Cambiamo la pelle

Progetto finalista del Concorso Europeo di riqualificazione di via Sparano e degli spazi pubblici del Borgo Murattiano Bari / Italy / 2006

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capogruppo: arch. Pierpaolo Moramarco
gruppo di progettazione: arch. Mariangela Alcino; arch. Angela Aloia; arch. Michele Ciani; arch. Francesco Colangelo; arch. Simona Dentico; ing. Ferdinando Di Paola; arch. Floriana Errico; arch. Tommaso Gagliardi; arch. Pierpaolo Moramarco; arch. Sarah Pugliese; arch. Stella Marina Ventrella.
collaboratori e/o consulenti: sig.ra Roberta Curbascio; ing. Gaetano Maurizio Filograno; sig.ra Giovanna Matarrese; dott. agr. Francisco Carlos Sansiviero; ing. Gianfranco Torro.

Il progetto parte da un’intenzione semplice: dare un ordine urbano unitario e riconoscibile ad un insieme disomogeneo di edifici e spazi aperti mediante un unico gesto, una quota unica per l’asse di via Sparano e le parti ad esso contigue in tutto il suo sviluppo longitudinale dalla stazione sino a corso Vittorio Emanuele.
Il singolo isolato della griglia ottocentesca si estende, si trasforma in un’isola urbana, un continuum ad un tempo omogeneo seppur differenziato dalle naturali eccezioni dell’intero sistema.
La stazione da un’estremità e la città vecchia dall’altra concludono la sequenza degli episodi che si genera sull’asse secondo una decantazione successiva.
L’estremità ovest di via Sparano confluisce nella nuova configurazione della piazza antistante la stazione, raccoglie il flusso proveniente da questa porta della città e lo dirige verso piazza Umberto la cui vocazione di giardino è salvaguardata. Il sistema del verde esistente è per lo più integrato nel nuovo assetto della pavimentazione, lo spazio è attraversabile in tutta la sua estensione pur mutando nella sua destinazione d’uso secondo le vocazioni determinatesi nel corso del tempo. Infatti, le molteplici situazioni che attualmente interessano la vita della piazza sono conservate , ampliate e ripristinate come nel caso dell’ ex Caffè Umberto, edificio in stile liberty che nel progetto si riappropria della sua funzione partecipando al processo di rivitalizzazione dei luoghi. Il giardino si integra con la piazza, gli aspetti ricreativi e ludici sono maggiormente legati alla prima, (area gioco per i bimbi, caffè), mentre l’altra asseconda il suo ruolo di definizione dell’edificio pubblico che su di essa si affaccia: l’Università.
Anche il verde e gli oggetti che occupano questi spazi, risentono di queste differenze: il giardino in quanto tale, presenta una vegetazione più fitta, il materiale del suolo è per lo più quello vegetale; la piazza è invece caratterizzata da un verde dal carattere maggiormente istituzionale (palme ad alto fusto), la fontana rimodellata è fulcro della piazza , il suo perimetro è una seduta a bordo della vasca.
Obiettivo del progetto è integrare la piazza con l’asse di via Sparano, in modo che non rappresenti una rottura tra le due parti dell’asse da essa separati, bensì una dilatazione dello stesso. Infatti, la pavimentazione in pietra lavica, secondo la tradizione, come una colata copre tutto l’isolato urbano, unifica e gerarchizza, variando con i formati il rango degli spazi. Il fondo scuro di questa è un elemento neutro che tende a porre in primo piano gli edifici , gli oggetti e le vetrine dei negozi esaltando quindi il valore di alcuni fabbricati e l’anima commerciale di via Sparano.
La geometria dei formati quadri, con le sue differenze 240X240 cm (piazza Umberto, san Ferdinando), 120X120 cm ( via Sparano), 60X60 cm (traverse), 30X30 cm (per il resto del murattiano in un ipotesi d’intervento futuro), costituisce una maglia regolare che nelle intersezioni si fonde come un magma indefinito determinando prevalenze e gerarchie. L’arredo urbano allo stesso modo della pavimentazione, utilizza oggetti dal disegno comune seppur differenziati nelle misure, nelle quantità e nei modi d’uso.
Gli oggetti descrivono una ragnatela discontinua che copre tutto il grande isolato urbano specializzandosi in funzione delle peculiarità presenti.
Via Sparano liberando la sua sezione centrale da fioriere ed oggetti che interrompono la continuità, può divenire teatro di situazioni mutevoli e diverse, funzione delle richieste del cittadino per manifestazioni, spettacoli, mostre ed allestimenti temporanei.
