Insediamento produttivo orafo

Il luogo del lavoro Valenza / Italy / 2018

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L’architettura dell’artificio
Due corpi in cemento naturale, alti un solo piano e uniti da un corridoio vetrato dividono le funzioni preminenti del lavoro orafo: l’amministrazione e la produzione. I corpi s’incernierano con una lieve rotazione l’uno rispetto all’altro su un fulcro di connessione che li rende sia ortogonali ai confini del lotto, sia paralleli rispetto alla strada urbana.
La loro conformazione genera ambienti aperti, implosivi con affacci unici, circoscritti ma dischiusi al contesto e al paesaggio. Sono spazi brevi, disposti su tre lati, definiti da superfici di vetro e ricavati per sottrazione di volume, dai quali i locali di lavoro ricevono aria e luce. Le pareti perimetrali sono lisce e prive di finestre a ricordare univocamente l’insediamento industriale, stereometrico e rigido, mentre la copertura piana è permeata da fonti d’illuminazione zenitale su tutti i locali di servizio.
Una fitta carpenteria in tubi d’acciaio di varia consistenza, che funge da supporto alla vegetazione rampicante, assegna all’insieme architettonico un ruolo d’involucro, cioè d'interfaccia dinamica interattiva con i fattori climatici esterni. Intorno le aree pianeggianti, distinte per funzioni e standard, costruiscono spazi di relazione con la città e annessioni strutturali con il paesaggio agrario.
 
L’architettura della natura
Il verde assistito, elevato a sistema, completa l’architettura a ruolo di biomitigazione d’impatto e diviene condizione per un microclima ambientale favorevole alla vita di specie sia vegetale, sia animale. La consistente presenza di materiale arboreo contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico e il relativo trattenimento delle polveri sospese, depura l’aria con un fattivo filtraggio, garantisce il raffrescamento e l’ombreggiamento estivo, riducendo anche la trasmissione della radiazione solare.
Oltre a favorire schermature visive e a innalzare barriere, sia acustiche sia frangivento, il verde si avviluppa all’insediamento facendone parte, smaterializzandone i contorni in un’armonia stagionale in continuo mutamento.
Sei tipologie definiscono la ricerca dello spazio aperto per la costruzione di un corridoio ecologico in grado di attirare la fauna selvatica urbanizzata: Il verde parietale, strutturato con sostegni metallici per la crescita programmata dei rampicanti, è utilizzato come elemento di definizione spaziale con forme naturali, che vanno dal pergolato ombreggiante a coronare le facciate con sentieri “sensoriali” composti di essenze aromatiche e officinali, al pergolato tunnel per il transito veicolare, alle pseudo alberature a copertura dei giardini interni; Il prato intensivo stabilisce le reali distanze dai confini istituendo un rapporto intimo e mai distaccato con le aree pubbliche; lo stagno a più livelli di profondità ricorda un modesto ristagno d’acqua, cioè una fonte naturale per creare nuove possibilità di vita; Il verde pensile estensivo fissa sulla copertura del manufatto un manto erboso di natura spontanea che aumenta le prestazioni sia termoisolanti sia acustiche e la ritenzione idrica, migliorando il clima e la compensazione ambientale; I filari di alberature di tipologia locale si configurano come veri divisori zonali, separando l’edificio dal contesto secondo precise delimitazioni spaziali e funzionali; Ia rete di fossati, che localizzano i confini fisici del comparto, si prefigura come connettore ambientale con annessioni sistemiche allo smaltimento delle acque.
 
Le tecnologie per l’energia
All’interno degli ambienti l’impianto di riscaldamento e di raffrescamento è costituito da un sistema a pannelli radianti a pavimento a bassa temperatura, integrato da un impianto canalizzato ad aria, i cui terminali sono composti da diffusori lineari ad alta induzione, in perfetto concerto con gli ambienti. L’impianto garantisce condizioni di comfort ambientale con elevate prestazioni di resa in particolari periodi stagionali. Un impianto di rinnovo aria, con recupero del calore ad alto rendimento, è previsto sia per gli uffici sia per le zone di lavorazione; in particolare, per queste ultime, si avvale di una unità di trattamento aria in grado di adattare la portata di immissione di aria esterna in funzione delle estrazioni in corso. La generazione di energia termica e frigorifera avviene tramite l’utilizzo di pompe di calore ad assorbimento alimentate a gas metano, integrate da una pompa di calore elettrica a ciclo di compressione di gas refrigerante.
Anche l’energia solare garantisce il funzionamento di un impianto ibrido a conversione fotovoltaica connesso alla rete elettrica di distribuzione, con posa integrata entro il profilo dell’edificio.
Le postazioni dedicate alla lavorazione e al trattamento dei metalli sono caratterizzate da un sofisticato sistema di aspirazione locale a circuito chiuso, con filtri dedicati e con carboni attivi per il recupero completo delle polveri residuali.
Come all’interno, anche all’esterno i corpi illuminanti a led sono ripartiti secondo le differenti funzioni operative e sceniche, a valorizzare il nuovo sito urbano.
Infine, l’insediamento e le aree aperte di pertinenza sono protette da un sistema avanzato di videocontrollo e antintrusione, gestito da un servizio esterno di sorveglianza.

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    L’architettura dell’artificioDue corpi in cemento naturale, alti un solo piano e uniti da un corridoio vetrato dividono le funzioni preminenti del lavoro orafo: l’amministrazione e la produzione. I corpi s’incernierano con una lieve rotazione l’uno rispetto all’altro su un fulcro di connessione che li rende sia ortogonali ai confini del lotto, sia paralleli rispetto alla strada urbana.La loro conformazione genera ambienti aperti, implosivi con affacci unici, circoscritti ma dischiusi al...

    Project details
    • Year 2018
    • Work started in 2016
    • Work finished in 2018
    • Main structure Mixed structure
    • Client Gioj Manifattura Valenza s.r.l.
    • Contractor Impresa Vito Picerno
    • Cost 2.500.000 euro
    • Status Completed works
    • Type Factories
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