LA RIQUALIFICAZIONE DEL WATERFRONT DI PORTICI

Portici / Italy / 2014

7
7 Love 2,605 Visits Published

L’area a verde del Waterfront, pone dei vincoli nella scelta delle specie sulla base della diversa sensibilità alla salsedine ed al contempo all'inquinamento urbano. In ambito urbano la progettazione deve contemplare non solo l'aspetto estetico delle piante ma anche la gestione e la funzionalità che ne deriva non trascurando il contesto vegetazionale in cui si colloca la riqualificazione.


Partendo da tali principi ci si è orientati verso una maggiore fruibilità degli spazi e dei tappeti erbosi con un particolare riferimento ai punti di vista privilegiati verso il mare.


Particolarmente si segnala, tra le soluzioni progettuali migliorative elaborate per il sub criterio in parola:


 - l’Apertura del fronte mare attraverso lo snellimento dei Lecci al fine di garantire punti di vista privilegiati e panoramici. Al tempo stesso i Lecci, vengono utilizzati in maniera strategica, per evidenziare slarghi, aree di interesse o punti di accesso vedi Tratti A-B-C-D-E-F
- Rimodellamento delle aree trattate ad orti per l’inserimento della pista ciclabile e di una nuova fascia verde in prossimità della linea ferroviaria. In tutti i tratti tranne il tratto G.
Implementazione della fasce vegetate con alberi da melo in prossimità della linea ferroviaria in tutti i tratti previsti.
- Traslazione della vegetazione secondo le nuove giaciture di progetto, Tratti B-C-D-E-F
Sostituzione della Phoenix dactilifera con Albizia julibrissin, Tratti C-F.


In generale, mantenendo di riferimento le tre categorie di opere a verde riportate nella relazione tecnica sul verde allegata al progetto a base di gara si possono individuare tre tipologie:


1. scarpate


2. orti urbani


3. verde ornamentale


 


Scarpate


 


Lo spazio interessato da tale categoria è stato concepito come un verde inaccessibile, l’idea paesaggistico architettonica si rende ben visibile solo dal mare, attraverso la realizzazione di un’onda creata con le piante di lantana previste (Lantana montevidensis), specie sì tappezzanti ma al contempo invasive ed aliene, caratteristica non trascurabile in tale contesto. Nonostante tale precisazione si lascia invariata tale interpretazione, si interverrà solo sul filare di Lecci e ove possibile si renderanno parzialmente accessibili le scarpate. I lecci (Quercus ilex) al contrario, sono alberi tipici degli ambienti mediterranei e ben rappresentati in tutto il territorio  del comune di Portici e delle Ville Vesuviane che si sono sviluppate lungo il tratto della strada regia delle Calabrie (SS18 Tirrenia inferiore) meglio conosciuto come Miglio d’oro. Tali essenze nella Tali essenze nella proposta migliorativa sono state utilizzate non in filare che segue pedissequamente la passeggiata, bensì come degli esemplari che tendono ad evidenziare degli aspetti architettonici o degli accessi che in tal modo rendendoli ben distinguibili. La scelta di non mantenere un filare compatto è stata ispirata dal principio di non limitare i punti di vista privilegiati verso il mare con l’utilizzo di alberi di grandezza elevata e chioma compatta come tale specie risulta essere.


 


Orti Urbani


 


L’idea degli orti urbani, attualmente, nasce dalla necessità di restituire dignità ai contesti umani degradati, reinsediando spazi verdi urbani laddove l'edificazione ne aveva invaso le aree, ricreando qualità e vivibilità dello spazio collettivo, tutelando il territorio ed il paesaggio comunitario dalla speculazione edilizia, dal degrado e dall'abbandono. La diffusione degli hobby farmer italiani, secondo il rapporto dell’Osservatorio per l’Agricoltura Amatoriale Nomisma 2012- Vita in Campagna, è stimata a circa 2,7 milioni di persone che muovono un giro d’affari annuo pari a 1 Miliardo di Euro.


La scelta progettuale, quindi, è compresa ma non condivisa per la tipologia di ambiente nel quale il progetto ricade. Il Waterfront di una città come Portici, oltre ad avere un elevato numero di persone, ha potenzialità turistiche altissime ed un indotto elevato di visitatori che ogni anno visitano siti quali il Museo di Pietrarsa, le Ville Vesuviane, La Reggia di Portici e transitano per i siti archeologici di Ercolano, Torre del Greco e Pompei, dovrebbe essere un luogo ordinato e ben attrezzato ad ospitare tali fruitori. Gli orti urbani rischiano di diventare delle aree degradate e disomogenee, non necessariamente a causa dell’abbandono da parte dei cittadini a cui saranno affidati, ma a causa delle avversità ambientali e dalla stretta vicinanza al mare.


