Residenza Universitaria con servizi polivalenti

Progetto vincitore del concorso di Progettazione Residenza Universitaria con servizi polivalenti in zona Monteluce Perugia / Italy / 2007

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Progettista Capogruppo
arch. Federico Verderosa

Gruppo di progettazione
arch. Nicola Piazza
arch. Rocco Lettieri
arch. Nicola Zarra
arch. Giuseppe De Gianni
arch. Carmine Fischetti
ing. Benedetto Guarino (strutture)
ing. Giovanni Pecorella (impianti)

Il nucleo fondativo del progetto è stato individuato nel Bando del Concorso e nelle letture effettuate sul contesto urbano e ambientale di Perugia. Le indagini conoscitive sono state allargate anche al colle Landone e al colle del Sole sui quali è attestata la città di Perugia, con particolare riferimento alle mura etrusche e medioevali, alle principali porte, alle Vie Regali, alle strade maestre.
La proposta progettuale per Perugia si insinua tra le pieghe della città storica e nel rapporto di questa con il paesaggio. Si è fatto riferimento alla forza e al confronto delle mura medievali con la campagna in un rapporto di natura e artificio primordiale e immaginifico.
Le modalità architettoniche adoperate per configurare l’edificio di progetto sono quelle che alludono all’andamento sinuoso delle architetture che prospettano su piazza della Repubblica, su piazza Matteotti e su piazza IV Novembre. Ulteriori rimandi conducono alla forma della città che si coglie dal basso nel suo profilo allungato, segnato dai campanili e bordato dalla doppia cerchia di mura alle quali da sempre si affida l’identità urbana.
La nuova costruzione, situata lungo la via regale di Porta Sole, funge da elemento di connessione tra il Borgo di Fontenuovo, modesto e scosceso, (di origine medioevale, in uscita da Porta Pesa) e la collina di Monterone, occupata in parte dal cimitero Monumentale.
L’organismo, attraverso l’aggregazione delle sue parti, costituisce un unico grande blocco, un organismo urbano, composto dall’addizione di molteplici elementi che, uniti e coerenti tra loro, riescono a definire un vero e proprio paesaggio urbano: un nuovo skyline all’interno della città. Il muro di contenimento, sul lato nord, dialoga con la cinta muraria di Perugia e si affaccia all’interno di un’area verde (il parco) inserito nel paesaggio circostante. La struttura dell’ingresso, esile e aerea, si relaziona con il complesso di S.Bevignate.
I principi ordinatori del progetto sono riconducibili a quattro principali aspetti identificativi dell'architettura della Residenza Universitaria: il volume generato da una forma organica di base e orientato sull’asse est-ovest è articolato in quattro blocchi di fabbrica; la reinterpretazione delle mura come sistema di terrazzamento e di contenimento; l’articolazione e la diversità degli spazi esterni pedonali e carrabili connessi al tessuto circostante e collegati con via E. dal Pozzo (sud), il Fosso del Camposanto (a nord), il polo universitario Monteluce (a ovest) e il complesso del S. Bevignate (a est); l’unità visiva con via del Giochetto e la collina del collegio universitario del Favarone.
Il progetto nasce dal rapporto tra costruzione e strada, ponendosi come fronte e blocco unico sul confine nord del lotto parallelo alla strada su cui si affacciano, verso sud, gli alloggi della residenza universitaria. L’impianto della fabbrica si sviluppa lungo una direttrice dominante (est-ovest) che occupa in lunghezza l’intero lotto nella parte edificabile e ha il suo unico ingresso al primo livello degli alloggi tramite una passerella pedonale che ha origine da via E. dal Pozzo.
La scelta di porre a sud gli alloggi degli studenti, per le favorevoli condizioni di luce e di clima, ha generato un fronte smaterializzato e complesso per le sue dinamiche continue e differenziate. L’allusione alla combinazione geometrica neoplastica vuole ridefinire i confini tra progetto e composizione architettonica, seguendo modularità paratattiche e regolari. All’omogeneità delle camere-alloggio degli studenti si contrappone il fronte dell’ingresso e degli spazi collettivi che comunicano una maggiore trasparenza e plasticità. Il fronte nord si affaccia sul fosso del camposanto e domina la collina di via del Giochetto e del Favarone. Il suo carattere di architettura nel paesaggio definisce gli ambiti e i rimandi tra l’architettura e la città storica con le murazioni medievali.
La residenza universitaria prevede un numero di 88 unità-alloggi, (per 150 posti letto) allocate in tre distinti corpi di fabbrica, suddivisi a loro volta in 62 camere doppie, 18 camere singole e 8 camere per diversamente abili.
Il quarto corpo di fabbrica, il cuore dell’edificio, ospita servizi e uffici che vanno dall’ingresso al primo livello con reception e ufficio sorveglianza, caffetteria, centro elaborazione dati, archivio; al secondo livello con gli uffici amministrativi e dirigenziali, due sale studio in adiacenza alle due ali degli alloggi; al terzo livello con due sale studio e biblioteca; al piano terra, in diretto contatto con gli spazi esterni, una sala ricreativa con video, musica- internet e sala fitness; al piano seminterrato l’auditorium con 150 posti, la cucina con sala mensa da 150 posti, e spazi di servizio come guardaroba, depositi biancheria, lavanderia e stireria.

