Nuovo waterfront Porto Piccolo. Siracusa

Syracuse / Italy / 2009

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Affrontare il tema della riqualificazione del “Nuovo Waterfront sud nel Porto Piccolo di Siracusa implica il ripensare al rapporto tra la città ed il mare, a come può essere in questo preciso momento storico, in cui tale rapporto non può essere più soltanto inconsapevolmente utilitaristico come nel passato, ma deve basarsi invece sul riconoscimento dell’importanza che tale rapporto ha per la città, per la sua identità, per la qualità dello spazio urbano e quindi anche per la vita dei suoi cittadini, in modo che esso sia manifestato e reso elemento di valorizzazione e di qualità urbana. Il particolare rapporto che Siracusa ha con il suo mare è un forte elemento di identità della città, che proprio in tale particolare interazione fra terra ed acqua ha avuto origine ventotto secoli fa, rafforzato dalle testimonianze archeologiche e storiche ancora visibili. Rispondere al tema del concorso significa ripensare con gli strumenti del progetto architettonico a tale rapporto e quindi al tema dell’identità, riscoprendo ciò che in esso è mutato nel corso della storia e ciò che invece è rimasto costante. Il progetto vuole perciò partire proprio dal riconoscimento di tale identità come tema centrale di ogni attuale strategia urbana, elemento imprescindibile per il ruolo che Siracusa può e deve svolgere nell’attuale scenario globale, caratterizzato da una accentuata competizione territoriale, attuabile solo con l’innalzamento della qualità urbana che richiede anche la definizione di un’idea moderna dello spazio pubblico.

Il Porto Piccolo insieme al Porto Grande sin dall’antichità ha fatto parte di un unico particolarissimo sistema portuale, sede di attività, di opere ed istallazioni portuali e di opere necessarie alla loro difesa, che permangono ancora oggi e che ne costituiscono la caratteristica più evidente. La conformazione della linea di costa ha invece subito nel corso dei secoli numerose e rilevanti variazioni nella posizione e nella conformazione. Se nell’epoca romana la linea di costa probabilmente coincideva con il centro dello specchio acqueo attuale di fronte allo sbarcadero Santa Lucia, dove sono stati ritrovati i resti del banchinamento romano, se in epoca medievale gran parte dello specchio acqueo attuale del porto piccolo era probabilmente ancora costituita da terraferma occupata dal cimitero ebraico, è però evidente come nelle prime rappresentazioni cartografiche della città a meta del XVI secolo d.c. lo specchio acqueo del porto piccolo apparisse più grande dell’attuale, così come nelle successive rappresentazioni delle opere di difesa del Grunenbergh. Ancora nella rappresentazione del 1910 eseguita in occasione della demolizione delle fortificazioni per l’espansione della città proprio nell’istmo, la riva interna del porto piccolo raggiungeva l’angolo individuato dalle attuali via Gioberti e via Don Minzoni, e tutta l’area dell’attuale giardino pubblico, compreso la viale Regina Margherita, buona parte della Riva Porto Lachio costituiva la parte più interna dello specchio acqueo, che è stato successivamente colmato fino a definire la conformazione attuale della linea di costa, col Giardino pubblico, l’edificio ed i piazzali della Lega navale. Testimonianze visibili delle diverse fasi storiche sono attualmente rappresentate solo dalle mura spagnole e dalla Darsena. Ritrovare nel sito attuale le tracce del grande progetto di difesa del Grunenbergh è possibile solo con un’analisi dettagliata della planimetria urbana e della costa a partire proprio dalle cartografie storiche che permettono così di ritrovare tracce, allineamenti, coincidenze degli spazi e degli edifici attuali con le opere del XVII secolo, che l’espansione urbana successiva non ha completamente cancellato e che il progetto del nuovo Waterfront intende conservare e rendere intelligibile, attraverso l’eliminazione delle “superfetazioni” e di tutto ciò ne rende la “lettura” difficile nella conformazione attuale.

