Recupero complesso artigianale: loft e nuovo parco residenziale a Roma/Saxa Rubra

Recupero, cambio d'uso e frazionamento di un ex capannone artigianale Rome / Italy / 2016

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La finalità dell'intervento verteva la necessità di riconvertire funzionalmente e dal punto di vista di una migliore qualità ambientale, un'area a carattere misto produttivo/artigianale e residenziale di edilizia novecentesca, a ridosso di un ambito paesaggisticamente rilevante della Valle del Tevere.


L'area del progetto integrato di recupero e trasformazione di un ex capannone artigianale ed annessa zona destinata a parco semi-privato, si configura come nodo cruciale per un nuovo insediamento di ampio respiro, servito dall'anello stradale costituito da via Enzo Tortora.
L'esigenza della committenza, storico imprenditore romano, era quella di trasformare la struttura ormai in disuso, in polo attrattivo per laboratori e residenze per artisti, potendo inoltre vantare un ampia superficie da poter destinare a verde attrezzato.


Lo spunto del progetto architettonico per la conversione e cambio d'uso dell'ex impianto prefabbricato in acciaio (pilastri ipe, travature principali reticolari, travi secondari scatolari in acciaio, tamponature e copertura in lamiera grecata) e di inserimento ambientale del nuovo parco residenziale, è stato colto nell'impossibilità stessa di variare la sagoma e volumetria originaria, seppur nell'opportunità di ricollocare le funzioni e gli spazi d'uso, sfruttando qualitativamente le ampie superfici ed altezze disponibili, e dunque lavorando dall'interno nella suddivisione dei moduli residenziali e degli spazi comuni.
Ulteriori elementi significativi che hanno determinato la configurazione compositivo-funzionale, sono stati sia l'orientamento planimetrico con esposizione prevalente a Sud-Sud/Ovest, sia la possibilità di guidare le visuali e traguardare lo spazio a verde naturale circostante verso la sponda sinistra del Tevere, ed infine - ma non di poco conto -, l'impronta planimetrica dell'edificio che mantiene un andamento ad L rovesciata.


Proprio nell'intersezione dei due segmenti si è voluto rimarcare la centralità della rotazione, ribadendo tale concetto nella stessa stesura planimetrica: un blocco di appartamenti su due piani tende a trasformasi gradualmente in loft a doppia altezza nel blocco a maggior sviluppo orizzontale, intercettando una zona di transizione costituita da monolocali angolari, e disegnando in questo modo una torsione (curva di raccordo dei due segmenti) nel punto di cambio di direzione.


Qui la facciata è svuotata creando un atrio aperto a tutt'altezza ove trova posto una sinuosa scala elicoidale (memoria formale e simbolica del meccanismo di rotazione) a servizio degli appartamenti del primo livello, e che fa perno sulla struttura esistente in pilastrini e reticolari in acciaio, mascherati e dissimulati dalla nuova struttura. Massimo riserbo per gli spazi a giardino è stato dato agli appartamenti del piano terreno, mentre per le abitazioni dell'ultimo livello, balconcini aggettanti e logge disegnano l'estensione degli ambienti interni.


Il blocco dei laboratori/residenze per artisti, è formato da 8 unità abitative su due livelli (loft), dotati di qualità architettoniche, spaziali e tecnologiche uniche nel contesto urbano: serre solari a tutt'altezza schermate da brise soleil in acciaio, ridisegnano la scansione in facciata delle singole unità, concedendo privacy, efficientamento energetico e ulteriore spazio esclusivo (estensione fisica e visiva della zona giorno) oltre il piccolo giardino che configura la proprietà individuale. La dotazione funzionale prevede due camere/alloggio (una per livello) con ampio soggiorno a doppia altezza dotato di angolo cucina, soppalco e servizio igienico al primo livello. Sul retro, visto l'impedimento visuale della struttura confinante e la restrizione dei distacchi minimi presenti, una quinta muraria è estesa sino al solaio del primo livello, configurando uno spazio esterno, suggestione delle tipiche chiostrine londinesi. Ampie superfici vetrate danno sfogo e abbondante luce naturale alle funzioni a giorno, mentre lucernari e aperture alte illuminano la camera padronale al piano superiore, garantendo il massimo comfort ed impedendo, di fatto visuali indesiderate verso e dalla zona confinate.


Il carattere industriale è mantenuto nel trattamento materico delle superfici, con inserimenti di tamponature esterne innovative in apparecchi murari in tufo a secco montati entro gabbie metalliche (Tetrawall) che dialogano spontaneamente con l'area attrezzata circostante: quinte in acciaio corten e schermature metalliche in lamiere microforate e brise soleil, disegnano le testate dell'edificio e si riconnettono allo sporto di copertura, nascondendo la struttura a spiovente, potendo in questo modo suggerire un impatto estetico di migliore integrazione compositiva. La configurazione scatolare e ritmica dei loft si interrompe nella profondità dell'atrio angolare, rompendo lo schema serrato e addivenendo ad una composizione più tradizionale per le facciate del blocco appartamenti: la testata laterale è tratta in modo uniforme e compatto attraverso la successione di pannellature e schermature metalliche, ricollegandosi al gioco scatolare di una superficie nastriforme che si piega e avvolge gli involucri interni, lievemente rientranti.


Aldilà delle recinzioni che disegnano e delimitano le proprietà esterne a piano terreno, un parco semi-pubblico costituito da aiuole racchiuse da muretti a diverse altezze rivestiti in pannelli di acciaio corten, disegnano collinette artificiali ove trovano posto essenze floreali, aromatico/arbustive ed arboree/ombreggianti locali, ritagliando i percorsi e le aree di sosta pavimentate in blocchi di tufo locale, attraverso tagli prospettici e visuali che esaltano la dinamicità della composizione, configurandosi come estensione del verde circostante. Il lieve dislivello tra la zona di confine ed i percorsi esclusivi è colmato attraverso una gradonata che permette sia il passaggio che la sosta, e connaturando un cambiamento di direzione.


All'ingresso dell'area del parco trova posto un piccolo edificio, frutto della demolizione e ricostruzione di una ex pensilina per il rifornimento del carburante: un volume prismatico semplice definisce il nuovo chiosco-bar, perfettamente integrato nel contesto e totem del parco residenziale.

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    Project details
    • Year 2016
    • Main structure Steel
    • Client Impresa
    • Cost 2.400.000 €
    • Status Unrealised proposals
    • Type Parks, Public Gardens / Urban Furniture / Adaptive reuse of industrial sites / Apartments / Bars/Cafés / Lofts/Penthouses / Recovery of industrial buildings
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