Memoria nelle forme - Recupero della forma - Centro televisivo sperimentale e didattico-culturale

2° classificato al concorso di progettazione ''Centro televisivo sperimentale e didattico-culturale di Reggio Calabria'' Reggio Calabria / Italy / 2008

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Memoria nelle forme - Recupero della forma I sedimenti territoriali della storia industriale vengono considerati come un insieme di potenzialità endogene dello sviluppo locale, capaci di conferire nuova competitività alle aree industriali ormai dismesse, le quali sono alla ricerca di una ridefinizione della propria identità. L’obiettivo quindi, è anche quello di definire i processi di sviluppo, attraverso i quali il bene culturale di origine industriale entra nelle attuali strategie dei sistemi produttivi locali, valorizzando le risorse del luogo. Il patrimonio industriale assume così una duplice valenza: da un lato è visto come eredità del passato, localizzata in un certo luogo e specifica di quel luogo, che costituisce il fondamento dell’identità locale; dall’altro lato, invece, viene visto come risorsa per costruire un possibile sviluppo futuro. L’eredità industriale può essere pensata come un insieme di potenzialità che, per diventare risorse spendibili dal sistema locale, deve essere riconosciuta e attivata dagli attori locali. In quest’ottica si inserisce il progetto per il CE.TE.S che rientra in quella nuova strategia dello sviluppo urbano caratterizzante ormai tutte le maggiori città europee, che pone in primo piano il riuso e la riqualificazione delle aree industriali dismesse, sorte nelle periferie più esterne, successivamente inglobate nel tessuto urbano durante le varie fasi di espansione delle città. Ciò che prima rappresentava un ostacolo oggi si apre alla città, si integra con essa e diventa polo d’eccellenza e di attrazione. Il recupero delle forme fa sì che la memoria di ciò che è stato riprenda vita. La “fabbrica”, per ricordare che anche in queste terre esistevano delle importanti realtà industriali; perciò la scelta di mantenere l’impianto originario ed esaltarlo, evidenziandone le peculiarità di “luogo di lavoro”. Obiettivo quindi è la realizzazione di un polo di eccellenza, fatto di uffici, spazi per la produzione, laboratori, aule per la formazione e spazi per il relax dove è sempre presente l’idea di “fabbrica” intesa come luogo produttivo che riprende vita. L’intervento progettuale, in sintonia con le linee guida del bando di concorso, mira al recupero del manufatto e alla protezione ambientale intesa come un complesso sistema di risparmio di risorse, minore inquinamento e recupero di energie da fonti rinnovabili. Il recupero e(è) il rispetto ambientale come tema fondamentale dell’intervento. L’architettura assume un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente, diviene l’impalcatura del nuovo modo di vedere uno sviluppo sostenibile, definisce gli elementi di sostenibilità e non cerca di adattarli ad essa. L’intervento, tenendo conto di questi principi ha sviluppato una serie di elementi architettonici in grado di contenere i sistemi che riducono il consumo di energia o ne producono di nuova. IL COMPLESSO, si presenta in modo articolato e privo di un’unica linea architettonica con elementi di notevole valenza strutturale. L’intervento mira sopratutto a ricreare un’immagine unitaria esaltandone gli elementi che caratterizzano il passato industriale e creare una nuova identità per la nuova funzione a cui è destinato. Il complesso si snoda su un doppio sistema di assi: L’intero sistema edilizio è tenuto insieme dalla costruzione di un asse principale longitudinale che attraversando tutta l’area collega tutte le parti e le omogeneizza andando anche a collegare, con un sottopasso, la zona separata dalla costruenda strada. Quest’asse importante ci permette di unire le due aree, non solo funzionalmente, ma soprattutto dal punto di vista formale, creando cosi un unico organismo architettonico. Sull’asse secondario