La proposta migliorativa, riguarda la creazione di una siepe che protegga il limite inferiore degli orti verso il mare e al contempo tenda a schermare parzialmente gli spazi. La siepe verrà realizzata con specie tipiche della macchia mediterranea (Myrtus communis, Pistacia lentiscus, Arbutus unedo, Rosmarinus officinalis) che si adattano a zone litorali. Il limite superiore degli orti, previsto con degli esemplari sparsi di Giuggiolo, avendo delle limitazione sulle dimensione degli alberi posti al confine con la ferrovia, regolamentate dall’art. n. 52 del D.P.R. 11 Luglio 1980, n. 753, è stato integrato con dei meli da fiore (Malus floribunda fig.1). I meli da fiore sono la grande novità vivaistica attuale, comprendono molte varietà con vari colori. Sono alberi dalle dimensioni ridotte in altezza, possiede una chioma tondeggiante e fitta con rami regolari. Foglie verde chiaro in primavera e gialle in autunno con una fioritura abbondante e precoce da cui l’epiteto specifico. I frutti restano a lungo sull’albero e non sporcano la pavimentazione. Tale specie dalle dimensioni ridotte si integrerà perfettamente con gli alberi di giuggiolo, andando a creare un intero filare di alberi con variazioni cromatiche determinate dalla diversità di fogliame e di fioritura delle due specie.


Verde ornamentale


 


Il verde ornamentale progettato è invariato per la maggior parte degli aspetti, in talune zone è stato adeguato al ridimensionamento degli spazi in funzione della passeggiata e della pista ciclabile. L’unica essenza che viene contestata è la Phoenix dactylifera, che seppur diversa dalla Phoenix canariensis risulta essere un ospite ugualmente appetibile da parte del Rhincophorus ferrugineus, attualmente sono stati rilevati degli attacchi ai danni di tale specie in misura minore rispetto alla     P. canariensis anche dovuti alla maggiore distribuzione di quest’ultima nelle città italiane ma, tale insetto non ha grandi limiti biologici ai danni delle diverse specie della famiglia delle Arecaceae.  In sostituzione delle Palme viene proposta l’ Albizia julibrissin: albero di taglia media e di grande adattabilità, con crescita rapida, forma una chioma tipica semitonda ad ombrello ordinata e luminosa con fogliame molto decorativo di colore verde chiaro. Buona fioritura rosa nel periodo da giugno a luglio. Sviluppa una radice superficiale con molte ramificazioni, ma robusta e stabile. Inoltre nella progettazione delle tre Cavee sono stati creati degli spazi a verde ex novo che fungono anche da cornice all’architettura creata, a meglio sottolineare tali linee sono stasi inseriti dei filari di Cercis siliquastrum (fig. 3): albero di piccola taglia a dalla chioma regolare e tonda, puo essere coltivato come fusto unico o multi fusto, come si trova in natura. Possiede portamento elegante e con abbondante e precoce fioritura che compare anche sui rami e sul tronco delle piante più mature. Di buona rusticità ed adattabilità al clima urbano. Foglie cuoriformi caduche, di colore giallo verde che variano al giallo in autunno.


Nelle aiuole di maggiori dimensioni si è preferito: nella prima cavea utilizzare specie già presenti nel progetto come la Chamerops humilis e il Teucrium fruticans e nella seconda cavea ricreare un ambiente mediterraneo, allo scopo di ridurre al minimo le quantità d’acqua e le operazioni di manutenzione, attraverso la collocazione di specie tipiche della macchia: Arbutus unedo, Nerium oleander, Cistus incanus, Spartium junceum, Pistacia lentiscus e Myrtus communis.


 


 


 

7 users love this project
Comments
    comment
    Enlarge image

    L’area a verde del Waterfront, pone dei vincoli nella scelta delle specie sulla base della diversa sensibilità alla salsedine ed al contempo all'inquinamento urbano. In ambito urbano la progettazione deve contemplare non solo l'aspetto estetico delle piante ma anche la gestione e la funzionalità che ne deriva non trascurando il contesto vegetazionale in cui si colloca la riqualificazione. Partendo da tali principi ci si è orientati verso una maggiore...

    Project details
    • Year 2014
    • Status Unrealised proposals
    • Type Waterfront
    Archilovers On Instagram
    Lovers 7 users