Centro Civico Noivoiloro

Erba / Italy / 2010

6
6 Love 5,502 Visits Published
Progetto Architettonico e Direzione Lavori: ifdesign - Franco Tagliabue Volontè, Ida Origgi (Progettisti)
Collaboratori: Chiara Toscani
Progetto elettrico: massimo canali,
Progetto Impianti: tiziano zappa,
Progetto strutturale: vittorio montanini,
Consulenza illuminotecnica: Laura Pessoni (studio Carlotta de Bevilacqua)
Imprese Costruzione:
Artec.srl, Bosatelli f.lli, Elektra srl; VetroG srl, Teken srl; Frigerio e Cirillo, Limonta.

Fotografie: Andrea Martiradonna

A causa della assenza di finanziamenti pubblici l’80% delle attività è organizzato per finanziare il 20% delle attività che sono quelle per cui Noivoiloro esiste, cioè l’assistenza sociale.
Questo lo ha trasformato nel più importante centro sociale del comprensorio, all’interno del quale si sviluppano molte attività, dal cafè ristorante con cucine professionali, al teatro e grandi feste popolari all’aperto, laboratori di danza, uffici di grafica, attività lavorative, residenze temporanee e un centro di rieducazione.
A causa delle difficoltà finanziarie è pensato per costruzione a lotti distinti per un totale di circa 2.600mq complessivi, con una grande flessibilità programmatica e come una sorta di patchwork con differenti materiali in funzione dei contributi di aziende amiche che hanno fornito materiali di costruzione.
È situata in un contesto difficile a vocazione prevalentemente industriale che si affaccia su una “strip del loisir” con nuove funzioni urbane.
Il terreno di scavo è mantenuto nell’area e la sua modificazione diventa fondativa per il progetto, disegnando due grandi spazi aperti per le feste estive e diventando dune verdi come barriere acustiche e visive per nascondere le industrie circostanti e ospitando gente durante i concerti.
Intorno a queste dune si collocano gli edifici che sono condizionati dalla posizione delle dune.
Le corti influenzano gli edifici tanto da non renderli necessari, permettendo la “visione completa” anche durante le fasi di costruzione e prima delle addizioni future.
Gli edifici hanno grande complessità programmatica, in equilibrio tra il concetto di privacy e di comunità. Ogni edificio ha una forma primaria compiuta.
Allo stesso tempo esiste un comune denominatore, una sorta di DNA che restituisce l’idea di familiarità tra le parti.
La copertura produce una piega che si ripete in tutti gli edifici: in ogni parte assume differenti significati e differenti misure.Così, nel teatro è la rottura del suono per forma, nel ristorante rettifica la differenza di livello del pavimento, in alter parti restituisc eil carattere domestico delle residenze temporanee per divenatare alla fine la forma tradizionale degli shed dei laboratori.
Il masterplan si sviluppa su tre giaciture planimetriche che si deformano nella terza dimensione.
L’architettura è l’esercizio del controllo di queste geometrie, che produce forme ed ospita funzioni.
Nel tetto del teatro ogni linea di colmo e conversa è differente e non ortogonale, né in pianta, né nella terza dimensione, eccetto che per quella di mezzo.
Il palcoscenico apre tre volte, una all’interno e due verso lo spazio aperto. Nella parte che si affaccia alla pista da ballo, l’edificio – sotto la facciata ventilata in vetro retro smaltato, come in alcuni edifici de Rinascimento, ospita una lunga panca scavata nel volume di facciata, per la seduta delle” dame “in attesa dell’invito dei “cavalieri” alo ballo liscio, come nella tradizione delle feste di questo tipo di ballo.
IN questo gioco tra nascondersi ed apparire, l’interfaccia con la “strip del divertimento” sulla strada principale, è una immagine che produce relazioni mutevoli. Appare e scompare con il riflesso della luce sulla parete di UGLAS nelle differenti ore del giorno. Si genera in relazione al movimento delle automobili che corrono sulla strada. La grande scritta si muove nelle viste trasversali, frontalmente sompare. Cambia colore (rosso-su-bianco, bianco-su-rosso) dipendentemente dal senso di marcia. Nella notte non esiste, ma le luci delle automobili abbagliano i giunti catarifrangenti, facendola apparire come un lampo nel buio.


