OLIO /glocal food experience

ristorante Acquaviva delle Fonti / Italy / 2016

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OLIO /glocal food experience


Si è preferito uno spazio food che avesse la singolarità, in tutte le sue attività di trasformazione, di coinvolgere emotivamente e visivamente il suo ospite, dalla preparazione, alla conversione fino al prodotto consumato.


Seppur fisicamente confinato in un ambito ben definito, attraverso l’introspezione visiva si è data possibilità al cliente di traguardare oltre, oltre l’intimo, il privato consueto. Con questo nell’idea progettuale è insita la volontà di non esaltare solo il prodotto finito ma il suo processo di trasformazione che lo porta sulla tavola.


Un intervento a limite tra una friggitoria e un piccolo ristorante, con la capacità di collocarsi nel mezzo. Oltre agli spazi di servizio, l’intero impianto è suddiviso in due ambiti. Uno dedicato all’ospite, uno al laboratorio. Nel mezzo dei due, un terzo “ambito” risulterebbe il loro confine, “la dispensa”, una lunga parete che nella parte mediana si lascia traforare in un intreccio di elementi metallici.


Proprio quest’ultima diventa il collante tra le parti in una fitta maglia di montanti (ottonati) e vetro. A sormonto del banco vetrina calda, fredda e cassa, coinvolge, anche in prossimità della zona consumazione, un piano preparazione che comunica con il cliente, comodamente seduto al di là del vetro. “La dispensa” perché diventa contenitore di materie prime non deperibili, lasciate volutamente a vista, come in vetrina. Quindi non solo il cliente ha possibilità di guardare il laboratorio, ma anche chi opera “dall’altra parte” ha possibilità di scorgere lo sguardo e le sensazioni di chi consuma.


Quest’oggetto assume molteplici funzioni quindi, essenziali per la composizione.


Altro elemento imprescindibile dal commentarlo è la volontà di distingue cromaticamente gli spazi. L’ospite è incluso in una scatola in tutte le sue dimensioni con un unico colore, ma familiare, per esaltare la sua presenza in quanto protagonista. Si è scelto il verde chiaro ma deciso, perché colore del cibo fresco, dell’appena colto, del genuino, ha un effetto rilassante che favorisce la calma.


Al verde si contrappone, la molteplice informazione che concede il laboratorio, anche cromatica, legata alle attrezzature in acciaio, al personale, al prodotto da lavorate ecc., in virtù della quale lo si è immaginato con pareti piastrellate di bianco.


Nella sua apparente semplicità la tessitura delle superfici assume una complessità non indifferente, con un disegno che si esalta con l’illuminazione sia artificiale che naturale, grazie anche alla presenza di generose finestrature sulla parete lunga.


Gli arredi sono il legno chiaro (pino fenolico). Oltre ai posti in piedi o su sgabello, circa dieci, si è voluto dedicare un po’ di spazio “comodo” con sedie e tavoli, di due tipologie. Una più tradizionale in un totale di dieci posti, destinata in una zona più intima, e l’altra nel numero di cinque, privilegiata con vista laboratorio.


L’illuminazione artificiale è garantita puntualmente con lampade a sospensione sui tavoli mentre i posti sotto “la dispensa” godono di una luce più diffusa e morbida, il top è gestito con lampade a braccio a parete.

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    OLIO /glocal food experience Si è preferito uno spazio food che avesse la singolarità, in tutte le sue attività di trasformazione, di coinvolgere emotivamente e visivamente il suo ospite, dalla preparazione, alla conversione fino al prodotto consumato. Seppur fisicamente confinato in un ambito ben definito, attraverso l’introspezione visiva si è data possibilità al cliente di traguardare oltre, oltre l’intimo, il privato consueto. Con questo...

    Project details
    • Year 2016
    • Work started in 2015
    • Work finished in 2016
    • Client la rsted srl
    • Status Completed works
    • Type Restaurants / Interior Design / Custom Furniture / Lighting Design / Graphic Design / Photography / Furniture design
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