VITA - nuovo centro per la Protezione civile

3° classificato al concorso per la realizzazione del nuovo centro per la Protezione civile in località Caneve, nel Comune di Arco (TN) Arco / Italy / 2006

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Perché chiamare questo progetto VITA?
La motivazione è duplice: un aspetto è legato all’oggetto del concorso, infatti la costruzione di un complesso edilizio che comprende una efficiente ed attrezzata caserma dei Vigili del Fuoco Volontari ha come effetto quello di garantire, tutelare e prolungare la VITA dell’uomo, degli animali, delle piante e dell’ambiente.
L’altro aspetto che è anche la risposta al precedente è dato dalla filosofia del nostro progetto: si èvoluto realizzare un complesso edilizio che per propria natura concorra al miglioramento della qualità della vita.
Per tale ragione gli obiettivi principali del progetto qui proposto sono:
1. il rispetto delle indicazioni del bando per quanto riguarda il tema della progettazione e gli standard necessari.
2. la creazione di un complesso edilizio a basso impatto ambientale, infatti è sembratologico che la costruzionedi un edificio al servizio della tutela della vita (caserma VV.F.)sia realizzato con tecniche e materiali compatibili con la vita stessa;
3. creazione di una struttura vivibile e fortemente dignitosa per rendere più gradevoli le attività lavorative dei volontari che si consumano dentro la stessa.

Tali obiettivi sono stati perseguiti con le scelte progettuali elencate di seguito:
1. orientamento ottimale del complesso in due ali aperte sul piazzale in modo da dividere le zona di prima emergenza (VV.F.) da quelle complementari e lavorative;
2. impiego di materiali e tecniche costruttive tradizionali, a basso impatto ambientale, di grande durabilità, resistenti al fuoco e di elevato pregio (a fronte di un aumento minimo dei costi), quali legno, laterizio, leghe zinco – titanio ottenute da processi di riciclo di manufatti dismessi;
3. massimizzazione dello sfruttamento del sole mediante la corretta esposizione tipologica, impiego di lucernari, di pannelli solari e di celle fotovoltaiche per la produzione di luce, calore ed energia elettrica rispettivamente.

Anche altri elementi hanno caratterizzato e vincolato in maniera non sempre positiva il percorso progettuale. Tali elementi sono: il Sole, il Fuoco, l’Acqua.
Il Sole: è la principale fonte di VITA della Terra e in questo progetto lo si è voluto “catturare” per dare luce, calore ed energia al complesso, garantendo così una parziale autonomia dalle tradizionali fonti di approvvigionamento energetico.
Il Fuoco: è un elemento spesso causa di distruzione e di morte, la protezione dell’uomo e dell’ambiente da quest’elemento è garantita dall’azione generosa dei Vigili del Fuoco. Quest’elemento ci ha portati a scegliere una struttura portante delle coperture con elementi di grosse dimensioni in legno lamellare in modo da garantire un’elevata resistenza al fuoco.
L’Acqua: si tratta di un’altra importante fonte di VITA ed è anche l’elemento che simbolicamente vince il fuoco. In questo progetto l’acqua diventa un elemento da preservare e recuperare rispettando quanto prescritto nelle indicazioni del concorso.

Nelle pagine riportate di seguito si vuole dimostrare in maniera dettagliata come tutte le scelte progettuali siano state definite in funzione dei obiettivi e degli elementi appena descritti e in particolare si vuole dimostrate come il miglioramento della qualità della VITA sia stato il punto di partenza e quello di arrivo dell’intero percorso progettuale.