Noivoiloro is a private no-profit Association for the care of the disabled persons.
Because of total lack of public funding, 80% of activities is organized to finance 20% for direct assistance to disabled people.
This has transformed it into the most important civic centre of the city in which a lot of activities are developed, from a cafe/ restaurant with professional kitchen, a theater and “open-air” feasts populated by thousands of people in summer, dance laboratory, graphic workshop, working activities, temporary residences and offices for re-education to the job.
In order to financial difficulties is thought as built by steps (upon completion of the masterplan will be constructed 2.600sqm on 10,000 of the lot), with big programmatic flexibility, and as a sort of patchwork, with different material in order to the contribution of private “friends” companies and factories.
Is located in a difficult environment in a predominantly industrial vocation, facing a “strip of loisir” with new urban functions related to entertainment.
The ground of excavation is maintained into the area and its modification becomes foundational for the project, drawing two large central open space for outdoor festivals and becoming green dunes as acoustic and visual barriers, to hide the surrounding industries, hosting people during the shows and cars on the parking slope.
Inside these dunes are placed the buildings that are conditioned by the positions of them; they are this last to be conditioned from the first ones, so much not to become necessary, also allowing a total vision during phases of construction and future additions.
The building has high programmatic complexity, in equilibrium among a concept of privacy and community. This way, every part of the building it is a concluded primary form.
At the same time, there is a common denominator, a sort of Dna that returns the idea of the community among the parts. The roof of the building produces a folding that repeats in all the buildings: in every part it assumes a different meaning and measure. This way, in the theater the shape of the roof means the breakup of the sound, in the restaurant it brings the difference of the level of the the ground, in another part makes domestic the figure of temporary house, finally in the laboratories it is the traditional shape of the shed.
The complex develops itself around three principal directions that are deformed in the third dimension.
The result is the architecture as exercise of the control of these geometries, that produce forms and that hosts functions.
In the roof of the theater every line is different and not orthogonal, neither in the plan, neither in the third dimension, except for the middle one
The stage opens on three parts, one to the inside and twice outside. On the part that leans out on the dance floor, the building under the ventilated wall in back-painted glass, as some Renaissance buildings, it has a carved out bench thought for the sitting of the "dames" waiting for the invitation to the dance by gentlemen.
In this game among to hide and to appear, the interface with the “strip of the loisir” on the principal road, is an image that produces mutable relationships. It appears and disappears with the reflexes of the light on the UGLAS in the different hours of the day. It born in the relationship with the movement of the cars that race fast on the road.
The big writing "moves" in the transverse sights; frontally it disappears. It changes color (red-on-white and white-on-red) according to the sense of the run. In the night it doesn't exist, but the lights of the cars dazzle its reflector joints.

6 users love this project
Comments
    comment
    Enlarge image

    Progetto Architettonico e Direzione Lavori: ifdesign - Franco Tagliabue Volontè, Ida Origgi (Progettisti)Collaboratori: Chiara ToscaniProgetto elettrico: massimo canali,Progetto Impianti: tiziano zappa,Progetto strutturale: vittorio montanini,Consulenza illuminotecnica: Laura Pessoni (studio Carlotta de Bevilacqua)Imprese Costruzione:Artec.srl, Bosatelli f.lli, Elektra srl; VetroG srl, Teken srl; Frigerio e Cirillo, Limonta.Fotografie: Andrea MartiradonnaA causa della assenza di finanziamenti...

    Project details
    • Year 2010
    • Work started in 2007
    • Work finished in 2010
    • Status Completed works
    • Type Town Halls
    • Websitehttp://www.ifdesign.it
    Archilovers On Instagram
    Lovers 6 users