GIARDINO URBANO - INFRASTRUTTURE IPOGEE - 3° classificato

Programma Sensi contemporanei - Qualità Italia 2008- 2009 Matera / Italy / 2009

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Il programma di concorso bandito dal Comune di Matera presenta molteplici ambizioni, a prima vista di difficile integrazione: da un lato la realizzazione di una nuova infrastruttura strategica per il sistema di mobilità ed accoglienza turistica della città, dall’altro la creazione di uno spazio urbano di qualità, caratterizzato da una ricchezza botanica ed ambientale in grado di confrontarsi con la qualità paesaggistica del luogo, inserito nel più vasto masterplan del Campus Universitario.

Il progetto tenta di dare una risposta a tale complessita programmatica e funzionale attraverso una strategia di natura topografica, di manipolazione del suolo, definita da specifiche azioni sul terreno, nel tentativo di evitare una generica operazione edilizia. Il suolo come esperienza materica, come fatto geologico, partecipa alla identificazione geografica del sito conferendo ad esso qualità specifiche.

L’ intervento è inserito in un area di notevole rilevanza ambientale e paesaggistica della città, particolarmente significativa dal punto di vista della posizione geografica ed idrogeologica, ai margini del Centro Storico ed ai lati del parco del Castello Tramontano. Per questo si è considerato come obiettivo prioritario la riduzione dell’ l’impatto fisico e visivo dell’infrastruttura, nascondendola interamente al di sotto del giardino urbano.

L’idea principale è infatti quella di dotare l’area di un disegno di suolo unitario, definito dalla successione di terrazzamenti di forma rettangolare che seguono il profilo del terreno e che articolano i temi del giardino urbano. Come a Laterza o nella stessa gravina di Matera, i giardini pensili coltivati o le coperture dei lamioni articolano lo spazio e definiscono piani per la vita e le attività dell’uomo, così nel progetto i terrazzamenti coltivati costituiranno una sorta di ricucitura dell’azione dell’uomo con la significatività del luogo, evocando il belvedere fatto realizzare dal generale Charles De Montigny nel 1811.

I percorsi del giardino urbano, le funzioni di servizio e di accoglienza turistica legate al terminal internodale si incontrano in un grande vuoto, uno spazio scavato di 15 metri di larghezza e 70 di lunghezza: un nuovo foyer della città. L’esperienza di questo spazio sarà memorabile per i turisti ed i visitatori e, grazie agli spazi ombrati e alla presenza dell’acqua, costituirà un luogo ideale per l’accoglienza e per il ristoro dei visitatori dopo le fatiche turistiche.

Il progetto si confronta con il tema dell‘acqua, che ha da sempre caratterizzato quest‘area della città e l‘intero ecosistema dei Sassi, dove le grotte originarie ed i campi coltivati sono organizzati su terrazzi degradanti secondo la trama delle canalizzazioni. L‘acqua riempiva per gravità vasche a cielo aperto e cisterne a campana nel fondo degli ipogei. Le linee di scorrimento laterali delle acque divenivano scale e collegamenti verticali. La proposta di progetto prevede la realizzazione di sistemi diffusi di raccolta dell‘acqua piovana in corrispondenza delle aree non filtranti, delle scale e delle parti pavimentate. Una rete di raccolta collegherà tale sistema di captazione alle cisterne interrate per il riutilizzo dell‘acqua piovana a scopi irrigui.

Strategia funzionale:

Terminal per autobus turistici
L’area di parcheggio per gli autobus è accessibile da due varchi carrabili da Via Lanera. Lo spazio, dedicato allo stazionamento per 30 autobus, è collegato al grande atrio a cielo aperto retrostante, in modo da fornire un flusso chiaro ai turisti in arrivo ed in partenza verso le funzioni dedicate all‘accoglienza turistica.
La copertura verde coprirà interamente lo spazio a parcheggio, così da minimizzare l’impatto dell’infrastruttura verso l’ambiente circostante.
Eventuali camini di estrazione dell‘aria potranno essere installati per favorire il ricircolo dell‘aria.


Parcheggio auto
I parcheggi per le auto sono accessibili da una rampa lungo via Lanera ed occupano i 2 livelli interrati sotto il parcheggio degli autobus, per una capacità totale di 150 posti. La scelta di realizzare 2 livelli è stata condotta da un lato per contenere l‘ingombro planimetrico dello scavo e quindi controllare gli aspetti economici, dall’altro per limitare l’area non drenante, lasciando così la possibilità di piantumare il giardino all’interno del grande atrio a cielo aperto.


