LA FORMA UNIVERSAL DI QUESTO NODO

IL LIDO COMUNALE DI REGGIO CALABRIA RAPPRESENTARE L'ARCHITETTURA TRA PLASTICITA' E MATERICITA' Reggio Calabria / Italy / 2014

0
0 Love 179 Visits Published

Viste Zenitali


Tracce come “sintesi e memoria” che lasciano al suolo solo la loro scrittura.
Tutto dipende dal punto di vista
La vista zenitale di un insediamento architettonico si può considerare come una unità d’opera a scala satellitare ovvero una scrittura architettonica che si percepisce come depositata nel sedime simbolico della terra definendosi come una “traccia” che rappresenta una forma architettonica o urbana riconducibile ad un “archetipo” disegnato
Una sorta di “forma latente” sulla superficie della terra.
Forme architettoniche che diventano luoghi teorici restituendo dell’architettura una immagine come sintesi morfologica che ha il solo scopo di mettere in atto un progetto di riconoscimento attraverso la sua rappresentazione.
L’impronta restituita all’osservatore dalla “vista zenitale” diventa così il luogo di registrazione dell’architettura da cui leggere i paradigmi dei processi costitutivi della città leggibili solo a quella scala come un testo narrativo.
L’architettura è così connessa alla sua intrinseca natura e cioè di lasciar tracce diventando essa stessa “la più duratura delle scritture” da cui interpretare i momenti urbani fondativi ormai solo inscritti nell’individuazione di un “principio genetico” della Forma Architettonica depositata come sedime sulla terra. Questa tesi è una occasione per apprendere il linguaggio della Forma architettonica, analizzarne il contenuto in uno specifico contesto con la finalità di proporne una possibile modificazione attraverso il progetto.
Il percorso formativo è incentrato su un programma fondato sui principali temi e sulle più recenti ricerche nel settore della rappresentazione e del rilievo urbano finalizzati a comprendere quei processi che stanno profondamente modificando i contenuti didattici, progettuali e comunicativo/espressivi del pensiero architettonico contemporaneo.
I modelli in gesso appresenteno il “nuovo” materiale di una visione del reale...
Le procedure che si sono adottate possono essere così sintetizzate:
- Identificazione della natura morfologica della Forma;
- Analisi della gerarchia degli elementi esistenti funzionalmente e morfologicamente più stabili:
In ultimo il “progetto di rilievo” inteso come operazione basilare da effettuare attraverso una serie consequenziale di fasi di lavoro per giungere ad una nuova figurazione del reale...


Ci proponiamo come obiettivo prioritario l’esplorazione del tema della riconoscibilità della Forma attraverso lo studio di quei caratteri che la identificano come modello insediativo.
Attraverso il rilievo (rilievo a vista, analisi delle misure e del riconoscimento della FORMA e di uno specifico apparato di regole), si è analizzato il territorio al fine di descriverne e rivelarne le regole di insediamento e di costruzione “ridisegnandole”, utilizzando lo strumento della modellazione analogica che attribuirà all’oggetto analizzato un carattere di riconoscibilità formale.
I vari modelli studiati partiranno da elaborazioni “classiche” (piante, prospetti, sezioni, assonometrie e prospettive), che condurranno alla definizione di un modello “complesso” ...da interpretare per il progetto.