L’occupazione del suolo pubblico non necessita di particolari recinzioni o pedane, avviene liberamente occupando con sedute, tavolini, ombrelloni o tende su pali la superficie piana a disposizione. Le luci, gli alberi, le panche si distribuiscono determinando sequenze continue ma mai ripetitive collocate rispettando anche le vocazioni dei luoghi: la zona antistante la libreria Laterza, palazzo Mincuzzi sono ormai da tempo riconosciuti dalla cittadinanza come luoghi di aggregazione valorizzati ulteriormente dalla presenza di luci, sedute, alberi che definiscono aree di pertinenza e stazionamento. La segnaletica è per lo più orizzontale in via Sparano, lastre della pavimentazione incise forniscono le principali indicazioni stradali. L’illuminazione è affidata ai sottili pali alti circa 4 metri e ai led a pavimento che illuminano la vegetazione dal basso valorizzando insieme luoghi ed episodi. Elemento a forte carattere suggestivo capace di suggerire atmosfere differenti è il palo sonoro, dal disegno simile al palo per l’illuminazione ma capace di diffondere il suono dalla sua sommità. Le panchine sono elementi in cemento armato rivestiti con lastre di pietra di Trani di dimensioni diverse fino a diventare sedute singole o ampie da usare come chaise longue sempre caratterizzate da una luce bassa che attribuisce alle stesse un carattere di sospensione.
Il complesso edilizio che si identifica nella chiesa di san Ferdinando rappresenta uno degli episodi architettonici maggiormente interessanti tra gli edifici di via Sparano. Questo tratto muta la caratteristica di natura esclusivamente commerciale che investe il piano terra degli edifici che si affacciano sull’asse. La forza del manufatto architettonico, e l’importanza della funzione ad esso collegata ha indotto a rafforzare il senso della presenza e dell’inserimento in quella sequenza che attraversa via Sparano longitudinalmente.
Non volendo in alcun modo lavorare sull’oggetto in sé , se ne è ampliata fisicamente l’area di pertinenza: un’ampia area pavimentata con lo stesso tipo di pietra presente sul sagrato della chiesa, di un formato quadro, pari al doppio di quello usato sulla via principale, delinea la nuova area del sagrato attuale della chiesa.
Una base chiara e contrastante dal suo contorno, su cui, trovano collocazione il sistema d’illuminazione, la vegetazione arborea e l’area per l’occupazione pubblica .
Un grande albero d’ulivo, bilanciato sul lato opposto da una lunga seduta, recingono simbolicamente e richiudono l’organismo architettonico.
Il sistema d’illuminazione a terra disposto nel pronao d’ingresso della chiesa tende a valorizzare ed enfatizzare scenograficamente il manufatto architettonico.
La lunga sequenza di luoghi che attraversa via Sparano si conclude all’intersezione con corso Vittorio Emanuele.
Era necessario segnare, sebbene in maniera silenziosa, questa conclusione, margine dell’isolato urbano e limite del quartiere murattiano, trapasso dal profondo significato storico dove la rigorosa griglia ottocentesca lascia il passo al borgo medioevale.
Nella parte centrale della sezione stradale un’ampia fascia di pavimentazione si solleva e si deforma raggiungendo una modesta altezza: una piattaforma lievemente inclinata, osservatorio privilegiato tra gli alberi verso il fondale di piazza Chiurlia e la città vecchia da un lato e verso l’asse dall’altro.
La leggera variazione altimetrica rappresenta l’invito a sollevare fisicamente e metaforicamente lo sguardo verso l’alto campanile della Cattedrale e in una sorta di gioco di rimandi si può arrivare, attraversando lo spazio , al porto e al mare.
Il carattere auto-rappresentativo di via Sparano muta nelle traverse, che si caratterizzano in ragione della funzione che le singole assumono. Le traverse si distinguono in totalmente pedonali (via Nicolai), a traffico continuo per le auto (via Crisanzio, via Dante ) e per gli autobus (via Piccinni) e a traffico limitato; la sosta delle auto è consentita solo in alcune isole dedicate al parcheggio e al carico e scarico merci; sono presenti anche aree destinate alle bici lungo le traverse e ai motorini lungo il margine dell’isolato pedonale.
Il raccordo delle quote è risolto con rampe lievemente inclinate limitate alla sola porzione di carreggiata destinata al passaggio delle auto.


