Penthouse One-11

Attico bi-livello all’interno delle Residenze CityLife Milan / Italy / 2016

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L’appartamento è prestigioso, sia come posizionamento (ultimo piano e attico), sia come dimensione (circa mq 280 suddivisi su due livelli con oltre mq 130 di terrazze). Prestigio enfatizzato anche dall’affaccio su piazza Tre torri, ossia davanti ai grattacieli di Zaha Hadid e Arata Isozaki. Non solo. Occupando metà del proprio piano di pertinenza, costituisce una sorta di sinossi sulla visione della città.


Determinazione iniziale:
Il tema iniziale da stabilire è stato la determinazione di una strategia di intervento sull’insieme del processo compositivo: infatti, nei confronti di queste unità residenziali di pregio, non si può prescindere da un approccio qualificato e inclusivo di tutte le tematiche progettuali coinvolte, attraverso uno studio del lay-out che sappia dare – contemporaneamente - valore aggiunto all’organizzazione dello spazio, alla ripartizione degli ambienti, alla sequenza dei sistemi di separazione, alla specificazione delle superfici, alla dotazione delle attrezzature contenitive, al bilanciamento tra luce artificiale e naturale.


Condizioni al contorno
Il contesto di riferimento con cui ci siamo inizialmente confrontati, operava una suddivisione dello spazio con grosse incongruenze distributive, frutto di richieste specifiche operate da un precedente prospect che non ha potuto perfezionare l’acquisto.
Le condizioni al contorno implicavano inoltre alcuni vincoli ai quali il progetto è dovuto sottostare: tecnologici (posizione dei servizi igienici; distribuzione dell’impianto di riscaldamento a soffitto già compartimentato); tipologici (realizzazione di un unico spazio per la camera dei ragazzi); distributivi (presenza irrisolta della rampa di collegamento verticale).
Condizioni che, se pure impegnative, non lo erano quanto quelle legate al limite temporale richiesto dalla committenza per realizzare la trasformazione completa di questa grande unità immobiliare: 2 soli mesi - ottobre e novembre 2016 - per realizzare impianti, finiture, attrezzature interne, illuminazione, allestimento, decorazione, etc.
Una sfida che il team della project division di Milano Contract District, in coordinamento con le maestranze e le forniture di tutti i brand partner, ha saputo vincere, grazie anche ad una committenza esigente ma collaborativa e altamente professionale rappresentata dall’Arch. Mariagrazia Pozzi.


La partnership tra Citylife e Milano Contract District si basa infatti su un commitment totale incentrato sull’eccellenza del prodotto e del servizio. Tutte le energie convogliano per rispettare i tempi di consegna e il trattamento e gestione sartoriale di prospect ed acquirenti molto esigenti.
Referenti professionali e competenti da parte della committenza, risorse dedicate di Milano Contract District con predisposizione al problem solving, unica regia di coordinamento e controllo della filiera azienda-committente, sono alcuni dei pilastri che hanno permesso a MCD di raggiungere il risultato finale a City Life.


Strategia progettuale
Il progetto si è mosso all’interno delle condizioni al contorno, definendo una strategia di intervento mirata, puntuale, selettiva, supportata dalla capacità organizzativa di City Life e Milano Contract District.
Nel principio fondante di questo lavoro, lo spazio diventa totale, senza differenza e senza soluzione di continuità tra la ripartizione muraria e l’arredo, tra le pavimentazioni e i rivestimenti, tra le suddivisioni trasparenti e cieche, tra i sistemi di separazione mobile e statica, tra le finiture degli arredi e le superfici dei piani di appoggio.
Questo processo trasformativo ingenera una sorta di metamorfosi spaziale: operando puntualmente su alcune categorie della trasformazione progettuale, si è ottenuto un prodotto architettonico nuovo e coerente con le aspettative di un mercato immobiliare selezionato e particolarmente esigente.