Il Lido comunale e la sua importanza come nodo urbano: cenni sulla morfologia


L’impianto del Lido ha uno sviluppo longitudinale che ben si adatta all’insenatura creata dalla linea di costa.
La corrispondenza tra la configurazione dell’impianto e del litorale genera una continuità formale e spaziale che si manifesta anche nelle scelte progettuali applicate per la determinazione della planimetria dell’impianto architettonico.
La geometria dell’impianto è basata su forme semplici ed elementari. Il rettangolo, il quadrato, il cerchio, il triangolo, attraverso una serie di variazioni dimensionali e formali generano nuove geometrie che si individuano nelle forme dei diversi edifici dell’impianto.
Attraverso un processo grafico analitico possiamo individuare le figure geometriche che determinano il nucleo centrale del Lido. Composto da figure geometriche elementari che definiscono chiaramente le forme degli edifici e degli spazi aperti, un triangolo in cui s’inscrivono all’interno altre figure geometriche, un cerchio, un quadrato, due rettangoli e vengono a definirsi altri triangoli, l’intersezione di queste figure genera gli spazi, determina la forma architettonica in una continua ricerca della continuità e chiarezza delle linee.
La curva definita dal complesso architettonico si protende verso il mare in una sorta di abbraccio verso lo Stretto e rappresenta il forte legame della città con il mare.
La linea curva definita dalla disposizione dei corpi edilizi determina una concavità verso il basso che trova corrispondenza nello scomporsi delle parti in elementi essenziali di un più complesso ordine generale, la sinuosità e la continuità delle linee, la definizione spaziale della forma, la stretta relazione tra interno ed esterno, ci permette di interpretare il processo progettuale che ha concepito il disegno dell’impianto balneare.
Lo spazio è concepito come una sequenza di piani e volumi sovrapposti, che possono essere letti come un’unica struttura orizzontale, (come) un meccanismo seriale e di ripetitività che né definisce la morfologia, I’impianto si sviluppa seguendo un asse orizzontale, elemento di raccordo e commistione tra i volumi.
L’orizzontalità del complesso sta alla base della costruzione, e viene rappresentata dalla copertura come elemento primario dell’intero stabilimento. Sono evidenti delle relazioni tra piani, forme e volumi sia nella planimetria che nell’articolazione dei prospetti.
Lo sviluppo longitudinale del complesso si percepisce anche nei prospetti, infatti prevale l’orizzontalità dell’impianto data dai blocchi delle cabine stretti e lunghi che si articolano su due livelli con un piano di copertura orizzontale, unico elemento che interrompe questa linearità è la torre, che emerge dal livello di copertura, e si impone nell’immagine totale del fronte a mare. I corpi delle cabine sono composti da unità elementari indipendenti con ingresso sul fronte a mare, ogni cabina si agregga all’altra seguendo un ordine seriale con una disposizione a pettine rispetto ad un muro longitudinale che funge da linea generatrice. La scansione seriale degli elementi si individua anche nella successione delle bucature delle cabine, che si ripetono analoghe in ogni blocco delle cabine. Il cornicione rappresenta una linea di giunzione tra i corpi, creando continuità tra gli elementi secondo un ordine orizzontale.
L’articolazione delle forme planimetriche evidenzia come sia presente una divisione per parti omogenee fortemente articolate.


Interpretazione del lido come “forma universal di questo nodo...”


Il fronte a mare del Lido rappresenta un elemento di connessione tra il tessuto antropizzato e il tessuto naturale, generando commistioni formali e simboliche nell’ambito urbano in cui s’inserisce.