LE TECNICHE DELLA BIOARCHITETTURA E DEL RISPARMIO ENERGETICO
L’edificio 'funziona e vive'. Le qualità formali di un edificio dipendono anche dalle sue ragioni funzionali e contestuali, dalla sua organizzazione interna, dalla sua attitudine a modificarsi a causa delle condizioni ambientali e fisiche.
Un edificio funziona e soddisfa i bisogni di chi lo abita e mostra le sue potenzialità espressive formali ed architettoniche divenendo un sistema integrato di attività compositive rivolto a soddisfare la triade vitruviana in un insieme sostenibile.
Un’architettura sostenibile è una costruzione intelligente, utilizza la natura senza preconizzarla, attuando principi di rinnovo e recupero ambientale, di salvaguardia e di maggiore efficienza. Essa assicurando il comfort con l'intelligenza delle soluzioni progettuali e minimizzando lo spreco delle risorse naturali si pone come un intervento ad 'Elevata Qualità Ambientale'.
Le 'strategie energetiche' adottate per raggiungere tali obiettivi sono le seguenti:
Gestione dell’acqua. Sarà realizzato un accumulo di acqua pari a circa mc. 3.500 in serbatoi interrati che raccoglieranno l'acqua piovana incidente sulle coperture dei fabbricati e sulle zone pavimentate (dai dati pluviometrici ca. 700-800 mm/anno - media su 20 anni) e quella di scarico provenienti da docce e lavabi. L'acqua opportunamente filtrata e trattata è riutilizzata per l'innaffiamento delle aree verdi, lavaggio dei piazzali e parcheggi, scarichi servizi igienici con un risparmio di circa il 40% del consumo idrico da rete urbana. L'acqua piovana che non può essere raccolta e riutilizzata né può essere mandata direttamente in fogna - ritorna in parte in falda attra¬verso pavimentazioni permeabili.

Luce naturale. L'utilizzo dell'illuminazione naturale all'interno degli ambienti oltre ad assicurare il benessere visivo consente un notevole risparmio di energia elettrica. Sulle facciate esposte a sud, la protezione dall'abbagliamento e dal surriscaldamento estivo, dove opportuno, è realizzata con la configurazione degli aggetti (orizzontali) e persiane (sistemi mobili di ombreggiamento verticale). Inoltre l'utilizzo di vetri con adeguato fattore solare e di sistemi di ventilazione naturale costituisce un ulteriore mezzo per evitare il surriscaldamento. Sulla copertura, in corrispondenza dell’ingresso e del vuoto centrale a tutt’altezza, è stato introdotto un lucernario contenente pannelli fotovoltaici semitrasparenti.

Ventilazione naturale. L'obiettivo è quello di favorire al massimo le potenzialità della circolazione d’aria in modo da abbassare la temperatura interna e aumentare il comfort termico degli utenti durante la stagione estiva. La scelta di creare un microclima esterno capace di ridurre la temperatura agendo sul controllo dell’irraggiamento solare, della vegetazione e delle superfici non minerali, permette di aprire l’edificio in facciata e in copertura consentendo di sfruttare al meglio l’estrazione e il movimento dell’aria per effetto camino. Tale controllo sarà assicurato dalla presenza di aperture automatiche regolate con pressostati.

Ground cooling. Si è scelto di adottare un sistema che sfrutta le potenzialità della massa termica del terreno. Sono stati posizionati a nord dell’edificio –nella zona più fresca e a favore di vento estivo- alcuni camini del vento in grado di incanalare l’aria nel sottosuolo (temperatura 15°C). L’aria (raffreddata o riscaldata) viene immessa sia nelle unità-alloggi sia nel corpo centrale degli uffici e delle sale studio.

Involucri esterni. Si è adottato un unico sistema di tamponamento opaco, prefabbricato, posto in opera a secco, con un valore U pari a 0,21 W/mqK°; tale sistema è in grado di creare un ambiente interno confortevole e nello stesso tempo risponde ad alcuni requisiti fondamentali per il benessere dell’utente. Esso è composto da materiali naturali e privi di sostanze inquinanti, di emanazioni radioattive o di polveri. E’ traspirante cioè in grado di assorbire l'umidità ed il calore interno in eccesso per poi restituirli gradualmente all'ambiente. E’ termoisolante, fonoisolante, resistente alle variazioni di temperatura, alla pressione del vento ed all’umidità.

Copertura. Assolve ad una funzione importante dal punto di vista della gestione energetica dell’intero edificio. Il tetto verde, infatti, ha un ottimo potere coibente e contribuisce alla regolamentazione delle acque piovane. Inoltre sul solaio di copertura saranno installati pannelli solari (inclinazione 39°) a ridosso del muro perimetrale e pannelli fotovoltaici (orizzontali) che si estenderanno fino alla pensilina di ingresso. Saranno posizionati anche captatori di luce in corrispondenza delle gallerie-corridoi e dei servizi igienici delle unità-alloggi ed un lucernario che permetterà l’illuminazione zenitale dell’atrio centrale.

Il verde. Un corretto uso del verde, al fine di ridurre i consumi energetici per il mantenimento delle condizioni di comfort negli ambienti, è stato basilare nel nostro progetto. La presenza di essenze vegetali e manti erbosi in prossimità dell'edificio incide sulle interazioni energetiche con l'ambiente esterno principalmente in tre modi: parziale intercettazione della radiazione solare, evapotraspirazione, alterazione della velocità dell'aria.
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    Progettista Capogruppo arch. Federico Verderosa Gruppo di progettazione arch. Nicola Piazza arch. Rocco Lettieri arch. Nicola Zarra arch. Giuseppe De Gianni arch. Carmine Fischetti ing. Benedetto Guarino (strutture) ing. Giovanni Pecorella (impianti) Il nucleo fondativo del progetto è stato individuato nel Bando del Concorso e nelle letture effettuate sul contesto urbano e ambientale di Perugia. Le indagini conoscitive sono state allargate anche al colle Landone e...

    Project details
    • Year 2007
    • Status Competition works
    • Type Student Halls of residence
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