L’identità di questo luogo e della città ci sembra risieda proprio nel particolare rapporto di intimità col mare, che appare calmo, disponibile all’uomo ed alle sue attività, luogo abitato che si è fatto e si fa modellare facilmente, ritagliare anche dai moli più precari e trasformare in fossato fra le mura o porto-canale fra le banchine e gli edifici che in esso si specchiano. L’unità naturale di questo luogo è negata nello stato attuale dell’area da un’accentuata frammentazione dello spazio. Esso risulta parcellizzato fra le diverse attività insediate, non solo per quelle legate alla nautica (Lega navale, Circolo Nautico Ribellino, Darsena dei Calafatari, Cantiere Navale di Riva forte gallo) ma anche per il giardino pubblico che risulta anch’esso recintato e con apertura ad orario, che riducono lo spazio pubblico liberamente fruibile alla sola via del Castello Marieth ed all’affaccio all’incrocio con la Via Palermo, unico punto in cui il mare risulta visibile e realizzando una cesura ed una “distanza” fra il mare e lo spazio urbano, limitandone la fruizione alle specifiche attività nautiche e cantieristiche. La soluzione suggerita intende porre le condizioni per rendere nuovamente “abitabile” questo luogo, riducendone l’isolamento e la frammentazione caratteristica dell’assetto attuale dell’area ed in particolare delle parti demaniali e ricostituire il rapporto di vicinanza fra l’ambito urbano e la viabilità esistente con il mare prospiciente rendendolo liberamente fruibile, attraverso: a. Integrazione del giardino pubblico nello spazio del waterfront come interfaccia fra la città ed il mare. Il viale Regina Margherita sarà direttamente collegato al lungomare di Riva Porto Lachio e al mare, con la rimozione della recinzione esistente ed il ridisegno dei percorsi, delle aiuole, dei chioschi per le attività di ristorazione, e del fronte prospiciente il nuovo canale che riporterà l’acqua nello spazio pubblico. Tale soluzione consente di mantenere distinto lo spazio pubblico del waterfront dall’area e dalle attività della Lega Navale, consentendo la funzionalità, in completa sicurezza, delle attrezzature e dei piazzali deposito e rimessaggio delle imbarcazioni, accessibile direttamente dal Lungomare nord ; b. Ricostituzione del rapporto visivo e di accessibilità tra l’area all’incrocio di via Castello Marieth con via Moscuzza (coincidente con il bastione seicentesco a ovest della darsena dei Calafatari) con la demolizione dell’attuale edificio del Circolo Nautico Ribellino e dei relativi approdi, e lo spostamento del circolo nel nuovo edificio in forma di grande muraglione frangiflutti prospiciente il Bacino dei Calafatari. Tale struttura costituirà inoltre uno spettacolare affaccio sul mare da cui apprezzare, nella sua interezza, il paesaggio del Porto Piccolo.

2.1.1 Waterfront e Giardino Pubblico.
2.1.2 Bacino dei Calafatari. Con la demolizione dei magazzini inutilizzati adiacenti la via Moscuzza, la passeggiata collegherà l’area del giardino pubblico al Bacino dei Calafatari allargandosi a costituire zona di sosta e di affaccio al mare. Con la riqualificazione della spiaggia e la bonifica anche dello specchio acqueo, al fine di renderlo fruibile per la balneazione, trasformerebbe il Bacino dei Calafatari in una struttura ricreativa, piccola straordinaria spiaggia urbana.

