Ausonia Hungaria

Expect the unexpected Lido di Venezia (VE) / Italy / 2019

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Il Grande Albergo Ausonia Hungaria fu progettato dall’Ing. Nicolò Piamonte in stile neo-rinascimentale, con gli arredi realizzati dall’illustre ebanista Eugenio Quarti ed i numerosi elementi decorativi, tra cui la celebre facciata in maioliche policrome del ceramista Luigi Fabris (1913) e la facciata est , progetto artistico di Joe Tilson -  Royal Academy, sono stati eseguiti rispettando pienamente i dettami dello Stile Liberty.

Quindi, per sua originaria essenza,  la struttura scaturisce dalla sperimentazione che interessò il mondo dell’arte e dell’architettura a cavallo tra Ottocento e Novecento, momento in cui l’arte dovette scendere dal piedistallo, perdere l’aura, e riscoprirsi nella realtà della vita, originando i grandi mutamenti della società contemporanea come il cinema ed il design. 

Della medesima volontà di innovare e proporre visioni non ancora note, ispirandosi al concetto di opera organica, si anima l’intervento di interior e di lighting design dell’architetto Simone Micheli teso a trasformare gli spazi interni dell’hotel in una vera e propria opera d’arte da esperire, di cui l’uomo diviene il centro nevralgico.  Le camere dell’hotel sono caratterizzate da arredi francescani dalle forme lineari e fluide, composti da materiali differenti ma complementari; i colori tenui sono animati da tocchi di vivacità mentre gli straordinari giochi di luce, dettati da una attentissima regia illuminotecnica, contribuiscono alla definizioni di spazi, ambienti, funzioni. Il visitatore non appena varca la soglia di ingresso si sente accolto in un ambiente altro, prezioso, affascinante, creato per soddisfare il suo desiderio di benessere.

Sulle pareti delle stanze, iconiche immagini fotografiche scattate da Maurizio Marcato propongono una reinterpretazione d’autore della facciata esteriore - sottolineando i dettagli ed evidenziando le peculiarità - abile nel generare una fusione completa e perfettamente integrata di spazi interni ed esterni, mescolando la vitalità e l’energia di ciò che è fuori con la magica atmosfera dell’interno, eliminando le differenze, favorendo le combinazioni e l’incontro. Il bagno rappresenta lo stop, la pausa, il punto di arrivo in cui concentrare l’attenzione, focalizzarsi sul proprio benessere senza farsi trarre in inganno dal mondo fuori al fine di ricostruire il proprio io, fragile, spesso frammentato a causa della frenesia del quotidiano. Il materiale ceramico grigio domina lo spazio, gli arredi bianchi  costituiscono dei focus attrattivi catalizzatori dell’emozione. 

Non c’è un vero e proprio limite fisico a separare il bagno dal resto degli ambienti, sono le strutture eteree generate dalle forme e dai colori a determinare uno spazio “altro”, un organismo chiuso in cui l’uomo può rifugiarsi per prendersi il proprio tempo. Riprendendo il filo che, come un conduttore, attraversa l’intera struttura anche nel corridoio si riflette l’intensa tensione che lega gli opposti: città fuori e mondo dentro, passato e futuro, pieno e vuoto. Così, grazie ad una sapiente regia illuminotecnica, l’ospite si sente come sospeso in una dimensione estranea allo spazio-tempo tradizionale.  Mentre gli arredi rimandano al futuro e la loro forma trasmette serenità agli animi, facendoli sentire accolti, benvoluti, le immagini dei volti e dei posti che hanno fatto la storia del cinema si susseguono incorniciate lungo le pareti, ricordando la grande importanza che il luogo ha. Fotografie aree del Lido di Venezia compongono la pavimentazione regalando all’ospite la sensazione di passeggiare lungo i tetti della città, esplorando i suoi angoli nascosti. Nelle aree comuni eredità storica ed avanguardia progettuale non cessano di fondersi, mixando i beni storici preservati con arredi dalle forme avvolgenti, spazi puliti, dettagli curati. L’ampia hall accoglie l’ospite offrendo riservatezza nonostante il passaggio,  i volti di uomini e donne vivacizzano le salette-office.

Il bar, il ristorante, la sala vetrata e il roof-bar  sono luoghi di distensione del pensiero ed apertura della mente, dedicati al benessere, al divertimento, ai piaceri dei sensi; originando atmosfere mistiche, uniche, abili nel porre l’uomo al centro dello spazio. All’ultimo piano una terrazza in legno regala all’ospite una splendida vista di Venezia ed un luogo in cui sentirsi libero.

Un hotel-opera che invita alla riflessione sul panorama artistico contemporaneo,  un capolavoro urbano tra arte ed architettura che promuove la sperimentazione ed il progresso. Una scelta coraggiosa quella della proprietà animata dal desiderio di trasformare Ausonia Hungaria nel nuovo e centrale polo catalizzatore del turismo del Lido e non soltanto, evoluto ed intelligente, divenendo inoltre il simbolo e lo stimolo per la riqualificazione delle altre strutture ricettive. 

 

 

 


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    Il Grande Albergo Ausonia Hungaria fu progettato dall’Ing. Nicolò Piamonte in stile neo-rinascimentale, con gli arredi realizzati dall’illustre ebanista Eugenio Quarti ed i numerosi elementi decorativi, tra cui la celebre facciata in maioliche policrome del ceramista Luigi Fabris (1913) e la facciata est , progetto artistico di Joe Tilson -  Royal Academy, sono stati eseguiti rispettando pienamente i dettami dello Stile Liberty.Quindi, per sua originaria essenza,  la struttura...

    Project details
    • Year 2019
    • Work started in 2019
    • Work finished in 2019
    • Client Teodoro Russo - Dogale Costruzioni
    • Contractor Dogale Costruzioni
    • Status Completed works
    • Type Hotel/Resorts / Interior Design / Custom Furniture / Lighting Design
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