scambio sociale rispettoso della sua funzione e della memoria. Riteniamo inoltre che la piazza debba recuperare allo stesso tempo la sua funzione di cerniera e di riconnessione fra le polarità ivi presenti: Chiesa/Piazza e accesso al centro/negozi. E’ da questo concetto che si generano le ellissi. Esse sono rappresentazioni reali di un’immagine astratta: un segno continuo che unisce la totalità con un unico gesto armonico. Abbracciano il sagrato della Chiesa convogliando i fedeli verso la Piazza luogo più amplio e più adeguato per la sosta, raccordano la piazza sopraelevata con il parterre ed uniscono in un tuttuno l’arredo urbano. Le ellissi sono difatti un sistema complesso e mutevole: sono sedute che divengono portabiciclette e che si fanno fioriere o cestini portarifiuti. L’idea parte dagli studi sull’anatomia umana condotti dall’architetto Le Corbusier per i quali il corpo umano diviene unità di misura e riferimento per la funzione che a sua volta genera la forma. La Panca Modulor vuole essere un segno identificativo per l’intervento -il colore rosso- con il quale interagire e da vivere: su di essa ci si può sedere, sdraiare, leggere, camminare … Il loro posizionamento, in stretta dipendenza con il sistema generatore dei percorsi, partecipa alla interpretazione di un unico elemento all’interno del quale si possono individuare piccoli e differenti ambiti a misura d’uomo all’interno dei quali il singolo o più persone possono trattenersi per momenti di piacere da vivere all’aria aperta. Il sistema delle sedute risulta composto da un tuttuno di panche/arredo urbano realizzati con elementi modulari connessi tra loro in acciaio cor-ten tipo A antiruggine - antigelo e ad alta resistenza meccanica. E’ un elemento di design ma per il quale si è puntato alla fattibilità e all’economicità della sua realizzazione utilizzando sistemi costruttivi usuali e materiali commercializzati. La Panca Modulor si distingue per la sua completa libertà interpretativa e di vivibilità: non si sono volute appositamente individuare dei veri e propri spazi dedicati alla seduta in modo da non vincolare l’utilizzo dell’intera Piazza considerata come un unicum funzionale in cui è l’uomo a scandirne gli ambiti. L’arredo urbano, composto dalla Panca Modulor, dai lampioni e dai dissuasori di traffico, è stato progettato come elemento nella sua globalità, inteso come un sistema di segni polisemici dai medesimi tratti distintivi -colore,materia..- e destinati alla interpretazione dei cittadini. Altro elemento che partecipa alla realizzazione architettonica del nuovo spazio urbano è il verde: non più spazio di risulta inutilizzato ma filtro che permette il passaggio dalla “scena pubblica” della nuova Piazza alla “scena privata” della residenza.
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    Project details
    • Year 2010
    • Main structure
    • Client Comune di NERVIANO - MI
    • Status Competition works
    • Type Public Squares / Urban Furniture / Restoration of old town centres / Urban Renewal