RECUPERO | PIAZZE MINGHETTI E DEL FRANCIA

Bologna / Italy / 2012

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Intervento citato come esempio nell’occasione del “Premio Gubbio 2015” di cui la Città di Bologna fu insignita per il miglioramento della accessibilità e fruibilità dello spazio pubblico nel centro storico .Il Progettista incaricato fu l'architetto  Glauco Gresleri. L'apporto offerto da ll'architetto Roberto Gresleri fu sulla scelta di aprire due nuovi varchi dell'isola ellittica centrale, del design delle panchine , delle pensiline degli autobus, dei materilai della nuova pavimentazione così come la definizione del nuovo impianto di illuminazione in collaborazione con il light designer Mario Nanni. Piazza Minghetti, nasce a seguito del forte impulso di rinnovamento che ha animato la città capitale dell’Emilia per l’evento unitario dell’Italia, fa parte della corona di spazi urbani di qualità sull’asse di via Farini, assieme a Piazza Calderini, Piazza Cavour, Piazza Galvani. La sua sistemazione come appare al giorno d’oggi è il frutto di una serie di interventi che si sono avvicendati a partire dal 1860, sino a tutto il 1930 e che hanno visto in una catena di eventi, la costruzione del Palazzo della Cassa di Risparmio, la copertura del canale Aposa, la costruzione del Palazzo delle Poste sull’impronta della precedente chiesa di S. Agata e infine la formazione, con alterne vicende, dell’attuale spazio con isola centrale attrezzata a verde. La forma riconducibile ad una ellisse deformata con cui la area centrale si configura oggi, è nata e si è confermata nel tempo appunto come isola spartitraffico, quando i percorsi laterali che fiancheggiavano i grandi insiemi edilizi erano ad uso di traffico stradale e addirittura del percorso del tram. L’intento programmatico ambizioso dell’Amministrazione cittadina era peraltro quello, col progetto di Piazza Minghetti, di lanciare un segnale di rinnovamento come manifestazione di una volontà di recupero dei valori urbani del capoluogo dell’Emilia che, sul piano progettuale, presenta da troppo tempo un fenomeno di stasi avvertito ormai da tutta l’opinione pubblica. Fase di pulizia, sgombero e alleggerimento: - Smontaggio e asportazione degli elementi apocrifi che si sono venuti sovrapponendo all’impianto di base, quali fittoncini, barriere di definizione posteggi e parcheggi, segnaletica varia, parco dei contenitori immondizie. Intervento architettonico L’isola centrale viene confermata, nella sua composizione planimetrica complessiva, come elemento di riconoscibilità del sito, in segno di una continuità di immagine che è stata considerata dalla Soprintendenza degna di conservazione. Al fine peraltro di ricondurre l’impianto centrale come elemento partecipe della spazialità generale dell’ambiente, definito dalle moli architettoniche del Palazzo del Mengoni e di quello delle Poste, oltre all’operazione di alleggerimento della massa verde tramite l’eliminazione di alcune essenze apocrife come sopra detto, il progetto prevede l’apertura di due fornici di passaggio attraverso le due aiuole longitudinali della forma ovaloide del giardino, a permettere la continuità spaziale e la vista diretta da una parte all’altra della piazza in attraversamento al giardino. A tal fine i tagli di apertura sono disassati rispetto la posizione della statua centrale, in modo appunto che la vista possa liberamente “attraversare” il giardino stesso. La statua del titolare della Piazza rimane nella posizione storicizzata, liberando però la base dal giardinetto che, per dimensione, tendeva a dare l’impressione di piccola aiuola di onoranza cimiteriale. Al fine di dare una rispondenza architettonica alla collocazione della statua del suo parterre di posa, l’area centrale del giardino che già per sua conformazione accentua la zona mediana con due anse contrapposte a formare come un “piatto tra le palme di due mani”, la pavimentazione centrale dell’isola si conforma a piastra circolare con la posa del materiale di pavimentazione centrale dell’isola secondo le radiali di 4 spicchi simmetrici. La pavimentazione, realizzata con lastre di materiale lapideo naturale come il basalto, montato con elementi di diversa larghezza con andamenti a correre, mentre appunto nella rosa centrale si dispone secondo i 4 spicchi, nel rimanente pavimento dell’isola–giardino, a dare differenziazione di lettura degli spazi, l’andamento delle liste a correre si dispone secondo un giacitura orizzontale nella direzione est-ovest. L’attuale pavimentazione del perimetro della piazza, lungo l’edificio della Cassa di Risparmio e lungo gli edifici di via De’ Toschi, è già fortemente “ segnata” da una bordura in lastroni di granito grigio del Piemonte, quasi a formare basamento riconoscibile agli edifici e contorno alla pavimentazione della piazza stessa. Tale criterio, che deriva dalla storica impostazione, per l’intera pavimentazione nel centro storico di Bologna, non solo viene conservato, ma viene dal progetto valorizzato, ripetendo anche lungo l’edifico ex Poste un corsello di granito grigio a grandi lastre che raccorda la struttura verticale della facciata, con le scale a tre gradini emergenti, al nuovo tessuto pavimentato della piazza. A dar evidenziazione al nuovo significato della piazza stessa, che, oltre a quello di spazio emblematico urbano, acquista ora nuova forza d’uso, per la valenza che ad essa deriva come spazio propedeutico al Museo della Città che appare al fondo di Piazza del Francia, la pavimentazione, in pietra naturale, adotta il basalto con elemento qualificatore rispetto al porfido che ha uso corrente ed è presente anche in aree dismesse e poco significative. Il sampietrino di basalto, sempre in forma di cubetto, dimensioni cm 6x6, è montato però non a coda di pavone, come s’usa appunto col porfido per recuperare le dimensioni diverse dei cubetti, secondo la posa detta “a filaretto” di concezione romana. Importante dettaglio, è che la posa dell’intera giacitura di questa pavimentazione è disposta secondo una inclinazione conseguente e che prepara al percorso che dalla Piazza Minghetti e Piazza del Francia segue una direttiva verso l’ingresso monumentale del “Museo della città”. Tale direzione, è accentuata ed emblematizzata da un corsello in lastre piane di basalto che, da un punto notevole (posto all’incrocio ideale tra piazza Minghetti e Piazza del Francia), si diparte in direzione dell’ingresso del Museo, sino ad “attraversare” la via Castiglione per raggiungere appunto la soglia di tale luogo istituzionale della città. Su tale listone, sono incisi, secondo appunto un passo ritmato, i segni indicatori della lunghezza metrica della misura della antica “pertica bolognese” (ml. 3,800983), quasi come primo annuncio di quella cultura felsinea che nel Museo deposita i segni della sua antica civiltà. Per quanto riguarda la soluzione dell’illuminazione artificiale dello spazio piazza, che già si immagina orientata a dare importanza illuministica alle facciate dei Palazzi eminenti prospicienti per lasciar l’area centrale in una atmosfera illuministica a tono garbato. La nuova forma della pensilina di servizio autobus, e gli elementi di completamento e di arredo, come le sedute sono pensate perché il luogo del giardino realizzi realmente la situazione del confort e di ordine abitativo per i cittadini che in tale luogo intendono sostare in un momento di relax.

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    Project details
    • Year 2012
    • Work started in 2011
    • Work finished in 2012
    • Status Completed works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Restoration of old town centres / Urban Renewal
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