Un'idea per la ricostruzione proposte per l'emergenza_Menzione Speciale

Tran[s]siti_Green Prefab Honorable Selection_Category: Modular L’Aquila / Italy / 2009

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Fin dai primi momenti, abbiamo inteso l’esperienza di progettazione nelle aree terremotate dell’Abruzzo come un’importante possibilità per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni colpite dal sisma e per preservarne il senso di comunità ed appartenenza sociale. Intendiamo un modello suburbano per il dopo terremoto in cui i nuovi insediamenti prefabbricati possano vivere in simbiosi con la natura dei luoghi, con gli agglomerati esistenti, con il paesaggio identitario, con l’obiettivo di rendere meno estraniante la vita quotidiana, mantenere un senso di comunità ed appartenenza ed al tempo stesso garantire quella individualità che normalmente la standardizzazione della prefabbricazione preclude.
Intendiamo l’identificazione come il “sentirsi a casa”, il nostro progetto non vuole essere solo uno studio di un alloggio temporaneo di prima necessità, ma cerchiamo di approcciare il tema della transitorietà attraverso un supporto metodologico che nasce dalla volontà di ridefinire, interpretare, recuperare e riconoscere il paesaggio urbano aquilano. In sintesi si intende creare un metodo da utilizzare per elaborare e condividere una soluzione urbana piuttosto che offrire una soluzione meramente formale rivolta ad un singolo oggetto abitativo. Togliendo i panni dell’architetto Beaux-Arts con il papillon, ci mettiamo per una volta a riflettere sulle vere esigenze di una popolazione colpita da un cataclisma, mettendo da parte i formalismi architettonici e ci proponiamo di dare un sostegno spaziale e visivo alle genti che in 20 secondi hanno perso tutto; come trasformare il dolore, la distruzione, il dramma personale in rinascita e ricostruzione? Come possiamo alleviare dei TRANSITI così penosi?
Per abitare una transitorietà così lesiva per queste popolazioni c’è bisogno di una ri-significazione dei luoghi non specificatamente ad un’area, ma ad un intero sistema già esistente, la cui complessità non è comprensibile se si trascura di considerare l’organismo territoriale nel quale le aree sono inserite come un organismo vivente. Un’operazione concettuale per riconnettere una serie di luoghi individuati nelle piazze del centro storico dell’Aquila recuperando il significato tradizionale di comunicazione di tipo “fisico”, attraverso il verde, attraverso la natura, attraverso i luoghi della propria identità e di quella collettiva.

Per noi il transito del popolo temporaneo, da una situazione di distruzione ad una di riscoperta della rinascita e della vita, deve per forza passare per una spazialità di tipo Naturale, in un sito di passaggio da ciò “Tran[s]siti”.

Obiettivi Programmatici

Il nostro progetto è, quindi, una riflessione sul concetto degli spazi del TRANSITO e su come abitarli per superare i traumi della popolazione aquilana.
La strategia adottata, pertanto, muove a partire da quattro operazioni successive:

1. individuazione delle principali aree messe in sicurezza all’interno del tessuto urbano esistente;
2. combinazione e aggregazione dei moduli abitativi capaci di creare dei campus autonomi;
3. sovrapposizione del sistema all'area di intervento;
4. inserimento delle puntualità nel sistema.

Il progetto basa la propria strategia urbana sul ruolo colonizzatore dei luoghi più identificativi del territorio in questione. Una nuova struttura urbana, fatta di spazi per l’incontro, la socializzazione, spazi ludico-ricreativo giardini e orti pubblici, una vera e propria permanenza temporanea integrata con il tema della natura e del verde.
Ogni campus, a seconda delle necessità avrà aggregazioni differenti, aggregazioni a blocco, a cortina, a corte, in linea, di tipo casuale, date dalla capacità modulare delle singole unità abitative; l’Emergency-Box (e-box) è una scatola abitativa di 40mq, con cucina-zona relax, bagno e camera doppia, capace di ospitare al proprio interno due persone. Quest’ultimo è un alloggio di tipo S (small), dall’aggregazione di altre unità possiamo avere alloggi M (medium) con un carico medio di 4 persone e alloggi L (large) con un carico massimo di 8 persone.

L’Emergency-Box è una abitazione autosufficiente ed ecosostenibile attraverso l’utilizzo di piastre che sormontano i nuclei aggregativi fatte di pannelli solari e fotovoltaici regolabili alle diverse inclinazioni, attraverso un sistema di riciclo delle acque piovane e l’utilizzo di termoconvettori a risparmio energetico; così come tenta di adattarsi alla natura dal punto di vista energetico lo fa anche sotto l’aspetto architettonico tramite sistemi di piedi regolabili che si adattano alla morfologia del terreno, sistemi di vetri serigrafati che riportano immagini dell’ambiente circostante.
I singoli alloggi sono coerenti con la loro durata temporanea e la stagione in cui verranno utilizzati e si concretizzano con un approccio semplice ed unitario ai materiali che sono ecocompatibili e riciclabili; la struttura portante, fatta da un graticcio di legno di spessore di 50 cm ospita al proprio interno balle di paglia poi chiuse esternamente da pannelli in acciaio ossidato corten e pannelli in policarbonato nervato coestruso, per dare visibilità alla particolare parete fatta in paglia, e internamente da pannelli in legno stratificato.
La paglia è una materia prima agricola che permette una realizzazione rapida ed economica in autocostruzione o con manodopera poco qualificata. Materiale rinnovabile e riciclabile a basso impatto ambientale, ha una buona qualità di resistenza termica ed acustica. La sua densità contribuisce a smorzare le variazioni di temperatura e ad ammortizzare le differenze tra giorno e notte. Allo stesso tempo morbido e denso, questo materiale è anche un buon isolante acustico.
Facilità costruttiva, velocità di trasporto su mezzi gommati e efficienza nel montaggio sono i punti di forza di questi alloggi che devono essere subito utilizzati nei primi momenti di necessità e in un secondo momento riconvertiti nel tessuto urbano esistente.
Inoltre, punto di forza del progetto sono gli Emergency-garden (e-Garden) giardini e orti realizzati con pannelli in acciaio corten che andranno a parassitare i campus insediativi; gli orti potranno essere direttamente gestiti e affidati agli abitanti dei campus, che potranno coltivare verdure ed essenze, sia per abbellire i luoghi d’interesse sia per fini strettamente personali, saranno i cittadini o i visitatori ad abbellire questi elementi che saranno in continua evoluzione.
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    Fin dai primi momenti, abbiamo inteso l’esperienza di progettazione nelle aree terremotate dell’Abruzzo come un’importante possibilità per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni colpite dal sisma e per preservarne il senso di comunità ed appartenenza sociale. Intendiamo un modello suburbano per il dopo terremoto in cui i nuovi insediamenti prefabbricati possano vivere in simbiosi con la natura dei luoghi, con gli agglomerati esistenti, con il paesaggio identitario, con...

    Project details
    • Year 2009
    • Client INARCH_ istituto nazionale di Architettura_ Press/tletter_ The Plan
    • Status Competition works
    • Type Modular/Prefabricated housing
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