Riqualificazione del fronte mare del litorale San girolamo - Fesca, 2° classificato

Bari / Italy / 2008

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GRUPPO DI PROGETTAZIONE
Capogruppo e Progettazione architettonica:
STUDIO NICOLETTI ASSOCIATI
- Prof. Arch. Manfredi Nicoletti, arch. Luca Nicoletti

Gruppo di Progettazione: arch. Fabrizio Pagliano Tajani (Coordinamento), arch. Arianna Della Morgia, arch. Andi Divizia;

Collaboratori: arch. Maya Ben Ammar, arch. Simone Capozza, arch. Simone Levi, arch. Giovanni Lucchetti, arch. Alessandro Mazza, arch. Sara Monastero, arch. Gaia Pezone, arch. Alessandra Scardaoni, arch. Anna Senesi.

Altri soggetti del Raggruppamento:

Progettazione Architettonica: arch. Giancarlo dell’Aquila

Progettazione civile e strutture: Studio Associato DI MARZO - prof. ing. Marcello Di Marzo, ing. Gaetano Di Marzo; collaboratori: ing. Giovanni dell’Aquila, arch. Cecilia Di Marzo

Progettazione Opere Marine: MODIMAR S.r.l. - ing. Leopoldo Franco

Progettazione Impianti Elettrici: prof. ing. Pasquale PUGLIESE

Progettazione Impianti Fluidomeccanici: ing. Rocco Luciano UVA

Consulenti
Ecosistemi e Biologia Marina: Prof. Dott. Eugenio Fresi - Roma

ASPETTI ARCHITETTONICI

Ridisegno urbano e protezione della costa

L’intervento da realizzare ha due principali ordini di esigenze da soddisfare: la protezione dalla costa oggi soggetta alle violente mareggiate poichè priva di qualsivoglia protezione dal mare e, allo stesso, tempo la riqualificazione dell’intero quartiere oggetto nel tempo di crescita caotica e senza programmazione che ad oggi è privo di tutti i servizi alla collettività, mentre quei pochi sorti, non hanno criteri di organizzazione.
E’ necessario ridare identità al quartiere dotare l’area di luoghi d’intrattenimento e di verde pubblico di cui è totalmente priva, allo stesso tempo creare delle dinamiche di sviluppo che favoriscano l’insediarsi di nuove attività economiche anche piccole ma diffuse. Il rifacimento del lungo mare è l’occasione per riuscire ad intervenire su tali aspetti ed attivare dinamiche sociali ed economiche che potrebbero essere rafforzate anche dal nuovo piano regolatore comunale in fase di redazione, per verificare e mettere a punto le esigenze ancora presenti sull’area e non soddisfatte dalla precedente pianificazione urbana oramai superata.

II nuovo paesaggio urbano: tre fasce dalla terra al mare
Da un punto di vista schematico il progetto si articola in tre fasce parallele alla costa che definiscono tre ambiti particolari:
• la fascia stradale ridisegnata e organizzata per viabilità e parcheggi, nonchè il marciapiede di raccordo fra ambiti diversi, che costituisce anche un percorso ciclabile
• la fascia del verde attrezzato (treccia) che include percorsi pedonali, aree di aggregazione, verde, isole d’ombra, aree sportive, strutture a servizio della balneazione
• le spiagge per le attività specifiche di balneazione.

In tal modo si soddisfano le esigenze del concorso: generare nuovi spazi urbani sia per l’intrattenimento che per la balneazione, si genera una fascia intermedia tra spiaggia e strada che ha funzione sia di barriere al mare che di filtro tra ambiti differenti, con una quota mediamente più alta di 80 cm rispetto al piano stradale. Tale intervento prevede la creazione di una nuova area di terra da realizzare sul mare, poiché la fascia costiera ha dimensioni talmente ridotte da non consentire alcun tipo d’intervento. Tutta l’area, inoltre, risulta talmente antropizzata da non conservare alcuna caratteristica costiera originaria ed allo stesso tempo le opere realizzate hanno favorito il deperimento stesso della costa accelerandone i processi di erosione. I vari interventi realizzati nel tempo hanno infine lasciato segni indelebili delle alterazioni con colate di cemento, scivoli a mare, piazzole per la ex colonia, poi lasciate al degrado, determinando l’attuale scenario di degrado del litorale.
La generazione del nuovo paesaggio urbano punta a liberare le visuali, a creare un sistema che si sviluppa su tutta la lunghezza del litorale coinvolto, ad arricchire il quartiere di spazi e dotazioni oggi assenti, ad abbandonare il vecchio modello dei bagni baresi sempre delimitati da alti muri che precludono la vista sul mare per chi arriva senza neanche lasciare presagire che cosa troverà all’interno del bagno.
Si propone invece un modello che gioca con i dislivelli verticali per generare le delimitazioni delle aree senza rinunciare alla visione d’insieme.
L’intero intervento è da intendersi come sistema che deve riorganizzare la fruizione della costa demaniale superando, in fase progettuale, gli interessi puntuali; una volta ridisegnato un modello generale sarà l’occasione di rivedere l’organizzazione delle politiche di concessioni e delle localizzazioni esistenti, a tratti apparentemente anche non autorizzate, di coinvolgere gli operatori locali che sono una fondamentale risorsa territoriale da preservare, all’interno di un quadro di interesse generale. La riqualificazione, le nuove infrastrutture ed i nuovi spazi per servizi ottenuti sicuramente genereranno maggiori ritorni attraendo un maggior numero di utenti.

