Simone Micheli's house

Florence / Italy / 2009

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Vivere in un lusso etico. Le radici del progetto creato da Simone Micheli per la casa di Firenze dove vive con sua moglie Roberta e con suo figlio Cesar, partono dalla mirata e precisa riflessione su cosa rappresenta la parola lusso oggi per l’Architetto toscano. In occasione del “XXX Congreso Colombiano de Arquitectura” tenutosi nel 2007 a Barranquilla (Colombia), Micheli recitava: “ … il nuovo lusso non è immobilità o abitudine, ma è libertà, movimento, è un pensiero leggero ed inebriante, è poter scegliere ogni giorno e ogni istante dove e come vivere, è poter reinventare continuamente il proprio luogo abitato. Il nuovo lusso, in architettura, è legato alla basica volontà di riappropriarsi delle piccole bellezze e verità del quotidiano, dell’intimità delle sensazioni; è legato a vuoti più che a pieni; è più mentale che fisico; non è opulenza ma trasparenza. Vi parlo di possibili luoghi in cui già echeggia la storia della vostra-nostra vita sotto forma di essenza visiva, olfattiva, tattile, uditiva. Vi parlo di un nuovo racconto che proviene dal passato portando con sé il sapore di posti lontani, ma proiettato in un futuro prossimo e venturo. Un futuro non fatto di mimesi, di emulazione, ma di una verità e di un’unicità che ci avvolgono nel loro bozzolo protettivo, permettendoci di vivere e non sopravvivere in una realtà sempre più inquieta ed alienante. Vi parlo di non-luoghi, di habitat naturali dove ogni uomo può far emergere la propria personalità più profonda e sincera, in cui ritrovare il reale contatto con se stessi e con la natura che ci ha generato. Armonia visiva unita ad un’armonia interiore, specchio del nostro stato d’animo che si fa più pacato ed equilibrato. Congiunzione di spiritualità e bellezza che ci coinvolgono in una relazione estetica con ciò che ci avvolge e che contribuiamo a costruire col nostro corpo fisico ed oltre-che-fisico. Nasce, così, uno spazio adatto alla crescita individuale, ma anche allo sviluppo della nostra presente o futura famiglia, orgogliosa e riconoscente di avere il privilegio di godere della coesione che la circonda. Coesione che si ripercuoterà anche nelle relazioni e interazioni quotidiane, arricchendole di passione e sentimento. Il mio desiderio è porre al centro l’uomo ed i suoi sensi, stimolandolo con forme, immagini, colori, luci, materie, il tutto unito in un connubio di trascendenza e immanenza, astrazione e concretezza, sogno e realtà. Vi parlo di spazi di un mondo, dunque, in cui l’uomo rappresenta una quarta dimensione tutta da studiare e soddisfare sensorialmente ma non solo, in cui ogni elemento è pensato per ritornare idealmente alle origini del tempo, dove tutto era puro e semplice. Credo che oggi la parola lusso potrebbe tranquillamente trasfigurare i propri tratti connotativi. Vivere in una lussuosa sfera oggi significa riuscire ad amare ed essere amati in maniera vera, piena e completa, significa essere immersi nella semplicità facendo diventare un filo d’erba che ondeggia sotto l’effetto del vento il centro della nostra attenzione, significa riappropriasi delle verità della vita, significa vivere la bellezza nel quotidiano ed attraverso la sua impalpabile fisicità crescere e far crescere, significa ri-pensare, significa sognare, significa ricominciare ad amare senza aspettarsi niente, significa dare senza ricevere. Significa costruire senza distruggere, significa creare, con forte senso etico, processi realmente sostenibili che possano, a loro volta, divenire generatori di sana bellezza.Questa è la mia visione del lusso, non fatta di ridondanza ed opulenza, ma di cose essenziali, di etici gesti contenutistici, di spazi vuoti costellati solo dagli elementi basilari. Voglio costruire nuova storie connesse al mondo della meraviglia, libere dai vincoli tradizionali, mirate a semplificare e valorizzare la vita dell’uomo nello spazio in cui tutto sia privo dell’inessenziale non desiderato”. La casa di Cesar, di Roberta e di Simone sembra rappresentare la materializzazione di queste profonde parole. E’ una dimora definita attraverso l’uso di materiali al 90% eco compatibili ed è un vero e proprio ritratto iper realista legato alla dimensione del “lusso etico” che Simone Micheli sta ricercando con il suo quotidiano fare architettonico. Si tratta di un intervento dinamico, di estrema freschezza e vivacità all’interno di un’antica tessitura ottocentesca che ha trasformato questi spazi, carichi delle memorie del luogo, in un ambiente nuovo, atto ad ospitare frammenti significanti connessi alla vita metropolitana, veloce, rapida, in continuo fluire. Così, in una disgregazione sintattica dei canoni distributivi residenziali, il grande spazio a tutt’altezza, diviso da un arcone in mattoni e ritmato dalla scansione delle travi del soffitto e delle grandi aperture sul giardino antistante, ospita, in successione, gli episodi del