Headquarter CAP acque

Nuovo headquarter gruppo CAP acque Milano Milan / Italy

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La proposta progettuale è la sintesi di una serie di scelte che hanno riguardato considerazioni urbanistiche, di normativa edilizia, di sostenibilità dell'intervento nel suo complesso, attenendosi alle strategie del protocollo LEED, criteri di bioarchitettura e buona pratica del costruire, nell'ottica del risparmio delle risorse energetiche ed idriche, di rispetto delle esigenze della committenza in termini di programma funzionale e organizzazione delle varie componenti che coesisteranno insieme nella nuova sede, dell'esigenza di rappresentare il gruppo CAP attraverso il suo headquarter, ricercando soluzioni architettoniche che non fossero solamente di visibilità ma anche che rappresentassero la praticità e produttività nella gestione delle risorse idriche in quanto core business aziendale.


 


STRATEGIA INSEDIATIVA


La prima scelta ha riguardato il mantenimento o meno di parti dell'organismo esistente nel lotto di Via Rimini. La nostra scelta è stata di proporre la demolizione completa di tutti i corpi di fabbrica esistenti per dar vita ad un unico nuovo edificio ottimizzato riguardo agli aspetti succitati, cosa secondo noi non possibile mantenendo e ristrutturando il blocco uffici esistente. Per quanto possa sembrare antieconomico demolire un edificio, realizzando un edificio di nuova concezione e con le più recenti tecnologie degli involucri edilizi e dei sistemi impiantistici ci si trova nella condizione di risparmiare risorse finanziarie grazie alle soluzioni di efficienza energetica e all'ottimizzazione di tutti i componenti. Le più alte voci di spesa di una sede aziendale risiedono nei costi di gestione a medio/lungo termine piuttosto che nella realizzazione, se si pensa al ciclo di vita di un edificio. Poter realizzare un organismo architettonico ex novo consente massimi margini di manovra nell'introduzione delle più efficienti soluzioni impiantistiche e distributive e facilita l'abbattimento dei costi nel ciclo di vita.  Per quanto riguarda le demolizioni degli edifici queste hanno si un impatto negativo sull'area ma oggi è possibile prevedere sistemi per smantellare le strutture edilizie mitigando gli impatti sull'ambiente e sul sito.


 


CONFIGURAZIONE PLANIVOLUMETRICA


Una volta stabilito che l'area di progetto sarà libera da impedimenti che limitino le possibilità di configurazione del nuovo edificio, la seconda scelta ha a che vedere con l'inserimento di esso sia all'interno del lotto di progetto sia all'interno della città di Milano, in particolare nell'ambito di Via Rimini e nel tessuto urbano circostante, fatto di un fulcro imprescindibile incentrato sulla stazione della linea metropolitana, dello spazio pubblico composto di aree verdi e percorsi pedonali che collegano la stazione al lotto di progetto, di Via Rimini che perimetra con la sua curvatura a 90° il grande isolato dove si trova la stessa area di progetto ed infine dei caseggiati alti che mantengono ordinata la quinta urbana sul fronte sud. In questa ottica si è scelto di valorizzare il fronte ovest del lotto disegnano qui l'accesso al complesso, vista l'importanza che riveste l'asse di arrivo che segue Via Rimini che è a senso unico in direzione sud; tale accesso sia carrabile a senso unico che pedonale posizionato sull'angolo sud occidentale consente di minimizzare l'infrastruttura viaria interna all'area di progetto relegandola ad una fascia funzionale per il carico/scarico dei passeggeri e per l'accesso alle rampe che portano al piano garage interrato. Questo va a tutto vantaggio delle aree a verde, favorendo la riduzione nello spreco del suolo, la ricostituzione di un habitat naturale in un parco privato che si estende su gran parte della superficie del lotto con successivo abbattimento dell'isola di calore creata dalle aree pavimentate delle zone carrabili e di parcheggio. A questo scopo si è anche scelto di ridurre al minimo la presenza di parcheggi di superficie. A questo punto il nuovo corpo edilizio si è potuto arretrare ancor di più dell'esistente dal fronte strada, libero così di articolarsi secondo l'orientamento più opportuno seguendo criteri di miglior soleggiamento e miglioramento delle visuali. La strategia in questo caso è stata duplice. Da una parte si è dato voce all'esigenza di ricostituire il fronte urbano su via Rimini in quanto elemento ordinatore e di coesione urbana tra il nuovo e gli sviluppi circostanti. Dall'altra parte si è ricercato il miglior orientamento possibile in termini di esposizione all’irraggiamento e creazione di visuali aperte e di qualità. il programma funzionale ha fornito la soluzione ad entrambi le problematiche, dandoci la possibilità di ipotizzare un organismo ripartito in due macro soggetti: un blocco uffici ed un blocco servizi. Quest'ultimo, comprendente l'atrio di accesso, la sala conferenze, la sala espositiva, il nido aziendale ed i laboratori, è stato configurato come un volume edilizio prismatico regolare ed è stato collocato a terra, nel lotto sull'asse est/ovest a ricucire la quinta stradale di Via Rimini sul fronte sud mentre il blocco uffici, anch'esso concepito come un volume prismatico regolare è stato pensato come una sopraelevazione libera da vincoli con i fronti strada, sollevata a ricevere sole e luce e ruotata di TOT gradi in direzione del parco urbano a ricercare visuali piacevoli sul paesaggio, scansando la visione frontale del retro degli edifici residenziali alti che si stagliano a meridione frapponendosi come un muro tra la nostra area di progetto ed il sole.