Il sistema dei pennelli: protezione e intrattenimento
Indispensabili per la creazione di una protezione della costa risultano essere i “pennelli” atti a proteggere il litorale dalle mareggiate prevalenti da nord-est e in minor parte da sud poiché nell’ombra delle strutture marine del porto di Bari. Tali pennelli avranno altezza di 1,5m sul livello del mare, saranno realizzati in blocchi di pietra per poter assorbire la forza dei frangenti laterali e proteggere le coste. Sulla testa di ogni pennello verrà realizzata una biforcazione dello stesso per creare maggiore protezione della costa che aumenta l’efficacia della soluzione, pur senza la realizzazione di una barriera continua di fronte a tutto il litorale, e favorendo in tal modo una soluzione che garantisce il miglior ricambio d’acqua rispetto a sistemi più chiusi e un minor impatto delle opere.
Il problema dei ricambi acqua non va sottovalutato poiché sono presenti nella zona antistante all’intervento praterie di Posidonia che con sistemi di barriere continue rischierebbero stagionalmente di accumularsi lungo il litorale (vedi lungo mare storico Nazzareno Sauro).
Una volta realizzati i pennelli le acque più calme favoriranno le attività di balneazione in maggiore sicurezza. Sul nuovo litorale, protetto dall’azione del mare, diventa possibile realizzare interventi di sistemazione urbana limitandone anche gli aspetti manutentivi.
Alla radice di ogni pennello si genera una piazza che ospita i chioschi fissi tutto l’anno che potranno avere funzione di ristorazione veloce, vendita prodotti ittici etc. La realizzazione dei pennelli viene presa come occasione di una nuova organizzazione degli spazi e del litorale e come elemento da sfruttare non solo dal punto di vista tecnico poiché protezione della costa e organizzativo poiché suddivisione delle spiagge libere da quelle concessionate, ma anche per rendere “facile” e “sicura” la praticabilità delle attività sportive legate alla fruizione del mare senza generare commistione con la balneazione.
Sui pennelli vengono realizzati percorsi in pietra e betonelle per garantire la massima durabilità e resistenza all’aggressività marina ed alle intemperie, saranno carrabili per garantire l’accessibilità ai mezzi sia di soccorso che per il raggiungimento occasionale della cima dei pennelli per potervi condurre attrezzature o altro. In coincidenza delle teste dei pennelli vengono disposte approdi di canoe, windsurf o kitesurf... nonché saranno arricchite da una serie di piattaforme galleggianti vincolate a dei corpi morti, su cui potranno essere posizionati chioschetti, palestre all’aperto o altro. Tali elementi rappresentano attrattive, nelle varie declinazioni che potrebbero assumere (piattaforma per eliporto, piscina galleggiante, punto ristoro) ed allo stesso tempo favoriscono la realizzazione di sport acquatici al di fuori delle acque sicure evitando le problematiche di pericolosa commistione fra bagnanti e attrezzature sportive. Tali elementi saranno removibili nella stagione invernale e depositati nell’ampliato rimessaggio in testa all’intervento o all’interno nella ampliata darsena dei pescatori.

La treccia: passeggiate, intrattenimento, servizi e verde
Il disegno paesaggistico ottenuto dall’intrecciarsi di tre percorsi pedonali che si sviluppano su tutto il litorale, diventa il segno caratterizzante dell’intervento che accorpando forma e funzione diviene evocativo del rinnovamento dell’area. I percorsi pedonali hanno un andamento altimetrico variabile oscillando all’intero di una range di 1,5m mentre ad ogni intersezione hanno la stessa quota; tale movimento di quote contribuisce a creare il nuovo elemento urbano salendo e scendendo rispetto sia alla strada che alla spiaggia, offrendo ora viste alte ora spazi raccolti per incontrarsi e intrattenersi. In occasione dell’intersezione con i pennelli si generano delle piazze che raccordano i percorsi dei pennelli, ortogonali alla costa, con quelli paralleli ad essa. Nelle aree definite dall’intersezione dei tre percorsi si generano spazi pianeggianti o di raccordo che di volta in volta avranno funzioni differenti: da semplici aree verdi con alberi per zone d’ombra, piazzole attrezzate per locali, aree sportive con campetti play ground per il basket o pallavolo, cavee per spettacoli o semplice incontro.
La pavimentazione è realizzata in pietra e autobloccanti per due percorsi ed in legno o plasticwood (materiale composito ecologico ottenuto dal 70% di riciclo di legno e polimeri a bassissima manutenzione e maggiore resistenza agli agenti atmosferici) per il terzo. In corrispondenza dei dislivelli superiori a 30cm verranno realizzati dei mancorrenti in acciaio.

Il sistema commerciale diffuso: i chioschi mobili, chioschi fissi
Un intervento così esteso consente di generare delle dinamiche economiche locali soprattutto a fronte della scarsezza dell’offerta di servizi nel quartiere. Sicuramente anche il quartiere, al di là delle iniziative previste dal progetto, nel tempo parteciperà alla riqualificazione andando ad arricchire il contesto di servizi che oggi non avrebbero utenza.
Il progetto all’interno dell’area d’intervento prevede la realizzazione di una serie di attività commerciali fisse, i chioschi/negozietti/ristorantini posti alla radice di ogni pennello; saranno le attività di presidio dell’area essendo aperte tutto l’anno. Le attività sono prima di tutto da recuperare verificando quanto già presente in loco e integrando l’offerta con una loro implementazione (oggi vendo mitili – domani li offrirò anche per una consumazione rapida sul posto); la tradizione barese ricca di suggestioni culinarie facilmente declinabili per tali applicazioni, appare coerente con uno sviluppo consapevole, e sostenibile.
Sulle spiagge libere sono proposte delle strutture che ospiteranno sia i servizi igienici che un fronte commerciale per ristorazione veloce, nonché affitto attrezzature sportive, e vendita di prodotti legati alla balneazione. Tali elementi sulla scia dei “ciringhitos” spagnoli saranno strutture montabili e smontabili stagionalmente e offriranno un servizio diretto sulla spiaggia. per garantire l’accessibilità alle spiagge e ai chioschi anche da diversamente abili i percorsi saranno realizzate con pedane in legno che collegheranno i percorsi dell’area verde attrezzata con in chioschi.
Fondamentale ai fini della unitarietà d’immagine è che l’amministrazione, adottando le proposte progettuale sottoposte, crei una sorta di piano d’arredo o più semplicemente un abaco di soluzioni predefinite per i manufatti da installare destinare alle piccole attività commerciali sul litorale e che ne imponga l’acquisto, in modo che la proprietà diretta degli operatori sia ma migliore garanzia della loro cura e manutenzione, evitando di farsi carico di strutture da mantenere nel tempo. (vedi esperienze delle edicole e dehors di alcune città come Torino).

Elementi di arredo urbano
Il progetto si propone come sistema integrato di soluzioni che, a seconda della localizzazione, si concretizzano in differenti elementi variabili nelle forme e funzioni ma tutti accomunati da matericità e filosofia. Nella scelta dei materiali si è preferito utilizzare risorse locali come la pietra bianca, i muretti a secco, anche al fine di facilitare il reperimento degli stessi, sia per la fase di realizzazione che per i futuri interventi.
Le cordolature che delimitano i percorsi pedonali sulla “treccia”, là dove si innalzano con funzione di contenimento terra o bordo di contenimento delle aiuole , saranno rivestite in pietra richiamando i muretti a secco tradizionali. In corrispondenza dei lidi in concessione, dove i muretti lato spiaggia s’innalzano di quota, nel dislivello potranno essere incassate le cabine in modo da non essere visibili dalla strada ed evitando di ostacolare la visuale del panorama. Le sedute lungo le passeggiate saranno realizzate con un corpo in cemento armato rivestito in pietra locale bianca; il sistema delle sedute è pensato in materiali e dimensioni tali da essere poco vulnerabile agli atti vandalici e per resistere alle condizioni meteoriche–marine.

I totem presenti agli estremi dei differenti ambiti sono delle sculture in acciaio o macchine urbane che si richiamano da un capo all'altro dell'intervento. La notte una propria illuminazione li caratterizza, diventano anche dal mare segno d'individuazione dell’area. Gioco e segno del rinnovamento dell'area.