Organizzazione dello spazio
Si accede all’appartamento attraverso un ingresso strombato, una sorta di “varco”, che ci introietta nell’alveo sociale dell’abitazione: il living. I differenti materiali che delimitano questo ambito iniziale (lastre di Statuario magnum oversize di Rex a pavimento; rovere termotrattato sulla parete del vano tecnico e ripostiglio Wall & Door di Lualdi; lastra di vetro grigio bordata con ferro crudo di Fontanot), unitamente alla geometria dello spazio, evidenziano questa sensazione di trascinamento verso l’interno.
Sin dall’inizio si stabilisce una connessione visiva con gli spazi di socializzazione della casa: da una parte, il taglio feritoia che seziona e conferisce spessore al muro sul soggiorno, dall’altra la lunga parete con finitura grigio cemento (elicotterato a base di calce Oikos). Quest’ultima è interrotta da sole due aperture e dilavata, lungo tutta la sua estensione, da un taglio continuo di luce (Moon Line di Flos), che accompagna lo sguardo sino all’ingresso della cucina. Qui ci si imbatte nella grande anta laccata lucida color amaranto (Compass di Lualdi), vero e proprio elemento dinamico dello spazio, capace, al tempo stesso, di integrare o separare le connessioni funzionali e visive tra gli ambienti.


Grazie all’utilizzo dei pannelli scorrevoli e basculanti che delimitano o correlano i vari ambiti della casa, il progetto definisce uno spazio permeabile, continuo, sequenziale.
Il lungo percorso che connette l’ingresso alla cucina, costituisce il fulcro compositivo di tutto lo spazio, mettendo in relazione la zona giorno con la zona notte e la zona ingresso con la zona di servizio.
L’arrivo in cucina coincide col cambio di pavimentazione: ritroviamo, infatti, lo Statuario di Rex dell’ingresso che, ora, si espande a vena continua sin sopra le pareti, inondando anche il locale attiguo della lavanderia. La scelta dello Statuario suggerisce un lusso equilibrato attraverso il quale stabilire, con precisione, il punto di contatto fra tradizione e moderno.


In questo luogo, alla lussuosa matericità dello Statuario si contrappongono superfici opache, grezze e ruvide con le quali il progetto identifica la cucina Icon di Ernestomeda, raffigurata in una composizione ad isola lineare, lungo la quale si esplica il rito della preparazione e del consumo del cibo.
Uno degli elementi più qualificanti di questo ambiente, è la visuale che attraversa liberamente il paesaggio antistante stabilendo, con esso, una relazione diretta. Il progetto implementa questa condizione, collocando lungo la cortina finestrata, una plastica consolle in Corian Glacier White di CTC realizzata a disegno, ideale per una colazione con vista: il dialogo, la regola della frontalità, il modo in cui questa stanza si affaccia sul paesaggio, sono i presupposti del principio compositivo di questo spazio.


La lunga cortina muraria che separa la zona giorno dalla notte, viene infranta in soli due punti, il primo dei quali immette, attraverso aperture impercettibili raso muro (Wall & Door laccato opaco di Lualdi), allo spogliatoio/disimpegno del bagno di cortesia e della camera matrimoniale. Quest’ultima definisce un volume fluente, organizzato su tre ambiti distinti, ma connessi tra loro da sistemi di aperture scorrevoli a tutta altezza (Drive laccato lucido di Lualdi): lo spogliatoio, la camera, il servizio igienico (quest’ultimo, dotato sia di vasca free standing - Cono di Gessi - sia di box doccia - Stilla e CTC-).


Anche in questo ambito, il gioco delle superfici, dei materiali e della luce diventa identitario: il pavimento in legno di rovere Natural Genius di Listone Giordano, risvolta sulla parete del letto e della vasca dilatando il volume; i grandi formati magnum oversize in grès di Florim (Industrial Steel), cingono la doccia rendendola plastica; le superfici opache e granulose delle pitture Biamax di Oikos, introducono sofisticati effetti cromatici; le texture in rovere termotrattato e laccato opaco degli arredi di Lema (Naica e Text), distinguono le pareti attrezzate; le riflessioni degli specchi e le trasparenze dei vetri (Torsellini Vetro), amplificano le sensazioni percettive; le sorgenti luminose di Flos, si integrano nell’architettura realizzando al contempo scenari funzionali e suggestivi.


