Padiglione spagnolo - Spagna [f.] noi, le città

Venice / Italy / 2006

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Visita il Padiglione Spagnolo


La Spagna presenta, per la 10. edizione della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, un padiglione dal volto femminile - proprio come il genere che caratterizza il suo nome e come il generico delle sue città dal titolo: España [f.] nosotras, las ciudades (Spagna [f.] noi, le città), dove la f sta ad indicare l'orientamento dell'intero progetto.

Il Padiglione Spagnolo è il contenitore di una grande installazione ideata dal curatore, Manuel Blanco (architetto, professore presso l'ETS di Architettura del Politecnico di Madrid), dove lo spazio centrale e le altre cinque sale sono ordinati da una griglia di 55 schermi video. Attraverso le cuffie audio si possono ascoltare le interviste fatte a cento cittadini -spagnoli, di diversa estrazione culturale e sociale come studenti, liberi professionisti, impiegati statali, artisti, accomunati dall'essere tutte donne. Come spiega Manuel Blanco: "rappresentano i protagonisti della città, coloro che la vivono e la costruiscono, la gestiscono o la disegnano, la mantengono e la rigenerano. Una città di protagoniste femminili, portavoce del loro lavoro, dei loro compagni o della propria vita; parti vive della città che formano un insieme eterodosso. Noi, le città con figure anonime e prestigiose che rivelano attraverso i loro scritti o dagli schermi, mostrando il fluire dell'architettura delle nostre città attraverso le sue protagoniste". Una parte dei discorsi è inframmezzata dalle voci degli architetti, che raccontano il loro lavoro e la propria filosofia progettuale.

I 32 progetti presentati da RCR ARQUITECTES, JOSEP LLINÀS, S-M.A.O., ACEBOX ALONSO, IMMA JANSANA, SELGASCANO, IZASKUN CHINCHILLA, P02 ARQUITECTOS, RG&R ARQUITECTOS, MVRDV+BLANCA LLEÓ, CARMEN ANDRÉS + LLANOS MASIÁ, ENTRESITIO, ARANGUREN GALLEGOS, ALBERTO CAMPO BAEZA, ROJO/FERNÁNDEZ-SHAW, MGM ARQUITECTOS, NIETO SOBEJANO ARQUITECTOS, ESTUDIO CARME PINÓS, BB+GG AROUITECTES, EMBT ARQUITECTOS e SANTIAGO CALATRAVA sono visibili attraverso i vetri dei supporti video e sulle pareti e spiegati dai modellini delle architetture. Un muro è quasi coperto da schermi di computer che, attraverso una connessione adsl e utilizzando il programma Google Earth, mostrano la ripresa sul territorio, via satellite, dei progetti esposti, in una sorta di viaggio virtuale extra padiglione che si conclude, dopo Barcellona e Madrid, ai Giardini della Biennale di Venezia.

Tra le protagoniste delle interviste video vi sono Maria Antonia Trujillo (Ministra de Vivienda del governo spagnolo), Matilde Ucelay (architetto, prima donna laureata in Architettura in Spagna, Premio Nacional de Arquitectura 2004), Carmen Maura (attrice), Maria Carrai (direttrice della 51. Biennale di Venezia), Isabel Aguilera (direttrice di Google Esparia), Carmen Calvo e Montserrat Soto (artiste), Lorena Carrai (curatrice d'arte), Rosa Aguilar (Sindaco di Cordoba) e Casilda Gutiérrez Pérez (Ministro della giunta dell'Extremadura), Juana de Aizpuru, Soledad Lorenzo, Oliva Arauna, Helga Alvear (galleriste).

La mostra è accompagnata da un catalogo, con testi di Manuel Blanco, foto a colori dei progetti esposti, schede tecniche e biografiche.


Spagna [f.) noi, le città

Noi, le città, le protagoniste e le personificazioni, l'incarnazione di una società, i punti focali di un territorio, reale o virtuale, che si confonde in terreni brumosi tra percezione e conoscenza. Un'installazione che rivela una parte del meccanismo della città contemporanea, della " complessità degli elementi che configurano la sua strutturà, dei dialoghi incrociati, perpetui monologhi di voci che ci permettono di stare faccia a faccia con i suoi protagonisti, ascoltare il loro discorso, vedere le loro opere o i loro problemi.

La Spagna presenta questa volta un padiglione dal volto femminile, proprio come il genere che caratterizza il suo nome, come il generico delle sue città. Figure nello spazio simbolico della Biennale, personaggi che agiscono nelle loro città, attrici e spettatrici allo stesso tempo della trama che, in modo sempre più confuso, intesse la vita della città contemporanea, di una Spagna, di un'Europa in cui il genere ancora fa la differenza e che, nel suo insieme, integra sempre più elementi differenti che lentamente ne stanno cambiando la composizione.

Questa volta non è un coro lorchiano, piuttosto si tratta di voci che rappresentano i protagonisti della città, coloro che la vivono e la costruiscono, la gestiscono o la disegnano, la mantengono e la rigenerano. Una città di protagoniste femminili, portavoce del loro lavoro, dei loro compagni o della propria vita; parti vive della città che formano un insieme eterodosso. Persone, volti e maschere che si confondono e ci osservano con uniformità di genere dalla diversità dei loro ruoli, resi ancor più visibili dalla loro apparente simmetria.

Una struttura di relazioni molteplici e complesse che s'intrecciano, in cui ognuna delle voci si fonde in un unico sussurro, oppure dove si sovrappongono monologhi differenti, intensi, che costruiscono il dialogo tra i loro elementi, tra gli amministratori, i costruttori e gli utenti, Un'opera corale dove risuonano le voci che non riusciamo più a percepire, assordati dal nostro stesso rumore collettivo,
Un piccolo microcosmo in cui si riflette il fatto di questo essere altro nella struttura della società, in cui si riflettono anche la singolarità che dà l'origine, l'età o l'anonimato diffuso della tribù urbana, la visione obliqua e complementare che restituisce un lavoro. un profilo determinato, volti e voci che si fondono e ci forniscono il simulacro di un tessuto di relazioni urbane; tipi edificatori che assolvono alle diverse esigenze sociali, così vari e, allo stesso tempo, così strutturalmente limitati che seguono, tuttavia, gli influssi operanti all'interno della complessa struttura,
Abitanti di un mondo interconnesso che in maggioranza appartiene ormai a una generazione nata digitale, in cui la conoscenza si propaga in modo differente e nel quale. a forza di creare sistemi di comunicazione globale, l'informazione si è personalizzata sempre di più, permettendoci di accedere a immagini della nostra città, del nostro quartiere, della nostra casa, ridefinendo la coscienza del nostro territorio personale; e dove il consumo e t'informazione si sostengono creando una nuova rete di comunicazione che si sovrappone come un nuovo spazio virtuale sul territorio urbano.

Noi, le città con figure anonime e prestigiose, voci del coro o soliste, mediatrici che riflettono la realtà e ce la raccontano, dipingono o rivelano attraverso i loro scritti o dagli schermi, mostrando il fluire dell'architettura delle nostre città attraverso le sue protagoniste.

Manuel Blanco

Ufficio stampa: Ilaria Gianoli
tel. +393336317344
[email protected]
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    Project details
    • Year 2006
    • Status Temporary works
    • Type Exhibitions /Installations
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