2.2 Riqualificazione urbana area di concorso: ricostituzione unicità paesaggistica dei piazzali prospicienti il canale di Ortigia. La demolizione degli edifici predetti, la prevista delocalizzazione delle attività cantieristiche nel Porto Grande che insistono tuttora sull’area prospiciente il Ponte dei Calafatari, la demolizione delle stesse strutture cantieristiche e del ponte suddetto che verrà sostituito da un nuovo collegamento col Piazzale Posta in direzione della via Eritrea, come previsto nel Progetto preliminare al PPO di Ortigia, permettono di ritrovare l’unità visuale e paesaggistica fra le diverse parti costituenti il nuovo waterfront e i piazzali prospicienti entrambi i lati del canale di Ortigia. Il fronte mare reso finalmente accessibile dalle vie adiacenti, sarà elemento di connessione pedonale e ciclabile fra il previsto Parco Lineare Costiero, con la prosecuzione della pista ciclo-pedonale da realizzare sul tracciato della dismessa linea ferroviaria, al nuovo lungomare di Riva Porto Lachio e all’isola di Ortigia destinata ad essere quasi totalmente pedonalizzata. Tale percorso costituirà quindi il collegamento fra il Parco Lineare delle Mura Dionigiane ed il Sistema delle Fortificazioni Spagnole dell’isola di Ortigia. Tale percorso, partendo dal punto di collegamento fra il Lungomare nord col Viale Regina Margherita, con continui cambi di direzione, ricerca allineamenti e coincidenze con i tracciati storici, ripercorre il perimetro interno del giardino pubblico deviando verso l’affaccio al mare sul bastione della darsena dei Calafatari. In corrispondenza dell’angolo con la via Montedoro, si immette nel bacino dei Calafatari affiancandosi alla banchina storica alla base delle mura spagnole, fino a raggiungere l’area del ponte dei Calafatari che sarà riqualificata e trasformata in una grande piazza sul mare, approdo e stazione di partenza per eventuali collegamenti e tour turistici marittimi. Il percorso prosegue infine lungo la Riva forte Gallo collegandosi all’isola pedonale di Ortigia sia col ponte di Corso Umberto, sia col nuovo ponte previsto in direzione di Riva della Posta che sostituirà l’attuale Ponte dei Calafatari di cui è prevista la demolizione, realizzando così un percorso completo di collegamento fra il centro storico dell’isola e la città, alternativo a quello carrabile. 2.3.2 Viabilità carrabile. Il collegamento carrabile fra il Lungomare nord di Riva Porto Lachio col Viale Regina Margherita, già previsto nel Progetto del Lotto nord, consentirà di rivitalizzare l’area del suddetto Lungomare nord, che potrà costituire anche un’alternativa alla via Arsenale. Con la realizzazione del nuovo ponte di collegamento fra la Via Enotria e il Piazzale Posta si consentirà un percorso in uscita dall’isola di Ortigia meno articolato dell’attuale e capace di una maggiore capacità di “deflusso”, permettendo così di liberare dalla circolazione viaria l’area del Piazzale dei Calafatari e di Riva Forte Gallo. Per la rigidità e le caratteristiche dimensionali della struttura viaria del quartiere Umbertino qualsiasi operazione di miglioramento della circolazione carrabile deve partire soprattutto dalla riduzione del volume di traffico, possibile solo con la creazione e lo sviluppo di sistemi di mobilità alternativa, come i percorsi pedonali e ciclabili proposti e con politiche che favoriscano il trasporto pubblico e la mobilità collettiva.

2.3.1 Percorso ciclo-pedonale.
2.4.1 Area prospiciente il Ponte dei Calafatari. Il trasferimento delle attività cantieristiche dall’area dei Calafatari ne permetterà la riqualificazione e la trasformazione in spazio pubblico. Essa, con il bacino e le mura spagnole, costituisce un prezioso frammento delle fortificazioni del XVI e XVII secolo e potrà essere caratterizzata come museo all’aperto, nel quale è possibile rivivere il particolare rapporto della città fortificata con il mare. Lo specchio acqueo del bacino e la nuova banchina saranno utilizzabili eventualmente anche per l’attracco di imbarcazioni turistiche per tour intorno all’isola di Ortigia e nelle aree di interesse storico, ambientale e paesaggistico raggiungibili dal mare. Tali imbarcazioni potrebbero riprodurre le tipiche imbarcazioni da pesca, elemento importante dell’identità e del paesaggio urbano, mantenendone così la presenza nel sito. Nel piazzale del Ponte dei Calafatari una propaggine del “grande muraglione” del nuovo circolo nautico “Ribellino” che si eleva dalla perfetta orizzontalità del piazzale ospiterà un piccolo museo dedicato alla storia dei Calafatari, un chiosco ristorazione e bar ed un punto informazioni e biglietteria per i tour turistici marittimi. Il grande piazzale potrà essere utilizzato occasionalmente anche per eventi e spettacoli all’aperto.

