H2O - PROPOSTA PER L'AMPLIAMENTO DI UNA NUOVA SEDE AZIENDALE

nuovi uffici e nuovi spazi per le attività di officina Castelfidardo / Italy / 2020

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PREMESSA
QUADRO DEI REQUISITI
La scelta del Concorso di Idee porta sempre con sé aspirazioni maggiori nel recepimento di soluzioni
progettuali che non si limitino al solo rispetto del programma funzionale dato. Dalla lettura del bando,
scorrendo i principali punti espressi per articolare il quadro di requisiti ed esigenze dell’azienda verso il
nuovo edificio, emerge, come finalità non puramente quantitativa, la necessità di ricevere una proposta
di spazi non solo utili ad espandere e accentrare i vari nuclei operativi di Acquambiente srl, ma una soluzione capace di esprimere coordinazione tra aspetti organizzativi e qualità architettonica, in una modalità che trasfiguri una decisa sensibilità nei confronti dell’ambiente, tema centrale della mission aziendale e di un ritrovato senso etico in edilizia. Altro aspetto che viene sottolineato riguarda la descrizione delle destinazioni d’uso che includono, tra le attività, spazi di front-office oltre ad altri ambiti amministrativi ed operativi, che pertanto lasciano pensare che il nuovo edificio possa divenire il tassello più ricettivo e quindi più rappresentativo del mosaico che disegnerà il futuro assetto dell’organismo edilizio.


Pertanto il Quadro si compone, come sempre accade nel momento in cui l’approccio progettuale
è di tipo architettonico e non meramente edilizio, di aspetti funzionali e di aspetti comunicativi che devono trovare soluzioni integrate e strettamente connesse per dar forza e identità agli spazi che dovranno essere realizzati. Le problematiche connesse con il quadro delle richieste risultano in questo caso essere strettamente correlate, oltre che al rispetto degli standard urbanistici, alla presenza del fabbricato esistente, già compiuto e ben strutturato in tutte le sue parti, quindi principale interlocutore e vincolo del sistema, al quale si chiede di dover riferire alcune considerazioni sui collegamenti. A questo seguono aspetti di ‘sostenibilità’ economica e di adeguata accessibilità dell’area.


STRATEGIA PROGETTUALE e SOLUZIONE ARCHITETTONICA
La soluzione architettonica proposta vuol concentrare la propria attenzione su quelle che sono le più attuali riflessioni sugli spazi dedicati ai luoghi di lavoro. Ambiti non più basati su modelli meccanicistici non più concentrati attorno ad alcuni cardini degli schemi tipologici consolidati nel passato (la scrivania personale, il corridoio, la mensa aziendale ecc..), bensì aperti ad includere ed integrare sempre più spazi ‘informali’ in cui esercitare comunque le attività lavorative. Sempre più i luoghi di lavoro si stanno modificando grazie alle nuove tecnologie di rete e di conseguenza gli spazi mutano il loro essere accogliendo momenti di vita integrati a quelli strettamente lavorativi. A questa mutata ‘filosofia’ si affianca la necessità sempre più ricorrente e inderogabile di legare il proprio brand identity all’architettura della propria sede, non più quindi semplice contenitore di manodopera, ma anch’esso tassello importante per esprimere stessi valori e qualità specifici dell’azienda. Su questa scia la proposta progettuale che qui offriamo tende ad avvicinare il tema funzionale legato ai nuovi spazi ai valori di recupero delle risorse naturali in chiave di benessere ambientale ma anche visivo. L’attuale sede se in parte già mostra l’applicazione di alcune tecnologie bioclimatiche attraverso dispositivi installati (schermature di facciata e pannelli fotovoltaici) altresì non esprime in modo organico con l’architettura i valori spaziali. La nuova soluzione ricerca, attraverso la configurazione del nuovo edificio, l’identificazione di un ambito esterno che possa porre in stretta relazione
le tematiche ambientali e quelle architettoniche. Si struttura su questa idea la proposta, che nasce con l’idea di rendere protagonista l’acqua negli spazi della nuova sede, la quale si propone, non come volume annesso, ma come nuovo edificio rappresentativo dell’azienda che svolgerà le principali funzioni ricettive sia nei confronti del pubblico utente sia nei confronti di tutto l’indotto e dei propri lavoratori.