Il Lido rappresenta uno spazio di relazione, in cui la spiaggia viene vissuta come piazza, e s’inserisce in un idea di spazio urbano contemporaneo.
L’acqua rappresenta un limite che definisce i caratteri formali dell’arenile in un accostarsi di forme e volumi che si organizzano in unità più complesse, determinando dei sistemi urbani a livelli .
La struttura del waterfront del Lungomare si compone di tre fasce, determinate da diversi caratteri formali e funzionali.
- Una prima fascia a monte è definita dal tessuto urbano, che si presenta come uno sfondo lineare e conti nuo di una cangiante morfologia urbana.
- In fase intermedia s’inserisce la fascia determinata dal giardino lineare, in cui sono presen ti diverse piantumazioni adatte all’ambito urbano in cui s’inseriscono, con essenze tipicamente mediterranee.
Questa fascia si pone come filtro tra lo spazio urbano e lo spazio costiero, diventa un possibile scenario che s’integra all’immagine complessiva del waterfront della città. A stretto contatto con il mare si determina la fascia costiera, inglobando il percorso del lungomare e dell’arenile, e dell’impianto del Lido, in un accostarsi di forme e volumi che si organizzano in unità più complesse, determinando dei sistemi urbani a livelli . A stretto contatto con il mare si determina la fascia costiera, inglobando il percorso del lungomare e dell’arenile, Il fronte a mare del Lido ha uno sviluppo orizzontale, in continuità con i livelli definiti dalla differenza di quota tra l’arenile e la via Marina. La galleria in cui è intubato il tracciato ferroviario, è integrato nel sistema del lungomare, creando continuità tra la strada e l’arenile.
La definizione di questo percorso che si sviluppa lungo il litorale dalla stazione centrale al porto costituisce un volume unico continuo su due livelli.
Il Lido nei suo aspetti formali s’integra in maniera sistematica al waterfront del lungomare, con rapporti geometrici e dimensionali definiti. Lo sviluppo orizzontale del fronte del Lido è interrotta dalla verticalità della Torre Nervi, pur mantenendo un rapporto proporzionale dell’altezza rispetto all’impianto complessivo.
La ripetitività degli elementi nel prospetto permette di percepire una sequenza univoca del fronte a mare, che converge nel settore centrale in cui i volumi si svuotano, creando un equilibrio tra pieni e vuoti.
Un sistema articolato di volumi che si aggregano al successivo su due livelli, ogni blocco è determinato da vuoti che interrompono la continuità della superficie muraria del prospetto.
Le superfici piene in cemento dei corpi delle cabine sono scansionate dalle bucature delle porte, un alternarsi di pieno e vuoto, con un ritmo di elementi verticali che si oppongono alla orizzontalità dei ballatoi e del cornicione. In corrispondenza dei corpi scala il volume si svuota, una sorta di sottrazione e addizione tra gli elementi.
Elementi di raccordo e connessione dei corpi s’innestano nella struttura definendo una continuità della superficie e dello spazio.


La torre Nervi presenta al piano terra, un altezza modulare rispetto ai volumi delle cabine, che si raddoppia ai livelli superiori. La scansione verticale della torre è data dalla ripetizione degli infissi.
La superficie vetrata interrompe la monotonia delle superfici piene in cemento.
L’alternarsi dei colori, blu e bianco che si lega all’alternarsi di pieni e vuoti, di luci e ombre crea un’immagine di particolare effetto visivo. Lo skyline del complesso che si isola dal fronte urbano e si sovrappone in modo articolato alla linearità e chiarezza del fronte del Lido. Il prospetto del Lido nei suoi caratteri cromatici e formali costituisce un fronte ricco di espressività.
Continuità architettonica della struttura, scansione spaziale che si percepisce nell’immagine del prospetto. La torre Nervi presenta al piano terra, un altezza modulare rispetto ai volumi delle cabine, che si raddoppia ai livelli superiori. La scansione verticale della torre è data dalla ripetizione degli infissi. La superficie vetrata interrompe la monotonia delle superfici piene in cemento. L’alternarsi dei colori, blu e bianco che si lega all’alternarsi di pieni e vuoti, di luci e ombre crea un’immagine di particolare effetto visivo. Lo skyline del complesso che si isola dal fronte urbano e si sovrappone in modo articolato alla linearità e chiarezza del fronte del Lido.
Il prospetto del Lido nei suoi caratteri cromatici e formali costituisce un fronte ricco di espressività.