2. CONSIDERAZIONI ARCHITETTONICHE

L’imput progettuale è nato dall’esigenza di coniugare le specifiche funzioni descritte dettagliatamente dal bando con la volontà di creare un’architettura che fosse espressione di quell’energia VITALE che da sempre caratterizza il fondamentale operato dei Vigili del Fuoco e che costituisce l’anima del progetto qui proposto.
Il risultato è quello di un vero e proprio organismo architettonico, un unicum costituito da elementi formalmente distinti che rispondono alle diverse esigenze funzionali: l’autorimessa, il corpo centrale, la torre.
L’autorimessa è costituita da due volumi di diverse dimensioni destinati ad accogliere rispettivamente:
- nell’ala corta (profondità 12m) i mezzi di primo soccorso in caso di incendio (auto comandante, autoscala, autobotte) o di incidente stradale (auto comandante, furgone con pinze idrauliche, autobotte) oltre all’officina ed alla zona di lavaggio e deposito manichette.
- nell’ala lunga (profondità 15m) i mezzi destinati ad interventi specifici di minore utilizzo e/o in seconda partenza oltre ai magazzini del materiale generico ed al deposito bombole in pressione separato dall’autorimessa da una compartimentazione REI 120.
La struttura portante dei due volumi è in calcestruzzo, la copertura è in legno lamellare interrotto dai lucernari che garantiscono un’illuminazione naturale diffusa.
Sul fronte verso il piazzale si trovano i portoni vetrati del tipo “a libro” (di 4.5m di larghezza e 4,5 di altezza) accoppiati in modo da garantire un’apertura netta di 9m per l’uscita e l’entrate dei mezzi senza alcun ostacolo centrale.
Questa soluzione permette inoltre di sfruttare la corsia centrale per lo stazionamento dei carrelli di piccole dimensioni facilmente “accanciabili” ai mezzi di soccorso.
Tutte le uscite sono collegate esternamente da un porticato che protegge il fronte dei portoni.

Il corpo centrale (pluripiano) accoglie
- al piano terra (1580mq) le funzioni logistiche e distributive (ingresso caserma, spogliatoi, acceso all’autorimessa e collegamento verticale ai piani primo e interrato)
- al primo piano (535mq)le funzioni direttive e di controllo delle attività del Corpo dei Vigili del Fuoco quali centralino, uffici direzionali e operativi, sala discrezionale, sala riunioni, sala corsi, mensa e cucina, dormitorio e servizi igienici;
il centralino vetrato posto sul fronte piazzale rappresenta il cervello, centro organizzativo del settore operativo della caserma. Esso infatti è posto in una posizione strategica che permette sia la visuale sugli spazi interni quali entrata, spogliatoi e autorimessa che sugli spazi esterni di parcheggio e manovra.
- al piano interrato(1100mq di cui 420 di volume chiuso) il deposito del materiale per grandi calamità e/o dei mezzi non utilizzati oltre ad una zona destinata a parcheggio per le auto dei volontari.
La torre, vero e proprio simbolo dei Vigili del Fuoco, rappresenta un punto di riferimento nello skyline leggermente ondulato della zona, permettendo l'immediata identificazione del complesso. Essa si erge all’estremità dell’ala corta sopra il volume destinato al lavaggio delle manichette e regge al contempo la scala con il castello di manovra.
A sud il lotto viene sfruttato per la manovra degli automezzi di servizio in uscita ed in ingresso, l’area di atterraggio dell’elicottero, il verde.
Per garantire la necessaria sicurezza stradale durante l’uscita dei mezzi in emegenza è da prevedersi un impianto semaforico comandato -ad est e ad ovest del lotto della caserma- per il blocco temporaneo della traffico. r
A nord, dietro il corpo centrale trovano posto i parcheggi per le auto dei vigili in prima partenza (altri parcheggi come detto sono ricavati proprio sotto i primi al piano interrato).
Ad est dietro l’ala lunga dell’autorimessa si trova la corsia di ingresso in emergenza alla caserma per le auto dei vigili che permette di raggiungere velocemente le zone a parcheggio al piano terra e interrato.
Sul lato opposto, ad ovest, dietro l’ala corta dei garages si trova la corsia d’uscita per le auto.
In conclusione, il progetto indifferente ad un atteggiamento di facile ed anacronistico mimetismo formale, si è proposto di interpretare il complesso rapporto tra novità e tradizione, recuperando a volte gli elementi a volte i materiali consolidatisi nell’architettura locale.

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    Project details
    • Year 2006
    • Client Comune di Arco (TN)
    • Status Competition works
    • Type Military barracks, police and fire stations
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