Nuova Scuola Elementare per 300 alunni in via S. Francesco a Solaro (MI)

Solaro / Italy / 2007

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Gruppo di lavoro controllo ambientale, energetica e tecnologia: arch. Niccolò Aste, ing. Marco Bonomi, Prof. ing. Federico Butera, arch. Massimo Galli, ing. Gabriele Masera, arch. Fulvia Nidasio, ing. Matteo Ruta, arch. Roberto Serlenga, AIACE S.r.l.
Strutture e sicurezza: ing. Oscar Pagani
Impianti: Prof. ing. Giancarlo Chiesa
Progettazione antincendio: ing. Andrea Colombo – CMP associati
Grafica informatizzata, architettura virtuale e simulazioni 3D: Studio Techneidos – CG Graphics Angelo Montana C.
Elementi di bioarchitettura: Gruppo A.P.E.

Il progetto è relativo alle realizzazione della nuova sede di una scuola Primaria (Ex Elementare), per
circa 300 allievi, nell’area ubicata a sud della via San Francesco nel Comune di Solaro (Mi). Sull’area
è già esistente un edificio scolastico ospitante la scuola elementare “M. Mascherpa”, con una
capienza teorica di circa 325 allievi.
L’area destinata all’intervento scolastico è compresa tra l’esistente edificio scolastico elementare ed i
confini dell’esistente area a parco (Parco delle Groane) ed occupa una Superficie fondiaria di 21.587 mq circa.
Gli incontri preliminari con gli Amministratori, i Dirigenti ed i Funzionari del Comune di Solaro, nonché le verifiche effettuate in sede di progetto di fattibilità, hanno messo in evidenza, sin dall’inizio, un preciso quadro di “esigenze” primarie, ed esattamente:
- la necessità di realizzare, come già detto, una nuova scuola primaria per 300 alunni virtuali e teorici Il più possibile coerente con le esperienze e con i progetti in corso a livello locale, con gli indicatori emergenti dai nuovi ordinamenti italiani, in vigore ed in itinere, ma sopratutto con le “matrici” internazionali consolidate e previste;
- la volontà di puntare su soluzioni progettuali sostanzialmente mutuate dal metaprogetto “Scuola Intelligente” (ISB) del Cisem – Centro per l’innovazione e la sperimentazione educativa, Istituto di ricerca della Provincia di Milano e dell’Unione Province d’Italia.
Le complessive caratteristiche qualitative e funzionali richieste, discendenti direttamente dal quadro esigenziale, si possono articolare in tre categorie principali di input progettuali.
1) Input Tipologici
Gli input tipologici fanno riferimento all’individuazione dei caratteri salienti dell’intervento, in rapporto con il contesto / ambiente, con le caratteristiche distributive e funzionali ottimali, con le necessità compositive legate ad alcune particolari matrici che si vogliono privilegiare.
Dal punto di vista “tipologico - ambientale” le componenti fondamentali che definiscono il progetto sono:
- la forte immagine architettonica e di segno nel territorio;
- il forte valore simbolico, legato al concetto di “architettura come terzo educatore”;
- l’input della polifunzionalità potenziale;
- la disposizione e le dimensioni dell’area, con la necessità di confrontarsi con l’adiacente Parco
delle Groane;
- l’autonoma accessibilità delle diverse “parti” del nuovo complesso;
- l’importanza assegnata da tutto il progetto alla compatibilità ambientale ed all’uso di fonti energetiche alternative.
Dal punto di vista tipologico e distributivo le componenti fondamentali che definiscono il progetto sono:
- la valorizzazione, come già detto, di una accessibilità potenziale multipla e differenziata;
- la individuazione dei piani terra come insieme di spazi ad uso collettivo, uffici e, a sud, le unità didattiche dei primi anni affacciate ad uno spazio giardino / orto specifico per ogni classe;
- la individuazione di tutto il “corpo” didattico come insieme di moduli spaziali a destinazione d’uso differenziabile allo start up e nel tempo;
- la individuazione di un ampio connettivo, inteso sia come spazio di socializzazione, sia come elemento aggregabile, in parte, alla didattica.
2) Input Organizzativi
Gli input organizzativi individuano i comportamenti progettuali in relazione alla evoluzione spontanea e/o normativa delle funzioni pedagogico – didattiche ed organizzative e del loro rapporto con gli spazi;
