KYANOPI | Mario Barbieri

Un moderno letto a baldacchino (dal giapponese キャノピ – kyanopi) Modena / Italy / 2025

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È la seconda volta che mi occupo della progettazione di un “letto a baldacchino”, questa volta l’approccio formale è meno avveniristico e più adattabile a qualsiasi tipologia di arredo.


Elemento distintivo sono i 4 montanti-colonne nel loro andamento dinamico verso l’alto, leggermente incurvato che richiama quasi la forma di un leggero fusto d’albero.


I 4 tubolari posizionati alla sommità del letto, a chiudere la geometria del “parallelepipedo”, sono elementi di unione e contrasto essendo pensati in metallo – chiaro o scuro – e che inglobano delle sottili strisce LED che fanno da “tende luminose”. Dimmerabili, forniscono luce piena o soffusa a piacere e se dotate di impianto wi-fi smart, potrebbero essere comandate vocalmente anche come unica sorgente luminosa della camera da letto, nell'accedere all'ambiente o durante la notte.


Cenni storici, etimologici e simbolici, sull’origine del letto a baldacchino


La storia dei letti a baldacchino ha origini molto antiche e pare riferirsi ai drappi di tessuti pregiati importati da Baghdad che ornavano e creavano la copertura dei baldacchini “regali” di ogni tipo. L’etimologia del termine deriverebbe dal latino “baldekinus” e fa riferimento a “baldacco“, nome tedesco della città di Baghdad, da cui nel secolo XI venivano importate stoffe di elevato pregio e valore. Dal termine che indicava queste stoffe e la loro provenienza, si è passati ad identificare la “struttura” mobile o fissa, che queste stoffe ornavano divenendo elemento funzionale a protezione del “contenuto.


Molti fanno risalire l’elemento architettonico del baldacchino (famosissimo il baldacchino del Bernini), all’epoca medievale, ma in realtà si può andare molto più indietro nel tempo spostandosi anche verso popoli più lontani. Il baldacchino in senso generale, ha sempre avuto a che fare con una simbologia “onorifica” e talvolta sacra, non era cioè solo un mero riparo dal sole o dagli sguardi indiscreti, ma stava ad indicare che chi (o cosa) da esso veniva “coperto”, aveva altissima dignità, se non addirittura valenza divina.


Così troviamo baldacchini sovrastare troni, letti e portantine, destinate a re, regine, dignitari, nobili, figure e oggetti legati al culto, anche cristiano. Possiamo spingerci sino a radici bibliche, dove la “Shekhinah” era per il Popolo Ebraico errante nel deserto, la “tenda” (che molto richiama il baldacchino) in cui veniva custodita l’Arca dell’Alleanza e per essere ancora più precisi, la presenza, la dimora errante di YHWH (Javhè) presso il Popolo.


Ma dove ritroviamo il legame con il “letto”? E’ semplicemente una sorta di emulazione di quelli che sovrastavano il sonno dei potenti o qualcosa di più e che si riallaccia al senso e alla presenza del “sacro”? I “sacri altari” posti sotto un baldacchino, li abbiamo presente, abbiamo meno presente quello che viene definito nella simbologia cristiana (ma non solo) il “talamo nuziale”, “altare” dove si compie una “liturgia sacra”, che è appunto quella che suggella il Sacramento del Matrimonio. Potremmo dire, in senso spirituale o “metafisico”, luogo dove “Dio si fa presente”.


Poi si sa, non tutti hanno un letto a baldacchino e non per tutti il letto ha a che fare con qualcosa di “sacro”, ma questo appartiene alle umane convinzioni e vicende.

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    Project details
    • Year 2025
    • Status Unrealised proposals
    • Type Furniture design / Product design
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