trasversale, esistente, insiste l’ingresso principale. L’intervento mira ad essere anche volano per una riqualificazione urbana, in grado di salvaguardare gli elementi qualitativi presenti nella zona, sia a livello architettonico che ambientali. Si è scelto di salvaguardare gli indici edilizi presenti nella zona, demolendo una serie di manufatti minori e qualche superfetazione presente; si è scavato per ricavare dei nuovi spazi da destinare a parcheggi. La scelta di mantenere i corpi di fabbrica e di lavorare su di essi, per definire una nuova immagine architettonica, che è capace di rendere unitaria e articolata la nuova struttura. Il progetto mira a definire tutti quegli spazi che si rendono necessari per creare un centro televisivo, in grado di assicurare gli standard di un moderno centro per la produzione televisiva. Il progetto si basa su alcuni elementi caratterizzanti: si tratta di piattaforme di base (per il raccordo delle varie quote che il sito conserva) e di copertura e di alcuni elementi che fungono da collegamento delle diverse zone. Descrizione tecnica dell’intervento Al CE.TE.S si accede dalla strada SS 18 Tirrenica (via Nazionale) sulla quale è collocato l’ingresso principale, da esso, attraverso una rampa, si accede alla piazza centrale (sotto di essa i parcheggi) arrivando così all’asse di distribuzione longitudinale Nord‐Sud che collega tutta l’area. L’asse longitudinale, parallelo all’edificio B, rappresenta il collante dell’intero sistema del centro; infatti, su di esso sono appoggiate tutte le strutture e funge da collegamento di tutte le varie zone funzionali. Ad intersecare l’asse principale (longitudinale) vi è un asse secondario (trasversale), che definisce il sistema degli ingressi, quello principale e quello secondario (posto su via Fontanelle che ci porta al deposito e ai parcheggi interrati del secondo livello). Dall’ingresso principale si scorge l’antenna‐totem simbolo del centro, icona che si rende visibile anche da lontano e diventa punto di riferimento. Tale antenna trova così la sua posizione sull’asse longitudinale, al centro dell’area, tangente l’asse trasversale. L’antenna‐torre svetta dalla “città al centro del mediterraneo” e come una vela si dispiega sulle onde del mare verso nuove mete… essa irradia le sue onde in tutto il mediteranno. Ponendosi come il ponte di comando di una nave, la base si aggetta verso l’ingresso principale. Edificio B L’edificio destinato prettamente alle funzioni direzionali‐ amministrative ospita anche la zona relax e la caffetteria‐ristorante. Si è intervenuto con una riorganizzazione spaziale‐funzionale disponendo i diversi spazi per zone funzionali definendo degli ambiti omogenei. Tutti i diversi ambiti sono dotati di servizi e possono essere usufruiti in modo autonomo. Anche per la presenza delle zone relax e della caffetteria sono stati previsti ampi spazi all’aperto che possono essere usufruiti nella maggior parte dell’anno. Inoltre si è previsto di mantenere la struttura metallica, memoria del passato industriale del sito, ma anche una moderna rovina di classica memoria. Il volume che definisce il basamento del “tempietto” è cisterna per la raccolta delle acque piovane. La sopraelevazione del corpo centrale ci ha permesso di ricavare uno spazio polifunzionale da destinare prettamente a sala riunione, ma anche come piccola sala espositiva da utilizzare insieme all’ampio terrazzo. L’edificio si presenta con un accostamento quasi casuale di volumi, tale da apparire in uno stato confusionario privo di valori formali ed estetici. Pertanto si è proceduto ad un riequilibrio formale per dare una lettura unitaria, mantenendo i volumi maggiori e ridefinendoli nell’involucro laddove è servito e concludendo tal’ora quell’intento progettuale riscontrato e mai portato a compimento. Alcuni ambienti sono stati ripensati a doppia altezza per conferire maggiore comfort, aumentando il benessere ambientale interno. Tali spazi sono stati ricavati sia nell’area relax che nella zona degli