DAVANTI VILLA EMMA

Nonantola / Italy / 2018

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CONCETTO URBANISTICO
 
L’area di intervento su cui si intende realizzare il progetto “Prato Galli” si trova davanti a Villa Emma, che costeggia Via Mavora, via ad alto scorrimento che la divide dal parco antistante della residenza storica.
Il lotto è inserito in un’area che è stata urbanizzata tra gli anni sessanta e settanta, caratterizzata da piccoli condomini o edifici bifamiliari di scarsa qualità architettonica e di ridotto volume (2/3 piani al massimo). Questa dimensione prettamente individuale, si riflette soprattutto nell’organizzazione degli spazi aperti, prevalentemente privatizzati, con una scarsa presenza di spazi collettivi e pubblici.
 
Costruire su Prato Galli significa collocarsi tra la Villa e il Paese, in un’area di collegamento che faceva parte delle abitudini delle due comunità ovvero quella locale e quella lontana. Quest’area oggi è resa quasi irriconoscibile dalle trasformazioni urbanistiche intervenute negli anni.
 
L’intervento è principalmente un progetto di Paesaggio.
Il progetto prende in considerazione tre componenti principali: i)il Landmark scultoreo; ii) la creazione di un percorso pubblico e di una piazza; iii) gli spazi ipogei che contengono il programma funzionale.
 
Il Landmark.
 
Il progetto prevede lademolizione dei due fabbricati rurali - risalenti alla fine dell’Ottocento e oggi fortemente degradati e di difficile recupero - e la creazione di un Landmark scultoreo: un simbolo architettonico possente e riconoscibile lungo via Mavora.
Questo Landmark prevede la costruzione di un muro in cemento armato, che corre lungo l’asse più lungo dell’area di intervento, inclinato rispetto all’asse della via creando una quinta scenografica di un certo rilievo. Il piano verticale inclinato rispetto alla strada sembra indicare infatti la direzione da seguire per raggiungere il centro di Nonantola. sul quale è scritto un testo in ebraico a lettere luminose. All’interno del testo ebraico sono inserite parole in italiano legate alla vicenda dei ragazzi di Nonantola.
L’altezza del landmark rispetta le altezze dell’edificato circostante attestandosi alla quota della linea di gronda dei tetti esistenti.
 
Il percorso.
 
Alla base del muro verrà creata una piazza ribassata rispetto al livello della strada, raggiungibile mediante due scalinate e con rampe poste agli estremi. Il doppio accesso permette di attraversare questo spazio urbano nei due sensi senza interruzioni.
La nuova piazza pubblica si trova ad una quota di - 4,80 metri: sarà dunque un luogo riparato dal rumore della attigua via Mavora, un posto appartato dove poter sostare, riflettere e avere un certo grado di intimità. La collocazione di tre sedute in pietra, attorno ad uno scavo quadrato sede di un’opera artistica, agevolerà la sosta per chi vorrà riposarsi o per chi vorrà trovare una dimensione di pensiero alla base del Landmark scultoreo.
 
Gli spazi esterni.
 
Il progetto intende creare verso via Mavora - al livello del piano strada esistente - un camminamento ampio e sicuro parallelo alla via.
Si auspica che in futuro tale via possa essere dotata di un marciapiede per i pedoni ad oggi assente. Ciò soprattutto nella visione futura di un utilizzo quotidiano di questo luogo da parte dei cittadini.
 
Alle spalle del Landmark scultoreo il progetto prevede l’organizzazione di uno spazio verde ovvero l’inserimento e la disposizione di alberi di media altezza in vaso, sedute e illuminazione pubblica. Questo piccolo giardino nascosto dal traffico sarà prospicente gli edifici esistenti che invece di affacciarsi sul Landmark avranno la vista mitigata dalla nuova vegetazione.
Nella parte nord dell’area, un percorso pedonale si raccorda con la pavimentazione della quota 0.00, attraversa la parte stretta del lotto, passa davanti all’albero di pregio, Quercus Robur, che verrà mantenuto e corre verso via Rossini, creando cosi un ulteriore collegamento con il tessuto edilizio esistente.
 
 
PROGRAMMA FUNZIONALE
 
Gli spazi ipogei.
 
A livello della piazza, il programma funzionale si divide in due blocchi separati che si affacciano sulla piazza stessa.
 
Il primo blocco si trova ai piedi del Landmark, il muro prosegue fino alla quota dalla piazza e da qui si accede al Museo attraverso una grossa apertura.
Lo spazio interno è organizzato in una hall centrale che ospita il bancone della reception e gli spazi accessori tra cui i servizi igienici e il guardaroba. Dalla hall di entrata si accede all’area museale da un lato e dall’altro alla zona dedicata agli uffici.
 
Il museo prevede una prima parte di narrazione ed informazione. Si accede, in seguito, alla vera e propria sala museale attraverso un imbuto creato dalle pareti inclinate.
Lo spazio duro e rigoroso mette in risalto la struttura portante. Pochi materiali definiscono questo spazio caratterizzato da pavimenti in cemento elicotterato con effetto liscio, pareti in cemento e solaio con la struttura a vista. Solo una porzione di questo ha un trattamento murario scuro, questo nastro nero che corre lungo le pareti crea una piccola sala audiovisiva ed ospita la parte più descrittiva della vicenda nonantoliana. La restante parte vuole ospitare opere non necessariamente legate alla vicenda di Nonantola ma alla produzione artistica legata, pero, sempre agli stessi temi.
Dalla parte opposta si trovano gli uffici della Fondazione Villa Emma: vi sono un minimo di 4 postazioni per gli operatori, una sala riunioni, servizi igienici e uno spazio dedicato all’archivio, destinato a documentare le attività della Fondazione Villa Emma.
I materiali utilizzati per la zona degli uffici sono i medesimi utilizzati nella parte museale. La luce naturale in questa porzione è garantita da oblò elettrificati che garantisco l’afflusso di luce zenitale ed il giusto ricambio di aria.
 
