Tesi di laurea in Architettura del Paesaggio

Progetto di parco urbano nell'ambito di scenari di valorizzazione della pianura pordenonese Pordenone / Italy / 2011

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Il fil rouge che conduce attraverso le scelte progettuali descritte in questa tesi è costituito dall’acqua: l’acqua intesa come elemento fisico del territorio e come risorsa indispensabile per renderlo produttivo, l’acqua intesa come protagonista di eventi alluvionali che sempre più frequentemente negli ultimi anni colpiscono gli edificati a valle della linea delle risorgive della pianura pordenonese sia per un mancato controllo efficace delle piene montane sia per una inadeguata gestione delle piogge in città, l’acqua come elemento naturalistico. Il lavoro prende avvio da una puntuale lettura del territorio della pianura pordenonese in relazione ad aspetti di tipo geologico, idrologico, produttivo ed ecologico. Trasversalmente essa è attraversata dalla cosiddetta linea delle risorgive, più propriamente una fascia della larghezza di qualche chilometro, che determina un graduale passaggio da suoli estremamente permeabili e a scheletro prevalente, a suoli più fertili, impermeabili e argillosi. Attraverso un procedimento di analisi caratterizzato da successivi zoom in e zoom out si sono evidenziate criticità e potenzialità dei luoghi, con particolare attenzione alla parte settentrionale della pianura che attraversa un momento di forte crisi sia produttiva che ecologica. Si tratta di un territorio a carattere prevalentemente agricolo, caratterizzato da colture a seminativo intensivo, che producono un reddito di sette volte inferiore rispetto a quello registrato per la stessa coltura nei territori a valle della linea della risorgive, dove i suoli sono molto più fertili. L’elevatissima permeabilità del terreno fa sì che l’acqua utilizzata nell’irrigazione trascini nella falda acquifera sotterranea gli inquinanti derivanti dall’uso di pesticidi e concimanti chimici. Si è registrato infatti un aumento del carico inquinante presente nelle acque dei fiumi che risalgono in superficie in corrispondenza della linea delle risorgive, nonché un abbassamento del livello della falda in seguito a fenomeni di natura ciclica ma anche ai cospicui prelievi di acqua per l’irrigazione. Le soluzioni proposte per la risoluzione di queste criticità raffigurano potenziali scenari futuri di valorizzazione del territorio e consistono in: percorsi di connessione territoriale ed ecologica da realizzarsi appoggiandosi ai tracciati esistenti dei canali della bonifica lungo i quali distribuire da est a ovest esemplari di varietà di ginestre con funzione sia paesaggistica ma anche produttiva (sono infatti coltivate per la produzione di biomassa dai cui ricavi della vendita si otterrebbero i finanziamenti per la manutenzione dei percorsi), incentivazione alla conversione della coltura prevalente in frutteti, vigneti e colture arboree facenti parti del ciclo di produzione di energia da biomassa (già esistente e di cui si prevede l’incremento attraverso il potenziamento dell’impianto di biomassa del comune di Budoia per il teleriscaldamento), incoraggiare la diffusione di esemplari di Paulownia Imperialis le cui radici fittonanti hanno un effetto fitodepurante sulle acque e ricaricano la falda acquifera, definizione di punti di interesse lungo il percorso. Un altro aspetto fondamentale proposto da questi scenari è il tentativo di controllo delle piene montane che si riversano a valle determinando i gravi fenomeni esondativi a cui sempre più spesso assistiamo negli ultimi anni. Se fossero attuati gli interventi proposti dal Piano di gestione dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico per il sottobacino Cellina – Meduna gli eventi alluvionali coinvolgenti anche gli edificati cittadini sarebbero drasticamente ridotti. Un successivo affondo progettuale ha riguardato una porzione di percorso per il tratto che attraversa l’edificato del comune di Pordenone e che intercetta il parco urbano di progetto. Anche in questo caso il tema dominante è l’acqua: sia come elemento caratterizzante la città fin dalla sua fondazione, si tratta infatti di un territorio ricco di rogge e attraversato da due fiumi, ma anche l’acqua in riferimento alla sua gestione e al suo controllo. Il percorso in questo caso diventa non solo elemento di attraversamento della città e di connessione con elementi di interesse: lungo la spina principale che segue il tracciato del fiume Noncello si innestano dei filamenti che conducono alla riscoperta di spazi di pertinenza dell’acqua, attualmente poco visibili e sfruttati. Questi tratti hanno anche la preminente funzione di governare le acque delle precipitazioni violente e improvvise che gli attuali sistemi di smaltimento delle piogge non riescono a gestire efficacemente. Le pendenze dei percorsi conducono le acque verso aree umide ottenute attraverso un’attenta modellazione del terreno e le trattengono per il tempo necessario per poi rilasciarle gradualmente. Lungo il percorso si trovano inoltre i quattro accessi al parco urbano, ultimo affondo progettuale della tesi. L’area di progetto, raccolta tra due rami del fiume Noncello, ha conservato caratteristiche che rivelano il suo passato: veniva infatti sfruttata a scopi agricoli per la produzione di foraggio. È ancora evidente e funzionante il sistema idraulico di scolo della acque, costituito da scoline e canali di dreno. Si tratta di un’area molto particolare in quanto si inserisce nel tessuto urbano compatto del centro città conservando importanti caratteristiche di tipo naturalistico. L’area è stata riconnessa alla città attraverso il progetto definendo nuovi accessi scelti per le particolari caratteristiche di tipo percettivo: dalle curve di livello si nota infatti che il parco si trova in una sorta di bassura. Assumendo che gli interventi proposti dal Piano di gestione del sottobacino Cellina - Meduna siano attuati, viene definita una nuova quota di sicurezza per quest’area, permettendo di individuare due parti, una con caratteristiche del suolo più umide e meno strutturata e una seconda dai terreni più secchi e attrezzata per accogliere attività (spazi per gli orti urbani, esposizioni fieristiche, festival di land art) che coinvolgono la città in diversi momenti dell’anno. Viene ridisegnato il canale centrale di scolo, con l’inserimento di gabbioni per il contenimento di un sistema in successione di fitodepurazione anche al servizio del fiume: parte delle acque entrano e vengono poi restituite al corpo ricettore. Attraverso questo lavoro ho voluto dare esempio pratico del mio modo di procedere anche in riferimento alla scala del progetto. Il parco urbano è stato inserito in un contesto molto più ampio che lo mette in relazione alla città ma anche al territorio della provincia. Un progetto, qualsiasi progetto, soprattutto se a carattere urbano, ha delle ripercussioni che non si limitano alla circoscritta area progettuale e alle sue immediate adiacenze. Esse si riverberano sul territorio in cui il progetto è inserito. In queste poche righe è racchiuso il senso e lo scopo di questo lavoro: non solo una mera rap - presentazione dell’esito propriamente formale del tema affrontato nella tesi, ma piuttosto la volontà di rendere esplicito il procedimento teorico alla base della progettazione.
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    Il fil rouge che conduce attraverso le scelte progettuali descritte in questa tesi è costituito dall’acqua: l’acqua intesa come elemento fisico del territorio e come risorsa indispensabile per renderlo produttivo, l’acqua intesa come protagonista di eventi alluvionali che sempre più frequentemente negli ultimi anni colpiscono gli edificati a valle della linea delle risorgive della pianura pordenonese sia per un mancato controllo efficace delle piene montane sia per una inadeguata gestione delle...

    Project details
    • Year 2011
    • Status Research/Thesis
    • Type Parks, Public Gardens / Landscape/territorial planning / River and coastal redevelopment
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