vivere quotidiano mentre un cuneo, un elemento volumetrico diagonale, di altezza ridotta, accoglie al suo interno i servizi e la cucina. Al di sopra di questa scheggia, raggiungibile attraverso la scala posta a chiusura dell’intero discorso narrativo, si trova uno spazio dedicato al gioco dei bambini. Una ragnatela, una trama di fili, a metà tra un immaginifico acchiappasogni indiano e un microcosmo apparso in visione a Tomas Saraceno, mette in sicurezza l’intero piano e crea una informale, preziosa cornice che corona elegantemente e con leggerezza il corpo dei servizi. L’asse longitudinale, innescato dallo sviluppo volumetrico del soggiorno, trova poi un contrappunto, un transetto minore, in corrispondenza della cucina, nivea scultura scandita esclusivamente dalla partizione delle ante, ricavata a nicchia nel corpo aggiunto, che dilata lo spazio anche nella dimensione perpendicolare alle finestre. Lungo questa dilatazione trasversale trovano posto i tavoli in vetro per il pranzo ed il lavoro, ed uno schermo che, scendendo dal soffitto, può separare visivamente la cucina dal resto dell’ambiente. Informale, sospeso tra il minimalismo ed il radical chic, assolutamente antiborghese, lo spazio cristallino, candido ed immacolato viene lacerato da squillanti, vivacissimi squarci di colore. La libreria, una sottolineatura verde acido, gli arredi in specchio e i divani, morbide nuvole rosa, così come la parete di fondo, animano l’intera narrazione architettonica. La percezione che si ha è quella di uno spazio estremamente anticonvenzionale, visionario, in cui bollicine di colore, galleggiando in un candido mare immacolato, generano emozioni legate all’innocenza infantile, alla leggerezza, alla gioia. Le pareti originali del manufatto ottocentesco sono state stonacate e decapate, in filologico contrasto con le pareti, perfettamente lisce, di nuova realizzazione. Il pavimento, in piastrelle in gres porcellanato di grande formato, sono di un bianco assoluto, luminosissimo così come le pareti, i surreali pouf sferici in ecopelle e le laccature della cucina, delle superfici laterali degli arredi in specchio e delle basi di appoggio degli imbottiti. L’illuminazione, realizzata con faretti orientabili incassati nel controsoffitto e lampade con ottica molto stretta, sottolinea teatralmente ed esalta gli episodi lirici, volumetrici e cromatici, della composizione. Le camere da letto ed un secondo bagno sono ricavate da una partizione trasversale del volume originario. Come il resto della residenza, anche le camere da letto sono caratterizzate da un estremo candore e dall’essenzialità dei gesti architettonici. Pochi arredi, trattati come elementi unici e totemici, caratterizzano i diversi spazi. La camera da letto matrimoniale, fluttua in un’atmosfera sospesa tra il sogno e la realtà. Un grande specchio rotondo retroilluminato con luce blu sorvola galleggiando come un ufo il letto, il cui materasso poggia su un tappeto volante, piegato a formare anche la testata del letto, costituito da una struttura rivestita in pelle. L’armadio a tutta parete, completamente laccato bianco e punteggiato con delicatezza dalle essenziali maniglie cromate, fa da sfondo agli altri episodi caratterizzanti l’onirico e rassicurante ambiente: il grande specchio, appoggiato alla parete e contenente un monitor TV, e i vasi, morbidi sassi di fiume, in ceramica, alloggiati su un basso ripiano ellittico in legno. Se la camera di Roberta e Simone è armoniosa e delicata, la camera di Cesar è invece gioiosa e frizzante. Un serpentone giallo, una deformazione del canonico elemento letto, si snoda su due lati della stanza e diventa base di appoggio per i giochi, i libri e per il materasso. Bollicine di gialla gazzosa salgono dal letto e colorano gioiosamente la parete opposta a quella occupata interamente dall’armadio a parete. Una scrivania e delle mensole, sempre laccate color giallo e dalle geometrie arrotondate, completano, con il pouf cilindrico in ecopelle bianca, i tappeti circolari neri e lo specchio rotondo retroilluminato con luce blu, il vivace spazio, a misura di bambino, ideale per giocare, per studiare, per vivere in una dimensione immaginifica e fortemente stimolante. I due bagni sono trattati con estrema semplicità e pulizia formale, con pochi, essenziali elementi caratterizzati dalle forme morbide e dalle candide finiture. Mario Praz, nella sua Filosofia dell’arredamento, sostiene che “come molti mobili sono calchi del corpo umano, forme vuote per accoglierlo, così tutto l’ambiente finisce col diventare un calco dell’anima, l’involucro senza il quale l’anima si sentirebbe come una chiocciola priva della sua conchiglia”. Così questa casa risulta il calco di un’anima vivace, dinamica, metropolitana, che sogna il futuro. Un calco assolutamente contemporaneo, intrigante, imprevedibile, inconfondibilmente firmato dall’architetto Simone Micheli. Living an ethical luxury. The genesis of the plan of the House in Florence