Beauty contest per la nuova S. E. TERNA a Suvereto

Suvereto / Italy / 2020

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Abbiamo partecipato al beauty contest indetto da Terna per un nuovo impianto Sa.Co.I.3 a Suvereto.
La centrale elettrica è destinata a diventare il più potente impianto di produzione di “energia green” d’Europa. Il fabbricato principale, che una volta realizzato, sarà lungo oltre 160 metri, alto 20 e profondo 40 si trova lungo una strada secondaria nelle vicinanze del borgo di Suvereto ed in prossimità di rinomate cantine vinicole. Nel bando veniva richiesta una soluzione capace di mitigare la sua ingombrante presenza.
Di seguito troverete il concept ed alcuni rendering della nostra proposta.
Il team, guidato dall’Architetto Claudio Nardi, era composto, oltre allo staff di Claudio Nardi Architects, dagli Architetti Roberto Bruni, Giacomo Dolfi, Daniele Biondi, Gabriele Levrini, Alessandro Panci e lo staff di PSTUDIOARCH e dagli Ingegneri: Francesco Lo Gerfo, Barbara Squarcini, Riccardo Prini.
Esperti & consulenti:
Esperto di Scienze Agrarie: Professor Paolo Emilio Tomei
Multimedia: Architetto Alice Buroni e Visual Artist Palo Buroni (STARK),
Illuminazione: Ufficio tecnico TARGETTI,
Rivestimento perimetrale: Ufficio tecnico NovoWood.
CONCEPT
L’idea è di trasformare l’insediamento “Stazione di conversione di Suvereto” in una operazione di land art, una architettura concettuale, immateriale e ripetibile (cambiandone scala e andamento), perché costituita da grandi elementi semplici, modulari, di facile manutenzione. Il rivestimento esterno dell’edificio si presenta infatti, più che come una parete ventilata, come un ampio mantello, che ora lambisce l’edificio e ora si apre, allargandosi verso l’esterno, annullando la percezione degli angoli e l’estensione in altezza, come un’ onda che non sottolinea e definisce la massa dell’edificio, anzi lo smaterializza.
Il mantello è composto da una serie di altissime aste (realizzate in WPC h 25m, 2 diametro 0,2m con anima di irrigidimento metallica) che si proiettano verso l’alto, come un fitto bosco. La forma ondulata, in pianta, del perimetro di questo “mantello”, tra la quinta stessa e l’edificio, crea ampi spazi con alberature ad alto fusto, le cui fronde emergono in maniera irregolare e naturale tra le aste. La superficie risultante, morbida, frammentata, di aspetto ligneo, integrata con le nuove essenze arboree creerà una atmosfera espressiva, a metà tra il linguaggio della land art e quello delle sistemazione paesaggistiche a verde. Le facciate dell’edificio principale saranno semplicemente dipinte dello stesso colore del rivestimento a canne, eliminando tutti i materiali e gli aggetti volumetrici previsti nel progetto precedente.
Abbiamo lavorato sulla percezione , diversa, tra giorno e notte; durante le ore diurne sarà percepibile la morbidezza della colorazione delle aste, i contrasti saranno poi talvolta accentuati dal movimento delle ombre, che sembreranno ruotare intorno ad un bosco di “meridiane”. Di notte, una leggera illuminazione nascosta sottolineerà morbidamente, lungo tutta l’estensione delle pareti esterne lo svettare della “quinta”, mentre le teste delle aste, conterranno sorgenti luminose (un ulteriore “segno” da attivare in momenti particolari) che si protendono ed evaporano nell’oscurità.
Infine abbiamo previsto la possibilità di effettuare, in futuro ,un upgrade che consenta l’accesso controllato del pubblico alle aree di cui sopra. Una dedicata alla didattica, dove gli alunni tramite l’uso di tecnologie multimediali, potranno apprendere nozioni sulla produzione di energia della centrale; una seconda dedicata ad esposizioni artistiche “tradizionali” mentre l’ultima è pensata come uno spazio espositivo multimediale. All’interno dell’area didattica e dello spazio espositivo, le pareti multimediali di nuova tecnologia permetteranno di interpretare in maniera del tutto nuova ed innovativa l’architettura in cui si inseriscono. Gli spazi assumono così una funzionalità ulteriore e vengono reinterpretati con lo scopo di trasmettere e comunicare contenuti a fini didattici o museali, mentre l’immersività dell’installazione aggiunge un’ulteriore componente: quella emozionale. L’interattività permette all'osservatore di interagire con le immagini creando veri e propri racconti interattivi tramite effetti speciali in sincronia con i movimenti dell'osservatore. L’idea è quella andare oltre il mero maquillage della facciata e rendere il fabbricato “attrattivo” non solo visivamente ma anche funzionalmente in modo da offrire inedite possibilità di sviluppo culturale alla comunità locale e non.

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    Project details
    • Year 2020
    • Status Competition works
    • Type Adaptive reuse of industrial sites / Industrial facilities
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