Fondazione Mario Merz - EX CENTRALE TERMICA OFFICINE LANCIA TORINO

Vincitore ''Architetture Rivelate'' Turin / Italy / 2005

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Esempio di interessante riqualificazione urbana. Recupero attento e ponderato che testimonia la capacità di porsi in posizione di ascolto del costruito e di profondo rispetto delle qualità intrinseche nell’oggetto di intervento.

Per quale motivo un luogo costruito per il lavoro nella prima metà del novecento può avere una vocazione tanto forte a ricondizionarsi quale contenitore per l'arte contemporanea? Indubbiamente perché nell'immaginario del Maestro Mario Merz, che ha voluto questo luogo per collocare la sue opere, soggiornavano sensazioni e previsioni che contemplavano una sorta di complicità tra forma e spazi dell'edificio e la forma nello spazio delle sue opere.
Mario Merz diceva che i suoi lavori consistevano "nell'inserire nell'arte qualcosa della vita".
Va da se che lo sforzo dei progettisti è stato quello di rendere più "puri" gli spazi interni, ed i volumi in genere, spogliandoli di tutte quelle superfetazioni non naturali che nel tempo e per esigenze congiunturali si erano andati ad affastellare in maniera disordinata a ridosso alle forme originali.
Se vogliamo, la linea guida seguita dai progettisti, su espressa indicazione del Maestro, è stata quella di perseguire la ricerca dell’originaria semplicità dell'impianto e di riproporne una lettura facilmente riscontrabile ma anche evocativa della funzione passata dell'edificio. (Il piano interrato conserva la presenza di alcuni locali tecnici in uso alla "Centrale Termica")
Le forme e gli spazi che ne sono derivati con il procedere dei lavori sono stati sorprendenti ed emozionanti. A volte oltre l'immaginazione degli stessi progettisti. II salone al piano terra con un'altezza di 10 metri ed una larghezza media di oltre 15, esaltato dalla luce proveniente dalle ampie vetrate poste sul lato prospiciente la piazza, anch'esse rigorosamente conservate, conferiscono all'ambiente un sapore quasi mistico e impaziente di ospitare un grande evento.
Il piano interrato, posto alla quota -4,25, spazio di nuova realizzazione, con accesso diretto dalla scala posta nel salone al piano terra, anch'esso destinato all’esposizione delle opere del Maestro, oltre ad una sua autonoma suggestione offre lo scorcio visivo della vasca esterna ex serbatoi posta alla stessa quota. La vasca anch'essa utilizzata a fini espositivi, completamente ripulita e restaurata lasciando a vista i basamenti dei serbatoi del gasolio. È questo il luogo che più di ogni altro riporta alla memoria la passata funzione dell'edificio con inevitabili riferimenti alla Torino industriale del '900. Vale la pena di ricordare che l'edificio era collegato alle frontestanti OFFICINE LANCIA da una quantità di condotti e tubazioni che attraversavano la Piazza all'interno di un cunicolo. L’operazione di eliminazione di queste connessioni, quasi una recisione del cordone ombelicale che legava la "CENTRALE TERMICA" alle "OFFICINE", delle quali ne era energia, è stato probabilmente il momento di genesi che ha sancito la funzione autonoma dell'edificio.
Il piano soppalcato, posto a quota +4,45, verrà in parte utilizzato ai fini espositivi ed in parte ospiterà locali adibiti a biblioteca e centro studi.
Gli uffici ed i locali di rappresentanza sono stati collocati al piano secondo a quota +6,34.
L'esterno dell'edificio propone un percorso lungo il perimetro della vasca serbatoi contenuta al piano terra da muricci di circa m 1 di altezza che, con la zona soppalco all'interno dell'edificio, offre in punto di vista piuttosto inconsueto per le opere del maestro.
La sobrietà ricercata, la cura con la quale sono state individuate e valorizzate le forme ordinarie dell'edificio, non hanno impedito l'utilizzo di tecnologie di avanguardia per quanto concernente gli impianti meccanici, elettrici, e speciali, alcuni dei quali sono stati posati "in vista" e che concorrono alla definizione del carattere dell'intervento.
Le colorazioni esterne sono state ripensate escludendo le esistenti tinte ocra e grigio intenso, frutto di interventi sovrapposti e successivi all'impianto, e sintonizzando ai toni naturali degli elementi lapidei costituenti la zoccolatura e le cornici esterne dei serramenti.

L'assiduità con la quale Beatrice Merz ha seguito i lavori, i momenti con lei condivisi nell'assunzione di decisioni importanti ed anche le sofferenze e le apprensioni anch'esse condivise per gli inevitabili inconvenienti di percorso, hanno coinvolto i progettisti ad un livello di forte emotività e di grande aspettativa per quello che si è rivelato un grande evento. Resta comunque il fatto che l'emozione e la liricità che da questo ex edificio per il lavoro traspirano possono farci pensare di aver progettato "lo spazio giusto".

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    Esempio di interessante riqualificazione urbana. Recupero attento e ponderato che testimonia la capacità di porsi in posizione di ascolto del costruito e di profondo rispetto delle qualità intrinseche nell’oggetto di intervento.Per quale motivo un luogo costruito per il lavoro nella prima metà del novecento può avere una vocazione tanto forte a ricondizionarsi quale contenitore per l'arte contemporanea? Indubbiamente perché nell'immaginario del Maestro Mario Merz, che ha voluto questo luogo per...

    Project details
    • Year 2005
    • Status Completed works
    • Type Multi-purpose Cultural Centres
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