IL "BORGO" DEL NUOVO MILLENNIO

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I progetti migliori spesso nascono per risolvere situazioni particolari che pongono l’architetto di fronte ad una sfida. E’ il caso della realizzazione del complesso residenziale che andiamo a presentarvi in questo numero. Fin dall’inizio la difficoltà più evidente è stata rappresentata dalla particolare conformazione del terreno: un rettangolo di 100 metri di lunghezza per poco più di 30, una sorta di “budello” per di più con un declivio accentuato. Ovviamente in questa situazione la cosa più semplice sarebbe stata quella di progettare una serie di case tutte della stessa tipologia una affiancata all’altra a formare un corpo unico, secondo il modello “a schiera”. Ma, come dicevamo, quando ci si presentano dei limiti e delle difficoltà possiamo sempre trasformarli in punti di forza, specie se abbiamo delle circostanze a favore. Tanto per cominciare, il terreno si trovava in una zona paesaggistica di pregio con una sua particolare tradizione locale che andava rispettata. Inoltre, il costruttore e proprietario era aperto a trovare soluzioni che fossero altro rispetto al modello a schiera e la disponibilità della committenza in questi casi può dire molto.


Tenendo in mente queste considerazioni, non ci siamo limitati a studiare un modello adatto al luogo e alla conformazione del terreno, ma abbiamo voluto prevedere nel progetto l’adozione di una serie di accorgimenti eco-friendly in linea con i dettami della bioarchitettura.


LA TORRE E LE UNITA' ABITATIVE


Per questo complesso residenziale abbiamo immaginato una struttura composta da 21 unità abitative, una diversa dall’altra, tutte con un proprio ingresso, un giardino (anche di pochi metri quadrati), una loggia, terrazzi panoramici o zone con pergolati dove l’interno diventa prosecuzione dell’esterno e viceversa, dove il verde fa parte dei volumi. Abitazioni indipendenti, anche se in realtà tutte unite, esattamente come si possono trovare negli antichi borghi nei quali vi si trova un livello di vivibilità superiore rispetto al moderno condominio. Il progetto ha previsto quindi una serie di piccoli volumi aggregati a formare un corpo unico dove ogni visione, ogni scorcio è diverso dall’altro e la percezione visiva è sempre ricca e diversa, contro la monotonia di case e volumi ripetuti senza un senso logico. Il ruolo di “catalizzatore” e fulcro del complesso è stato affidato ad un volume unito e organicamente inserito nel terreno a forma di torre “tonda”, la vista della quale comunica subito l’idea della presenza di una struttura articolata. Tutto è stato progettato e realizzato evitando accuratamente di creare una copia falsa e artificiale di un borgo storico, ma puntando piuttosto su una struttura tecnicamente valida, attuale e confortevole, che avesse una sua logica compositiva e una sua armonia con il territorio in modo che fosse in grado di collegare il passato al presente proiettandosi verso il futuro.


ESPOSIZIONE E RISPARMIO ENERGETICO


L’articolazione degli spazi (ad esempio, soggiorno e giardini) ha permesso di creare fra interno ed esterno una sorta di “microclima naturale” capace soprattutto in estate di limitare al minimo gli impianti di climatizzazione che provocano forti consumi di energia elettrica. In inverno, stagione nella quale vi sono forti venti freddi nella zona, la maggior parte delle aree esterne e dei volumi abitati è protetta (sotto vento) per cui anche gli impianti di riscaldamento hanno un minor utilizzo di energia. Anche la dotazione di camini nelle abitazioni unisce il fascino estetico del “ritorno al focolare” (anch’esso importante) all’eco sostenibilità. Stufe e focolari di moderna concezione contribuiscono notevolmente al riscaldamento degli ambienti con l’uso di combustibili come il legno di scarto e il pellet.


UNA TECNICA ANTICA


Per la realizzazione è stata utilizzata una tecnica semplice e non eccessivamente costosa che poi, se leggiamo attentamente, ritroviamo nelle case rurali del passato (borghi compresi). Un modello che è sì modulare ma non rispetto all’intera struttura, bensì ai singoli ambienti, perché le case contadine nascevano e si sviluppavano con il ripetersi di volumi uno dopo l’altro ogni qualvolta c’era necessità di spazio abitativo. Abbiamo previsto quindi una serie di ambienti disposti in funzione del sole, del terreno e dell’orientamento panoramico, incastrati a formare prima le singole unità abitative e poi tutto il complesso, considerando però come volumi anche quelli vuoti, perché per noi lo spazio aperto è un volume per l’esterno. L’articolazione pertanto non è casuale o estetica, ma necessaria per i vincoli imposti dal terreno e dalle situazioni di comfort e armonia che abbiamo ricercato. Ad esempio, il soggiorno con un proprio spazio esterno privato è da considerarsi una “dotazione” importante esattamente come lo è la parte impiantistica, non una sorta di “lusso” superfluo. L’insieme (inteso come le parti comuni) nasce come conseguenza e risulta perfettamente fruibile perché in un complesso di questo tipo non basta che tutto “funzioni” e che ognuno abbia la sua casa perfetta, ma occorre anche che l’unione delle diverse parti formi un tutto armonico.


 


 


 


 

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    Project details
    • Year 2012
    • Work started in 2007
    • Work finished in 2012
    • Cost 3.500.000
    • Status Completed works
    • Type Multi-family residence
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