La spiaggia
L’intera fascia della spiaggia ottenuta con ripascimento in ciottoli rappresenta, insieme ai pennelli, l’elemento di protezione della costa. Grazie alla conformazione degradante disperde l’energia delle onde che si frangono sulla costa e contribuisce alla protezione della stessa allontanando la linea d’acqua dalla strada, oggi soggetta alle ondate che in alcuni punti invadono tutta la carreggiata.
La realizzazione della spiaggia è necessaria alla creazione degli spazi di fruizione per la balneazione oggi solo minimamente esistenti e per nulla organizzati. Come quasi tutti i quartieri della città, qui si è ripetuta la negazione del rapporto con il mare che continua ad essere “altro” dalla città. Dopo le realizzazioni delle spiagge di “Pane e Pomodoro” e “Torre Queta” questo ulteriore intervento di riqualificazione dell’area permette di continuare la ricreazione del rapporto “città-mare”.
Le spiagge proposte avranno una fascia di larghezza compresa tra i 20 ed i 30 m, saranno realizzate con stratigrafie successive di diversa granulometria (più grosse sotto e più fini superficialmente) per garantire stabilità nel tempo rispetto all’azione marina, fra gli strati, opportunamente calibrate e studiate, saranno poste membrane di tipo TNT che manterranno più stabile la stratigrafia. Il manto di copertura della spiaggia è previsto in ciottoli di dimensioni opportunamente calibrate in modo da non essere eccessivamente piccole, tali da essere possibile oggetto di trasporto aereo in caso di mareggiate , e non troppo grandi per evitare di accentuare il fenomeno di generazione di una berna (gradone) in caso di mareggiate. La sabbia sebbene da un punto di vista fruitivo presenti alcuni vantaggi, da un punto di vista di stabilità dell’opera, tendendosi a disperdere, necessita nel tempo ricariche, sicuramente onerose dal punto di vista economico e manutentivo; le recenti difficoltà presentate nella risoluzione di ricariche di sabbia nel leccese che ha avuto una lunga disputa con il brindisino per l’utilizzo di sabbie reperibili nel territorio pugliese, dovrebbe portare a valutare in tal caso l’acquisto di sabbie dal litorale albanese che si è mostrato fino ad oggi disponibile.
in ogni caso la tipologia di ripascimento adottata dovrà tenere in conto che dovranno essere valutate la compatibilità delle sabbie o dei ciottoli riportati da un punto di vista tipologico, granulometrico, cromatico per garantire la migliore riuscita dell’intervento, la sua durata ed infine il gradimento. Tale processo di selezione è da attuarsi in fasi più avanzate della progettazione.

Rimessaggio e darsena nautica per pescatori
Oggi sul limitare del litorale di ponente esiste una piccola conca naturale che ha subito nel tempo una serie di opere di difesa dalle acque che ne hanno alterato la naturale conformazione senza tutta via riuscire a creare una vera protezione dalle mareggiate provenienti da ponente. Intorno a questo approdo è nata una piccola attività di pescatori che, pur lasciando al suo interno le proprie imbarcazioni, sono costretti a tirale in secca ad ogni mareggiata per evitare possibili danneggiamenti. Allo stesso tempo al lato di tale piccola conca è stata realizzata un attività di rimessaggio che non appare coerente con alcun strumento urbanistico vigente. L’intervento prende spunto da tale intervento per riorganizzare una area interessante e che rappresenta l’attestazione dell’intero intervento di riqualificazione dell’area. Si propone per tanto la realizzazione di una darsena per pescatori da ingrandire sfruttando ed estendendo il braccio esistente per riuscire a proteggere l’area dalle mareggiate di ponente e per potervi ormeggiare le barche dei pescatori nonché consentire l’ormeggio di piccole imbarcazioni.
L’area del rimessaggio viene riorganizzata lungo il perimetro della lama Balice, collegandola alla viabilità esistente, garantendone un accesso diretto alla darsena per favorire le operazioni di spostamento delle barche.
Tale proposta è coerente con la riorganizzazione di attività anche sportive nautiche da proporre a ridosso della città, che ad oggi non trovano spazi disponibili nell’area portuale di Bari, e vuole preservare una realtà esistente che, sebbene piccola, una volta riorganizzata può rappresentare un’attrattiva locale.
Da non sottovalutare la forte integrazione che può crearsi con le vicine attività ristorative previste che potrebbero rappresentare i diretti acquirenti dei pescatori.

Area commerciale della darsena nautica e aree edificabili esistenti
In corrispondenza della darsena nautica viene realizzato, insieme agli stabilimenti per la spiaggia in concessione, un manufatto costituito da una superficie continua e percorribile, che copre una serie di attività commerciali, organizzate intorno ad una piazza che potrà accogliere attività di vario genere ( ad es.: ristorazione, punto informazioni, servizi, negozietti..) in un complesso unico fortemente caratterizzante.
La peculiarità della copertura sarà quella di essere tutta percorribile anche superiormente offrendo una vista panoramica dell’area pur avendo una contenuta altezza. La realizzazione di tale struttura sicuramente potrà essere oggetto di coinvolgimento di privati o per l’intera realizzazione o per il completamento degli interni, permettendo il reperimento di fondi terzi.
La piazzetta suggestivamente affacciata sulla darsena e abbracciata dalla struttura commerciale avrà funzione aggregante e rappresenta un elemento che può dare grande slancio a tutta l’iniziativa ed è l’elemento fortemente caratterizzante. La presenza di un totem sul molo della darsena nell’immediata vicinanza, richiama le linee sinuose del disegno urbano proposto sarà l’elemento evocativo del complesso essendo visibile anche da lontano oltre che dal mare.

Potenziale sviluppo immobiliare delle aree libere
Immediatamente alle spalle dell’area commerciale ed in coerenza con il disegno generale viene progettata l’area edificabile così identificata dal prgc, per consentire un completamento organico dell’intervento.. Il progetto dà una suggestione della possibile conformazione del lotto i cui edifici sono tutti rivolti verso il mare e potranno avere livelli degradati: un primo livello più interno raccolto intorno ad una pizzetta commerciale e un secondo esterno per le residenze. Un sistema di parcheggi retrostanti soddisferà le esigenze normative oltre ad offrire un certo numero di posti auto anche per la darsena nautica. Le dinamiche di riqualificazioni renderanno le arre libere presenti sull’area sicuramente appetibili contribuendo a dare ulteriore sviluppo all’area e ad innalzarne i valori di mercato.
Una verifica realizzata a livello territoriale di Bari nord ha evidenziato la mancanza di centri commerciali medi e/o grandi, non presenti né qui né nei quartieri limitrofi; sicuramente gruppi privati potrebbero manifestare interesse a realizzare insediamenti di questo tipo, anche attratti dal presente intervento, che potrebbero contribuire finanziariamente alla realizzazione della riqualificazione del quartiere partecipando, ad esempio, alla realizzazione delle infrastrutture.

