Nuovo allestimento collezione del Museo Gasparri

Populonia Populonia / Italy / 2015

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“Museo Etrusco Collezione Gasparri”


Carolina Megale: Archeologa curatrice e direttore scientifico


Agostino Carpo e Erica Foggi: Architetti progettisti dell'allestimento


Francesco Ghizzani Marcìa: Archeologo curatore della grafica


Andrea Camerini: Video


Gestione af idata a Periplo Turismo e Cultura snc


 


La Collezione archeologica della famiglia Gasparri è composta principalmente da reperti emersi


durante gli scavi condotti a Baratti dalla Soprintendenza Archeologica nella prima metà del


Novecento.


I terreni intorno al golfo, a partire dal 1915, furono oggetto di intense attività di scavo per il


recupero delle antiche scorie di ferro ancora ricche di minerale da riutilizzare nei moderni altiforni.


In caso di scoperte archeologiche Giulia e Tommaso Gasparri, proprietari della tenuta di Populonia


dal 1936, avevano diritto (leggi 364/1909 e 1089/1939) a un premio di rinvenimento che poteva


essere corrisposto in denaro o mediante il rilascio di una parte degli oggetti raccolti. Fu così che la


Soprintendenza assegnò ai Gasparri una notevole quantità di reperti che andarono a costituire il


primo nucleo della Collezione.


Dalla fondazione della Collezione i reperti sono stati conservati nel borgo antico di Populonia con


il proposito di individuare un luogo nel quale esporre la raccolta in modo da renderla fruibile ai


visitatori. Nel 1937 venne ordinato il primo nucleo e nel 1988 si sono resi disponibili gli ampi


locali voltati di un ex frantoio dove i reperti vennero sobriamente collocati in vetrine, a ridosso


delle pareti o, in forma sciolta, poggiati sulla pavimentazione, secondo un criterio tipico delle


collezioni antiquarie otto­novecentesche. Nel 2015 si inizia l'opera di riassetto museologico curato


dalla Dott.ssa Carolina Megale che propone alla proprietà anche una revisione generale dei criteri


di allestimento.


I principi ispiratori seguiti nell'allestimento sono sostanzialmente due:


lasciare il sapore originario della collezione privata, impostato su criteri novecenteschi di


ordinamento dei reperti all'interno delle vetrine.


seguire un ordine espositivo riferito ad un percorso tematico all'interno delle varie stanze.


A partire da queste indicazioni è stata proposta una nuova disposizione dell'ingresso che


contemporaneamente permettesse la creazione di una sala conferenze dotata di schermo fisso per


proiezioni (circa 100 posti a sedere). Per realizzare questo proposito è stato necessario demolire un


muro di recente costruzione che impediva l'accesso diretto ai locali e, quindi, l'utilizzo della grande


sala.


Rispetto alla precedente conformazione, l'intervento ha ampliato e caratterizzato lo spazio


d'ingresso (dove si trova il servizio bigliettazione e il “bookshop” concepito come un unico blocco


funzionale), pensandolo come un cannocchiale che attraversa tutta la profondità del museo e guida


lo sguardo del visitatore verso una finestra panoramica che si affaccia sul promontorio di Baratti.


Questa soluzione progettuale pone al centro della prospettiva del percorso il “dolio”, una grande


anfora sferica che per le sue dimensioni eccezionali crea l'effetto di punto focale del percorso


allestitivo.


Nella nuova sala posta parallelamente all'ingresso e da questo divisa con un pannello didattico,


sono state collocate 3 delle vetrine originarie (restaurate, con una nuova colorazione interna ed


illuminate a led) e un grande schermo che ha la funzione di accogliere il visitatore con una


proiezione che precede e accompagna il percorso museale: questo schermo e il relativo spazio


possono anche essere utilizzati per lezioni, incontri e conferenze.


Superato l'ingresso, dove sono collocati pannelli che illustrano la storia della famiglia Gasparri


(proprietaria della Collezione), le prime due sale introducono ai reperti e al loro rapporto con il


territorio, anche attraverso una grande carta della zona dove sono visualizzati tutti i ritrovamenti


più importanti dell'Area Archeologica di Baratti e Populonia.


Continuando il percorso museale si arriva alla “Sala del Mare” che, prima dei lavori, si


configurava come un locale raggiungibile solo scendendo tre alti scalini.


Il progetto di questo spazio, anche in funzione dell'abbattimento delle barriere architettoniche,


parte dall'idea di realizzare un percorso dinamico di scoperta sviluppato su due livelli: è stato


quindi realizzato un camminamento perimetrale in legno e acciaio ossidato alla quota del museo


con la restante parte centrale del locale, più bassa, riempita con sabbia, in modo da ricostruire


l'idea di un fondale marino in cui sono adagiati dei reperti: ancore e anfore.


La nuova parete divisoria (che “nasconde” la “Sala del Mare”) offre lo spazio sia per pannelli


esplicativi che per la proiezione di un filmato d'epoca sui ritrovamenti in mare.


Le ultime stanze accolgono i reperti funerari: qui la strategia allestitiva ha portato ad introdurre una


nuova struttura espositiva continua (in acciaio ossidato tipo Cor_ten) che si snoda su due livelli ed


assolve a varie funzioni in base al tipo di oggetto da esporre. Tale struttura è costituita da


un'alternanza di volumi alti e bassi che si compenetrano con la struttura stessa del museo, alcuni


dei quali riempiti di sabbia.


La parte finale del racconto/visita è affidato ad altre due vetrine, ad esempi di sarcofagi e ha come


fulcro una testa lapidea finemente modellata che, isolata e montata su un sostegno metallico


guarda, attraverso una finestra, al mare in cui è stata ripescata.


All'interno del museo, per le pareti, si è scelta una tonalità che ricorda il colore della sabbia; per gli


arredi, materiali neutri e naturali proprio per esaltare la qualità dei reperti: in particolare si è fatto


uso di acciaio ossidato tipo Cor­ten e di legno tinteggiato in marrone scuro.


Il pavimento è quello originale, in lastre di pietra serena, segnato dal tempo.


Sono stati utilizzati tre tipi di illuminazione artificiale, anche se durante il giorno la luce naturale


diventa una componente fondamentale per la lettura dei reperti:


all'interno delle vetrine è realizzata collocando strisce di led (al di sotto delle mensole);


per la luce diretta o d'accento sono utilizzati faretti a led montati su cavi;


per la luce d'ambiente o indiretta sono stati scelti fari a led posti sopra le vetrine.


Il nuovo progetto di allestimento, frutto di una stretta e continua collaborazione tra tutte le figure


professionali coinvolte e la committenza, è caratterizzato da un uso minimale e rigoroso dei


materiali, da una ricerca paziente dei rapporti tra gli oggetti e dalla volontà di enfatizzare


l'atmosfera senza tempo che si respira all'interno delle mura di Populonia.


(Arch. Erica Foggi, Arch. Agostino Carpo)

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    “Museo Etrusco Collezione Gasparri” Carolina Megale: Archeologa curatrice e direttore scientifico Agostino Carpo e Erica Foggi: Architetti progettisti dell'allestimento Francesco Ghizzani Marcìa: Archeologo curatore della grafica Andrea Camerini: Video Gestione af idata a Periplo Turismo e Cultura snc   La Collezione archeologica della famiglia Gasparri è composta principalmente da reperti emersi durante gli scavi condotti a Baratti dalla Soprintendenza...

    Project details
    • Year 2015
    • Work started in 2015
    • Work finished in 2015
    • Client Famiglia Gasparri
    • Status Current works
    • Type Museums / Interior Design / Custom Furniture
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