RISORGIMENTO RESORT

Hotel *****L Lecce / Italy / 2007

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Progetto di restauro e risanamento conservativo: arch. BART CONTERIO
Interior Design: arch. LUCA SCACCHETTI
Collaboratori: arch. MARTA PASQUINI
Direzione dei Lavori: arch. BART CONTERIO


HOTEL RISORGIMENTO RESORT
Già “hosteria con locanda” nel 1500, l’albergo nasce nel 1880 tra le mura aristocratiche dell’antico Palazzo Guarini, che occupa la parte mediana della strada dedicata ad Augusto Imperatore. È il più prestigioso della città, citato dalla scrittrice inglese Janet Ross nel suo libro “La Puglia nell’Ottocento”. Anche il tenore Tito Schipa, dal 1926, quando cantò la sua prima Lucia di Lammermoor al Politeama Greco, mantenne con il Risorgimento un rapporto di esclusività.
Il progetto architettonico di restauro e risanamento conservativo e la direzione lavori è stata curata dall'architetto Bart Conterio, quello d’interior design, invece, è firmato dall'arch.Luca Scacchetti.
I lavori, della durata di quattro anni, hanno interessato un organismo edilizio distribuito su più corpi di fabbrica realizzati in epoca differente (il più recente risale agli anni ’40 ed il più antico al 1500): con i suoi quattro livelli fuori terra, più piano interrato ed una superficie complessiva di circa 4000 mq, ha rappresentato uno dei più importanti e prestigiosi interventi di restauro e risanamento eseguiti nel centro storico della cittadina leccese.
L’obiettivo principale del progetto è stato quello di conferire all’immobile una nuova e necessaria dignità architettonica ed una più ampia e coerente funzione dell’attività alberghiera mediante una variazione tipologica e distributiva degli spazi destinati ai servizi comuni ed alle camere e l’eliminazione delle superfetazioni edilizie e delle sovrastrutture di epoca recente, che contrastavano con il contesto storico del luogo; gli ambienti sono stati pensati in modo tale da realizzare ambiti differenti per ogni tipo di attività e nello stesso tempo flessibilità d’uso, adottando una strategia distributiva capace di sfruttare la disponibilità all’adeguamento della struttura esistente, mantenendone il valore documentario e rendendola più felicemente fruibile.
L’architetto Conterio ha riservato un’attenta considerazione all’ottimizzazione delle caratteristiche distributive degli spazi attraverso un’ adeguata razionalizzazione dei percorsi del personale ed uno studio minuzioso dei rapporti tra attività, spazi ed esigenze della clientela, evitando, ove possibile, interferenze tra i vari percorsi e le attività interrelate, sulla base di una precisa verifica funzionale.
Più nel dettaglio, la distribuzione interna è stata impostata su nuovi percorsi verticali rappresentati dai tre ascensori ubicati in posizione baricentrica, un montacarichi di servizio, due scale protette ed una scala di sicurezza esterna e su uno schema differente dei percorsi orizzontali: questa operazione di collegamento tra i vari dislivelli di piano dei tre eterogenei corpi di fabbrica che costituiscono l’albergo, ha rappresentato, per l'architetto Conterio, l’impresa più ardua e delicata, risolta mediante attenti ed invisibili interventi di riequilibrio degli sfalsamenti tra le differenti strutture orizzontali ed una ridistribuzione delle quote tra i vari livelli. Il tutto nel rispetto delle normative di sicurezza più restrittive e dei vincoli imposti dalla Soprintendenza in quanto, una buona parte della struttura alberghiera, è sottoposta a tutela.
Le strutture originarie, costituite da murature in conci di calcarenite (pietra leccese) e dalle splendide volte leccesi “a specchio” e “a squadro”, sono state interamente recuperate e restituite alla bellezza di un tempo, attraverso un adeguato intervento di consolidamento e ripristino costituito da placcaggio mediante fasce di materiale composito (FRP), iniezioni armate con boiacche a reazione superpozzolanica esenti da cemento, risarcitura e stilatura dei giunti di malta con impasti plastici a base di calce con requisiti di resistenza simili a quelle del materiale originario. Tutte le murature in tufo e calcarenite del piano terra sono state soggette ad un adeguato intervento di risanamento dall’umidità di risalita capillare, previa creazione di vespai ventilati con casseri a perdere e applicazione di intonaci macroporosi deumidificanti a base di calce o contro-pareti con la tecnologia del “telaio-lastra”, dotate