nonché in relazione alla necessità sempre più pressante (indicata anche dagli studi PEB/OCSE) di inserire la rete scolastica in un più vasto piano di Disaster Management.
Per quanto riguarda i primi, si tratta degli input più complessi, perché legati a processi educativi in continua e rapida modificazione; così pure, soprattutto negli ultimi anni, per quanto riguarda il continuo mutare del quadro normativo di riferimento. L’input più importante resta, quindi, quello della flessibilità e versatilità di tutti gli spazi e gli impianti: fatto questo che garantisce tra l’altro la necessaria polifunzionalità (soprattutto nel tempo), con barriere interne facilmente amovibili, riprogrammabili e rimodulabili.
3) Input Prestazionali
- Polifunzionalità potenziale: possibilità di ospitare funzioni diverse nel tempo, in parte senza la necessità di una preventiva programmazione, in parte con “funzioni” preprogrammate e già dichiarate come compatibili.
- Flessibilità e versatilità spaziale: per ogni singolo spazio viene garantita la possibilità di variare dimensioni, attrezzature e dotazioni impiantistiche; in alcuni casi in modo interattivo, in altri secondo procedure programmabili in tempi medi e lunghi.
- Impiantistica flessibile ed ispezionabile.
- Compatibilità ambientale e uso di fonti energetiche alternative: particolare attenzione viene riservata al comfort (termico, luminoso e acustico) degli utenti, tramite soluzioni costruttive e strategie morfologiche il più possibile passive. Tra queste, elevati livelli di isolamento termico e un uso dosato dell’inerzia termica, ventilazione naturale incrementata tramite camini solari, schermature e riflettori per la luce naturale, e un impianto di riscaldamento e raffrescamento che usa pompe di calore alimentate da acqua di falda.
- CIB (Computer Integrated Building).
- Sicurezza microambientale: la “sindrome da edificio malato” viene evitata attraverso una opportuna scelta di materiali e i necessari ricambi d’aria.
- Sicurezza macroambientale / climatica.
- Sicurezza statica e sismica.
- Sicurezza energetica.
- Contenimento dei costi di gestione e programmazione della manutenzione, tramite una attenta integrazione degli impianti e la loro ispezionabilità.
L’edificio scolastico, ampliabile simmetricamente per accogliere, in futuro, una scuola secondaria di primo grado, è organizzato su due livelli raccolti attorno ad un ampio cortile. Quest’ultimo è progettato come luogo di svago ma anche didattico, grazie alle piantumazioni e alla presenza dell’acqua che ne raffresca il microclima.
Il piano terreno accoglie l’atrio di ingresso (utilizzabile anche per mostre dei lavori degli studenti), gli uffici dell’attuale Istituto Comprensivo, la mensa per studenti e insegnanti e 6 moduli didattici ad uso polivalente (dimensionati per essere compatibili con l’uso di aula tradizionale).
Al piano superiore si trovano otto moduli didattici, la biblioteca e la sala per le riunioni dei docenti. I corridoi di collegamento sono sufficientemente ampi da consentirne il frazionamento ad uso didattico polivalente. Ogni modulo didattico è dotato di un locale deposito dedicato, fornito di lavandino, che può essere convertito anche in bagno nel caso di conversione d’uso dell’edificio (ospedale, RSA, centro di raccolta in caso di disastri ambientali, ecc.).
La scuola si caratterizza per l’uso di tavelle in laterizio (facciata ventilata) al piano terra e di un rivestimento metallico più leggero al primo piano. Il tetto è distaccato dall’edificio sottostante tramite una camera ventilata, che evita fenomeni di surriscaldamento estivo.
Le aule del piano superiore sono illuminate da lucernari rivolti a nord, il cui lato meridionale funge da camino solare per attivare la ventilazione naturale negli ambienti interni e da supporto per pannelli fotovoltaici che producono energia elettrica.
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    Project details
    • Year 2007
    • Work finished in 2007
    • Status Current works
    • Type Schools/Institutes
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