by Simone Micheli where he lives together with his wife Roberta and his son Cesar lies its foundations in the concept of modern luxury the Tuscan architect developed after a thorough and targeted thinking. During the “XXX Congreso Colombiano de Arquitectura” ( 30th Colombian Architecture Convention) which took place in Baranquilla (Colombia), Simone Micheli asserted: “ …the new luxury does not mean immobility or habit, but rather freedom and movement. It is a light and stirring thought, at any moment we are able to choose where and how to live and to reinvent the environment we live in. As for architecture the new luxury is related to the idea of regaining the beauties and the truth of our daily life together with our inner feelings. It is more connected with vacuums than with plenums, more with mind than with body. It does not mean opulence but rather transparency. I am talking about possible places where yours and our histories are echoing in the shape of visual, olfactory, tactile and auditory essence. I am telling you a story which has its roots in the past and in the tastes of exotic places but at the same time it is near and next future oriented. This future I am referring to is not made up of mimesis, emulation but rather it reprensents the truth and the oneness which envelope and protect us in order to live instead of just surviving in a restless and alienating reality. I am talking about non-places, natural habitats where the deepest and the most genuine personality of each person emerges and where anyone can establish a symbiotic relationship with himself and with the nature which created us. It has visual and inner harmony, it is the mirror of our mood which becomes calmer and stabler. Spirituality and beauty involve us in a aesthetic experience with all that is around us and with all we build with our body and mind. All this leads to the birth of a new place suitable for the inner growth but also for the development of our present or future family which is proud and grateful for having the chance of enjoying the cohesiveness the family is surrounded by. Daily relations and interactions as well will benefit from this cohesiveness by being enriched with passion and enthusiasm. I aim at making man the main focus of attention by stirring up his senses by means of shapes, images, colours, lights, materials and by creating a scenario hovering among trascendence and immanence, concreteness and abstraction, dream and reality. I am referring to spaces in the world, where man represents a fourth dimension worth studying and to be sensorially satisfied. Moreover, each element in these spaces bring man back to the origins of time when everything was pure and simple. In my opinion the word luxury could go beyond the limits of its meaning. Nowadays living in a luxurious sphere means being able to love and being loved in a genuine and absolute way, it means being surrounded by simplicity and let have our attention drawn by watching a grass blade waving in the wind. It means regaining the truth of life, living by appreciating the beauty of each day and by growing through the intangible physicity. It means reconsidering, dreaming, starting to love again without asking anything back, giving without having anything back. It means building without destroying, creating processes having a strong ethical sense and capable of becoming generators of healthy beauty. This is how I see luxury, which does not mean opulence and redundancy but rather the essentials, ethical gestures contents oriented, free spaces with scattered basic elements. I wish to create new stories connected with the world of the wonders having no bonds with tradition, I aim at symplifying and improve the life of man by eliminating all the unessential and undesired in the space he lives in”. The house of Cesar, Roberta andSimone Micheli seems to embody the spirit of these words. It is a residence made up of 90% eco compatible materials and it is an authentic hyperrealist portrait of the “Ethical Luxury” which is one of the main focuses of his daily architectural searching. It is a dynamic, extremely fresh and vivid intervention taking place in an ancient 1800 setting which has converted these spaces laden with memories into a new environment capable of hosting meaninful fragments connected with a fast and unstoppable metropolitan life. In this way the full-height space which breaks the residential distribution rules is divided by a big brick arch, it features an unconventional distribution pattern on the ceiling and large openings revealing the opposite garden. It hosts the episodes of daily life in succession while a wedge, a low height diagonal volumetric element hosts services and the kitchen. Above this splinter which can be reached by walking the staircase we find a space for children to play marking the end of the whole visual description pattern. A spiderweb, a thread texture, somewhere between an Indian dreamcatcher