Loft del Forte

Mestre Venice / Italy / 2013

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ANALISI STORICO – CRITICA


L’edificio su cui si interviene appartiene al complesso degli edifici del compendio, sviluppato nel tempo, a partire dal 1883 sino agli anni trenta del novecento, della “olii e grassi lubrificanti” di Federico Matter.


L’unica immagine che si possiede dell’insediamento OLII MATTER è relativa al decoro di una carta intestata datata 23 ottobre 1912.


In essa il frontespizio  all’olandese e la fabbrica prospiciente la Via Forte Marghera corrispondono all’esistente, recentemente risanato e destinato agli uffici della sede di Mestre della Camera di Commercio, Artigianato ed Industria.


L’immagine che attraverso un’impostazione prospettica tipica del gusto pubblicitario dell’epoca, è certamente enfatizzata dalle linee di fuga,consente di apprezzare l’impianto ordinato dei volumi con coperture e capanne perpendicolari rispetto alla vIa Forte Marghera. Esso è suddiviso in due plessi, collegati presumibilmente da una o più (non  è dato di valutarne più d’una), pensiline vetrate, che attraversano un cortile centrale.


Il primo, prospiciente Via Forte Marghera, si ispira ad un’architettura di facciata, in mattoni a faccia vista ed intonaco, di tipo nordico (all’olandese), forse ispirata, in scala minore, al gusto portato a Venezia dal Molino Stucky e dalla vicina fabbrica di birra alla Giudecca.


Il secondo fa da fondale ordinato rispetto all’insieme ed è costituito da padiglioni a capanna tra loro uguali con oculo e trifora centrale.


Due elementi connotano la modernità energetica e l’operosità della fabbrica: la linea elettrica ed una ciminiera fumante sul fondo.


Il catasto austro-italiano, documento probante fino al 1925, rappresenta una situazione dei fabbricati affatto problematica quanto all’interpretazione dello stato di fatto dell’epoca. Infatti l’impianto che si evince è a tre padiglioni dei quali due tra loro staccati perpendicolari alla Via Forte Marghera ed un terzo postico perpendicolare ad essi.


L’impianto organizza quindi tre corpi di fabbrica intorno ad un cortile.


Appare evidente che in epoca successiva a questo primo impianto fu interposto un terzo corpo tra i due perpendicolari al Forte Marghera, mentre il corpo postico, realizzato presumibilmente con l’architettura che si evince dall’iconografia della carta intestata del 1912 fu poi successivamente demolito per dar luogo ad una ricostruzione a tettoia corrispondente in parte a quella esistente. Essa come si dirà più avanti fu certamente frutto dell’espansione della proprietà verso l’ampio cortile di pertinenza posto ad est, acquisito e funzionalmente adeguato a nuove e più recenti necessità della “Olii Matter”.


 


L’analisi storico-critica che ne deriva evidenzia una sostanziale diversità tra l’immagine pubblicitaria che era stata diffusa dell’impianto industriale e la realtà realizzativa


L’ampio cortile centrale separava i due plessi e non è dato a sapere se il secondo sia stato realizzato, nella forma illustrata dal frontespizio pubblicitario, quandanco la risposta, in seguito alla lettura del Catasto austro-italiano, potrebbe essere positiva, facendolo  corrispondere al volume postico rispetto alla Via Forte Marghera.


Nel tempo il volume postico fu certamente demolito, se realizzato, e sostituito da nuovi volumi orientati sull’ampio cortile ad est, annesso al primo impianto dopo la prima guerra mondiale, dove si svolgeva l’attività di carico e scarico delle merci.


L’annullamento dunque del cortile interno, centrale tra i due plessi, e l’annessione di un nuovo spazio implicano presumibilmente un cambio di orientamento  dei manufatti secondari che via via si aggiunsero.


L’impianto generale assume dunque una nuova configurazione con doppio orientamento delle falde, determinandone l’odierna logica compositiva.


In particolare si può dunque argomentare proprio su questo duplice orientamento, relativamente alla “logica compositiva originaria”.


Essa si articolerebbe infatti su di un plesso originario corrispondente ad una logica compositiva di prima fase, perpendicolare, nell’orientamento dei corpi di fabbrica e delle relative falde della copertura a capanna, alla Via Forte Marghera.


Un secondo plesso, sostitutivo del cortile di collegamento (attrezzato con pensiline) e forse  del plesso originario secondario, con corpi di fabbrica orientati con i fronti e gli accessi verso il nuovo grande cortile ad est.


