Città della Scienza

concorso internazionale di progettazione Naples / Italy / 2015

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L’edificio per il nuovo Science Center intende stabilire una salda continuità con il complesso originario andato distrutto, pur non rinunciando, come si conviene, a una propria dimensione espressiva e a un approccio tecnologico odierno. L’intervento pertanto eredita il sedime del vecchio complesso industriale, allineandosi a sud ovest sul nuovo limite a mare dettato dalla previsione planivolumetrica. Il piazzale sul mare, un lastrone frammentato dove l’orizzonte si perde nella memoria metafisica dell’acqua, accoglierà i segni disgregati di ciò che rimane dell’impianto distrutto, come rovine sul mare di reminiscenza boeckliniana, insieme al “nuovo”. Così il luogo si prenderà cura di mantenere i lacerti, i pilastri, i residui murari, incorporando frammenti di pavimentazione e tratti di parete, legni bruciati che evocano il dramma di quell’ultima distruzione, ancora più tragica perché originata su un luogo destinato alla conoscenza.


L’impianto spaziale del nuovo complesso espositivo è formato da una composizione di volumi chiari e omogenei, con ampi spazi voltati di diversa campata. Sono volumi autonomi, cioé costruttivamente staccati e svincolati, ma aderenti l’uno all’altro e funzionalmente connessi. Lo stacco fra i volumi, di circa 1 metro, fornisce uno spazio tecnico di dilatazione che assolve al contempo alla distribuzione degli impianti tecnologici e alla connessione fra gli ambienti. Le sale macchine per il condizionamento sono contenute al terzo livello dei due transetti tecnici. La composizione dell’insieme assume un carattere che assorbe le influenze dei grandi complessi aulici (basilicali, termali) e delle strutture industriali.


Gli spazi interni sono distribuiti su due livelli secondo una idea volumetrica limpida e fluida, che vuole marcare la chiarezza dei luoghi semplici dello spazio cartesiano. E’ prevista una precisa distinzione funzionale fra gli spazi per l’esposizione permanente - a pagamento - e quelli a libera circolazione (aree polivalenti), anche se questi due ambiti sono spazialmente connessi, e l’ultimo è sempre fruibile al termine della visita al primo. Nell’ambito della esposizione permanente, oltre alle sale sono allocati al piano terreno: l’officina dei piccoli, lo spazio esterno protetto (in diretta connessione), i servizi speciali per i piccoli con una infermeria, una bouvette con relativo dehors vista mare; al primo livello sono presenti gli uffici e la direzione, il centro ICT, due spazi agorà tangenti all’area espositiva. I servizi per il pubblico sono distribuiti in diversi blocchi sia al piano terra che al primo piano. Nel settore a libera circolazione, oltre alle sale polivalenti trovano spazio al piano terra la biglietteria, il guardaroba, il Fab Lab, l’agorà 1, i depositi, e in uscita lo shop e la bouvette principale con relativo dehors; al primo piano sono ubicati i laboratori; questo livello è inoltre attrezzato con un’area soggiorno, guardaroba e info point per i gruppi di visita, più appartata rispetto al flusso di pubblico in entrata al piano terra. E’ possibile programmare un circuito di visita a pagamento con avvio indifferentemente dal piano terra a salire, o viceversa dal livello superiore a scendere. Gli ambienti superiori sono allineati sotto le volte chiare e mutevoli sezionate da una luce zenitale che le attraversa secondo l’asse longitudinale, in posizione leggermente eccentrica, verso nord, al riparo dai raggi diretti. L’illuminazione naturale nelle facciate-sezione, è invece mutuata dalle serre bioclimatiche che filtrano la luce solare con le piante, isolando le superfici dalla escursione termica stagionale. Una soluzione tutta interna al linguaggio dell’architettura, dove le sale sovrapposte, collegate da rampe e varchi, lasciano filtrare la luce dall’alto verso il basso negli ambienti sottostanti, creando condizioni spaziali differenti con luce modulata.