and a microcosm appeared to Tomas Saraceno in a vision watches over the floor and creates an informal and valuable frame which embellishes the body of the services in an elegant and light way. The longitudinal axis which is triggered by the volumetric development of the living room meets a counterpoint, a minor transept in correspondance with the kitchen, a snow white sculpture marked exclusively by the partition of the doors which forms a niche in the added body resulting in dilating space in the dimension perpendicular to the windows. All along this transveral dilatation glass tables for lunch and work are located together with a screen coming down the ceiling which can visually separate the kitchen from the rest of the environment. This informal crystalline, naive, immaculate, antibourgeois, suspended between minimalism and radical chic is torn by ringing and vivid patches of colours. The bookcase, an acid green highlight, the mirror furniture and couches, which look as soft as pink clouds, as well as the back wall lend liveliness to the overall architecture. The perception of this space is highly unconventional, visionary where colour bubbles flotating in an spotless sea generate emotions connected with childish innocence, lightness and joy. The plaster of the original 1800 walls was stripped off and they were pickled thus forming a philological contrast with the the new smooth walls. The big size enamelled grès porcelain tiles floor are absolute white, they are as bright as the walls, the surreal ecoleather spherical poufs and the kitchen lacquering, the mirror furniture side surfaces and the bases of the stuffed furniture. The lighting featuring built in adjustable spotlights located in the false ceiling and the lamps with very narrow optics underline and enhance the lyric volumetric and cromatic episodes of this composition. The bedrooms and another bathroom are located in a transversal partition of the original volume. The bedrooms as well as the rest of the residence are characterized by extreme whiteness and by essential architectural gestures. The furniture is composed by few single totemic elements. The double bedroom is suspended between dream and reality. A big blue backlit round mirror flies over the bed like a flying saucer. The bed mattress is supported by a flying carpet which forms the leather upholstered structured headboard with its fold. The white lacquered closet covering the whole wall is embellished with essential chromium plated handles and it sets the perfect background for other dreamlike and reassuring environments. The big mirror resting against the wall sports a TV, while the ceramic vases which look as smooth as river stones are put on a low wooden elliptical shelf. On the one hand the bedroom of Roberta e Simone is harmonious and delicate, on the other hand the room of Cesar is joyful and sparkling. A big yellow snake which represents a deformation of the standard bed unit stretches along the two sides of the room and it becomes the support for toys, books and for the mattress. Soda bubbles come up from the bed and colour joyfully the wall opposite the space totally filled by the wall closet. Yellow lacquered round shaped desk and shelves together with the white ecoleather cylindrical pouff, the circular black carpets and the round backlit mirror complete this lively and childfriendly space which is ideal for playing, studying and living in a highly stimulating environment. The two bathrooms follow a simple and formally clean pattern and feature few essential elements having soft shapes and spotless finishing. Mario Praz asserted the following words in his work named Filosofia dell’arredamento: “In the same way many pieces of furniture are similar to mouldes of the human body, to hollow shapes capable of holding it, the whole environment represents the mould of the soul, the case without whom the soul would be like a snail without its shell”. Therefore this house originated from the mould of a lively, dynamic, metropolitan future oriented soul. It is a contemporary, intriguing, unpredictable mould which has the unmistakable signature of Architect Simone Micheli forged.
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    Vivere in un lusso etico. Le radici del progetto creato da Simone Micheli per la casa di Firenze dove vive con sua moglie Roberta e con suo figlio Cesar, partono dalla mirata e precisa riflessione su cosa rappresenta la parola lusso oggi per l’Architetto toscano. In occasione del “XXX Congreso Colombiano de Arquitectura” tenutosi nel 2007 a Barranquilla (Colombia), Micheli recitava: “ … il nuovo lusso non è immobilità o abitudine, ma è libertà, movimento, è un pensiero leggero ed inebriante,...

    Project details
    • Year 2009
    • Client Simone Micheli
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence / Interior Design / Custom Furniture / Lighting Design
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