Accessibilità all’area e Mobilità
Da un punto di vista strategico l’intervento di riqualificazione del Lungo Mare sebbene si rivolge ad un utenza prevalentemente locale (Bari nord) si pone come ideale prosecuzione del recupero delle coste “urbane” già realizzate a Bari sud che hanno avuto buon esito e gradimento e sono ancora in fase di ampliamento. Tale iniziativa creerà un nuovo polo attrattivo che influenzerà la vita del quartiere creando delle dinamiche positive a livello di economia locale. L’utenza delle nuove aree balneari si allargherà automaticamente anche ai quartieri nell’immediato entro terra come il San Paolo, oltretutto già collegati all’area tramite la ferrovia metropolitana che ferma alla stazione San Girolamo - Fesca.
Inoltre bisogna valutare la facile e comoda accessibilità veicolare all’area grazie alla prossimità dello svincolo della 16bis e della tangenziale, in prossimità delle aree di completamento ancora da realizzare che potranno essere coinvolte dalla riqualificazione con un disegno coerente e con funzioni altrettanto collegate, magari di commercio e servizio oggi totalmente carenti nel quartiere.
Sarebbe opportuno completare lo svincolo nord della 16 bis, che oggi manca dell’accesso diretto a ponente del quartiere, sebbene esista già un uscita arrivando da nord, ma che non consente l’entrata in San Girolamo. La realizzazione di un piccolo tratto stradale completerebbe facilmente tale accesso, disimpegnando la viabilità interna al quartiere, evitando l’odierno accesso dalla baricentrica via costa.
In ottica di migliore accessibilità all’area anche da altri quartieri l’occasione della presenza della ferrovia metropolitana ed in sua prossimità di un parcheggio intermodale va arricchita con un servizio di bus navetta circolari, magari stagionale, che collegi le nuove aree di balneazione; ciò consentirebbe anche di ridurre il traffico veicolare in entrate nel quartiere a favore di mezzi pubblici.
Migliorando l’accessibilità e attivando politiche di minimizzazione del traffico veicolare si lavora sulla qualità ambientale pur innalzando l’offerta di servizi o creandola, come nel caso specifico. L’approssimarsi di altri quartieri, da un punto di vista dei tempi di percorrenza, concorre all’innalzamento dei valori immobiliari delle aree più prossime e di quelle meglio collegate, coinvolgendole così in una dinamica positiva.


Viabilità e Parcheggi: Percorsi pedonali, piste ciclabili
La sistemazione proposta si allinea alle scelte dell’amministrazione di completare la viabilità interna al quartiere San Girolamo, completando un anello che collega ai due stremi la viabilità interna e quella costiera. Il progetto si connette ad essa per arricchirne i percorsi e completarli con piste ciclabili e pedonalizzazione lungo la nuova passeggiata del lungo mare.
Sebbene il traffico passante sul lungo mare già oggi sia molto scarso, in futuro grazie all’intervento pianificato dall’amministrazione di completamento dell’asse di via San Girolamo, sarà sempre meno utilizzato come attraversamento del quartiere, pertanto il progetto ritiene che la viabilità sul lungo mare (sebbene ridisegnata, riorganizzata e dotata di dissuasori del traffico in corrispondenza degli attraversamenti pedonali), non debba avere sostanziali modifiche poiché risulta l’unica via di accesso al mare, a fronte di una serie di piccole e piccolissime vie ortogonali alla costa che si frammentano nell’urbanizzazione presente. Si ritiene pertanto che la viabilità di accesso al litorale debba rimanere tale, dove il ridisegno del sedime stradale crea circa 800 stalli auto per poter accogliere gli utenti dei nuovi spazi di balneazione provenienti da altri quartieri.
Per tanto sul lungomare 9 Maggio viene conservata la viabilità a doppio senso di marcia con la creazione di un sistema di parcheggi a pettine verso il mare, recuperando tutti i parcheggi possibili verso terra. I parcheggi saranno a pagamento e il ricavato contribuirà alle spese di manutenzione delle aree pubbliche.
In corrispondenza degli attraversamenti pedonali saranno realizzati dei restringimenti del sedime stradale a favore del marciapiede, pari all’ingombro degli stalli dei parcheggi, e sulla strada verranno creati dei dossi per rallentare il traffico veicolare e per dissuadere l’utilizzo abituale della via costiera come attraversamento del quartiere.
Al di là della fascia di parcheggi lato mare si sviluppa la passeggiata sul marciapiede che permette la possibilità di realizzare camminamenti, percorsi ciclabili e, grazie alla pavimentazione uniforme, anche attività di pattinaggio.

Parco delle lame: rinaturalizzazione e bonifica
Le due lame presenti ai limiti opposti dell’area d’intervento, entrambe tutelate dalle norme vigenti, sono state oggetto di specifica progettazione valutando per tali ambiti una serie d’interventi tesi ad una riqualificazione paesaggistica e naturalistica, compatibili con la variabilità dei regimi delle acque.
Per tali aree si prevede, essenzialmente, la rinaturalizzazione degli argini la dove sono alterati o inesistenti per garantire la funzionalità dell’opera di contenimento idraulica.
Per le due aree reinterpretate a parco si sono configurare due soluzioni differenti.
Nel canale Lamasinata un parco ridisegna sul fondale percorsi e aree verdi realizzate su “isole” a livello. La discesa dal piano del lungo mare viene realizzata con rampe che collegano i dislivelli a circa 3m che consentono di collegare il sistema del lungo mare San Girolamo alla passeggiata e bagni a levante discendendo e risalendo da un versante all’altro. Le rampe saranno realizzate a ridosso del margine in modo da non interferire con il deflusso occasionale delle acque. Le stesse saranno rivestite in pietra e saranno realizzate in modo da non patire eventuali periodi di immersione in acqua.
La lama Balice, viene trattata sull’argine di levante in modo da ridefinirne il livello realizzando un muretto di controllo e contenimento delle acque per evitare tracimazioni indesiderate. Per l’inserimento all’interno di un percorso pedonale e ciclistico costiero viene proposta la realizzazione di un piccolo ponticello pedonale con un rivestimento in pietra, che consente un agevole deflusso delle acque al disotto.
Tali interventi sebbene presentino degli aspetti interessanti per la creazione del sistema di passeggiate e cicloturistici non sono da considerarsi determinanti ai fini della completezza del progetto.