Il rivestimento esterno dell’intero complesso è realizzato in elementi di grés eco-sostenibile assemblati in stabilimento con un sistema di trefoli in acciaio inox AISI 316 e distanziatori in neoprene. Il rivestimento funziona come una “serrenda” morbida, con le “scandole” parzialmente sovrapposte, che si adaglia alla conformazione curva dei volumi: una soluzione di facciata-copertura ventilata di alta resistenza all’agressione marina, in grado di consentire prestazioni termiche notevoli e una qualificazione formale inconsueta.
Il rivestimento interno delle superfici voltate è costituito da superfici continue microforate fonoassorbenti, in grado di attenuare i riverberi e il rumore generato da utenti e attrezzature e al contempo consentire un l’impiego integrato dei sistemi di climatizzazione e diffusione dell’aria all’interno delle sale.


Strutturalmente il nuovo complesso è formato da volumi con copertura a volta cilindrica prevista con struttura principale ad arco, con travi metalliche reticolari poggianti su setti longitudinali di estremità in cemento armato. Il sistema di vincolo degli archi sui sottostanti setti è di tipo cerniera cilindrica-carrello.
Un sistema di controventamento collocato sulla volta, costituito da tiranti a croce posizionati in campi discontinui, garantisce la necessaria rigidezza della superficie curva nei confronti delle azioni orizzontali. Il sistema di controventamento verticale è, invece, assicurato dai setti posti in posizione perimetrale. Giunti di dilatazione sulle coperture e sui setti saranno previsti ogni 30 mt.  Il piano intermedio è costituito da un sistema misto collaborante calcestruzzo e acciaio, poggiante su colonne in acciaio e/o setti indipendente dalle strutture delle coperture. Il sistema di fondazioni sarà di tipo continuo, con travi e platee, per la corretta e uniforme distribuzione dei carichi verticali e orizzontali sul terreno.


Il concept energetico ha seguito le prescrizioni relative alla progettazione degli edifici n.Z.E.B., così come previsto dalla normativa europea per l’edilizia (Direttiva 2010/31/UE) in materia di prestazione energetica. Il nuovo Science Center sarà quindi a tutti gli effetti un edificio ad energia zero. In particolari periodi dell'anno inoltre, la produzione di energia sarà maggiore del consumo. Si sono curati tutti gli aspetti relativi alla protezione termica dell'involucro edilizio, prediligendo l'uso di materiali ecologici di derivazione naturale. La copertura/facciata, fonte principale delle dispersioni termiche, è stata attentamente studiata nella composizione stratigrafica, con l’impiego di materiali con diverse densità e masse, con valori di trasmittanza termica notevolmente inferiori a quelli richiesti dalla normativa e appropriati tempi per l'accumulo termico delle strutture. L'adozione di una camera d'aria inoltre permette un’appropriata ventilazione naturale nel periodo estivo. Un'adeguata massa termica (trasmittanza termica periodica) permetterà all'involucro un ottimale ritardo di fase alle oscillazioni della temperatura esterna. I dati climatici di Napoli hanno indicato e condizionato le scelte bioclimatiche-energetiche, indirizzando le scelte progettuali: in particolare per le facciate trasversali vetrate si sono adottate delle serre solari bioclimatiche con la funzione invernale di accumulare energia solare e contemporaneamente ridurre la dispersione termica. Per quel che attiene gli impianti di climatizzazione si adotteranno sistemi con elevata efficienza energetica. Per la produzione del caldo e del freddo, è previsto un sistema a pompe di calore geotermiche ad alta efficienza, abbinate a pavimenti radianti che, sfruttando il calore presente nel sottosuolo in quantità e a temperature pressoché costanti, a prescindere dalle condizioni di temperatura esterna, risultano a tutti gli effetti impianti ad energia da fonte rinnovabile.


Sulla superficie delle volte sono presenti dei pannelli solari in film sottile con silicio amorfo. Questi pannelli, anche se con minori rendimenti, sono in grado di produrre buone prestazioni anche in presenza di luce diffusa. Ad integrare parte dell'energia elettrica necessaria, è presente una turbina eolica allocata sulla sommità della ciminiera. L'acqua calda sanitaria sarà prodotta da pannelli solari termici, in questo modo saranno assicurati alti standard di comfort termico e ridotti consumi energetici. Per quanto attiene i ricambi di aria, si prevede la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono inoltre previste delle vasche di accumulo per conservare ed utilizzare le acque piovane.

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    Project details
    • Year 2015
    • Status Competition works
    • Type Waterfront / Multi-purpose Cultural Centres / Pavilions / Building Recovery and Renewal
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