Nuovo Polo Tecnologico

UniPV - COMPO3 Pavia / Italy / 2007

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Dall’analisi del contesto e dell’intorno dell’area di progetto è emersa una diversità netta tra il centro e la periferia che si manifesta non solo dal punto di vista architettonico ma anche morfologico e sociale. L’atteggiamento adottato è stato di affermare tale dicotomia sia a livello urbano, trattando l’area come un unico grande elemento, un grosso fuori scala che risulti come un “anomalia”, sia all’interno dell’area, con una netta separazione delle funzioni (in questo gesto si rivede l’andamento evolutivo della città).


La differenza funzionale che si vuole introdurre nell’area di progetto sarà anche marcata dal diverso approccio compositivo e tipologico degli edifici da realizzare, il laboratorio: unico, monolitico e basso, le residenze: molte, puntiformi ed alte.


 


LE TORRI RESIDENZIALI


 L’intervento residenziale delle tredici torri nel masterplan è regolato spazialmente dalla maglia 60 x 60 metri studiata per evitare l’eccessivo ombreggiamento nell’arco della giornata tra le torri stesse; lo skyline invece è stato concepito per avere una differenza di altezza tra le torri in modo da degradare dai 19 piani ai 7 piani verso la campagna cercando di svelare a tutte le altezze l’affaccio verso di essa.


L’idea


I diversi atteggiamenti riguardo la città e alla campagna sono evidenziati anche dall’idea di progetto delle torri. La composizione delle facciate e l’utilizzo dei materiali sottolineano come si sia ricercata una trasparenza verso la campagna e la negazione - contrapposizione con l’edificato di questa parte di città.


Infatti il prospetto verso la città è completamente in mattoni paramano con poche aperture mentre quello verso la campagna è completamente vetrato con logge,pensate per assolvere alla funzione di trasparenza ed apertura stabilita nel concept.


Le torri sono scandite verticalmente da un modulo di 1 m su tutti i prospetti, che delimita le aperture e la scansione delle logge così come la lamina d’acciaio, dettaglio architettonico, inquadra orizzontalmente queste ultime legando i due prospetti città-campagna così diversi tra di loro. Questo atteggiamento di unione è ben visibile sugli affacci verso il parco.


L’attacco a terra


Progettualmente per ovviare puntuale attacco a terra delle torri residenziali si è realizzata un nuovo “piano zero”: infatti le torri non sono unite a terra dalla quota di campagna, ma da piazze rialzate pubbliche ( quota + 1,50m ) che unite da passerelle pedonali in ferro e legno creano un sistema di percorsi e spazi pubblici legati anche al


parco realizzato nell’area di progetto. In questo modo si è voluto dare l’idea della torre a stretto contatto con la campagna: la torre esce in altezza dalla campagna.


Spazio a misura d’uomo


La torre è scandita in sezione a seconda delle funzioni ospitate al suo interno; i primi piani a stretto contatto con le passerelle sono stati dedicati ai servizi insediativi necessari per sopportare un intervento residenziali di questo calibro, che ospita persone con specifiche esigenze.  I blocchi residenziali sono stati progettati con una ben studiata modularità che permetta di comporre il prospetto verso la campagna in libertà con l’unico vincolo dettato dalla lama di mattoni a vista che sottolinea la simmetria e la verticalità della torre ed a ottimizzare le rese dalla costruzione della torre aumentando il numero di appartamenti per torre. Il coronamento della torre, cardine dello studio del prospetto, è destinato ad ospitare il piano degli impianti tecnologici. Importante e decisivo passo della composizione del prospetto delle torri, lo studio del piano comune è ciò che le unisce come unico intervento. Segnato come una riduzione della sezione della torre che, se osservate nel complesso, sottolinea le differente altezze e fa si che le queste siano legate le une alle altre e non siano percepite come singole e svincolate. Tale piano residenziale è stato “inserito” ad una altezza tale per cui lo spazio che intercorre tra di esso e le passerelle pedonali sia “ a misura d’uomo”, ovvero più umano, più comune per le persone che passeggiano; infatti l’altezza di 5 piani è sicuramente più comune a tutti noi rispetto allo sviluppo spiccatamente verticale a cui non siamo ancora abituati.


La modularità dei piani residenziali


L’affaccio rigido e costante delle torri verso la città e sovvertito dalla varietà di affacci studiati per le diversi torri verso la campagna. Tale varietà è dettata dalla modularità studiata sulla pianta tipo che ha permesso di realizzare diverse logge che scandiscono in modo netto il prospetto di vetro verso la campagna.


Sono stati studiati 9 tipi di appartamento dai 350 ai 35 mq lordi disposti su di 18 differenti piani tipo che ospitano fino a sei appartamenti per piano. Unico vincolo per le piante il blocco dei collegamenti verticali composto da vano scala a doppia porta antifumo e doppio vano ascensore.


 


I LABORATORI UNIVERSITARI


 Pensati planimetricamente come un oggetto di grande scala che si contrapponesse alla sezione ristretta delle singole torri, si trovano nella parte sud-ovest della nostra area di intervento, a ridosso dei due edifici preesistenti (i capannoni deposito a sud) e di un mai ultimato polo tecnologico a nord, del quale è prevista la demolizione.