uffici. Altra problematica legata all’edificio sono gli accessi posti a diverse quote. Un sistema di tre piani orizzontali, posti ad una differenza di quota pari a 80cm e collegati tra loro con delle rampe, formano il nuovo piano d’appoggio dell’edificio, definendolo planimetricamente. All’interno i diversi piani definiscono le varie zone funzionali, collegati tra loro con delle piccole rampe di scale. Un piano di coronamento chiude e uniforma i vari volumi, sia planimetricamente che in alzato. In esso è inglobato in modo organico un sistema di pannelli fotovoltaici. In alcuni spazi interni, di connessione tra le diverse altezze, sono state ricavate delle intercapedini vetrate. Queste dividono gli ambienti interni e diffondono la luce in profondità. Assolvono la funzione di “serre solari”, permettendo così un migliore controllo delle temperature interne, contribuendo al risparmio energetico: accumulando calore e rilasciandolo agli ambienti in inverno; aperti per la ventilazione in estate. Edificio C L’edificio C denota già delle buone qualità estetiche‐formali, pertanto l’intervento si è limitato alla sola valorizzazione di queste. Sicuramente rappresentava l’edificio principe anche nelle precedenti attività. L’intervento mira ad evidenziare l’imponente struttura regolare in cemento armato, lasciandola trasparire tra le ampie vetrate, resa evidente nello spazio aperto‐coperto d’ingresso. Cuore creativo del centro, in esso sono collocati gli spazi per la formazione e la ricerca. Inoltre sono collocati gli spazi relativi alla post‐produzione video, i locali tecnologici e i laboratori; si compone su tre livelli più un interrato. I diversi piani sono collegati da una doppia scala e da un sistema di ascensori‐montacarichi. Il piano interrato, adibito a deposito e locali tecnici, viene ampliato ed aperto dal lato dell’ingresso (carrabile) di via Fontanelle, consentendo così di allargare l’area d’ingresso al piano terra. Il piano terra è composto da due piani a quote diverse, favorendo così un’articolazione dello spazio d’ingresso. Il foyer a doppia altezza, articolato su i due piani collegati da una rampa, mette in relazione gli spazi d’ingresso, della segreteria, delle aule formazione al piano terra e dei laboratori al primo piano. Le aule poste al piano terra hanno anche un accesso diretto con l’esterno. Annesso all’ edificio C la base dell’antenna‐torre che ne sottolinea l’ingresso. In essa vi sono collocati in un piano la radio e nell’altro sono posti tutte le apparecchiature per le trasmissione radio televisivi connessi direttamente all’antenna. Rispettando l’idea progettuale della definizione formale dei volumi, anche l’edificio C presenta il piano di coronamento, con il sistema fotovoltaico inglobato, che si integra e termina con l’edificio F. Edificio F (Nuova Costruzione) Per la sua consistenza e degrado si è preferito demolire e ricostruire, mantenendolo comunque seppur con leggere variazioni dentro il suo perimetro. La scelta di configurarlo planimetricamente e spazialmente all’edificio adiacente “C” è stata dettata anche dal fatto che esso è relegato in un angolo e costretto a lato da edifici privati. Per cui esso prende nuova forma legandosi al prospiciente edificio creando cosi parte della quinta d’ingresso. In esso sono collocate parte delle funzioni legate alle riprese mobili in esterno e ai locali tecnologici. Padiglione A Il capannone posto nella parte sud dell’area è sicuramente l’edificio più espressivo dell’intero complesso, per l’immagine evocativa di un passato industriale. Viene ridefinito l’impianto spazialmente, mantenendo il padiglione, la struttura in acciaio e la sua particolare forma, eliminando tutti quegli elementi aggiunti che ne impediscono una lettura unitaria. Proprio per l’immagine simbolica che esso rappresenta, si è scelto di trasferire in esso le funzioni che più si rapportano con l’esterno, con l’immagine culturale del centro, con lo studio e la ricerca: la biblioteca, la mediateca e la videoteca. Il padiglione è