Il Rilievo Architettonico
Sembra importante ribadire che con il termine Rilievo non si indica soltanto la semplice operazione di misurazione e restituzione grafica di un manufatto, quanto piuttosto quel complesso di operazioni che attraverso l’osservazione, l’analisi e la rappresentazione di tutte le componenti dell’architettura (da quelle dimensionali a quelle geometriche, da quelle strutturali a quelle costruttive) consentono di cogliere l’intima essenza dell’elemento architettonico o urbano e ambientale oggetto di studio.
Gli elaborati grafici presenti nel volume sono il risultato di un processo di indagine che si è svolto nell’arco temporale di un anno secondo un iter di ricerca metodologica che ci ha permesso di acquisire un gran numero di informazioni.
La prima fase di analisi è stata dedicata alla conoscenza del manufatto architettonico nei suoi aspetti storico morfologici e in relazione al contesto territoriale in cui è inserito.
La conoscenza come strumento descrittivo e di analisi, per la definizione di una possibile rappresentazione del reale. Per la comprensione delle dinamiche di trasformazione dell’impianto del Lido e dell’area della Rada Giunchi sono stati analizzati i fattori e gli eventi storici che hanno interessato la città di Reggio Calabria tra l’ottocento e il novecento.
Nell’Archivio Storico Comunale di Reggio Calabria e l’Archivio di Stato sono stati reperiti importanti documenti ed elaborati grafici sul Lido e sulla sua costruzione dagli anni ‘20 ai giorni nostri, documenti utili a comprendere le dinamiche evolutive del complesso. Tra i disegni rinvenuti vi sono progetti di opere architettoniche annesse al Lido, alcune mai realizzate per la scelta di progetti alternativi o per scarse risorse economiche.
La ricerca d’archivio è stata affiancata ad una fase di studio dello stato dell’arte che ci ha consentito di creare della comparazioni e la verifica delle informazioni sul Lido e le sue trasformazioni storiche.
La fotografia ci ha permesso di interpretare gli aspetti morfologici e geometrici dell’impianto e la valutazione dello stato di conservazione della struttura architettonica.


La fotografia come rappresentazione e interpretazione del reale nel processo conoscitivo dell’oggetto architettonico.
Attraverso la lettura dei dati cartografici il complesso del Lido è stato inquadrato nell’ambito urbano di appartenenza in rapporto alle dinamiche di espansione territoriale.
L’osservazione diretta dell’ opera architettonica e la ricognizione metrico- geometrica del manufatto ci ha consentito di rappresentare le planimetrie e gli elevati dell’impianto mediante eidotipi.
L’analisi grafica analitica effettuata su ogni corpo facente parte dell’impianto, ha richiesto in fase di restituzione la discretizzazione delle informazioni, tali da poter elaborare delle rappresentazioni che vadano dal generale al particolare, evidenziando quegli aspetti e quei segni che delineano (il carattere) architettonico del Lido.
Il rilievo costituisce un’operazione di traduzione, in quanto procedimento selettivo di trascrizione dalla realtà in uno schema dedotto da un processo di comprensione dell’oggetto.
L’impianto è stato organizzato in settori funzionali, per consentire un’analisi dimensionale dettagliata delle varie unità che fanno parte di ogni singolo corpo di fabbrica. Utilizzando gli eidotipi delle piante e degli elevati interni ed esterni sono state effettuate le operazioni di acquisizione dei dati metrici per definire i caratteri dimensionali dello spazio e delle componenti strutturali. I dati di prelievo diretto delle misure degli elevati sono stati integrati ai dati ottenuti dal raddrizzamento fotografico dei prospetti, utilizzati anche per il rilievo dei materiali e dei degradi.


La formulazione di un modello conoscitivo ricostruito attraverso le interpretazioni di dati oggettivi contiene possibili schemi di lettura del reale.
Queste rappresentazioni bidimensionali delle piante, dei dei prospetti e delle sezioni ci hanno consentito l’elaborazione di modelli (analogici). (Che ci hanno aiutato) ... a determinare i rapporti dimensionali e volumetrici tra le parti e ad inquadrare l’impianto in un ambito spaziale e temporale definito, stabilendo delle relazioni formali con l’ambito urbano di riferimento.
Gli elaborati ottenuti dalla interpretazione dei dati e delle informazioni acquisite tramite la ricerca d’archivio e l’osservazione diretta del manufatto, costituiscono un valido repertorio di rappresentazioni grafiche dello stato di fatto del Lido e s’integrano ad un panorama più articolato di conoscenza e testimonianza della città e del suo territorio.


 

0 users love this project
Comments
    comment
    user
    Enlarge image

    Viste Zenitali Tracce come “sintesi e memoria” che lasciano al suolo solo la loro scrittura.Tutto dipende dal punto di vistaLa vista zenitale di un insediamento architettonico si può considerare come una unità d’opera a scala satellitare ovvero una scrittura architettonica che si percepisce come depositata nel sedime simbolico della terra definendosi come una “traccia” che rappresenta una forma architettonica o urbana riconducibile ad un...

    Project details
    • Year 2014
    • Status Research/Thesis
    Archilovers On Instagram