Calzaturificio S.C.A.R.P.A.

Asolo (TV) Asolo / Italy / 2020

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Per la forza e la coerenza del proprio prodotto, Scarpa doveva avere una “casa”
razionale, custode di un saper fare prodotti per superare limiti.
Necessitava anche di un materiale che confermasse e rinsaldasse le sue origini e il
legame con Asolo, la città che ne ha visto i natali, come la roccia di cui è fatta la rocca
e tutto il borgo. La stessa roccia che tra le montagne si lascia conquistare da un passo
sicuro.
Ecco che il calcestruzzo dilavato che domina la scena del progetto, inciso solo dalla
luce, acquista la stessa forza dei paramenti in pietra.
Il progetto parte con la sopraelevazione a nord degli uffici degli anni ’70, dopo aver
ristrutturato il piano terra. Intervento realizzato con strutture leggere in acciaio,
foderate di pannelli in cemento e fibre intonacati a grana spessa come il calcestruzzo.
Recuperare la parte esistente con il suo ritmo di forature ha garantito “la giusta
distanza”:
elemento fondamentale in architettura per leggere i passaggi temporali ed evolutivi.
Ad Ovest è stato inserito un nuovo volume che comprende anche una zona interrata.
Questo è realizzato in calcestruzzo dilavato per dare la stessa percezione di una roccia
che fa vibrare la luce sulla sua superficie abrasa dal tempo.
La pianta si estende in lunghezza per tutto il fronte del prospetto principale del corpo
produttivo. Un lunghissimo corridoio separa la produzione da una sequenza di uffici e
giardini.
Questo è un archetipo degli anni ’70 che a discapito di lunghi corridoi garantisce a tutti
in modo democratico lo stesso affaccio, in questo caso sulla rocca e sul centro di Asolo. Quella Rocca che dall’alto rivede la sua pianta incastonata nel prospetto e nel cortiletto
ipogeo a nord.
La pianta e le facciate sono suddivise in padiglioni per frantumare 120 metri di materia
e creare delle pause, con dei giardini, come in uno spartito musicale.
Una composizione che fosse anche in sintonia con il meraviglioso gioco di volumi
della vicina architettura della Brionvega, straordinario progetto di Marco Zanuso con il
giardino di Porcinai.
Entrando dal portale in calcestruzzo a nord, ingresso principale, si incontra un tratto
di muro in calcestruzzo a vista che funge da reception e di fronte una scala ad albero
sempre realizzata con il medesimo materiale.
La scala ha nello sfondo un giardino verticale che accompagna, come nel paesaggio, la
scalata.
Alla fine del lungo corridoio che da accesso a uffici e sale riunioni si chiude il percorso
in uno spazio a doppia altezza che ospita un’ardua scala sospesa su di un secondo
giardino verticale.
L’intero progetto è basato sull’uso di materiali sobri e coerenti: calcestruzzo nelle sue
declinazioni, legno per gli interini e cristallo per le forature che si proteggono dal sole
con un brise-soleil realizzato in lame verticali in calcestruzzo dilavato, elementi che
costituiscono il tema stesso delle facciate.
La materia esaltata nelle forme semplici viene modellata dalla luce.
I chiaroscuri sono l’unica decorazione (la bellezza non è nell’oggetto, ma nell’iterazione
tra luce e ombra creata dall’oggetto. Lode all’ombra, Junichiro Tanizaki).


 


For the strength and consistency of its product, Scarpa had to have a rational
“home”, a guardian of a know-how to make products to overcome limits.
Also, it needed a material that confirmed and strengthened its origins and the bond
with Asolo, the city that saw its birth, such as the rock of which the Rocca and the
whole village are made. The same rock that lets itself be conquered by a steady step in
the mountains.
That is how the washed-out concrete that dominates the scene of the project, engraved
only by light, acquires the same strength as the stone facings.
The project starts with the northwards raising of the offices from the 1970s, after
having renovated the ground floor. This intervention was carried out with lightweight
steel structures, lined with concrete panels and plastered fibers with a thick grain like
concrete.
The recovering of the existing part with its drilling rhythm guaranteed “the right
distance”:
a fundamental element in architecture in order to read the temporal and evolutionary
passages.
A new volume was added west, which also includes an underground area. This is made
of washed-out concrete in order to give the same perception of a rock that makes the
light vibrate on its surface abraded by time.
The plan of the building extends in length along the entire front of the main elevation of
the production part. A very long corridor separates the production from a sequence of
offices and gardens.
This is a 1970s archetype: despite the long corridors, it guarantees everyone the same
view in a democratic way, in this case of the city centre and the Rocca of Asolo.
That Rocca which from above sees its plan set in the façade and in the underground
courtyard north.
The plan and the facades are divided into pavilions to shatter 120 meters of material
and to create breaks, with gardens, as in a musical score.
A composition that was also in tune with the wonderful interplay of volumes of
the nearby Brionvega architecture, an extraordinary project by Marco Zanuso with
Porcinai’s garden.
Entering through the concrete portal north, the main entrance, there is a stretch of
exposed concrete wall that serves as a reception area and in front of it a tree-like
staircase always made of the same material.
The staircase has a vertical garden in the background that accompanies the climb, as in
the landscape.
At the far end of the hallway, that gives access to offices and meeting rooms, the path
ends in a double-height space that houses an arduous staircase suspended over a
second vertical garden.
The entire project is based on the use of sober and coherent materials: concrete in its
declinations, wood for the interiors and glass for the holes that protect themselves from
the sun with a brise-soleil made of vertical blades in washed-out concrete, the very
theme of the facades.
The material enhanced in simple forms is modeled by light.
The chiaroscuro are the only decoration (beauty is not in the object, but in the
interaction between light and shadow created by the object. Praise to the shadow,
Junichiro Tanizaki).

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    Per la forza e la coerenza del proprio prodotto, Scarpa doveva avere una “casa”razionale, custode di un saper fare prodotti per superare limiti.Necessitava anche di un materiale che confermasse e rinsaldasse le sue origini e illegame con Asolo, la città che ne ha visto i natali, come la roccia di cui è fatta la roccae tutto il borgo. La stessa roccia che tra le montagne si lascia conquistare da un passosicuro.Ecco che il calcestruzzo dilavato che domina la scena del...

    Project details
    • Year 2020
    • Work started in 2018
    • Work finished in 2020
    • Status Completed works
    • Type Office Buildings / Corporate Headquarters
    • Websitehttp://robertonicoletti.it/arch/
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