di intercapedine ventilata collegata all’esterno con estrattori d’aria meccanici. La facciata principale è stata sottoposta ad un trattamento di pulitura, integrazione di conci di facciata in calcarenite, consolidamento corticale ed equilibratura cromatica, attentamente calibrato in modo da non corrompere l’identità del tipico paramento murario in blocchi di pietra leccese a faccia vista. Infatti, l’epoca di costruzione dell’edificio, così come i materiali a suo tempo impiegati, ha indotto a procedere agli interventi di restauro con materiali della tradizione costruttiva locale, il più possibile compatibili con i costituenti originari del manufatto, soprattutto per ragioni di reversibilità e biocompatibilità ambientale, senza mai indurre ad una falsificazione delle opere eseguite.
Riguardo ai principi di sostenibilità dell’intervento, grande importanza è stata rivolta al progetto di risanamento energetico dell’involucro edilizio esistente, in modo da non demandare unicamente all’efficienza impiantistica, il controllo delle condizioni del benessere microclimatico all’interno della struttura alberghiera: sulla base dell’orientamento dell’edificio e del clima locale nelle diverse situazioni stagionali, il miglioramento delle prestazioni energetiche delle chiusure verticali ed orizzontali è stato realizzato mediante adeguati interventi di coibentazione termica e ventilazione naturale delle coperture, in modo da limitare i fenomeni di surriscaldamento nei mesi non invernali, eliminazione dei ponti termici, sostituzione dei serramenti con infissi dotati di doppi vetri isolanti basso emissivi; più in particolare, l’ala posteriore dell’edificio risalente agli anni ’40, è stata sottoposta ad un rigoroso intervento di retrofit energetico, costituito dalla sostituzione di tutti i tamponamenti esterni con blocchi ad elevata capacità termica di cm. 35 di spessore, esecuzione di cappotto esterno, rasatura finale con intonachino ai silicati color pietra leccese, in modo da garantire un’ottimale inerzia termica dell’involucro con un coefficiente di sfasamento termico di 12 ore ed un fattore di attenuazione pari a 0,15.
Sono stati inoltre adottati dei sistemi di raffrescamento passivo dell’edificio, mediante la connessione di ambienti interrati (cunicoli ipogei con pareti in calcarenite) con strutture di collegamento verticale, tipo “torri del vento”, riprendendo le antiche tecniche costruttive bioclimatiche delle “camere dello scirocco” di tradizione islamica, sorte nel sud italia tra il XVI ed il XVIII secolo.
L’isolamento acustico dei vari ambienti ( camere, corridoi, spazi comuni), è stato effettuato mediante la posa in opera di massetti isolanti desolarizzati, controsoffittature fonoassorbenti e la realizzazione delle tramezzature interne con il sistema S/R (tecnologia stratificata a secco) costituite da una doppia struttura in cartongesso indipendente, posata in opera distanziata e con profili sfalsati, opportunamente desolarizzata dai solai, in modo da garantire un abbattimento acustico, mediamente superiore ai 64db. L’apprezzabile livello di abbattimento acustico è stato raggiunto, in quanto, la tipologia del pacchetto “telaio-lastra” utilizzato, non è stata standardizzata ma è stata calibrata nell’ottica di un’ottimizzazione prestazionale dei componenti edilizi, differenziando i singoli strati costitutivi l’involucro, per spessore, orditura metallica, tipologia e numero di lastre, peculiarità dei materiali fonoassorbenti d’intercapedine, (materiali fibrosi a densità differenziata, materassini e contropareti con lamina di piombo, sigillanti acustici, etc.). Molte delle scelte progettuali adottate sono state pensate in relazione alle reti impiantistiche, in modo da garantire una facile gestione e manutenzione ed assicurare flessibilità ed espandibilità e, soprattutto, perseguire la massima razionalizzazione dei componenti del sistema distributivo.
Tutti gli interventi sono stati concepiti in modo da evitare qualsiasi dubbio sull'epoca in cui sono stati eseguiti e con le modalità più discrete, con il rispetto, dove funzionalmente possibile, delle qualità tipologiche, costruttive e funzionali dell'organismo esistente.
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    Project details
    • Year 2007
    • Client dr. ANDREA MONTINARI- VESTAS Hotels & Resorts
    • Status Completed works
    • Type Hotel/Resorts
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