II ASPETTI DI INGEGNERIA COSTIERA
La proposta progettuale prevede a mare l’inserimento di un ripascimento di spiaggia in ghiaia parzialmente contenuto da alcuni pennelli trasversali con espansioni di testata semisommerse.
Questa scelta è scaturita sia dagli intendimenti funzionali del gruppo di progetto, sia dall’analisi dell’accurato studio meteomarino redatto dal Politecnico di Bari.
Lo studio evidenzia un regime ondametrico con prevalenza dei moti ondosi obliqui dai settori settentrionali, anche per la presenza poco più a sud del grande porto di Bari che fornisce uno schermo rispetto alle onde di scirocco.
Tenendo anche conto della locale batimetria e della presenza dei due torrenti (Lama Balice e Lamasinata), si ritiene che un sistema di pennelli permetta il miglior confinamento della ghiaia di apporto artificiale. Va infatti considerato che il trasporto solido longitudinale indotto dalle onde frangenti obliquamente può essere ben contrastato con strutture trasversali alla spiaggia, anche perché tale trasporto nel caso della ghiaia avviene principalmente sul fondo ed in prossimità della riva.
Nel disegno delle opere sono state considerate le esperienze più recenti eseguite in condizioni non dissimili sia in Italia che all’estero (ad es. marina di Massa, con prove in vasca presso lo stesso Politecnico di Bari). La spaziatura dei pennelli (variabile tra 250 e 400 m) risulta pari a circa 3 volte la loro lunghezza, che è stata scelta pari a 100-120 m per assicurare una intercettazione non completa delle correnti litoranee raggiungendo all’estremità un fondale di circa 2-3 m.
La introduzione delle brevi espansioni a “coda di pesce” è dettata non solo da motivazioni architettoniche e funzionali, ma anche dall’opportunità di contrastare le correnti di ritorno che si concentrano lungo i pennelli, in particolare lungo il lato nord-occidentale. I due rami della “coda” potranno servire anche come appoggio delle strutture amovibili da installare nella stagione estiva per valorizzare la fruizione balneare della zona (es. piattaforme per tuffi o per la pesca, punti di ristoro, accosti foranei per natanti…).
Si è ritenuto opportuno di non realizzare, almeno in questa fase, una lunga continua barriera parallela a riva di collegamento delle estremità dei pennelli (ancorché sommersa), sia per ragioni idraulico-marittime (incremento sovralzi livelli a riva, limitazione ricambio acque nel periodo estivo di uso balneare), sia di carattere economico ed ambientale, sia di sicurezza nautica e balneare.
I pennelli saranno realizzati a cresta bassa poco emergenti sul mare con tradizionali scogliere in massi naturali e massiccio di coronamento pedonabile in cls, per ragioni di economia e di miglior inserimento ambientale e paesaggistico.
Per quanto riguarda il ripascimento si è valutato un volume di circa 150.000-200.000 m3 per assicurare una larghezza media di spiaggia di circa 25 m , tale da evitare che il mare raggiunga il lungomare durante le mareggiate invernali che producono una temporanea erosione del profilo di spiaggia associata ad un innalzamento del livello marino.
I sedimenti di apporto avranno una granulometria grossolana (ghiaia), come quella già presente sulla spiaggia emersa, in modo da assicurare una maggiore stabilità nel tempo.
Alle estremità dell’intervento è previsto da un lato (a sud) una coppia di moli guardiani di stabilizzazione della foce del Canale Lamasinata, mentre sull’altro lato a nord viene sviluppato il piccolo approdo già esistente estendendo una breve diga frangiflutti principale sul lato del torrente (a difesa dalla traversia principale e dagli apporti solidi fluviali). Il porticciolo è destinato al mantenimento e riorganizzazione dell’attuale attività di pesca e nautica minore, anche con rimessaggio a terra; esso è stato disegnato in modo da assicurare idonea protezione dai moti ondosi incidenti ed una sicura navigabilità, senza pericolose interferenze con le vicine attività balneari.


Realizzazione per fasi opere ingegneria costiera
Per quanto riguarda le previste fasi di avanzamento dei lavori, si ritiene opportuno di iniziare l’esecuzione dei pennelli partendo da “valle”, cioè dal pennello guardiano del canale Lamasinata, e contestualmente procedere con i versamenti di ghiaia (anch’essi presumibilmente effettuati con mezzi terrestri anche se sarebbe interessante valutare la possibilità di realizzarli con trasporto via mare anche ai fini di sostenibilità ambientale anche durante la fase esecutiva). In parallelo si potrebbero eseguire le opere portuali iniziando con l’esecuzione del frangiflutti principale ed il dragaggio della darsena, cercando di reimpiegare se possibile i sedimenti nativi escavati per lo stesso ripascimento della spiaggia adiacente. Solo successivamente alle opere di protezione costiera saranno realizzati gli interventi di arredo urbano (passeggiata lungomare, piattaforme foranee, etc).
Tutte le opere marittime saranno comunque studiate nel dettaglio e dimensionate secondo i criteri più avanzati nelle successive fasi di progettazione.

Valutazioni sulle modifiche all’idrodinamica costiera indotte ed effetto sui fondali
Le opere a mare del progetto proposto (versamento di ghiaia contenuto da alcuni pennelli trasversali) presentano minimi impatti ambientali, sia in relazione al paesaggio (i pennelli non ostruiscono la vista dell'orizzonte marino ed hanno cresta bassa, così come la diga portuale sopraflutto (non banchinata), sia in relazione alla qualita' delle acque (e' assicurato ampio ricambio delle acque costiere per assenza di barriera continua parallela a riva), sia in relazione alla sicurezza della balneazione (assenza di strutture poco sommerse e attenuazione delle correnti di ritorno presso i pennelli), sia in relazione alle variazioni della morfodinamica litoranea (i pennelli trattengono i sedimenti di apporto e solo parzialmente il modesto trasporto litoraneo, comunque intercettato dal molo di foce del torrente Lamasinata). In particolare non si prevedono effetti apprezzabili sull'equilibrio delle spiagge adiacenti all'area di intervento. Le piccole variazioni locali del campo di corrente e dei fondali sottocosta potranno essere comunque verificati in fase piu' avanzata di progettazione con l'impiego di idonei modelli numerici morfodinamici

III ASPETTI IMPIANTISTICI: ILLUMINOTECNICI E MECCANICI

PROGETTO ILLUMINOTECNICO

Il sistema dell’illuminazione
è costruito su tre differenti ordini:
• la stradale e della prima passeggiata sul marciapiede
• la fascia dei giardini e attrezzature
• la spiaggia

Considerando la prossimità del mare si propone l’uso di strutture in alluminio preossidato e verniciato o acciaio inox per meglio resistere alla corrosione marina ed allo stesso tempo le strutture dovranno essere sufficientemente dimensionate per resistere alle sollecitazioni meccaniche del vento durante i fortunali.
L’ intervento che si sviluppa “all’aperto” lungo un litoraneo di oltre 1,5 Km in cui l’illuminazione, oltre a dover essere elemento di “arredo” dei vari percorsi e delle aree d’intrattenimento, deve garantire il giusto illuminamento, anche in considerazione della pubblica “sicurezza”.
L’illuminazione pur essendo circostanziata e suggestiva dovrà realizzare sufficiente uniformità luminosa dell’area per garantire la sicurezza dei luoghi ed evitare aree buie ed essere a basso impatto ambientale sia dal punto di vista della sostenibilità energetica che dell’inquinamento luminoso. La proposta progettuale, si adegua alle normativa vigente e in particolare della Legge Regionale 15/2005 (Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico).