Da ciò si desume, con sufficiente chiarezza, che il volume sul quale interviene il progetto sia stato costruito con la configurazione attuale, quanto all’orientamento delle falde ed all’allineamento con i fabbricati del primo plesso ad esso perpendicolari, determinandosi in tal modo comparativamente, ma soprattutto nel rapporto funzionale con l’apertura dell’ampio spazio a doppia altezza verso il nuovo cortile, acquisito alla nuova funzionalità della fabbrica.


Questo impianto di grande volume unitario aperto verso il cortile, per consentire una facile accessibilità e probabilmente in origine costituente una grande tettoia, successivamente interferito da volumi monoforo che ne hanno chiuso  il fornice aperto verso il cortile.


La tipologia strutturale delle capriate in ferro leggere per portare la sola copertura di una grande luce, corrisponde alla struttura di molte tettoie di Porto Marghera con caratteristiche analoghe costruite tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento.


Quanto ai volumi monopiano con doppia copertura a falde, si tratta dunque palesemente di superfetazioni di nessun valore architettonico né tipologico, corrispondenti ad epoca successiva al primo impianto che prevedeva con buona probabilità, evincibile dalla tipologia delle strutture (carpenteria in ferro), un assetto a tettoia,  quando cessò l’attività industriale dei Matter ed a partire dagli anni ’60 si mutò anche l’assetto funzionale dell’impianto edilizio e del grande cortile ad est.


Sembra in tal modo presumibile la modifica che il progetto prevede della volumetria ad est, finalizzata ad eliminare la evidente superfetazione, priva di ogni connessione architettonica e funzionale con la “logica compositiva originaria” dell’impianto.


Al contrario la modifica proposta ha per obiettivo la “riqualificazione” ed il recupero della configurazione sostanziale e complessiva all’origine dei nuovi volumi orientati a creare un nuovo assetto funzionale in rapporto al cortile.


Sembra dunque ai proponenti coerente l’azione progettuale con l’obiettivo della norma di cui all’art. 15 delle N.T.A. della Variante al Centro Storico di Mestre.


L’analisi condotta evidenzia l’assunto della norma che legge correttamente il tessuto edilizio quale caratterizzato da tipologia e morfologia di “modesta  qualità e con segni di alterazione”.


Il progetto interviene, nei limiti della norma, con “ristrutturazione delle parti interne” ed una modifica esterna di “modesta entità” finalizzata, nell’ambito della nuova destinazione residenziale, a “riqualificarne  e recuperandone la configurazione secondo la sostanziale e complessiva “logica compositiva”  originaria.  


CRITERI PROGETTUALI


Sulla base di quanto evidenziato nello stato di fatto in comparazione con il progetto il volume del fabbricato viene adeguato nell’azione di risanamento e riuso, con una compensazione di volumi, tra quanto viene ricavato e pertanto diminuito quale cortile centrale e l’adeguamento del fronte e della relativa volumetria.


Viene pertanto individuato un assetto morfologico coerente con i fronti fabbricativi adiacenti, tale da conferire continuità all’andamento a due falde delle coperture dei fabbricati di origine industriale (ex olii Matter).


Si ricava così un impianto residenziale articolato su due piani fuori terra ed uno interrato, articolando due corpi di fabbrica tra loro collegati a nord intorno ad un cortile centrale, con opportuna distanza di ml. 10.00 tra i fronti interni finestrati.


La finalità progettuale è il ricavo di 4 unità abitative al piano rialzato di ml. 0.50 e  di altre 4 unità abitative al piano primo attrezzate con soppalco abitabile e sottotetto praticabile, non abitabile e terrazze ricavate con l’incisione dei piani di falda.


IMPIANTO FUNZIONALE DISTRIBUTIVO


L’impianto di progetto delle nuove residenze è, come già detto, organizzato su tre livelli, di cui due principali, piano rialzato e piano primo, ed un terzo ricavato dell’andamento a falde della copertura.


Dalla viabilità che costituisce servitù di passaggio, attrezzata con opportuno marciapiede si accede all’ingresso alle unità residenziali protetto da opportuna pensilina di riparo, realizzata in acciaio e cristallo, secondo i disegni evidenziati nei prospetti e nelle sezioni.


Dall’ambito di collegamento costituente l’atrio di ingresso, attrezzato con le armadiature relative ai contatori ed altri strumenti di misurazione dei consumi residenziali, si perviene all’ampia corte interna attrezzata con scala ed ascensore per i diversamente abili che collega il piano rialzato al primo piano; un ballatoio di distribuzione ripara gli ingressi agli alloggi al pianterreno e consente l’accesso a quelli del primo piano.


