HOP_NEW HOLMENKOLLEN BEACON

Oslo / Norway / 2010

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Project Team

Partner in Charge / Julien De Smedt

Project Managers / Kamilla Heskje, Morten Sletbak Have

Project Team / Aleksandra Kiszkielis, Alex Dent, Alf Lassen Nielsen, Andrea Weisser, Carlos Cabrera, Derrick Lai, Dries Rodet, Edna Lueddecke, Elina Manninen, Erik Olav Marstein, Felix Luong, Filip Lipinsky, Gunnar Hoess, Ieva Maknickaite, James McBennett, Johanna Kliment, Joue Gillet, Kristoffer Harling, Liz Kelzey, Magda Kusowska, Marco Boella, Michaela Weisskirchner, Pauline Parcollet, Robert Huebser, Tineke Vanduffel, Torkel Njå, Wolfgang Mitterer, Wouter Dons

Competition Team / Babara Costa, Derrick Lai, Mads Knak-Nielsen, Mikkel H. Sørensen, Victoria Diemer Bennetzen

Product Design / Wouter Dons

Animation Team / Shiftcontrol Studios / Jørgen Skogmo, Patrik Svensson


IL FARO DI OSLO
INTRO

Immagino che nessuno sappia perché i Norvegesi dovessero volare sui loro sci?! Era probabilmente la necessità di una scarica di adrenalina per riscaldare i corpi congelati dal freddo inverno Norvegese o forse, più semplicemente, sentivano la necessità di avvicinarsi al cielo come altri avventurosi esploratori di quei tempi. Ciò nonostante, circa 145 anni fa il primo Norvegese decollò da una collina, catapultato nel cielo, creando uno sport che si sarebbe diffuso in tutto il mondo, catturando migliaia di spettatori.
Poco dopo, Oslo ospitò la prima gara ufficiale.
Oggi Oslo rimane la capitale indiscussa del Salto con gli sci, organizzando una gara annuale di Salto sin dal 1892, avendo ospitato i giochi olimpici nel 1952 e diversi campionati del mondo.
Per favorire i cambiamenti nei regolamenti della disciplina, la collina di Holmenkollen è stata rinnovata, e parzialmente ricostruita, 18 volte. Dal momento che la città punta ad ospitare il Campionato del mondo di sci nordico nel 2011, il trampolino deve essere modificato ben al di là di ciò che la struttura attuale può sopportare.

IL LUOGO
La collina di Holmenkollen gioca un ruolo significativo nell’identità urbana di Oslo.
Nel panorama di Oslo il suo caratteristico profilo è un’icona chiara, da vicino la sua vertiginosa ripidità si inerpica verso il cielo, richiamando gli sguardi dei passanti verso l’alto; dalla cima la vista del panorama verso il fiordo è fantastica.
Il trampolino per lo skijump è un edificio non convenzionale e non meraviglia che sia una delle attrazioni turistiche più visitate di Oslo, anche quando nessuno salta! Creare una nuova pista sulle ceneri della vecchia richiede una piena consapevolezza della tradizione.

IL PROGETTO
La nuova collina di Holmenkollen prosegue la sua tradizione…verso il cielo!
Si sforza di mantenere il precario equilibrio tra maestosità e semplicità ed enfatizza il valore di segno territoriale introdu¬cendo al contempo matericità e de¬sign. Concettualmente il progetto si basa su 3 strati visivi: il panorama in lontananza, la visione ravvicinata alla base della pista e la vista verso l’esterno dalla cima del trampolino.
Per enfatizzare la silhouette, la for¬ma è affilata e di taglio semplice e utilizza il presente profilo della barriera di protezione dal vento, scostandola parallelamente verso il basso, creando un morbido rettangolo incurvato che ospita la pista del trampolino, l’ascensore principale e i locali annessi al cancelletto di partenza. La cima è tagliata orizzontalmente per accogliere una terrazza pano¬ramica. L’edificio Knoll è stato spostato più in alto sulla collina, diventando punto di ancoraggio della struttura, consentendo lo sbalzo e evitando un elemento di supporto strutturale di rottura. Da lontano la struttura apparirà come un affilato profilo lattiginoso ulteriormente proteso verso il cielo attraverso un fascio luminoso.

Ricollocare la collina fa si che se ne identifichi la funzione di accesso diretto al punto di partenza e crei una posizione privilegiata per il ristorante. Questa nuova posizione della collina si integra nel paesaggio, similmente al vecchio museo dello sci, e perciò una estensione del museo sarebbe logicamente da situarsi qui.
La nuova area della collina crea anche un comodo viadotto per la strada esistente, e un’area di scarico e di ingresso facilmente accessibile. Dalla nuova collina parte un ascensore inclinato diretto all’area di partenza.

Diagrammaticamente l’area di partenza è costituita da quattro piani che ospitano funzioni differenti, ma grazie all’ascensore che lo compenetra e alle molte aperture, diviene un grande spazio aperto e coerente che riunisce differenti usi.
In cima, la terrazza aperta conclude la visita con spettacolari viste sul fiordo e la città di Oslo.

La facciata è percepita come un’unica banda continua. Si attesta sulla cima della pista e corre lungo quella di atterraggio, racchiudendo l’intera arena e gli spalti degli spettatori in un bianco baluginante.
Il nastro splendente serve come una perenne barriera contro il vento, dalla cima alla base del bacino di atterraggio.

La facciata verso la partenza è illuminata dall’interno, tra la struttura e il vetro, per aumentare l’immagine mistica del luogo. Da lontano, il colore si stempererà in un'unica immagine con grande differenza a seconda della stagione, della notte o del giorno, ma da vicino un gradiente di zone trasparenti, traslucide e opache riveleranno i differenti livelli del programma e della costruzione; una radiografia stratificata del progetto.

Con il faro di Oslo, la lunga tradizione per lo spettacolo continua: il faro sarà visibile nel paesaggio di Oslo come un segno contemporaneo della progredita società Norvegese.


The Holmenkollen hill plays a significant part identifying Oslo. In the Oslo panorama its characteristic profile is a clear icon, up close its majestic steepness rises towards the sky, making heads tilt and from the top, the panorama view towards the fjord are fantastic. It is a building beyond conventions, and it is no wonder that it is one of Oslo’s most visited tourist attractions. To create a new slope on the soil of the old requires full awareness of its traditions.
The new Holmenkollen Beacon is extending tradition… to the sky! In emphasizing the existing landmark's values, it strives to keep the fine balance between majestic and simple, while introducing contemporary materials and design. Conceptually the project works with three stages of visibility: the far-away panorama, the close-up at the foot of the slope and the view outward from the top. The shape of the silhouette is emphasized with a sharp and simply cut. The given wind protection profile is utilized and offset in a parallel manner downward, creating a smooth bended rectangle hosting the slope, the main elevators and the top in-run program. The top is then sliced horizontally to accommodate a viewing platform. The Knoll building is moved further up the hill to serve as an anchor point for the structure, letting it cantilever and avoid visually disruptive structural supports. From a distance the structure will appear as a milky-white sharp profile extending further into the sky with a diffused beam of light; a beacon for Oslo.

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