Parte da questi spunti l‘idea di organizzare la volumetria che conterrà i nuovi spazi su due lati del quadrato di base (35mt. X 35 mt.) entro cui viene incentrato l’ambito che accoglie le principali funzioni del programma richiesto. La soluzione si compone di una seconda volumetria che completa sul lato est la parte da edificare all’interno del lotto in cui saranno contenuti tutti gli spazi operativi di ricovero e gestione dei veicoli e dei macchinari in dotazione all’azienda. Questa configurazione planimetrica ad ‘L’ con ali uguali, chiude il lotto d’espansione verso l’area della sede esistente, frapponendosi alla nuova sacca di parcheggi, filtrando e mediando così il rapporto tra la viabilità da controllare, legata alla circolazione carrabile interna a diretto servizio della struttura operativa (che potrà prevedere anche il transito di mezzi pesanti), e l’ambito di circolazione libera riservata all’ingresso/uscita dei veicoli leggeri di utenti e lavoratori. Pertanto il nuovo fabbricato definisce il modo con cui si orienterà tutto il nuovo layout interno ed esterno legato ai percorsi di accesso e collegamento ai vari corpi di fabbrica.


 


Tra la L volumetrica e il perimetro esterno del percorso pedonale che chiude il quadrato di base
della nuova sede si definisce l’ambito di ‘In-Between’, il quale permette il passaggio graduale dallo spazio pubblico (nuovo parcheggio) allo spazio privato (locali uffici) della nuova sede. Questo spazio di mediazione permette un accesso morbido tramite un leggero podio che gradualmente invita l’utente o il visitatore al passaggio dalla sede stradale. Il percorso, che linearmente indirizza all’ingresso, attraversa un ambito all’aperto caratterizzato dalla presenza di vegetazione ombreggiante, di manti erbosi e di uno specchio d’acqua che offrono, nel loro insieme, occasioni di sosta e relax nei momenti consentiti, oltre a lasciare libertà per l’organizzazione di alcuni eventi anche in outdoor.
L’accesso pertanto viene individuato in maniera chiara e diretta come in maniera del tutto identica si sviluppa la distribuzione interna degli spazi che proseguono e ricalcano la configurazione generale del volume sulla coppia di assi tra loro ortogonali. L’edificio in questo senso definisce la soluzione più naturale di collegamento fra nuova sede e sede attuale, che condividendo la stessa giacitura sul lotto saranno linearmente connesse per via di un sistema sopraelevato che prosegue al livello superiore l’asse d’indirizzamento all’ingresso proveniente dal percorso esterno di accesso. Si crea pertanto nell’angolo della L un nodo di cerniera che permette di controllare e gestire flussi di ingresso e uscita pubblici (al piano terra)e allo stesso tempo controllo dei collegamenti di entrata e uscita fra i due blocchi edilizi al primo livello). I due organismi spaziali saranno così resi perfettamente connessi senza eventuali interferenze rispetto a quella che è l’attuale organizzazione interna del workflow d’ufficio e per quello che sarà l’assetto generale del sistema di lavoro interno alle diverse divisioni dei vari uffici. Nelle due ali di questa cerniera verranno distribuiti tutti gli spazi ufficio richiesti secondo una suddivisione proposta che può facilmente essere rimodulata dall’azienda grazie alla flessibilità che offre
l’impianto spaziale con impalcato libero.
L’edificio viene avvolto esternamente da una vera e propria ‘scorza materica, che definisce i margini più chiusi e meno rivolti all’esterno, sul lato nord e sul lato est, mentre si apre con una facciata continua prevalentemente vetrata sui lati sud ed ovest. La scelta espone gli spazi a rischi di eccessivo soleggiamento, ma ciò viene opportunamente preso in considerazione dallo studio ragionato delle due superfici di facciata: sul fronte maggiormente esposto al sole di mezzogiorno viene anteposta per tutta la sua estensione, una tenda metallica schermante che scende allargandosi man mano che si avvicina a terra per fissarsi a sfioro dello specchio d’acqua. Il sistema di facciata pertanto riflette, attraverso i valori materici percettivi, la natura dello spazio proposto, completamente trasparente ed introverso nel micro-ambiente organizzato attorno allo specchio d’acqua nella corte verde di ingresso. Il rivestimento prevalentemente opaco e protetto da pareti più spesse e ruvide nella parti dell’involucro meno esposte, perm*ette di rileggere in maniera letterale la contrapposizione tra roccia ed acqua, sintesi del passaggio derivativo della risorsa naturale che fa tema di sfondo a tutto il concept.


