Architettare il tempo

Faggeto Lario / Italy

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Il silenzio che risuona in questa valle non è cambiato, è lo stesso silenzio che ha ascoltato chi ci é stato tempo addietro, molto prima del tuo passaggio.
Qui non succede mai niente. Ma se hai la pazienza nel fermarti, puoi capire come l'atmosfera che si respira in questo luogo è antica, rintocca in modo etereo. È l'architettura a parlare di questo.
Vedi, verso valle il campanile, alla tua destra, la torre e, tra le due, le mura del castello. Lo spazio formatosi tra questi ha un qualcosa di piacevolmente malinconico. Si è vero, oggi ci sono più boschi e si nota qualche tetto in più, e forse di troppo, ma la sensazione che provi, ti fa pensare che il trascorrere del tempo e delle sue ore e dei suoi giorni e delle sue stagioni, suggerisce che niente sia cambiato. Questo perché il silenzio che si forma in questo spazio è lo stesso che risuona da centinaia d'anni, a interromperlo vi è la torre campanaria che produce lo stesso suono pieno che si espanda nella valle.
Da qui la presenza del campanile non può passare indifferente. Si impone sul paesaggio come un forte elemento verticale capace di rompere la linearità delle montagne circostanti. Condiziona l'architettura vicina che ne rimane vincolata dal ritmo costante del trascorrere ininterrotto del tempo, scandito in modo estremamente preciso dai rintocchi delle campane. 
Si sente la necessità di portare all'interno del progetto il significato "tempo".


L'abitazione è una costruzione giovane edificata nel 1933 su tre livelli, il piano terreno fu pensato per il ricovero degli animali e i piani superiori per il deposito del legname. Presenta una pianta quadrata, dalle semplici geometrie e a comporla è la pietra del luogo. É lo stesso materiale impiegato anche per le architetture confinanti, come per la chiesa del 1646, la torre e le mura del castello del 1300, è questa la parte più antica del paese. 
La volontà del progetto è quella di architettare il tempo. C'è il desiderio di far capire il diverso modo in cui il trascorrere del tempo può essere percepito. 
Al piano terreno trova collocazione la cucina, l'ambiente più conviviale della casa, un bancone generoso e un tavolo in legno massello delineano uno spazio per la zona d'ingresso aperta per ricevere l'ospite. La pavimentazione è interamente composta da lastre di pietra, è lo stesso materiale che ricopre tutte le vie del paese ed è capace di ridurre la delimitazione tra interno ed esterno dell'abitato. La cucina è distinta da 4 aperture molto vicine tra loro che convogliano all'interno la luce solare e permette di avere più viste sul paesaggio.
In questo spazio il tempo è legato all'esterno e il suo trascorrere è il medesimo. 
Al piano primo la pavimentazione cambia, la pietra diventa pietrisco e la separazione con l'esterno si fa più forte. 
La grande finestra incornicia il paesaggio e come una meridiana segna il trascorre delle ore e delle stagioni. Il serramento è a filo interno, inquadra il campanile mantenendo però un allontanamento con il tempo antico. Si sento un distacco.
Lo spazio interno si fa più riservato, è destinato ad accogliere la famiglia, le parole e i rumori si fanno più sottili e il tempo rallenta.
Al piano secondo la pavimentazione cambia da pietra a legno e le aperture diventano dei sottili tagli all'interno della muratura. La luce è più soffusa, i suoni si acquietano e l'atmosfera è adatta ad accogliere la singola persona. Qui lo trascorrere del tempo diminuisce ulteriormente quasi a fermarsi. 
Il passaggio del tempo lo si percepisce gradualmente attraverso un percorso tra l'esterno e i vari piani interni della casa. Il collegamento verticale avviene tramite una scala in cemento armato a vista che con la correa, le travi e il pilastro, diviene l'ossatura della casa. Sulla rampa della scala troviamo la muratura nuda in pietra faccia a vista. 
A dettare il ritmo della struttura portante che compone la soletta, ovvero la disposizione e la dimensione delle travi, vi è il pilastro al piano terreno che si ancora su roccia e la sua base è di 30x30cm. Le travi mantengono sempre la stessa distanza 30 ritmando lo spazio interno in modo costante. 
Ogni materiale viene lasciato nel suo aspetto naturale: pietra, cemento, legno e ferro mantengono i loro pregi e i loro difetti. 
Esternamente, in facciata, è ben visibile l'antico dal nuovo. Le aperture vecchie conservano il loro voltino in legno, la nuova finestra ha una trave in cemento armato. 
L'antico non è cambiato e silenziosamente si inserisce il suono dell'intervento d'oggi. 


 

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