WONDERLAD: casa di accoglienza per i bambini affetti da malattie gravi.

Catania / Italy / 2014

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“Credo che l’architettura dovrebbe essere in grado di offrire felicità, divertimento ed emozione ai propri abitanti e da qui creare le condizioni per un futuro abitabile per le generazioni a venire.” Susanne Hofmann (Docente alla Technical University di Berlino e ideatrice del gruppo dei Baupiloten)


Il progetto vuole far comprendere il valore, il significato e il piacere di entrare in uno spazio che accoglie, che soddisfa e coltiva il senso estetico. 


Obiettivo prioritario è quello di creare una reale e straordinaria occasione di integrazione, migliorando le competenze sociali e la fiducia in sé nei bambini, nei genitori e in generale negli abitanti del quartiere.


Il progetto per la “Casa di accoglienza per i bambini malati WonderLAD” si pone l’obiettivo di creare un luogo che l’accolga come “amabile spazio di vita”, e che concorra al suo benessere globale. Per questo dal punto di vista compositivo il progetto presenta: - spazi aperti, esplosi verso l’alto, che aprono cieli a cui rivolgere gli occhi, altezze che esprimono il rapporto dialettico fra cielo e terra e da cui nasce la “suggestività” dell’ambiente, accanto a spazi raccolti, protetti, rassicuranti, riscaldati da materiali morbidi e flessibili; - spazi “nicchia”, in cui le linee si piegano, in cui l’immaginario soggettivo possa per un momento riposarsi, al riparo dalla razionalità, come in un abbraccio materno; - l’intimità di un “dentro” e lo sguardo che si allarga potentemente a un “fuori” a perdita d’occhio, con la luce, le ombre, la natura che entrano fisicamente nell’edificio. - Il senso di continuità dello spazio, percorribile in più dimensioni e direzioni, che accompagna il senso di una continuità-stabilità del vivere dei bambini e delle famiglie dentro pur lasciando aperta la prospettiva di una molteplicità di luoghi-opportunità, di percorsi fisici, emotivi e mentali, ecologicamente collegati fra di loro. I criteri di progettazione utilizzati sono stati oltre alla qualità architettonica, la qualità della visione, della strategia e degli obiettivi, la complessità ambientale in cui si inserisce il progetto; la capacità di influire sul contesto; la funzionalità; l’innovazione tecnologica; la sostenibilità e la fattibilità economica. Si propone l’utilizzo di materiali a basso consumo energetico, lo sfruttamento di energie rinnovabili, l’eliminazione delle emissioni, attraverso una valutazione e monitoraggio che accompagnerà l’intero ciclo di vita dell’edificio.


Contesto e sito


Un ambiente è di buona qualità se la comunità che lo vive ne è orgogliosa e si identifica nella sua etica. Il disegno degli spazi riflette la visione educativa, quindi è stato pensato, quando possibile, aperto alla comunità e allo svolgimento di attività di crescita, educazione e riabilitazione. Una buona struttura sociale si integra con il quartiere, portando nuove opportunità di conoscenza ai suoi abitanti. L’edificio trae vantaggio dal corretto inserimento nel sito. È stata eseguita una mappatura preliminare delle qualità artistiche, naturali, idrogeologiche, dei vincoli, delle attrazioni e dei problemi caratteristici dell’area e del sistema all’intorno. L’edificio è stato progettato su un’area complessiva pari a 12.000 mq con un unico accesso da via Paladino. Le direttrici urbane ne tracciano le corti e individuano le successive funzioni. L’edificio è rialzato da terra con una intercapedine che possa garantirne il riciclo dell’aria. Il rapporto con il contesto esterno dei giardini è stato garantito attraverso un sistema di rampe e di leggeri declivi. L’esterno è stato progettato in modo tale che possa essere fruibile sia dagli ospiti della casa che dall’intera cittadinanza, così come il giardino d’inverno che può essere utilizzato sia per i laboratori interni alla struttura che per gli esterni. Un’area più riservata è invece dedicata agli ospiti della struttura in modo che possano lavorare in maniera indipendente dal resto del giardino. Il giardino assume un ruolo molto importante e non solo di contorno all’intera struttura della casa.


“Noi usiamo i nostri sensi come una grande metafora. Li usiamo per ricordarci un luogo o delle persone”.