il fondale scenico dell’asse di distribuzione ed è l’elemento misuratore dello stesso; la proiezione della larghezza del fronte principale genera la dimensione dell’asse longitudinale. Lo spazio si articola su una doppia altezza e si rapporta con l’esterno con ampie aperture vetrate, in modo tale da favorire l’uso dello spazio esterno e degli spazi verdi vicini. Si realizza inoltre una nuova sala interrata per ricavare la sala proiezione video e gli spazi annessi di servizio. Le pareti vetrate, così come la copertura, sono del tipo a doppio involucro, che permettono il controllo della temperatura nel ciclo estate‐inverno. Padiglioni D ed E Lo stesso principio usato per il padiglione A (recupero formale del capannone quale luogo simbolo del lavoro in fabbrica) è stato usato anche in questi padiglioni. Questa è la zona produttiva per eccellenza; lo spazio dove “si gira”, dove sono pensate, ideate e realizzate le scenografie, i costumi e tutto quanto necessario alla “produzione”. Quindi il recupero delle strutture metalliche e di tutto lo spazio degli attuali capannoni ci ha permesso di ricavare ampi spazi flessibili. Il padiglione D, dedicato principalmente ai teatri di posa, è pensato come uno spazio unico, completamente libero. Ben si presta ad una forte flessibilità, mediante l’uso di pareti amovibili trasversali, che permettono di volta in volta di definire lo spazio necessario come richiesto dalla produzione. Nella testata d’ingresso sono stati realizzati tutti gli spazi necessari di servizio e di supporto alle riprese quali: saletta regia video, saletta regia audio, saletta regia luci e tutti i servizi annessi. Un ballatoio di servizio su due livelli ci permette di accedere in modo autonomo nelle diverse sale. Il corpo E, pur mantenendo il carattere unitario dello spazio, è stato articolato nel suo interno in due fasce. Si ricava un grande spazio a tutt’altezza per la falegnameria e la realizzazione delle scenografie, direttamente collegato con i teatri di posa, attraverso dei grandi portali. Nella fascia esterna, sul lato prospiciente l’edificio C, si articola uno spazio su due livelli. Al piano terra vengono dislocati gli ingressi creando uno spazio‐portico che ci permette di ampliare lo spazio a disposizione tra i due edifici (D e C), anche considerando che su questo lato si aprono le aule di formazione, quindi uno spazio densamente fruito. Su questo livello tra un’alternanza di pieni e di vuoti si dispongono i servizi della falegnameria. Nel piano superiore, distribuiti su un ballatoio, che si affaccia direttamente sulla falegnameria, protetto da una vetrata fino al soffitto, gli altri locali come la sartoria, la sala costumi con relativo deposito, la sala trucco e i camerini. Le pareti vetrate, così come la copertura, sono del tipo a doppio involucro, che permettono il controllo della temperatura nel ciclo estate‐inverno. Sulle falde della copertura esposte a Sud è previsto l’inserimento di pannelli solari per la produzione di acqua calda. Edificio N (Nuova Costruzione) Il progetto, riferito all’area 2.1, si articola in modo tale che questa si possa realizzare anche in seguito, senza compromettere l’impianto complessivo. In quest’area è prevista una nuova costruzione da adibire ad alloggio custode, residenze docenti e foresteria, ricavati all’interno di un volume parallelepipedo che si dipana planimetricamente dal padiglione A. Si pone come confine della piazza ed al tempo stesso ne dilata lo spazio in altezza, essendo la sua copertura una piazza terrazzo che si apre sulla via Nazionale. Questo edificio, inoltre se realizzato, diventa il controcampo dell’edificio B e con esso si relaziona tramite uno scavo nel prospetto principale. I parcheggi che si sviluppano per due piani sotterranei, possono essere ampliati seguendo la stessa maglia strutturale anche in un secondo momento, così come il corpo sovrastante che se costruito ci permette di ricavare gli spazi dedicati alla foresteria e alla casa per il custode. Sostenibilità ambientale