Restauro e Consolidamento Chiesa di Santa Chiara a Noto

Lavori di restauro conservativo della Chiesa di Santa Chiara in Noto Noto / Italy / 2004

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Dal terribile terremoto del 1693 che la ridusse in un cumulo di rovine, Noto risorse più sontuosamente e più bella, frutto di un continuo paziente ed incessante lavoro.
Situata su un dolce pendio, sembra che la posizione occidentale del terreno abbia favorito nel settecento lo sviluppo di soluzioni architettoniche di particolare effetto scenografico.
A Noto tutto è equilibrato, ridotto all’essenziale e subordinato all’insieme. L’arte netina del settecento, spoglia da ornamenti esuberanti, lontana da ogni spontanea barocca, chiara, compassante, sontuosa, non è ribellione all’antico, ma una diretta trasformazione di esso, anzi addirittura una nuova affermazione che la classifica e diversifica.
Malgrado l’epoca in cui questa Città sorse, il suo carattere appartiene più al XVII che al XVIII secolo.
La sua architettura interamente realizzata in pietra locale dalla delicata e calda finitura oro lucente, conferiscono alla città un carattere di unicità, che amplificato dall’animo cristallino del cielo primaverile, la rendono degna dell’appellativo di “giardino di pietra” conferitale dal C. Brandi.
Artefice fra i tanti di questo splendido giardino e autore della Chiesa di S. Chiara è l’architetto Rosario Gagliardi, la cui opera di particolare rilievo e risonanza si configura come uno degli episodi più eclatanti nel quadro vario e complesso dell’architettura del settecento in Sicilia.
La Chiesa di Santa Chiara, testimone dell’opera del Gagliardi che negli anni intorno al 1730 assunse il controllo del progetto, dirigendone i lavori fino al suo completamento nel 1758, annessa al preesistente monastero, la cui costruzione intrapresa nel 1717 contempla una serie di trasformazioni, ha avuto una lunga storia riguardo la sua edificazione, con relative importanti trasformazioni del disegno originario.
La Chiesa, “ chiamata ufficialmente S. Maria Assunta”, ha avuto comunque una storia meno travagliata del Monastero adiacente; rimasta sostanzialmente intatta, ha subito modifiche verso la fine del diciottesimo secolo. In questo periodo un nuovo portale sul lato occide
ntale fu aggiunto per migliorare l’accesso da Via Pier Capponi, questo in seguito ai lavori di abbassamento del Corso.
A lavori ultimati, il forte dislivello, conseguenza dei lavori di abbassamento del piano stradale, ha isolato il portale principale rendendolo inagibile, così il portale occidentale divenne l’unico accesso alla Chiesa.
Contrariamente ai dettami del barocco, il Gagliardi in S. Chiara, non fa alcun tentativo per esprimere il rapporto tra la configurazione interna ed esterna, inglobando la Chiesa in uno schema prismatico; forse per l’esiguità del lotto o più probabilmente per esprimere la sua libertà dalle regole della trattatistica, tipica del carattere locale dell’architettura netina.
Libertà che viene confermata da un particolare decorativo importante: i capitelli compositi delle paraste che delimitano il prospetto principale, le volute dei capitelli mostrano infatti il segno di avvolgimento all’inverso, probabile derivazione di capitelli borrominiani o invenzione determinata dalla volontà di infrangere le regole, tuttavia una analogia si riscontra nei capitelli del Vaccarini a Catania.
Sia Vaccarini che Gagliardi infatti sono considerati non artisti siciliani di provincia, ma esponenti di quel movimento di invenzione ornamentale che aveva interessato l’Europa intera.
La rigidezza del volume esterno, mostra un’interesse del Gagliardi per le forme massicce con superfici murali piatte e relativamente prive di decorazioni; tuttavia il volume della Torre campanaria che egli aggiunse alla massa prismatica dell’edificio, oltre a servire da torre campanaria e belvedere, sminuisce la rigidità della fiancata occidentale, conferendole un certo slancio sull’angolo.
Lo spirito del Gagliardi nel trattare l’intero complesso della Chiesa, denota comunque la consapevolezza del concetto del tardo-barocco Borrominiano, ovvero della Chiesa come teatro religioso, dove la delicatezza di questo dramma è custodita come in uno scrigno protetto dal mondo circostante.
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    Project details
    • Year 2004
    • Work started in 2001
    • Work finished in 2004
    • Client Curia Vescovile di Noto - Regione Siciliana
    • Status Completed works
    • Type Churches / Monuments
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