TESI DI LAUREA - ARCHITETTURA PER LA MOBILITA' IN SICILIA

PROGETTO DI UN IDROSCALO A PORTOEMPEDOCLE Gela / Italy / 2008

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Premessa

Il progetto della quale mi sono occupato è stato
fino a questo momento oggetto conclusivo della
mia carriera universitaria che ha messo a dura
prova le mie capacità, soprattutto perché ho
affrontato un tema particolarmente insolito per
le conoscenze acquisite attraverso gli studi di
ingegneria edile, un tema fin’ora trattato
marginalmente dal mio dipartimento, forse
perchè lo stesso ha pochi riferimenti nel
panorama dell’architettura moderna, dalla
quale ho sempre tratto considerazioni, spunti,
indizi progettuali, consultando riviste per
estrarre e studiare schemi funzionali,o forse
perchè carente di una normativa specifica, di
fatti anche il Manuale Dell’architetto trattano
questo tema marginalmente, senza mai
scendere nel particolare. Un tema che lascia
libertà di interpretare, uno spazio a meta fra un
porto ed un aeroporto, come lo stesso
idrovolante a meta fra un aereo e un natante,
un gioco se vogliamo simpatico di analogie
rende più entusiasmante ed al contempo
eccitante l’idea di progettare un luogo ambiguo
libero di interpretazione. Uno spazio insomma
per pochi eletti che deve integrarsi in un contesto
a metà tra la storia e la rivoluzione, con la Torre
Carlo V cinquecentesca da una parte e la
Centrale Termoelettrica dall’altra, tra la
montagna e il mare, che conserva tracce della
seconda guerra mondiale ed i segni del
passaggio di una stazione ferroviaria, insomma
un luogo carico di segni, significati, di tracce che
la Storia di Porto Empedocle ha lasciato
indelebili.
Ispirazioni, riferimenti alla progettazione
Tutti i segni pocanzi trattati mi hanno aiutato a
trovare una regola compositiva che potesse
aiutarmi alla progettazione, la Torre per
esempio di forma quadrata in pianta ha dettato
il modulo, il tracciato di base sulla quale
scaturire allineamenti principali, ma ancora
troppo debole il riferimento è stato coadiuvato
dalla morfologia del luogo, l’orografia del
terreno, questa grande collina che si innalza
proprio davanti la torre è stata l’emblema della
mia ispirazione, immaginato come uno spazio
continuo,collegato con il grande costone di
marna bianca che padroneggia il mare e che è
stato avvelenato negli ultimi decenni dalla
costruzione dei cosiddetti grattacieli nani (piani
Lanterna). Nonostante ciò la natura
padroneggia e detta le regole, si proprio la
natura è la fonte di ispirazione più profonda,
l’unico vero riferimento di bellezza a mio parere
sta insito in essa questa (Vitruvio insegna che se
si vuole ricerca la bellezze bisogna guardare la
natura). L’ispirazione nasce dal voler simulare
una collina che accompagna dolcemente il
dirupo del costone, ad una disposizione di
enormi dune come quelle naturali di sabbia, che
avanzano all’interno dello spazio
sommergendolo in tutte le sue bruttezze e
tralasciando gli elementi significativi che la
storia ci ha tramandato. A questa idea,
ambiziosa, bisognava presto dare una regola,
una sintesi e ciò non è stato facile, a questo
dilemma mi sono stati di grande aiuto i
professori e gli assistenti che assieme hanno
assaporato l’idea e hanno dato spunti e consigli
per creare una maglia di falde triangolari tra
loro interlacciate con inclinazione e dimensioni
diverse a formare un’unica superficie ondulata
ma spigolosa al contempo che razionalizza le
dune di sabbia prima pensate come un unico
tetto, una mesh senza smussature. L’idea della
sua forma non poteva che nascere da sola, con
l’aiuto virtuale dei programmi tridimensionali che
mi hanno aiutato a definire a modificare
virtualmente, con prove e riprove , con operazioni di aggiunte e sottrazioni di solidi si è
arrivati a definire la forma esterna di tutta
l’area da progettare che non era riferita
solamente al terminal ma comprendeva un’area
di 40000 mq di superficie coperta,una
superficie sterminata, pensata per essere vissuta
sia al coperto che allo scoperto, sia di notte e di
giorno, uno spazio multifunzionale, che
comprende diverse destinazioni, di cui l’area
terminal spazialmente è solo qualche tessera di
un grande mosaico tutto fatto in legno, l’unico
materiale che col suo colore molto si avvicina
alla sabbia e da quel tocco di orientale ed
esotico.
Aspetti distributivi, funzionali, e
dimensionamento
Il progetto è la riqualificazione dell’area
compresa tra la torre di Carlo V e la centrale
Termoelettrica , in cui è previsto il servizio di un
terminal per idrovolanti. L’area di intervento ha
un’estensione di 40000 mq con una superficie