Servizi turistici per la città
I servizi previsti dal programma funzionale trovano luogo in spazi ipogei, posti lungo fasce parallele rispetto alle curve di livello.
La prima fascia corre parallelamente a via Lanera ed ospita lo spazio dedicato al noleggio biciclette, l’accesso carrabile e pedonale del parcheggio interrato delle auto e gli accessi al terminal turistico.
La seconda fascia, definisce il bordo nord dell’atrio principale ed ospita un centro informazioni turistiche, un blocco servizi, un internet point, un deposito bagagli e l’accesso alla caffetteria localizzata nella fascia più a monte.
La terrazza a monte, verso via Castello, ospita uno spazio adibito a laboratorio a servizio del giardino botanico, usufruibile dai docenti e dagli studenti della limitrofa Facoltà di Agraria, adatto anche come rimessaggio per le attrezzature dedicate alla manutenzione.

Percorsi del giardino urbano
L’area è percorribile da monte a valle attraverso un percorso principale che attarversa le varie terrazze e scende all’atrio principale del terminal intermodale.
Percorsi secondari penetrano il giardino offrendo accesso ai temi specifici presenti nel programma botanico.

Nel corso del tempo i pendii della gravina di Matera furono scavati, traforati e scolpiti per realizzare cunicoli, cisterne, ambienti ed elaborati complessi architettonici sotterraei.
I materiali di scavo, tagliati in blocchi quadrangolari, sono stati utilizzati per costruire muri a secco, terrazzamenti, strade e scalinate. Il progetto vuole confrontarsi con questa relazione tra materiale scavato e materiale da costruzione. Mentre “i sassi” sono scavati nello strato inferiore della calcarenite, la nuova costruzione si confronta con strati litologici presenti nell’area, sabbie giallastre e argille azzurre.

I muri controterra, le scalinate ed i pavimenti saranno realizzati con un conglomerato cementizio con bloccaggio di inerti di diversa pezzatura e diverso tono secondo fasce sovrapposte, ad evocare la stratificazione originaria del terreno.
Gli inerti saranno in buona parte frutto dello scavo, in modo che dal punto di vista materico e cromatico l’intervento abbia una continuità con lo stato geologico dei luoghi. Il disegno dei muri evocherà la stratificazione geologica del terreno.

I muri saranno forati per portare luce agli spazi scavati internamente e per costituire delle porosità utili alla nidificazione del falco grillaio.

In Europa, la Direttiva 92/43/CEE ribadisce la necessità di tutelare i diversi habitat, includendo ogni aspetto di questi, per la salvaguardia delle singole specie vegetali ed animali. La Basilicata, in particolare il territorio della Murgia materana, comprende habitat prioritari e di interesse comunitario.
L’Orto Botanico è stato così progettato per rappresentare questa ampia variabilità: le aree tematiche ripercorrono il profilo del paesaggio naturale, gli orizzonti.

L’evoluzione geo-pedologica, i fattori ambientali, gli interventi antropici hanno modellato la vegetazione. Dalle “foreste di Quercus ilex” ed i “querceti a Quercus trojana”, dai “percorsi sub steppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea” e le “formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia), con stupenda fioritura di orchidee”, la vegetazione scende lungo i fianchi delle gravine, attraverso “matorral arborescenti di Juniperus spp.”, fino a raggiungere i torrenti “fiumi mediterranei con il Paspalo-Agrostidion e con filari di Salix e Populus alba”.
Le specie scelte di ogni area, caratteristiche degli habitat citati, vogliono ricostruire il paesaggio naturale. Il valore ambientale è uno degli obiettivi prioritari che l’Orto si prefigge di raggiungere. Al valore ambientale risultano consecutive, ma intimamente connesse, le funzioni illustrativa ed educativa (rivolta soprattutto ai giovani, ai turisti).

Non è possibile comunque ignorare il patrimonio antico di civiltà che lega la città alla sua natura. Le terrazze coltivate, prossime ai villaggi, alle grotte, alle tante chiese rupestri, permettevano di soddisfare bisogni essenziali. Uliveti e frutteti, specie ormai dimenticate, fondono e trasmettono a noi cultura e tradizione. Tre aree dedicate dell’Orto Botanico sveglieranno con i colori, i profumi, con le forme i nostri sensi ed i nostri ricordi.

Consulenti
dott. Giuseppe Tataranni, in qualità di consulente per gli aspetti botanici e agronomici
dott. Pietro Lorenzo, in qualità di consulente per gli aspetti geologici.
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    Il programma di concorso bandito dal Comune di Matera presenta molteplici ambizioni, a prima vista di difficile integrazione: da un lato la realizzazione di una nuova infrastruttura strategica per il sistema di mobilità ed accoglienza turistica della città, dall’altro la creazione di uno spazio urbano di qualità, caratterizzato da una ricchezza botanica ed ambientale in grado di confrontarsi con la qualità paesaggistica del luogo, inserito nel più vasto masterplan del Campus Universitario.Il...

    Project details
    • Year 2009
    • Client Comune di Matera
    • Status Unrealised proposals
    • Type Parks, Public Gardens / Urban Furniture / Parking facilities / Restoration of old town centres
    • Websitehttp://www.onsitestudio.it
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