Per l’illuminazione del lungomare Nove Maggio si propone di utilizzare una tipologia di centro luminoso costituita da apparecchi illuminanti su palo, con un effetto analogo a quello che si può apprezzare nell’esempio, riferita ad una installazione analoga.


Si prevede di installare i centri luminosi sul lato nord della strada, dove sono situati gli stalli di parcheggio, con una disposizione della “vela” in modo che uno proiettori illumini la fascia stradale ed uno o due illuminino la prima fascia di passeggiata attrezzata.
Al fine di valorizzare il verde della fascia attrezzata si ritiene preferibile utilizzare, almeno per i proiettori lato nord, lampade a ioduri metallici di potenza nominale pari a 70/100/150 W, mentre per il proiettore lato stradale può essere formulata la proposta di proiettore con lampada a vapori di sodio alta pressione di potenza nominale 150 W ovvero a ioduri metallici di potenza nominale 250 W a minor consumo.
Tenuto conto della larghezza della strada (compreso lo spazio per il parcheggio) e della posizione dell’elemento curvo di sostegno dei proiettori rispetto alla sommità del palo, si prevede di utilizzare pali di altezza fuori terra pari a 11 metri, con una interdistanza di circa 35/40 metri.
Per quanto concerne il materiale costituente i pali e le “vele”, tenuto conto della aggressività dell’ambiente, si ritiene indispensabile optare per l’acciaio inox, ovvero l’alluminio.

I passaggi pedonali sul lungomare Nove Maggio saranno illuminati con un sistema ad hoc, con due centri luminosi installati sui due marciapiedi, in posizione contrapposta. Anche in questo caso, i sostegni previsti saranno in alluminio od in acciaio inox. L’armatura da montare corrisponde alla sigla Neos 3 e lampada da utilizzare sarà al sodio alta pressione della potenza nominale di 100 W, se per l’illuminazione della strada verrà utilizzata la lampada a ioduri metallici, mentre sarà del tipo a ioduri metallici di potenza nominale 100 W, se per l’illuminazione della strada verrà utilizzata la lampada a vapori di sodio ad alta pressione per garantire.

I percorsi delle passerelle saranno illuminati da un sistema di faretti incassati nei muretti lungo lo sviluppo dei camminamenti e da pali da 3,5/4m che definiranno meglio gli ambiti delimitati dall’andamento dei percorsi con un sistema d’illuminazione più intimo. Si propone l’utilizzo di pali ad arco.

In ogni caso la luce dovrà essere sempre sufficiente a garantire un benessere legato alla sensazione di sicurezza personale. I proiettori da fissare alla struttura ad arco ai quali si è fatto riferimento appartengono alla gamma di proiettori ermetici (IP66) Neos 1 (per lampade fino a 150 W) e Neos 2 (per lampade fino a 250 W) in classe II, della Schreder. Il sistema consente la regolazione precisa dell’orientamento in sito.
La stessa tipologia di centro luminoso appena descritto (con una diversa dotazione di apparecchi illuminanti) potrà essere utilizzata per l’illuminazione della piazza del porticciolo, per l’illuminazione dei moli a Y verso il mare e per il perimetro della spiaggia per garantire un’accessibilità anche notturna e per motivi di sicurezza.
Per le aree di verde attrezzato si suggerirebbe l’installazione di lampada a ioduri metallici, di potenza nominale pari 70/150 W.
Sebbene da un punto di vista energetico per la sostenibilità la tecnologia dei LED sia molto interessante e sicuramente rappresenta il futuro, tuttavia la sua giovinezza non da ancora sufficienti garanzie di durata soprattutto per le componenti elettroniche in contesti così aggressivi.

Reti elettriche e sottoservizi
Per quanto concerne le predisposizione delle condutture per la fornitura di energia elettrica alle utenze e per allacciamenti telefonici, è da considerare che l’intervento di riqualificazione del “lungomare San Girolamo” prevede l’insediamento, accanto alle strutture preesistenti, di numerose nuove strutture (campetti per attività sportive, chioschi, punti di attracco di imbarcazioni, ecc.) e la realizzazione di una struttura coperta nella zona del porto.
In questa fase, è prudente ipotizzare che i nuovi insediamenti determinino un consistente incremento (valutabile in circa 400 kVA) della richiesta di energia elettrica localizzata nell’area del water front oggetto di intervento, per cui si rende necessario prevedere la realizzazione, nella parte centrale dell’intervento, di un manufatto, da cedere alla Società concessionaria della distribuzione di energia elettrica e conforme alle prescrizioni della stessa Società, per localizzarvi una cabina di trasformazione MT/BT.
Oltre a ciò, al fine di evitare rifacimenti e nuovi scavi, è opportuno prevedere, già in questa fase, in coerenza con le dislocazioni previste di nuove utenze, la predisposizione i condutture (scavi, cavidotti, pozzetti di derivazione e transito) sufficienti per il contenimento dei distributori (cavi) in partenza dalla cabina di trasformazione per l’alimentazione delle nuove utenze. Saranno anche realizzate le derivazioni verso le posizioni delle utenze previste in progetto, con la predisposizione di pozzetti terminali, dai quali sarà possibile effettuate gli allacciamenti alle cassette od agli armadi di alimentazione degli utenti.
Una analoga e distinta predisposizione di condutture è prevista in progetto per quanto concerne possibili allacciamenti di telefonia fissa alle stesse utenze.
IMPIANTI MECCANICI
Riferimenti progettuali

