Ex “Garage Traversi”, Milano

Milan / Italy / 2010

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Ristrutturare l’Ex Garage Traversi, variandone la funzione per consentirgli una nuova vita, significa riallacciare i legami vitali di un brano della storia urbana e sociale della città di Milano per troppo tempo trascurato.
L’intervento da noi proposto interpreta in chiave contemporanea lo spirito che ha guidato gli architetti Giuseppe De Min e Alessandro Rimini nella progettazione della struttura in origine destinata al ricovero delle auto.

Negli ultimi anni la sensibilità nei confronti della tutela degli edifici moderni è aumentata mettendone in evidenza il giusto valore, che a nostro parere deve essere anche valutato insieme al ruolo urbano che il manufatto ricopre.
Tutti gli edifici nel loro insieme fanno, anche di una strada o di un quartiere, un Monumento che deve essere salvaguardato e tutelato come un bene prezioso per conservare l’identità urbana.

Il nostro progetto nasce da questa fondamentale premessa e dalla convinzione che questo dovrà essere un nuovo edificio della città, radicato nella storia urbana: un edificio capace di interpretare e trasmettere la storia tenendo i piedi nel nostro tempo e gli occhi rivolti al futuro.
L’edificio una volta recuperato, si presenterà come un nuovo e positivo simbolo della città di Milano, in cui lo spirito della modernità rappresentato dalla tecnica, si fonderà armonicamente con lo spirito della contemporaneità, orientato verso una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica.
Noi vogliamo conservare ed innovare, ed è lo stesso Ex Garage Traversi e la città di Milano a dirci come superare questa apparente contraddizione dialettica.

L’Ex Garage Traversi nel corso della sua storia ha subito diverse trasformazioni e amputazioni che ne hanno alterato il carattere; riportarlo al disegno originario, oltre che impossibile, è un’operazione priva di senso: gli edifici sono degli organismi vivi che respirano con l’uomo.
L’idea è quella di recuperare la facciata sud dal carattere espressionista, che con un sapiente gioco di curvature e progressivi arretramenti definisce una chiara relazione con gli edifici bassi di via Baugutta e lo spazio aperto di Piazza San Babila.
Il sopralzo “verde” da noi proposto si inserisce armoniosamente all’interno di questa logica compositiva, senza alterare l’equilibrio urbano che è andato costituendosi nel corso dei decenni tra le parti che costituiscono l’isolato.

Il vincolo dei 60° dato dal regolamento edilizio, oltre il quale non è permesso costruire, è stato trasformato in una risorsa progettuale per meglio dialogare e interpretare il contesto.
Da via Bagutta risulta praticamente impossibile intravedere il nuovo intervento, ciò è un bene visto il calibro e lo skyline della via, mentre da Piazza San Babila è immediatamente riconoscibile il “nuovo volto vegetale”, che dal cuore dell’edificio si espande per quattro livelli oltre la quota di gronda attuale, creando una fortissima relazione visiva con gli elementi verdi che si protendono dalla torre SNIA adiacente, con il disegno di Caccia Dominioni per Piazza San Babila e più in generale con i tetti verdi che caratterizzano il centro di Milano.
Il verde di Milano è solitamente privato e inaccessibile, basta guardarla dall’alto per scoprire la miriade di cortili e terrazzi che la punteggiano; la sfida progettuale che abbiamo raccolto è stata quella di trasformare uno spazio nato per la tecnica – automobile come mito moderno – in uno spazio lento pensato per l’uomo, in cui la natura è intesa come l’elemento generatore di un ambiente nuovamente vivo a disposizione della fruizione da parte delle persone.

Lo spirito del progetto è quello di conservare e innovare: dialogare con il contesto urbano di Piazza San Babila, rifiutando di tradire l’inarrestabile forza evolutiva del tempo.
Conservare e innovare, tramite la messa in relazione di una Maschera storica e di un Volto nuovo.

In sintesi il progetto si propone di:

- Interpretare i caratteri salienti tipici della modernità che caratterizzano il manufatto (facciata e pianta libera) per armonizzarli con le nuove esigenze funzionali e distributive.

- Recuperare la facciata principale dell’Ex Garage Traversi come una Maschera, una solida quinta urbana per preservare l’identità della cortina stradale di via Bagutta.

- Innalzare, pochi metri dietro la Maschera, il nuovo Volto del complesso multifunzionale, una facciata verde che traspira e che è permeabile agli sguardi dei visitatori.

- Mettere quindi in reciproca comunicazione (diretta e visiva) la Città ed il complesso multifunzionale, attraverso i grandi occhi orizzontali della Maschera e le trasparenze del nuovo Volto vegetale che dialoga con gli elementi affini che lo circondano nello spazio pubblico antistante.

Come esplicitato dai disegni non si tratta di un restauro filologico in senso stretto, ma di una interpretazione dell’edificio come organismo vivo in cui le restanti parti, pur rispettando la volumetria originaria, vengono adattate alle nuove esigenze funzionali e di rappresentanza, ad esempio lo spazio che viene a definirsi tra la facciata storica, liberata dalle solette non più rispondenti alle nuove esigenze funzionali, e la nuova facciata verde che avvolge i piani commerciali è uno spazio vertiginoso, capace di sorprendere e mettere in tensione dialettica l’esistente ed il nuovo intervento, senza che per questo nessuna delle parti perda di consistenza nel reciproco confronto.
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    Ristrutturare l’Ex Garage Traversi, variandone la funzione per consentirgli una nuova vita, significa riallacciare i legami vitali di un brano della storia urbana e sociale della città di Milano per troppo tempo trascurato.L’intervento da noi proposto interpreta in chiave contemporanea lo spirito che ha guidato gli architetti Giuseppe De Min e Alessandro Rimini nella progettazione della struttura in origine destinata al ricovero delle auto. Negli ultimi anni la sensibilità nei confronti della...

    Project details
    • Year 2010
    • Client Aedes S.p.A. e Risanamento S.p.A.
    • Status Competition works
    • Type Hotel/Resorts
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