coperta di 15000 mq, pensato come uno spazio
multifunzionale, che comprende all’interno
dell’aerostazione una sala conferenza, un
ufficio postale, una banca, una sala d’attesa per
personale viaggiante ed in transito di 80 posti,
gli uffici traffico, per le operazioni di controllo
dello spazio aereo, ufficio meteo e una cabina
di controllo collegata ad un torrino radar
telematico posizionato all’estremità del molo di
Ponente per monitorare le aree involo, inoltre un
ufficio di sorveglianza e smarrimenti, un banco
check-in, due receptions, due caffetterie, un
banco per la compagnia aerea, tre servizi
igienici, un’edicola-tabacchi. All’esterno un
hangar per la manutenzione degli idrovolanti,
le attrezzature per l’ormeggio tra cui dei pontili
galleggianti di (20x3,5x0,8) accoppiati per
evitare la collisione degli idrovolanti con la
banchina fissa, una rampa di alaggio con
pendenza del 8-10% per consentire agli
idrovolanti la fuoriuscita dall’acqua in caso di
condizioni meteo avverse o per effettuare le
operazioni di lavaggio con acqua dolce. Inoltre
una piazzola di imbarco è prevista
parallelamente al molo di sopraflutto, dal lato
interno del porto per consentire l’ormeggio
anche per navi Crociere e Commerciali. I
possibilità di ospitare 65 autovetture e tre
pulman con un’area di 2000 mq estendibile ad
un altro livello data la differenza tra il piano di
campagna e il tetto di circa 6m . Infine attività
commerciali, una mediateca e un ristorante a
servizio della zona completano il quadro
funzionale. La caratteristica più evidente risulta l’intera superficie coperta considerata
praticabile e sfruttabile come passeggiata a
mare, un waterside interamente ricoperto in
legno di pino, o iroko che danno a questo
ambiente un tocco di eleganza, un fascino
orientale, esotico, acclamato dalla maestosità
della Torre di Carlo V, liberata dalle costruzioni
che si sono annesse nel tempo e circondata da
verde prato inglese.
Il dimensionamento dell’area terminal è stato
condotto in base ai dati dedotti dall’analisi dei
collegamenti e alla capacità degli idrovolanti.
Con un valore di 140 passeggeri al giorno è
stata dimensionata la sala attesa al gate
posizionata in modo strategico tale da rendere
ottimalale il servizio di attesa sia per i
passeggeri in arrivo/partenza con imbarco al
gate di sinistra che per quelli in
arrivo/partenza/ con imbarco al gate di destra
dell’idroscalo, in questo modo la posizione della
aerostazione avrebbe consentito i passeggeri di
sfruttare quasi totalmente le potenzialità
dell’idroscalo a meno di condizioni meteo per cui
l’idrovolante non può operare. La sala attesa ha
una capienza di 80 posti a sedere che pare
essere sovradimensionata rispetto al valore di
cui sopra. In effetti il dato non considera le
oscillazioni previste nel mese di punta della
giornata di maggior afflusso turistico, per cui
l’idroscalo può agevolmente sostenere maggiori
tratte utilizzando un maggior numero di
idrovolanti e riducendo i tempi di attesa al
gate per cui si incontrerebbero passeggeri in
arrivo e in partenza. Inoltre il dato deve
prevedere un incremento della domanda
turistica per il prossimo decennio per cui si
potrebbero sostituire gli idrovolanti Cessna
Caravan con idrovolanti Twin Otter o superiori ,
oppure ancora aumentare il numero delle
destinazioni sfruttando entrambi i lati
dell’idroscalo qualora ci siano condizioni di
calma di entrambe le aree di involo,
naturalmente sempre che non si creino situazioni
precarie a discapito della sicurezza del
passeggero e dell’area portuale in generale.
Strutturalmente queste grandi falde sono
sorrette da setti in cemento armato di spessore
da 30 a 60 cm disposti secondo la direzione
delle linee di inpluvio e di colmo in modo da
realizzare delle maglie triangolari interlacciate.
La struttura delle falde è formata da una
maglia di travi reticolari in acciaio con sistema
di controventamento e diagonali.
Dalla sezione C-C si nota che la struttura della
trave a doppia mensola è stata scelta per
soddisfare la forma continua della copertura,
per cui la scelta non rappresenta la migliore
soluzione strutturale per problemi di
deformabilità che vanno opportunamente
studiati e rispetto ai quali vanno prese
opportune contromisure.
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    Project details
    • Year 2008
    • Status Unrealised proposals
    • Type Airports / Port Areas / Parking facilities / Conference Centres / Pavilions / Exhibition Design / Showrooms/Shops / Bars/Cafés / Restaurants / Leisure Centres / Private clubs/recreation centres
    Archilovers On Instagram