Nuovo bivacco Luca Pasqualetti al Morion

Bionaz / Italy / 2018

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Il progetto per un nuovo bivacco sulla cresta del Morion in Valpelline (Valle d’Aosta) nasce da un’idea delle guide alpine dell’associazione Espri Sarvadzo di Valpelline.
Lungo la catena si sviluppano itinerari davvero notevoli ma sostanzialmente “dimenticati”, come ad esempio la lunga traversata che dal Colle del Mont Gelé conduce fino al Monte Berrio.
L’intento del progetto è riscoprire questi luoghi migliorandone la fruibilità alpinistica.
Favorita dal tramite dell'associazione culturale Cantieri d'Alta Quota, l’iniziativa incontra il desiderio dei coniugi Pasqualetti di Cascina (PI), di dedicare la struttura al figlio Luca, grande amante della montagna tristemente scomparso sulle Alpi Apuane nel maggio del 2014.


Il bivacco è completamente reversibile, e persegue la filosofia di impatto ambientale minimo.
Poggia su fondazioni non permanenti che si ancorano in maniera puntuale e non invasiva alla roccia, tramite un basamento in carpenteria metallica; al termine del suo ciclo di vita la struttura può essere quindi rimossa senza lasciare alcuna traccia sul suolo.
I componenti sono interamente montati a secco, senza l’uso di calcestruzzo, riciclabili e certificati ecologicamente.
Il severo contesto ambientale e la logistica estrema hanno imposto la massima semplificazione costruttiva in abbinamento alla massima efficienza prestazionale in termini di protezione e isolamento. L'alta qualità dei materiali e delle finiture utilizzati assicura durevolezza e resistenza all'uso, preservando il comfort abitativo e limitando la futura manutenzione.
La struttura, interamente prefabbricata e allestita a valle, è suddivisibile in quattro parti dimensionate per la migliore trasportabilità e la manovrabilità, in modo da minimizzare i voli di elicottero necessari e le operazioni di assemblaggio finale in quota, condensate poi in una sola giornata di lavoro.


Il bivacco è stato concepito come una capanna a due falde, secondo l'idea archetipica del ricovero. Dal punto di vista paesaggistico inoltre, rispetto alla classica conformazione a botte dei bivacchi di tipo “Apollonio”, una struttura a spigoli vivi meglio si inserisce nella geomorfologia frastagliata della cresta del Morion; l’integrazione cromatica con il contesto roccioso circostante, caratterizzato dalla prevalenza di rocce di origine metamorfica, è ricercata tramite la tonalità grigia del rivestimento metallico avvolgente in alluminio.


L'ambiente interno, interpretato come un guscio accogliente e protetto rispetto all'aspro contesto circostante, è ottimizzato in chiave antropometrica per poter abitare confortevolmente uno spazio ridotto.
Dal punto di vista distributivo, l’ingresso è collocato lateralmente per poter accedere in posizione baricentrica e creare così all’interno una divisione tra la zona giorno e la zona notte.
Ciò consente l’apertura di una grande finestra panoramica sul prospetto principale rivolto a est, potendo godere così di un buon apporto solare in termini di luminosità e temperatura interna, ma soprattutto del magnifico paesaggio antistante, con la Becca di Luseney, il gruppo del Rosa e il Cervino.
In corrispondenza dell’ingresso, una piccola “bussola” esterna è stata predisposta per proteggere la soglia dai venti e dalle precipitazioni, e per poter riporre bacchette, ramponi, picche.
Lo spazio di soggiorno, affacciato sul paesaggio, è costituito da un tavolo con 8 posti a sedere su sgabelli e cassapanche; gli arredi integrati alla parete ospitano invece la dispensa, un piano per la preparazione dei cibi, diversi vani per gli zaini e i materiali da scalata.
Nella metà retrostante è ricavato la zona notte, costituita da due pianali in legno, su cui sono disposti i materassi (8 posti letto con coperte).
Il bivacco è dotato di un piccolo pannello solare a batteria per una illuminazione minima.


Il bivacco è stato assemblato tra luglio e agosto 2017 ad Aosta; è stato trasportato via gomma in località Lexert (Bionaz), per essere inaugurato con una grande festa il 27 agosto 2017 alla presenza dei coniugi Pasqualetti e di una folta rappresentanza del CAI Pontedera e di amici toscani.
I lavori di preparazione del basamento, interrotti dal sopraggiungere dell'inverno, sono stati ripresi e conclusi durante l'agosto 2018.
Il trasporto e l'assemblaggio finali in quota sono stati completati il 10 settembre 2018.

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