Al piano terra sono distribuiti 4 alloggi di varia dimensione, costituiti da soggiorno – pranzo, angolo di cottura, due camere e due bagni, per quelli di superficie lorda di 77,2 mq. ed 88,9 mq. , mentre le altre due unità abitative sono costituite da soggiorno – pranzo, cucina abitabile, due camere, due bagni, nel caso dell’alloggio di superficie lorda di 93,2 mq. e due camere, due bagni  e studio nel caso di quello di superficie lorda di 109,00 mq..


Attraverso le scale si perviene al ballatoio al primo piano che distribuisce 4 alloggi organizzati su due piani con misure diverse di superficie lorda da 110,20 mq., nel numero di 2 e da 138,8 mq. per gli altri due.


Quelli di superficie minore sono composti da soggiorno – pranzo ed angolo cottura, con soprastante soppalco abitabile collegato da una scala interna, la quale rende accessibile la porzione di sottotetto praticabile non abitabile e la terrazza ricavata all’interno del filo di falda; i due appartamenti speculari sono completati con due camere da letto e due bagni.


Gli appartamenti più grandi sono simili ai precedenti, ma il soggiorno – pranzo è attrezzato con cucina abitabile e pertanto la loro superficie risulta maggiore dei precedenti.


La corte interna sarà attrezzata con opportuna sistemazione del verde ornamentale.


La corte è inoltre caratterizzata da un totem, definito vano impianti nel quale sarà applicato il sistema dei pannelli fotovoltaici previsti dalla legge quale energia alternativa e rinnovabile ad integrazione produttiva dell’energia elettrica necessaria.


La dotazione di tali fonti energetiche è inoltre integrata da pannelli solari posti in copertura per l’integrazione del riscaldamento e dell’acqua sanitaria.


STRUTTURE  E MATERIALI


L’organizzazione compositiva delle facciate esterne e di quelle prospicienti nella corte interna è fortemente differenziata.


Nel caso delle prime essa è condizionata dalla planarità delle facciate est ed ovest e dalla loro copertura a falde.


Nel caso delle seconde viene resa maggiormente leggibile e variata la sezione ed arricchita dagli elementi distributivi disposti all’interno sia in senso orizzontale che in senso verticale.


Sui due prospetti esterni si fa largo uso di serramenti  a cassetta, costituenti leggeri bow-window che connotano volumetricamente le due facciate, le quali sono aggettivate da un uso dei materiali: la fascia corrispondente al piano terreno è rivestita in mattoni faccia a vista, mentre quella corrispondente al primo piano ed al sottotetto è rivestita con pannelli di legno Parklex, adatti per gli esterni.


Le facciate interne caratterizzate da rivestimento continuo in mattoni faccia a vista, sono caratterizzate da ampie vetrate al fine di implementare la penetrazione della luce all’interno degli alloggi; a tal fine una larga parte dei ballatoi di distribuzione al primo piano è costruita in acciaio e cristallo, al fine di non limitare la diffusione della luce nella corte interna.


Preme altresì specificare come nel progetto è mantenuta la chiave di visione di continuità del corpo del fabbricato, inteso come unico elemento, tanto che nella lettura della struttura sono mantenute a vista, al di sopra dei ballatoi in vetro, due grandi capriate metalliche a memoria della vocazione di loft industriale del fabbricato.


Il vano di accesso alla corte interna e la stessa corte interna sono pavimentate in lastre di gres, così come le parti non trasparenti del ballatoio al primo piano.


Le terrazze ricavate nelle falde saranno pavimentate con listoni di legno di tek.


I serramenti potranno essere in alluminio elettro colorato di varia tipologia e/o PVC bianco, scelta definitiva che sarà esplicitata nella progettazione esecutiva.


Tutti i serramenti sono con profili a taglio termico, provvisti di vetrocamera, compresi quelli ricavati a filo di falda.


Tutte le parti metalliche delle terrazze e delle ringhiere saranno zincate  e corrimani in acciaio inox, usando sistemi modulari nel rispetto delle normative vigenti.


Il manto di copertura è in lastre di alluminio prepatinato.

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    Project details
    • Year 2013
    • Work started in 2010
    • Work finished in 2013
    • Client Immobiliare Nuova Pa.Pi.
    • Contractor Costruzioni Tiziano Geom. Corrado
    • Status Completed works
    • Type Apartments / Multi-family residence / Lofts/Penthouses
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