Il verde pubblico, oltre rappresentare il contatto tra cittadino e paesaggio deve assolvere un ruolo funzionale: nella progettazione e gestione è necessario non prescindere da quelle competenze che permettono di salvaguardare le funzioni proprie del verde ed il suo valore naturalistico, estetico, funzionale e sociale.
Ogni volta che si parla di compatibilità tra il vecchio e il nuovo, di riuso, di manutenzione, si pone un problema di lettura delle preesistenze e una volontà di conservare la memoria.
A cornice del progetto architettonico di riqualificazione le specie vegetali scelte per il nuovo impianto su via Sparano e strade limitrofe sono: Gleditsia , Jacaranda, Sophora, Fraxinus, Ficus, Grevillea, Lagerstroemia, Punica, Acacia, Celtis, Citrus, Olea , generi che possano con la forma della chioma, delle foglie, la stagionalità, il colore di fiori e foglie valorizzare l’area. Alcune di queste specie vegetali alloctone ed esotiche assicurano un effetto estetico-cromatico, caratterizzano numerosi “punti di attrazione e di riferimento” rispettando quanto più possibile il rigore formale del luogo e tutti gli aspetti tecnici.
L’ulivo, unico testimone di prima antropizzazione agricola, contrasta con le specie scelte e per questo valorizzato come landmark, elemento autoctono di pregio collocato su Via Sparano che domina su tutti.
Altro fulcro del centro cittadino ed oggetto di riqualificazione è Piazza Umberto che con il restyling del verde e le nuove piantumazioni si vuol rigenerare, evitando luoghi bui , poco sicuri e poco sfruttati. Sono previsti abbattimenti, trapianti e nuovo impianto di alberi, arbusti, tappezzanti, per alleggerire e rinnovare allo stesso tempo la ‘piazza-giardino’.
Le scelte progettuali sono indirizzate verso criteri di economicità, sia in fase di realizzazione che in fase di manutenzione.
Infine si prevede che le specie vegetali spiantate in Piazza Umberto e le palme attualmente presenti su Via Sparano possano essere ricollocate altrove, in aree del murattiano scarsamente inverdite.
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    capogruppo: arch. Pierpaolo Moramarco gruppo di progettazione: arch. Mariangela Alcino; arch. Angela Aloia; arch. Michele Ciani; arch. Francesco Colangelo; arch. Simona Dentico; ing. Ferdinando Di Paola; arch. Floriana Errico; arch. Tommaso Gagliardi; arch. Pierpaolo Moramarco; arch. Sarah Pugliese; arch. Stella Marina Ventrella. collaboratori e/o consulenti: sig.ra Roberta Curbascio; ing. Gaetano Maurizio Filograno; sig.ra Giovanna Matarrese; dott. agr. Francisco Carlos Sansiviero; ing....

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