Il secondo blocco, posizionato in modo speculare rispetto al primo, prevede uno spazio di accoglienza e ristoro per visitatori e gruppi, servizi igienici e una sala polivalente “area laboratorio/didattica” per approfondimenti, ovvero uno spazio destinato a seminari di lavoro per associazioni, gruppi, servizi che operano sul territorio, impegnati su questioni e progetti che riguardano la condizione dei migranti.
 
Trattandosi di luoghi ipogei la sicurezza è garantita attraverso la collocazione di vie di fuga che portano direttamente al piano strada. La luce naturale è garantita da oblò elettrificati che assicurano l’afflusso di luce zenitale e il giusto ricambio d’aria.
 
La scelta del programma funzionale diviso in due blocchi consente all’intero complesso di poter osservare orari di apertura differenziati in base alle esigenze dei singoli casi.
 
Si ribadisce che si vuole che questo luogo diventi parte integrante della vita dei cittadini.
 
 
L’itinerario artistico.
 
Il progetto proposto ipotizza, nella sua parte contenutistica, un filo narrativo in cui l'elemento multimediale fa da collante al percorso espositivo e artistico. In sintesi l'obiettivo del progetto è di proporre un museo generatore di un pensiero vivo su ciò che espone e racconta, un museo che intrattiene il visitatore nelle sue sale e nei suoi spazi esterni, grazie anche all’utilizzo dell'Augmented Reality e di una app dedicata.  Così momenti di riflessione si alternano a occasioni di conoscenza e approfondimento in un itinerario artistico, museale e multimediale. L’itinerario artistico che dal Museo si dipana lungo le vie del centro storico, verrà affrontato con opere site-specific che lavoreranno tutte sul trattamento delle facciate dei luoghi salienti, modificandone tessitura, elementi compositivi, inclinazioni e curvature. Ogni tappa darà accesso ai contenuti di approfondimento, grazie all’utilizzo combinato di applicazione multimediale e installazione artistica.
 
 
 
ASPETTI TECNOLOGICI E SOSTENIBILITA
 
Il progetto è orientato al risparmio energetico, infatti la sua conformazione spaziale ipogea abbatte di molto i consumi energetici. Queste strutture presentano un naturale isolamento termico e non sono soggette a dispersioni né esposte ad agenti atmosferici.
Il raffrescamento naturale dell’edificio si ottiene dal raffrescamento passivo attraverso lo scambio termico con il terreno, che avviene per contatto tra l’involucro edilizio e quest’ultimo.
Le caratteristiche di funzionamento di questi sistemi sono abbastanza semplice. La temperatura media del terreno (ad una certa profondità) si mantiene quasi costante per tutto l’arco dell’anno, indipendentemente dalle variazioni di temperatura stagionali (normalmente questa temperatura è maggiore di circa un grado rispetto alla temperatura media dell’aria riferita al sito considerato).
 
Da questo dato possiamo quindi dedurre che durante il periodo estivo la temperatura è considerevolmente più bassa della temperatura esterna e durante l’inverno, invece, raggiunge temperature più elevate rispetto a quella dell’aria esterna.
A tal proposito,l’edificio ipogeo consente una riduzione dei consumi energetici poichè le minori infiltrazioni d’aria consentono un minore carico di riscaldamento e di raffrescamento. Inoltre, necessita di una manutenzione ridotta rispetto a soluzioni tradizionali e consente una maggiore protezione rispetto alle calamità naturali e alle intrusioni.
La luce naturale è garantita negli spazi in cui è prevista o attraverso le grandi aperture vetrate di entrata o per mezzo di lucernai/oblò apribili elettricamente.
 
La luce artificiale è pensata totalmente con sorgente fredda a LED.
Per ottenere le condizioni di maggior confort il sistema è di tipo misto, con pannelli radianti integrati nei pavimenti.
Per garantire il ricambio dell’aria, verrà puntualmente estratta dall’alto con canalizzazione nascosta.
 
La gestione delle temperature e dell’umidità saranno gestite da un sistema computerizzato.
Gli spazi tecnologici sono posizionati nelle zone di via di fuga con un accesso sia dall’interno che dall’esterno per facilitarne la manutenzione.

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    CONCETTO URBANISTICO L’area di intervento su cui si intende realizzare il progetto “Prato Galli” si trova davanti a Villa Emma, che costeggia Via Mavora, via ad alto scorrimento che la divide dal parco antistante della residenza storica. Il lotto è inserito in un’area che è stata urbanizzata tra gli anni sessanta e settanta, caratterizzata da piccoli condomini o edifici bifamiliari di scarsa qualità architettonica e di ridotto volume (2/3 piani...

    Project details
    • Year 2018
    • Status Competition works
    • Type Public Squares / Museums / Sports Centres / Private clubs/recreation centres
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