Nello studio delle distribuzioni funzionali operato dal progetto, tutti gli ambiti della zona notte sono filtrati, rispetto a quelli della zona giorno, da spazi tampone, garantendo ai primi un necessario grado d’intimità e isolamento, come nel caso delle camere singole, alle quali vi si accede attraverso uno spazio attrezzato da armadi in rovere termotrattato (Naica di Lema). Il volume dedicato ai figli è un unico spazio ripartito da un setto murario ribassato con finitura a smalto opaco blu notte di Oikos il quale, nella zona ingresso-spogliatoio-servizio igienico, implementa l’armadio con anta battente laccata opaca (Ellevi di Lema) e, nella zona dei letti singoli e delle scrivanie, intesta i grandi pannelli scorrevoli laccati lucidi di Lualdi. Un artificio architettonico e tecnico di grande suggestione che consente un uso comune o individuale dello spazio.


Tranne le aree dell’ingresso e della cucina, il pavimento è caratterizzato dall’utilizzo di un’unica finitura lignea in essenza di rovere color tortora.
La scelta di Slide Natural Genius di Listone Giordano come superficie aggregante di tutto lo spazio abitativo, nasce dalla volontà di trasformare il classico parquet in un sistema di arredo a pavimento con ampie “risalite” sulle pareti verticali. Sostituire le forme rettangolari delle comuni plance di legno in rombi, trapezi e triangoli, conferisce alla tradizionale superficie statica del pavimento sensazioni dinamiche insospettabili, come se anch’esso fosse mosso dalla forza centripeta che induce un movimento circolare ai singoli pezzi che lo compongono.


L’accesso al piano attico avviene attraverso una scala in linea aperta sul soggiorno. La ridefinizione operata da Fontanot del collegamento verticale esistente, rientra negli interventi più qualificanti di questo lavoro.
Il tema della rielaborazione è stato qui affrontato partendo dal rapporto tra figura e sfondo. Lavorando sul contorno, il progetto ha svolto una completa trasformazione dell’impianto esistente - inizialmente avulso dal contesto di appartenenza – conferendo alla scala un ruolo baricentrico e pivotale in tutto il sistema con cui interagisce. Intervenendo sulla parete di fondo (rivestita in lastre di ferro crudo a scansione variabile intervallate da luci segna passo), tamponando gli spazi interstiziali (con lastre di vetro trasparente e grigio fumè bordate di ferro crudo), ispessendo il cosciale laterale (con lastre di gesso e bordature di ferro crudo), inscatolando le pedate (con doppi pannelli in massello di rovere color tortora), si è ottenuto un prodotto nuovo capace di qualificare il proprio ambito di appartenenza.


Lo sbarco al livello superiore è enfatizzato dalla visione esterna della grande terrazza alla quale vi si accede attraverso uno spazio aperto sul volume a doppia altezza del soggiorno. Questo è dotato di una cucina minima (One 80 di Ernestomeda), occultata all’interno della parete divisoria che, attraverso i pannelli scorrevoli di Lema, introduce alla camera principale di questo piano, all’interno della quale, separata da superfici vitree satinate fisse e scorrevoli (Shoin di Lualdi), ritroviamo una grande e luminosa stanza da bagno (sanitari e rubinetterie Gessi; Mobili Karol; piatto doccia CTC Design; box doccia Stilla).


La ricerca di superfici diverse accomunate da un’estetica primaria e rigorosa, costituisce il leitmotiv di questo progetto. Forti suggestioni materiche definiscono i piani verticali ed orizzontali, improntate ad uno stile in armonia fra naturalezza e tecnicità, sottolineato dall’accostamento di essenze in rovere termotrattato, di lamiere in ferro grezzo, di piani e superfici in Corian, di rivestimenti con lastre oversize di gres ispirate alle pietre e marmi naturali, di divisori vitrei colorati e trasparenti, di ante e pannelli laccati lucidi e opachi.


Nella concezione di Milano Contract District lo spazio diventa totale, senza differenza e senza soluzione di continuità tra la ripartizione muraria e l’arredo, tra le pavimentazioni e i rivestimenti, tra le suddivisioni trasparenti e cieche, tra i sistemi di separazione mobile e statica, tra le finiture degli arredi e le superfici dei piani di appoggio.

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