Villa Aurora

Riviera Romagnola / Italy

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Una palazzina di inizio secolo con una forte caratterizzazione di stile coloniale inserita all’interno di una pineta doveva diventare una villa che riflettesse lo stile e le esigenze della nuova committenza: questa è stata la scommessa che Nuovostudio, in collaborazione con gli Architetti Pino Bova e Romina Carniato di ARP Studio, ha dovuto affrontare nell’ideazione del tema progettuale. Bisognava muoversi tra il recupero di un manufatto pre-esistente da conservare e valorizzare nelle sue peculiarità e la necessità di realizzare un ampliamento ex novo.


Il fabbricato originale è stato restaurato conservando fedelmente l’aspetto esterno e concentrando le modifiche sulla distribuzione e partizione degli spazi nei locali interni; l’ampliamento, invece, è stato pensato come un’addizione autonoma rispetto al corpo centrale dell’abitazione. Una riqualificazione della proprietà che ha coinvolto anche il parco: tolti gli arbusti di scarso valore, sono stati preservati gli alberi più antichi e importanti, come i pini e le querce.


Il progetto ha previsto una netta distinzione delle destinazioni d’uso degli spazi interni: il corpo principale dell’abitazione ospita i locali di servizio e la zona notte al primo piano; il nuovo padiglione, adibito a zona giorno, include il living e la cucina, per consentire un contatto diretto con il giardino.


In prossimità dello stesso la piscina, in perfetta armonia e contiguità con l’interno, diventa quasi un prolungamento del soggiorno. Aprendo le ampie vetrate, il giardino e il padiglione si trasformano in un unico, grande “salotto” a cielo aperto in cui il confine indoor/outdoor si fa estremamente labile.


Ispirato alla celebre Farnswoth House, la “casa di vetro” di Mies van der Rohe, il progetto ha richiesto la realizzazione di vetrate di dimensioni particolarmente generose, con profili sottilissimi, che apportano agli ambienti una magnifica luminosità. La leggerezza di questa nuova struttura in metallo e vetro che, quasi “sospesa” da terra, sembra voler toccare il vicino mare, è il concept alla base dell’intervento.


 


Perché Schüco


In quest’ottica, la scelta degli infissi in alluminio Schüco, perfettamente performanti sia dal punto di vista estetico che prestazionale, è stata di fondamentale importanza: l’ampia dimensione delle vetrate caratterizza il nuovo padiglione e identifica la luce come componente indispensabile del comfort abitativo. Con un occhio di riguardo per la sicurezza: un aspetto molto importante per i committenti.


La sostituzione dei serramenti ha costituito una fase molto delicata della ristrutturazione. La scelta delle soluzioni Schüco ha consentito da un lato di implementare le performance termiche dell’immobile e dall’altro di rispondere a specifiche esigenze estetiche e di luminosità, inserendosi con discrezione nel contesto originario. 


Per la ricostruzione dell’ala pre-esistente della villa, dunque, sono stati scelti i sistemi per finestre in alluminio Schüco AWS 65 BS (Block System), con profili slim in alluminio con finitura bianco opaco, pensati proprio per rispondere alle peculiari necessità architettoniche e prestazionali degli immobili soggetti a riqualificazione. Il cuore tecnologico del sistema è racchiuso nei profili di anta sottili, privi di fermavetro interno, che permettono di massimizzare la quantità di superficie vetrata grazie all’anta a scomparsa. Minimale e praticamente “tuttovetro”, questa particolare tipologia di finestre integra i profili di anta nel telaio.


All’esterno, l’anta a scomparsa – con telaio fisso che ricopre completamente quello della parte apribile – ne permette anche l’integrazione completa nella muratura, rispettando l’identità dell’involucro architettonico.


L’ampliamento si sviluppa invece come una palafitta rettangolare, con una parete frontale di 18 m completamente vetrata, per una luminosità difficilmente replicabile in altri contesti. Dimensioni notevoli, che è stato possibile raggiungere grazie all’impiego del sistema scorrevole in alluminio Schüco ASS 77 PD, qui nella versione motorizzata, per una movimentazione agevole e sicura. La tecnologia Schüco garantisce inoltre silenziosità di manovra e, se interfacciata con un sistema KNX, la possibilità di programmare scenari automatici di apertura e chiusura, sulla base delle esigenze dei proprietari.  Dall’interno, lo scorrevole si può aprire o chiudere semplicemente con un pulsante; dall’esterno, invece, lo scorrevole si apre attraverso un tastierino numerico (o un lettore d’impronta) e si può chiudere attraverso un rilevatore di prossimità.


Completamente apribile, la vetrata collega questa parte dell’abitazione con la piscina esterna, per un effetto scenografico incredibile. Il risultato finale è di forte contenuto tecnico e stilistico: una continuità con l’outdoor che trasforma la zona living in un grande porticato e permette di sfruttare appieno l’apporto di luce naturale. Il tutto in completa sicurezza: fotocellule a infrarosso bloccano il movimento dello scorrevole al passaggio di una persona.


Nella camera da letto padronale è stato installato il sistema scorrevole panoramico in alluminio Schüco ASE 67 PD nella particolare configurazione “galandage”. Le due ante, aprendosi, scompaiono entrambe all’interno delle pareti massimizzando l’apertura e liberando completamente il passaggio da interferenza. La soglia 0-Level, con guida completamente incassata nel pavimento, elimina gli inciampi e crea un ambiente contiguo alla loggia esterna: basta scendere qualche scalino per fare un bagno in piscina o ritrovarsi in spiaggia.


Nella seconda camera da letto si è scelta un’altra soluzione esclusiva: una grande apertura a sporgere, incastonata nella boiserie, priva di maniglie. Integrata con il sistema domotico dell’abitazione, la vetrata può all’occorrenza essere aperta automaticamente. In questo modo, si assicurano efficienza energetica, comfort e sicurezza, permettendo il naturale raffrescamento notturno d’estate, l’aerazione degli ambienti temporizzata o controllata da sensori oltre a un’elevata protezione attiva antieffrazione.

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    Una palazzina di inizio secolo con una forte caratterizzazione di stile coloniale inserita all’interno di una pineta doveva diventare una villa che riflettesse lo stile e le esigenze della nuova committenza: questa è stata la scommessa che Nuovostudio, in collaborazione con gli Architetti Pino Bova e Romina Carniato di ARP Studio, ha dovuto affrontare nell’ideazione del tema progettuale. Bisognava muoversi tra il recupero di un manufatto pre-esistente da conservare e...

    Project details
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence
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