L’obiettivo è quello di invitare gli utenti in un percorso in cui lo scenario è in continua evoluzione. La sensazione è quella di scoprire sempre spazi diversi, ma che hanno le stesse caratteristiche. I 5 sensi umani sono il tema principale dello spazio; i materiali e la vegetazione saranno correlati ad essi. Gli utenti non hanno una immediata visione completa del sito entrando, ma devono invece eseguire una serie di esperienze al fine di scoprirlo nella sua interezza. Lo spazio si presenta come una serie di leggeri declini a cuneo nei quali, lungo il percorso, si incontrano giochi di sabbia, giochi di suoni, giochi per bambini dai 0-3 anni giochi di arte, giochi di cultura e giochi di sport. Nei giardini si è privilegiato l’inserimento di piantumazioni arboree autoctone e coerenti con le caratteristiche del contesto. Un’area perimetrale in prossimità dell’accesso è destinata ai parcheggi degli ospiti e della sala polifunzionale.


Riconfigurabilità dello spazio.


In sinergia con il dinamismo della società, In sinergia con il dinamismo della società, l’edificio ha una configurazione aperta al cambiamento. Lo spazio è accogliente rispetto alle diverse attività, funzioni e preferenze individuali, pertanto è il più possibile riconfigurabile. Flessibilità e adattabilità sono un requisito fondamentale per garantire una performance adeguata degli spazi. Nel breve termine la flessibilità permette di riorganizzare gli spazi per adattarli ad attività diversificate. Nel lungo termine, l’adattabilità permette il cambio d’uso o la modifica della grandezza degli spazi, attraverso lo spostamento dei muri interni. Nella progettazione architettonica si è tenuto conto della durabilità degli elementi: - guscio: le strutture portanti, i tamponamenti esterni, le aperture, la copertura: 75 anni - servizi: gli impianti elettrico, idrico, banda larga, ecc: 15 anni - scenario: le partizioni interne, i rivestimenti, le finiture: 7 anni - allestimento: arredi, mobili, multimedia, oggettistica: da 5 anni a un giorno.


Definizione del Layout funzionale e sinergia tra spazio interno ed esterno.


La casa “wonderland” è una corte nella corte, dove interno ed esterno hanno una doppia lettura: i giardini entrano e attraversano l’edificio. Si configura spazialmente come un grappolo (cluster) di assetti pedagogici differenti che potranno essere ampliati a seconda di nuove esigenze (accettazione, uffici “spazio autonomia”, nursery, lavanderia, cucina e dispensa, soggiorno/sala da pranzo, salottino, laboratorio/stanza giochi, sala studio, biblioteca, sala “soft” sala riunioni, stanza “della quiete” residenze notturne espandibili). Anche la sala polifunzionale fa parte del cluster, è unito alla struttura ma un modulo a parte con accesso separato. I progetti di zone ibride come corti coperte o strade interne per la socializzazione, anche se esulano dai bisogni funzionali primari, sono degli spazi fondamentali per la coltivazione dei rapporti sociali tra gli utenti, dovrebbero anzi diventare il cuore del layout spaziale. Anche le aree esterne sono veri e propri spazi dell’apprendimento, della riabilitazione e della vita sociale. Sono stari pensati per lo svolgimento di svariate attività educative come il gioco, la lettura, i lavori di gruppo, l’attività fisica il più diversificate possibile. Ogni spazio interno è stato pensato a sua volta come un giardino chiuso tra due spazi aperti, al fine di garantire anche la continuità spaziale e di visuale tra l’interno e l’esterno, una vera e propria corte nella corte.


Armonia con i cicli naturali.


Scopo del progetto è stato quello di non interrompere il ciclo chiuso delle risorse naturali, ma anzi favorire la loro capacità di rigenerazione: il sole è una risorsa per riscaldare o produrre elettricità, il vento per rinfrescare gli ambienti, l’inerzia termica del terreno per riscaldare l’acqua e così via. La forza scatenante è il cambiamento climatico in corso, i cui effetti negativi sono già misurabili. Il progetto deve essere resiliente, cioè capace di reagire ai cambiamenti esterni in modo dinamico. Gli obiettivi primari sono quindi: ridurre le emissioni di CO2, ridurre il consumo di acqua, azzerare la produzione di rifiuti, evitare la distruzione di risorse biotiche.

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    Project details
    • Year 2014
    • Client Associazione LAD Onlus
    • Status Competition works
    • Type Nursing homes, rehabilitation centres
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