L’idea originaria che ha portato allo sviluppo del progetto trae ispirazione dagli innumerevoli pioppeti che si trovano nelle campagne limitrofe: essi uniscono l’essenziale naturalezza dell’albero di pioppo alla condizionata artificiosità della maglia geometrica regolare, definita ed ottimizzata dall’esperta sapienza dei contadini che nei secoli hanno saputo ottimizzare lo spazio a loro disposizione per trarne la massima resa. Ripercorrendo concettualmente questo passaggio, si è partiti dimensionando una maglia che traesse la sua forma sia da quelle previste per gli altri interventi nell’area, sia da ragioni funzionali che portassero ad un risultato applicabile agli elementi naturali come a quelli artificiali: sullo schema così ottenuto si è disposta la maglia strutturale dell’edificio dei laboratori, che si trova a sua volta all’interno di un fitto pioppeto che ricalca anch’esso lo schema geometrico introdotto. L’edificio, pensato come un unico blocco omogeneo e simmetrico lungo l’asse minore, si dispone su tre livelli: al piano terreno sono previsti i laboratori e degli spazi a servizio, oltre che a due patii a tutta altezza che fungono da spazi di distribuzione. Al primo piano si trovano le aule per la didattica egli accessi alla sala conferenze (a doppia altezza) ed alla biblioteca. Quest’ultima è pensata su tre livelli, con al piano terreno un magazzino, al primo piano il bancone e lo spazio consultazione, che si estende anche al livello superiore con una sala di lettura il cui accesso è garantito da una scala interna. All’ultimo piano sono previsti gli uffici per il personale impiegato. A ulteriore integrazione dell’elemento naturale con l’elemento artificiale sono presenti anche due patii al primo piano. Altri aspetti richiamano l’analogia con il pioppeto: il prospetto è composto da un basamento il cui involucro continuo trasparente al piano terreno lascia evidente la maglia strutturale che riprende quella del bosco in cui è immerso; ai livelli superiori la facciata continua è schermata da una pelle metallica di pannelli traforati di diverse dimensioni standard, la cui disposizione non ordinata richiama i rami degli alberi. Le piccole bucature presenti sui pannelli lasciano filtrare la luce esattamente come la chioma fa fino al sottobosco. Questa giustapposizione di volumi è richiamata anche in sezione, dove si evidenzia un restringimento dal volume superiore a quello inferiore, come se si trattasse appunto di fusto e chioma.


 


IL PARCO


 Lo spazio centrale è pensato come luogo di risoluzione della tensione tra le torri e l’edificio-pioppeto. Oltre a questo ha il compito di integrare nel progetto il museo della tecnica elettrica, che ha una sua giacitura propria, non parallela a nessun elemento preesistente ma dettata dall’esedra. Un’ulteriore elemento di suggestione è dato dal fatto che il terreno su cui sorge è a tutti gli effetti agricolo, elemento che apre un ulteriore prospettiva di sviluppo per il progetto. Questa caratteristica lo configura come un parco spiccatamente “piatto”, dove l’assenza sia del costruito come di elementi puntuali non risolve il conflitto né a favore delle torri, né a favore dei laboratori. Il collegamento tra i due antipodi è dato un’altra volta dalla maglia, che riprende i “fili fissi” sia del pioppeto che dell’intervento opposto, in una scacchiera di 9 tasselli per 9, ognuno dei quali ha dimensione pressoché quadrata di lato 30 metri. La disposizione degli spazi che occupano questa rete è il risultato di una sovrapposizione di layers che esemplificano il diverso rapporto gerarchico tra le funzioni presenti nel parco. Si hanno così, dal basso verso l’alto, i prati “alfieri”, il percorso “cavallo”, la maglia ruotata e i collegamenti diretti tra pioppeto e torri. La geometria di questi spazi è suggerita dalle mosse di due pezzi caratteristici del gioco degli scacchi: soprattutto per quanto riguarda il percorso definito dalle mosse del cavallo, non si può non ricordare i numerosi studi matematici riguardanti i grafi euleriani, che risolvono matematicamente tramite equazioni la possibilità di attraversare con un numero finito di “mosse” una scacchiera n x n. Questo percorso si trova principalmente alla quota della campagna dal lato del museo, e definisce il confine tra questo livello e quello dei pioppi: il parco è infatti un declivio leggermente pendente, che copre due metri verticali in uno sviluppo di oltre 300 metri piani. Lungo questo confine sono disposte rampe e scalinate di collegamento. I prati “alfieri” sono invece delle micro-piazze il cui tappeto è costituito da verde mantenuto in contrapposizione con il verde naturale dei campi; il loro confine è composto da muretti di pietra a secco. Un ulteriore layer è dedicato all’arredo del parco: panchine e caditoie si trovano nello stesso perimetro del “cavallo” ma sono ruotate secondo l’asse dell’edificio del museo della tecnica elettrica; la loro forma allungata e la loro disposizione suggeriscono una specifica direzionalità dello spazio del percorso. Un’ulteriore nota va alla disposizione del suddetto museo, che si ritaglia uno spazio regolare all’interno della maglia, senza alterarne la giacitura: questa infatti si interrompe e “salta” ogniqualvolta si sovrappone ad un elemento naturale o a una preesistenza, esattamente come nel caso delle torri. Lo spazio gerarchicamente superiore è costituito dalle tre passerelle di legno che collegano direttamente i laboratori con le torri, nel minor tempo possibile.

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    Project details
    • Year 2007
    • Status Research/Thesis
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Neighbourhoods/settlements/residential parcelling / Apartments / Multi-family residence / Tower blocks/Skyscrapers / Multi-purpose Cultural Centres / Metropolitan area planning