2.5 Valorizzazione emergenze archeologiche e storico-architettoniche. La realizzazione del waterfront e del percorso pedonale che ricostruisce con le sue direzioni, tracce ed allineamenti dell’impianto delle fortificazioni spagnole, perme una fruizione turistica degli spazi recuperati e delle testimonianze architettoniche ancora visibili ed una migliore comprensione dell’intero impianto del progetto del Grunembergh (che potrebbe essere ad esempio riprodotto su pannelli informativi integrati nel sistema di arredo urbano) da collocare in punti specifici dello spazio pubblico) e delle stratificazioni urbane successive.

3.1.1 Direttrici e percorsi lenti; Waterfront – Via del Castello Marieth. Il collegamento con la passeggiata del Lungomare nord, la trasformazione dell’area del giardino pubblico, con la rimozione della recinzione, il ridisegno degli spazi pavimentati e delle aiuole e l’integrazione del tracciato attuale di via castello Marieth nel disegno del giardino lo trasformerà in un vasto spazio pubblico ombreggiato dai grandi ficus e dalle palme che verranno mantenute e valorizzate, costituiranno l’inizio del Waterfront. In questo spazio fluido, esclusivamente pedonale, i percorsi sono definiti dalle sedute circolari che contornano e definiscono le grandi aiuole intorno ai ficus. Tali percorsi permettono di attraversare lo spazio in tutte le direzioni, collegando, in direzione est-ovest, direttamente il viale Regina Margherita con il canale e l’affaccio realizzato nell’area occupata attualmente dal circolo nautico “Ribellino”. Il confine di tale spazio con la città è definito e segnato dal percorso pedonale perimetrale affiancato dalla pista ciclabile a livello, da cui è distinta per la diversa pavimentazione (cordoli e lastroni in pietra di Siracusa per il percorso pedonale, battuto di cemento bianco lavato del medesimo colore della pietra per quello ciclabile), occupando complessivamente una larghezza variabile fra 4,00 e 8,00 mt. All’incrocio fra il viale Regina Margherita con il Lungomare nord l’ingresso al waterfront è segnato dalla presenza dell’edificio in forma di muraglione inclinato che accoglie l’attività di ristorazione attualmente esercitata nel chiosco posto all’inizio di via Castello Marieth, e costituisce punto di sosta attrezzato per le biciclette lungo la pista ciclabile. Tale percorso ciclo-pedonale segna tutta la lunghezza del waterfront collegando come detto il lungomare nord e il viale Regina Margherita con l’area del Ponte dei Calafatari, di Riva Forte Gallo e con Ortigia. In corrispondenza dell’area dell’attuale circolo nautico il percorso si allarga a realizzare un’area attrezzata per la sosta dei pedoni e delle biciclette e punto di accesso al nuovo edificio del circolo, ai pontili ed al mare. In corrispondenza del Bacino dei Calafatari il percorso scende dal livello stradale (quota +2,0) al livello dell’attuale banchina alla base del Muro Spagnolo (quota + 0,50), affincandosi ad esso fino a raggiungere l’area del ponte dei Calafatari, nella quale è prevista una terza area di sosta per le biciclette, un punto ristoro e la possibilità di imbarcarsi per i tour turistici marittimi.

Riva Forte Gallo. Il previsto ponte di collegamento fra la Via Enotria e il Piazzale Posta consentirà di liberare dalla circolazione viaria l’area del Piazzale dei Calafatari e di Riva Forte Gallo che potrà esclusa dalla circolazione carrabile e quindi pedonalizzata. La pista ciclabile dal Piazzale dei Calafatari proseguirà lungo il perimetro fino al nuovo ponte e poi fino al Ribellino ed al Ponte di Via Umberto. L’area pedonale avrà una protezione sul bordo canale costituita da ringhiera in acciaio inox con ridotta necessità di manutenzione.