Il progetto degli impianti meccanici si pone l’obiettivo della massima economia di gestione mirando al riutilizzo delle fonti primarie meteo, all’utilizzo degli apporti gratuiti solari, garantendo la continuità del servizio con opportune riserve.
Per raggiungere tale obiettivo, il progetto prevede:
I. la raccolta delle acque meteo per le zone destinate a parcheggio, previa disoleazione, ed il riutilizzo con l’irrigazione delle area a verde contigue;
II. il posizionamento di collettori solari a circolazione naturale e boiler a servizio dei Servizi Igienici corredati di bagni per portatori di handicap;
III. la distribuzione dell’acqua idrica potabile, ai siti serviti ( aree attrezzate, spazi commerciali, servizi igienici, etcc..) con allaccio dalla rete municipale, mediante pozzetto e contatore, prevedendo una riserva idrica in serbatoi di stoccaggio zincati, in grado di garantire la continuità del servizio per l’intera giornata
Gli impianti ed i componenti saranno realizzati a regola d’arte (Legge 186 del 1.3.68).
Le caratteristiche degli impianti stessi, nonché dei loro componenti, corrisponderanno alle norme di Legge ed ai regolamenti vigenti alla data del contratto ed in particolare saranno conformi:
- alle prescrizioni dell'azienda U.S.S.L. locale;
- alle prescrizioni dei VV.F. e delle Autorità locali;
- alle prescrizioni e indicazioni dell’ ISPESL;
- a tutte le disposizioni di Legge e Norme UNI vigenti in materia di impianti a fluido.
In particolare, secondo le norme emanate dal Decreto Ministeriale n.37 del 22 gennaio 2008, saranno eseguiti, con obbligo di progetto ed alle condizioni della presente relazione-capitolato, i seguenti impianti:
a) Impianto di smaltimento acque meteoriche
b) Impianto irrigazione
c) impianto Idrico sanitario e fognante
Tutte le apparecchiature e materiali utilizzati saranno adatti all'ambiente in cui saranno installati in modo da poter resistere alle sollecitazioni meccaniche, chimiche o termiche alle quali potranno essere sottoposte durante l'esercizio.
Allo scopo di consentire una consegna di tutte le opere da eseguire complete secondo la regola dell'arte la progettazione è stata redatta seguendo le norme emanate (ed in vigore) dagli enti UNI-CEI, le leggi tecniche di pertinenza e relativi regolamenti di attuazione.
In caso di mancanza di normativa si è fatto riferimento a norme e/o standard internazionali di chiara autorevolezza (EN, DIN, BS, ISO, ASHRAE, ecc.), con preferenza per i dispositivi emanati da Stati Europei.
Si riporta di seguito l’elenco esemplificativo, ma non esaustivo, della normativa di riferimento.
IMPIANTO DI SMALTIMENTO ACQUE METEORICHE
Le superfici pedonabili, marciapiedi, percorsi ciclabili saranno pavimentate in materiale che consentono il drenaggio dell’acqua, senza strato impermeabilizzante, in grado di garantire la congruità dell’estensione della superficie filtrante alle prescrizioni normative locali.
Sono state individuate sette zone destinate a parcheggio auto mediante le quali con caditoie e pozzetti in c.a., si prevede il convogliamento delle acque meteo in impianti di disoleazione e stoccaggio localizzati. Ciò comporterà per ogni sito (in totale sette) il trattamento delle acque di prima pioggia in un disoleatore prefabbricato per la separazione dei liquidi infiammabili dalle acque residue in grado di assicurare un trattamento epurativo per valori residui di idrocarburi < 5 mg./lit. per scarico in fogna (D.L.vo 152/99 - Tab. 3 All.5).e, dopo la bonifica, lo stoccaggio delle acque di dilavamento in una vasca interrata in c.a, opportunamente impermeabilizzata, della capacità di 20 mc.
Tale accumulo consentirà nei giorni meno piovosi, l’innaffiamento delle aree a verde mediante un opportuno impianto di irrigazione dotato di quadretto ed elettropompa sommersa. L’impianto in caso di forte siccità e dopo aver esaurito le scorte di acqua piovana, sarà alimentato dalla rete idrica cittadina.
IMPIANTO IRRIGAZIONE
La presente sezione ha lo scopo di descrivere le caratteristiche tecniche/prestazionali e di funzionamento dell’impianto di innaffiamento a servizio delle aree a verde.

Normativa di riferimento
L’impianto sarà realizzato in ogni parte in conformità alle leggi, norme, prescrizioni, regolamentazioni e raccomandazioni emanate dagli enti agenti in campo nazionale e locale, preposti dalla legge al controllo ed alla sorveglianza della regolarità della loro esecuzione.

Dati di progetto e descrizione degli impianti
Ogni impianto d’innaffiamento automatico sarà composto da una vasca interrata cap. 20 mc, precedentemente descritta, elettropompa sommersa e rete di distribuzione a servizio delle aree a verde alla quale sono anche allacciati rubinetti per la irrigazione manuale ed irrigatori dinamici
Gli irrigatori dinamici saranno del tipo a scomparsa, in cycolac con filtro di protezione, modello pop up, completo di porta ugello per montaggio interrato, parzializzatore con angolazione da 90 a 360°. La gittata degli irrigatori sarà scelta in relazione alle caratteristiche dimensionali delle aree a verde.
Una centralina di irrigazione completa di sonda di umidità, darà il consenso alla attivazione ed allo spegnimento della elettropompa di innaffiamento, o in caso di esaurimento della scorta di acqua piovana, l’innaffiamento diretto dalla rete municipale, mediante l’attivazione di una elettrovalvola di consenso.
IMPIANTO IDRICO SANITARIO E FOGNANTE
Gli stabilimenti balneari, le zone commerciali marine, le spiagge libere attrezzate, le attività commerciali stagionali e non, ed i moli attrezzati, saranno dotati di impianto idrico potabile e di scarico delle acque nere, pertanto saranno allacciati alle reti cittadine passanti lungo la viabilità pubblica adiacente in conformità alle norme tecniche ed alle prescrizioni e regolamentazioni comunali e degli Enti Gestori.
L’alimentazione idrica delle utenze presenti nella struttura sarà eseguita per ogni macro zona con una centrale idrica composta da un gruppo di pressurizzazione, n°2 serbatoi di accumulo lt.1000 cad in acciaio inox e reti di distribuzione in materiale plastico atossico.
La produzione di acqua calda sanitaria, indispensabile per l’alimentazione dei bagni in presenza di portatori di handicap sarà affidata ad impianto di captazione dell’energia solare composto da due pannelli da 1.5 mq. cadauna a circolazione naturale con boiler di accumulo da duecento litri
Il gruppo di pressurizzazione avrà caratteristiche tali da garantire la portata richiesta nei periodi di massimo consumo contemporaneo ed alla pressione di esercizio richiesta.
La rete di distribuzione dell’acqua fredda sarà del tipo a sorgente, costituita da tubazioni, organi di intercettazione, dispositivi di regolazione, gruppi di erogazione.
Tutti i componenti delle reti saranno di tipo normalizzato ed idonei per uso potabile; le utenze tecnologiche saranno dotate di dispositivi di antinquinamento in grado di proteggere la rete di distribuzione dell’acqua potabile da eventuali riflussi dei circuiti di uso tecnologico.
Tutti i bagni saranno arredati con apparecchi sanitari rispondenti alle norme UNI e saranno costituiti da vasi, orinatoi, lavabi, piatti doccia, bidet completi di rubinetteria di erogazione e miscelazione; saranno previsti anche bagni per persone diversamente abili in numero rispondente ai limiti previsti dalle norme vigenti.
I servizi igienici saranno dotati di un sistema di scarico delle acque usate indipendente dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche.
Il sistema di scarico sarà di tipo gravitazionale con recapito alla rete municipale gestita dall’AQP. L’impianto fognante sarà costituito da colonne di ventilazione primaria e secondaria. Le condotte realizzate in PE alta densità.

IV SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità si declina sotto molti aspetti e la nostra società ne sempre più sensibile. Riportiamo un elenco di valutazioni fatte e di suggestioni nelle varie declinazioni per evidenziare la poliedricità dell’approccio alla sostenibilità.