Il progetto ha come obiettivo l’ottimizzazione della gestione energetica degli edifici, la conseguente riduzione dell’impatto ambientale e la ricerca di un elevato comfort interno. I sistemi adottati per la tutela ambientale si basano sui due principi fondamentali generali: il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questi principi sono strettamente connessi al tema del recupero: in esso è evidente il minore consumo di materiali da costruzione, quindi un minor consumo di risorse ambientale e un risparmio di energia per la loro trasformazione, oltre naturalmente un minor ricorso alla discarica per l’eliminazione dei residui di demolizione. Sul fronte del risparmio si è fatto ricorso a sistemi passivi per il risparmio energetico. L’uso delle vetrate ci permette di sfruttare al meglio la luce solare e considerando che sono ambienti di lavoro, i quali vengono usati prettamente nelle ore diurne, consente un notevole risparmio di energia per l’illuminazione. Il controllo della radiazione solare avviene per mezzo di un sistema di vetrate doppie con interposto un frangisole leggero, tipo tende veneziane, per la regolazione della luce diretta, che permette il controllo della temperatura nelle diverse condizioni ambientale (estate‐inverno). Le facciate a doppia pelle costituiscono un vera innovazione dal punto di vista energetico e sono tra gli aspetti più innovativi delle progettazioni di grandi opere architettoniche. Nelle coperture dei padiglioni si è previsto l’uso del tetto ventilato integrato, con le parete vetrate, per facilitare la ventilazione naturale e il controllo della temperatura, indirizzando l’aria verso l’interno o verso l’esterno a secondo delle condizioni ambientali. Il desiderio di inserire un sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica ci ha imposto di trovare un sistema che si adeguasse all’architettura, anzi che esso stesso fosse parte integrante di essa. Quindi la scelta è caduta su questi sistemi frangisole che posti sui terrazzi delle strutture piane, ci hanno permesso di uniformare i diversi livelli dei vari corpi, di dare un’immagine unitaria con dei corpi regolari, di creare un sistema di protezione dalle radiazioni estive e al contempo di produrre energia elettrica. Anche il sistema dell’antenna‐torre accoglie sulla vela, esposta a sud, un ampio sistema di pannelli fotovoltaici. Il sistema energetico si completa con una serie di pannelli per il solare termico, posti sulle falde esposte a sud dei Padiglioni D ed E, per la produzione di acqua calda; da sfruttare oltre che per il fabbisogno dei sistemi igienici sanitari, soprattutto per l’uso, mediante l’utilizzo di pompe di calore, dei sistemi di climatizzazione del complesso. È stato previsto inoltre un sistema per la raccolta delle acque meteoriche da poter in seguito essere utilizzate per l’irrigazione del verde. Il sistema Verde Così come per i sistemi atti al risparmio energetico e alla salvaguardia ambientale anche il verde è stato considerato strumentale all’architettura, ma senza per questo sacrificarlo nel modo più assoluto. Si è scelto di utilizzare un verde diffuso, ma non invasivo, molto legato allo sviluppo dell’impianto (planimetrico) delle strutture. Esso segna è marca l’asse longitudinale cosi come gli assi trasversali; le aiuole sono segnate da cordoli in cemento che si sviluppano per un’altezza tale da diventare delle sedute. Gli alberi impiantati sono delle essenze caduche, in modo tale da offrire ombreggiatura nel periodo estivo e permettere l’irraggiamento nel periodo invernale. Diverso è il verde che segna i bordi, dove una macchia sempre verde si staglia quasi a voler sottolineare i confini dell’area.
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    Project details
    • Year 2008
    • Client Comune di Reggio Calabria
    • Status Unrealised proposals
    • Type Adaptive reuse of industrial sites / Multi-purpose Cultural Centres
    • Websitehttp://www.attstudio.it
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