Sebbene le linee guida alla progettazione suggeriscano di orientare l'edificio sull'asse est/ovest con uno sviluppo longitudinale, cosa peraltro fatta per quello che riguarda il blocco servizi, abbiamo introdotto l'orientamento del blocco uffici verso il parco a sud/ovest con gli obiettivi di massimizzare le visuali di qualità, di ottimizzare l'orientamento non solo di una singola facciata ma di tutte e quattro in modo da garantire una buona esposizione solare a tutti gli ambienti interni degli uffici nell'arco della giornata. Infatti considerando un edificio a sviluppo longitudinale come si suggeriva e come si e'scelto di fare un orientamento a sud pieno di una delle due principali facciate avrebbe negato ogni beneficio solare all'altra facciata esposta a nord pieno. Orientando invece l'edificio con la facciata principale a sud ovest, in fase di studio solare si e'appurato come si riesca a garantire un buon irraggiamento ad entrambi le facciate lunghe, quella esposta a nord est riceverebbe un buon soleggiamento nelle ore del mattino mentre quella di sud ovest riceverebbe il contributo solare dalle tarde ore della mattina fino al tramonto.


 


IL DISEGNO DELL'EDIFICIO E L'ACQUA


Le scelte di natura formale che hanno guidato la progettazione si sono avvantaggiate delle precedenti considerazioni. Così si è immaginato un edificio dalle geometrie pure che riflette nei volumi la semplicità di organizzazione interna: un corpo di due piani e con un interpiano di 6 e 4 metri, posto parallelamente alla strada, in posizione arretrata, costituisce il podio a terra e accoglie l'ingresso e gli spazi funzionalmente ad esso collegati quali l'auditorium, il nido aziendale, la zona espositiva ed i laboratori i quali necessitano di indipendenza funzionale e grande accessibilità; un corpo di cinque piani con interpiani di 4 metri, poggiato quasi trasversalmente sopra al podio servizi, in aggetto da entrambi i lati, svetta leggero e luminoso e si presenta come elemento predominante sia del fronte ovest sia del fronte sud dove evidenzia l'ingresso principale. Il fatto che sia sollevato da terra di due livelli consente di dare una continuità spaziale agli ambiti del verde che dal parco urbano adiacente possono prolungarsi e attraversare il lotto di progetto, estendendosi sul retro e dando vita ad un parco di pertinenza privata che rende piacevole gli affacci della facciata nord-est,e di offrire agli occupanti  spazi all'aperto attrezzati.


L'acqua riveste un ruolo predominante nella progettazione, vista la natura del gruppo CAP. Questo elemento estato introdotto come un grande canale in cui e'immerso tutto l'edificio e rimanda figurativamente all'esperienza dei Navigli, non troppo lontani dall'area di intervento. L'acqua l'elemento che domina la scena, circonda e avvolge l'organismo edilizio e ne diviene agli occhi del visitatore lo strato di sedime, l'elemento fondante e lo mette in collegamento con la città. Ogni accesso all'edificio avviene sull'acqua e nell'acqua si riflette sempre l'edificio da ogni angolazione: vive così metaforicamente "dentro l'acqua". L'acqua e' l'elemento di collegamento visuale ma di separazione funzionale che viene usato per ripartire i diversi ambiti dell'area di progetto, separando per esempio l'infrastruttura viaria di servizio sul lato sud dai prospetti del blocco servizi. L'acqua e' anche espressa metaforicamente in elevazione: l'edificio è come detto, composto di due volumi principali; quello a terra rappresenta la roccia delle sorgenti da cui scaturisce l'acqua ed è concepito come un volume pesante, ancorato al suolo, solido, rivestito da una facciata in elementi prefabbricati in cemento in fibra di vetro (GFRC) che sono materici e ricordano la pietra con aperture che ricordano fenditure; il volume aggettante invece e' etereo e vibrante, grazie a una facciata tessile che ne avvolge i quattro prospetti. Questa facciata e' tesa e rifrange la luce in modo diverso dalle varie angolazioni con cui la si osserva, proprio come fosse una cascata d'acqua appena emersa da una sorgente di montagna. La facciata tessile e' realizzata da una struttura metallica ancorata alla facciata principale su cui e' fissata una membrana leggera e traforata in pvc che ha lo scopo di filtrare selettivamente la radiazione solare in modo che in inverno vi sia un fattore di luce diurna comunque alto all'interno mentre in regime estivo vi sia una schermatura solare ottimale anche nelle prime ore del mattino e nel pieno pomeriggio; il particolare orientamento del blocco uffici, che ricorda l'asse eliotermico, è in realtà studiato per ottenere il massimo beneficio in termini di apporto solare su entrambi i prospetti principali i quali, essendo esposti anche verso est e ovest, si trovano a fronteggiare un irraggiamento radente quando il sole e' basso e quindi necessitano di una schermatura verticale "a tenda".

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    La proposta progettuale è la sintesi di una serie di scelte che hanno riguardato considerazioni urbanistiche, di normativa edilizia, di sostenibilità dell'intervento nel suo complesso, attenendosi alle strategie del protocollo LEED, criteri di bioarchitettura e buona pratica del costruire, nell'ottica del risparmio delle risorse energetiche ed idriche, di rispetto delle esigenze della committenza in termini di programma funzionale e organizzazione delle varie componenti che...

    Project details
    • Client CAP ACQUE
    • Status Unrealised proposals
    • Type Office Buildings / Business Centers / Corporate Headquarters
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