Ambientale
Strategie di riduzione del traffico veicolare privato con strategie di spostamento di traffico su mezzi privati. Riqualificazione dell’area che migliora la qualità generale la vivibilità e dota il quartiere di attrezzature, servizi, verde del tutto assenti.

Energia
Con riferimento alle strategie di risparmio energetico adottate dal progetto si riportano sinteticamente le principali azioni previste
• Progetto illuminotecnica: vengono adottate strategia di risparmio energetico sia nel progettare il disegno degli ambiti che della disposizione degli impianti d’illuminazione
• Scelta dei sistemi illuminanti a basso consumo oggi sul mercato che garantiscono efficienza e durata in ambienti così aggressivi come quello costiero. Sebbene da un punto di vista energetico per la sostenibilità la tecnologia dei LED sia molto interessante e sicuramente rappresenta il futuro, tuttavia la sua giovinezza non da ancora sufficienti garanzie di durata soprattutto per le componenti elettroniche in contesti così aggressivi. Eventuali riconsiderazioni sull’utilizzo di tale tecnologia potranno essere prese in considerazione nelle fasi successive della progettazione previo reperimento sul mercato di prodotti garantiti per tali usi
• Utilizzo di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria per i servizi delle strutture fisse e mobili e per le doccie dei bagni

Materiali
Dal punto di vista costruttivo tutti i materiali ipotizzati seguono la logica di durevolezza e bassa manutenzione per la loro preservazione per un arco di tempo più esteso possibile. Si favoriranno nelle fasi successive la selezione ove possibile di materiali che abbiano un forte componente di riuso o riciclo di materie prime. L’uso di materiali reperibili localmente rappresenta anche un elemento fondamentale per favorire sia facile reperibilità ed economicità, che ricadute economiche locali sia in fase di realizzazione che nelle successive manutenzioni o ampliamenti. Concentrando la ricerca dei materiali in loco si migliora la sostenibilità anche dal punto energetico con la limitazione dei costi di trasporto.
In maggiore dettaglio si prevede l’utilizzo dei seguenti materiali:
• Pavimentazioni con bordature in pietra locale e campi in betonelle per marciapiedi. Nell’ambito delle pavimentazioni industriali in cemento si adottano quelle che utilizzano materiale parzialmente ottenuto da recupero d’inerti, riducendo produzione di CO2 in fase di produzione.
• Utilizzo dove previsti di legnami ricomposti a bassa manutenzione e sostenibili(70% legno riciclato e 30% resine polimeriche) tipo Plastiqwood o Woodn che ottimo effetto estetico; si limita l’abbattimento di essenze tipicamente tropicali protette, uniche idonee all’utilizzo in prossimità dell’acqua e del mare.
• Strutture apparati illuminanti in alluminio, metallo che ha un circuito di recupero e riciclo consistente

Accessibilità per diversamente abili
• Eliminazione barriere architettoniche e continuità dei percorsi per garantire accessibilità generale per persone su carrozzella
• Contrasti cromatici delle pavimentazioni e matericità differenti per persone ipovedenti e percorsi speciali per non vedenti (pavimenti con percorsi Loges)


Aspetti Manutentivi: La manutenzione ordinaria e la pulizia delle spiagge, i materiali e sostenibilità, gestione del verde pubblico, la raccolta dei rifiuti
La sostenibilità dell’intervento possa soprattutto anche attraverso aspetti gestionali sostenibili dell’intervento.
La manutenzione e la gestione dell’area può essere valutata sotto due aspetti:

• costruttiva: utilizzo di sistemi costruttivi e logiche organizzative e distributive che già in fase progettuale abbiano integrata tale logica.
• Gestionale e sociale: che prevede la presenza di un presidio locale di operatori e induca il radicamento di attività che portino alla creazione di un tessuto sociale operante sull’area che nel tempo si appropri dell’area e ne rappresenti il primo soggetto tutelante .


L’aspetto della manutenzione delle spiagge (pulizia ordinaria) potrà essere gestita tramite la sua presa in carico per obbligo da parte dei concessionari dei chioschi e delle spiagge a fronte di ridotti costi di occupazione di spazio pubblico o vantaggi di altro tipo. Tale dinamica induce un attenzione a monte per ridurre la mole di lavoro da fare nel caso non s’intraprendano pratiche attive di raccolta rifiuti per fare un esempio.

All’interno delle sistemazioni stradali sono da prevedere punti di raccolta rifiuti differenziata in modo integrato con il disegno e non semplicemente ridotte a piazzole per cassonetti, che hanno un effetto fortemente degradante per l’intorno; considerando i fattori climatici estivi sarebbe auspicabile fossero piccole strutture coperte che evitino il surriscaldamento dei bidoni con la conseguente fermentazioni dei rifiuti stessi. La corretta localizzazione e dimensionamento di tali sistemi facilità il mantenimento in ordine.
• Utilizzo di illuminazione a basso consumo
• Utilizzo di energia solare per produzione di acqua calda per le attività commerciali e per servizi igienici
• Recupero delle acque meteoriche ai fini dell’irrigazione delle aree verdi realizzate


Il verde
Con riferimento agli aspetti manutentivi le aree trattate a verde prevederanno essenze locali e idonee al clima mediterraneo per ridurre la necessità d’irrigazione artificiale, saranno selezionate essenze a bassa manutenzione come le tappezzanti ed essenze arboree idonee al clima marino:

Per una trattazione della sostenibilità economica si rimanda alla specifica relazione richiesta e allegata alla documentazione fornita.

Realizzazione per fasi opere
L’opera ha intrinsecamente una successione delle lavorazione che ne possono scandire fasi successive di realizzazione.
FASE A: opere ingegneria costiera (vedi paragrafo specifico)
FASE B: realizzazione del riporto di terra e rocce per la realizzazione del terrapieno lungo la costa su cui sorgeranno le nuove passeggiate e le attrezzature, nonché il nuovo marciapiede lato mare.
FASE C: finitura di tutte le area di passeggiata e rifacimento del ciglio stradale riasfaltature lungo mare
FASE D: realizzazione da parte di privati operatori su disegno imposto di attività commerciali puntuali (chioschi, fissi e mobili area commerciale darsena nautica)
FASE E: eventuali sviluppi immobiliari commerciali da parte di privati oggetto di accordi di programma in deroga all’attuale piano regolatore
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    GRUPPO DI PROGETTAZIONE Capogruppo e Progettazione architettonica: STUDIO NICOLETTI ASSOCIATI - Prof. Arch. Manfredi Nicoletti, arch. Luca Nicoletti Gruppo di Progettazione: arch. Fabrizio Pagliano Tajani (Coordinamento), arch. Arianna Della Morgia, arch. Andi Divizia; Collaboratori: arch. Maya Ben Ammar, arch. Simone Capozza, arch. Simone Levi, arch. Giovanni Lucchetti, arch. Alessandro Mazza, arch. Sara Monastero, arch. Gaia Pezone, arch. Alessandra Scardaoni, arch. Anna...

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