Sergio Fiorentino Studio

Restauro del convento della Chiesa S.M.Dell'Arco, Noto Noto / Italy / 2020

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Il progetto


Del lungo e complesso lavoro dell’ala sud del monastero oggi viene proposto e pubblicato solo una parte dell’intervento di restauro in quanto le immagini sono ancora protette da diritti editoriali.


La conoscenza e lo studio delle fonti indagano su ciò che è nascosto, portano alla luce segni del passato e si identificano spesso nelle fonti studiate antecedentemente. Solo così si trovano le risposte, dando anche valore alle piccole pietre lavorate e alle differenti strutture costruite, riconoscendone i metodi diversi e i materiali con cui sono stati realizzati. L’acquisto della proprietà è stata ponderata. In un primo momento viene rilevata una prima bottega che rispetto all’impianto planimetrico del 1856 viene identificata come anti refettorio. L’anti refettorio era a quei tempi uno spazio di transito dove era possibile trovare sempre cibo e scorte. 


L’anti refettorio


Lo spazio misura 7.20 x 7.60 ml e come anticipato è datato fine 700. Ad un terzo circa della misura più lunga un arco divide lo spazio negativo da terra fin su alla  volta rompendo lo schema armonico originario.


Appurandone la sua connotazione strutturale seppur posticcia, si decide di affiancare a questa fetta di spazio ormai confinato ,non una sottrazione impossibile, ma un contenitore di funzioni quali la doccia con bagno e la cucina. 


Questo contenitore così poggiato sfrutta il piano ammezzato per una camera da letto dalla quale si accede tramite delle scale minime ed essenziali. I materiali utilizzati sono lamiera e ferro nero brunito, vetro e legno di recupero volutamente scelti per identificare il contenitore come un elemento alieno rispetto al contesto storico ed autentico.


La filologia del restauro in questo senso unisce i due interventi e li fa vivere in un mondo contemporaneo fatto di sottrazioni da un lato per far rivivere l’autenticità del luogo, e dall’altro l’aggiunta per soddisfare i confort abitativi senza mai con-fondersi.


In questo spazio ritrovato il pittore Sergio Fiorentino pone il suo colore primario, il blu oltremare, come simbolo di sacralità e di rinascita, declinate in una dialettica architettonica semplice e mai ostentata in linea con la sua arte e il suo modo di essere.


La cucina è un blocco monolitico di lamiera in ferro brunito da 6mm con sportelli a filo superfice. Le cerniere sono studiate al dettaglio e fatte artigianalmente. Al suo interno tutti gli elettrodomestici. La porta d’ingresso in legno è stata mantenuta seppur al suo interno è stata inserita una porta a vetro scorrevole che si nasconde dentro alla parete del bagno interno. Anche tutte le pareti del bagno sono in ferro rivestite da mattonelle in cementine da recupero e il lavello ricorda l’acquasantiera delle chiese. La doccia a giorno è protetta da un vetro che guarda lo studio. Il camino è sempre ricavato in ferro nella lunga finestra che scandisce l’apertura e il sistema di apertura della finestra è a baionetta con carrucola e contrappeso in pietra.


Qui non si è posto al centro dell’attenzione l’ispirazione, ma essa cresce al crescere della conoscenza dei luoghi. La fase creativa si manifesta nell’incontro tra  lo spazio ritrovato, semplice, rude e povero, e la nuova funzione di casa laboratorio del Pittore Sergio Fiorentino.


 


Committente: Sergio Fiorentino


http://www.sergiofiorentino.it


Progetto: Massimo Carnemolla


www.cstudioarchitetti.it


 



Collezione privata Sergio Fiorentino : Gino Sarfatti, Corrado Tedeschi, Luigi Caccia Dominioni, Vittorio Nobili, Gastone Rinaldi, Oscar Torlasco, Giò Ponti, Gianfranco Frattini, Azucena, Arredoluce, Stilnovo Bernini



Fotografo: Filippo Bamberghi
http://www.filippobamberghi.it


 





 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

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