Innovazione tecnologica e innalzamento della tutela ambientale
Il rispetto per l’ambiente e i valori legati ad un sostenibile utilizzo delle risorse naturali non può che essere il principale perno su cui sono incentrate le proposte tecnologiche volte a garantire l’ecologia del manufatto e un perfetto benessere all’interno degli spazi richiesti, in modo responsabilmente consapevole delle ricadute che strutture del genere hanno sugli equilibri naturali. Ricreare nella corte aperta un micro-ambiente naturale generato da acqua, vegetazione e presenze arboree non vuole essere inteso come semplice e sterile vezzo architettonico, bensì quel che si vuol proporre attraverso questo spazio è un’integrazione diretta dei benefici effetti che la natura può fornire ai sistemi meccanici utilizzati per il controllo del clima interno e per la gestione di altri dispositivi del manufatto edilizio, garantendo un elevato livello di comfort per tutti i suoi fruitori, con particolare attenzione ai dipendenti ed agli addetti, oltre che ai visitatori esterni. La ricerca del benessere ha interessato i diversi fattori: quello igro-termico, la qualità dell’aria, l’illuminazione e l’acustica oltre, naturalmente, quello puramente estetico.
Il centro direzionale Acquambiente srl, in maniera coerente con la sua concezione, risulta essere
sviluppato costruttivamente come un ‘bozzolo edilizio’ che si chiude nelle parti più esterne e si apre nelle parti più interne e calde e come tale le sue parti costruttive seguono questa filosofia.  


L’intento è quello di unire il pregio architettonico del nuovo edificio alla possibilità di poter realizzare
un manufatto autosufficiente utilizzando le risorse naturali come principale leva di bilanciamento e tecnologie atte a recuperare dall’ambiente la maggiora parte di queste risorse. Per questo si intende valutare, vista la vicinanza con il fiume Musone, la presenza di falde e l’eventuale emungimento dalle stesse, da collegare agli impianti di climatizzazione realizzati con pompe di calore centralizzate, con scambio termico acqua-acqua di falda e all’impianto di trattamento d’aria centralizzato con recupero di calore e con portata d’aria variabile (sensori di CO2 e valvole VAV + filtri elettrostatici).
L’impianto di illuminazione artificiale punterà all’efficienza e al benessere interno: apparecchi a basso consumo ed alto rendimento con reattori elettronici dimmerabili, lampade ad elevata efficienza, fotosensori per la gestione della luce artificiale, sensori ad infrarosso per la presenza di persone, touch panel di controllo, programmazione e gestione, impianti di regolazione, programmazione e controllo su infrastruttura BUS che consentiranno di avere un controllo remoto - via intranet e via web – del funzionamento di ogni impianto dell’edificio, così come di programmare e regolare i setpoint di ogni ambiente e di ogni macchinario, oltre all’impianto fotovoltaico da 40KW che andrà collocato in copertura.

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    Project details
    • Year 2020
    • Client Acquambiente srl
    • Status Competition works
    • Type Corporate Headquarters
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