3.1.2 Nodi e percorsi veicolari.

Nodo di via Montedoro. Per la rigidità e le caratteristiche dimensionali della struttura viaria del quartiere Umbertino qualsiasi operazione di miglioramento della circolazione carrabile deve partire soprattutto dalla riduzione del volume di traffico. In ogni caso, la realizzazione del nuovo ponte di collegamento in direzione di via Enotria consentirà un percorso, in uscita dall’isola di Ortigia, meno articolato dell’attuale e capace di una maggiore capacità di “deflusso”. Un lieve alleggerimento del traffico sul nodo di via Montedoro (soprattutto del tratto in corrispondenza delle mura Spagnole), potrebbe essere ottenuto con la inversione dei sensi di marcia di via Moscuzza, del tratto di via Cordova fra la via Eritrea e il Corso Umberto e conseguentemente anche di via Macelli, di via della Dogana e di via Luigi Greco Cassia, che lascerebbe sul tratto in questione solo il traffico in uscita da Ortigia proveniente dalla sola via Eritrea.

Nodo di viale Regina Margherita. Il collegamento fra il Viale Regina Margherita e il nuovo Lungomare nord permetterà di alleggerire il traffico su via Arsenale e col nuovo waterfront verrà ampliata la superficie destinata alla circolazione e sosta ciclo-pedonale. 3.2.1 Lega Navale. L’area della Lega Navale verrà mantenuta nel sito attuale. La realizzazione del collegamento fra il Lungomare nord e il Viale Regina Margherita comporterà necessariamente la riduzione dei piazzali di rimessaggio delle imbarcazioni anche se con la realizzazione del canale e del percorso del waterfront sud al confine fra la via del castello Marieth e la recinzione dell’area della Lega permetterà di mantenere separate gli spazi della Lega Navale dallo spazio pubblico, mantenendo inalterate le condizioni attuali di sicurezza e di manovra per il rimessaggio delle barche. L’area della Lega navale sarà accessibile direttamente dal Lungomare nord. Il nuovo canale costituisce una barriera naturale che permetterà di eliminare la recinzione attuale e di riqualificare complessivamente le aree esterne con un ridisegno del sistema vegetale e delle superfici e con la riqualificazione estetica dell’edificio stesso.

3.2.2 Club nautico Ribellino. Con la demolizione dell’’edificio attuale il club verrà trasferito nel nuovo edificio prospiciente il bacino dei Calafatari, così come le strutture di ormeggio che saranno costituite da moli e pontili galleggianti. Il nuovo edificio riproporra la volumetria di quello demolito articolandosi su due livelli. Il piano inferiore collegato direttamente ai pontili di attracco ospitera’ gli spazi del club nautico (uffici, sala conferenze, depositi, spogliatoi e servizi igienici, locali tecnici). Il piano superiore è destinato alle attivita’ per la ristorazione.

3.5 Sistema dell’illuminazione e arredo urbano; Particolare attenzione è data all’impatto che il progetto ha sull’ambiente prevedendo l’utilizzo di materiali locali e sistemi innovativi per il risparmio energetico. La fruibilità è garantita dall’abbattimento delle barriere architettoniche, senza trascurare gli elementi di arredo urbano che sono concepiti come un sistema perfettamente integrato al progetto. Un progetto che muove verso una semplicità complessa con un evidente carattere di contemporaneità capace di sintetizzare e trasmettere i caratteri stessi del luogo in cui si inserisce.
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    Affrontare il tema della riqualificazione del “Nuovo Waterfront sud nel Porto Piccolo di Siracusa implica il ripensare al rapporto tra la città ed il mare, a come può essere in questo preciso momento storico, in cui tale rapporto non può essere più soltanto inconsapevolmente utilitaristico come nel passato, ma deve basarsi invece sul riconoscimento dell’importanza che tale rapporto ha per la città, per la sua identità, per la qualità dello spazio urbano e quindi anche per la vita dei suoi...

    Project details
    • Year 2009
    • Client Comune di Siracusa
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Waterfront / Urban Furniture / Airports / Private clubs/recreation centres
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