Humboltforum

Ricostruzione ex Palazzo Imperiale di Berlino Berlin / Germany / 2013

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"La virtù sta nella cucitura“, Karl Friedrich Schinkel


Corpi edilizi da ricostruire e corpi edilizi di nuova costruzione, ciascuno con una propria inconfondibile identità architettonica, si riuniscono nel nuovo insieme dell’Humdoltforum, in un solo grande edificio quasi tutto compreso nel volume dell’antico castello barocco.

Come vuole il programma del concorso, una ricostruzione, estesa anche alle facciate, riguarda i corpi di fabbrica, riprogettati nei primi anni del Settecento da Schlüter e Eosander; una ricostruzione, limitata alla riproposizione planivolumetrica, riguarda invece l’“edificio trasversale“ che separava le due corti interne del castello; la nuova costruzione riguarda diversi luoghi e corpi di fabbrica disposti nel cortile occidentale (Eosanderhof) e un edificio distaccato e collegato al „castello barocco“ nell’area esterna verso la Sprea, dove si trovavano le prime eterogenee costruzioni della residenza dei sovrani brandeburghesi.

In particolare la ricostruzione delle tre facciate verso la città e delle tre rivolte verso la corte d’onore – la “corte di Schlüter“– si è imposta con una decisione del Parlamento tedesco per finalità politiche, trascendenti le valutazioni specificamente urbanistiche e architettoniche. In accordo con le generali finalità di tale decisione, e non certo per una qualche preferenza estetica ovunque applicabile, il nostro progetto propone la ricostruzione non solo delle sei facciate richieste, ma anche di quelle rivolte verso la corte occidentale, verso la cosidetta „corte di Eosander“.

Il grande blocco parallelepipedo, che ha avuto una straordinaria influenza nella costruzione dei luoghi centrali della città e per l’architettura di tanti altri suoi monumenti, ritorna dopo cinquant’anni nel luogo in cui per alcuni secoli era stato, come se fosse sempre qui rimasto. A questo scopo, le facciate sono solo la “pelle” del corpo che si ricostruisce, ovvero di un muro spesso come avrebbe potuto essere allora (un metro), evitando quell’effetto di artificiosità e falsità che facilmente si produrrebbe con un sottile rivestimento appeso a un qualche moderno scheletro di acciaio o cemento armato. In rapporto con la configurazione delle facciate, si ripropone la suddivisione in quattro piani dello spazio interno, alla stessa quota di quelli che c’erano.

L’“edificio trasversale”, che dell’antico riprende il volume e la suddivione dei piani, si ripresenta con due facciate completamente nuove e fra loro differenti, in relazione alle peculiarità del luogo a cui ciascuna si riferisce.

I corpi di nuova costruzione aggiungono una molteplicità di nuovi luoghi urbani e di spazi chiusi a quelli dell’antico castello. L’applicazione del sistema trilitico, spesso in aggiunta a una parete finestrata, nelle facciate, suggerisce in maniera inequivocabile il carattere pubblico dei luoghi e degli edifici. Sono previsti cinque corpi di fabbrica: due edifici stretti e lunghi ai lati di una nuova piazza pubblica, con spazi del tipo „a galleria“; un edificio lineare verso il fiume, fatto solo di scaloni contrapposti e loggiati aperti.

Attraverso la loro disposizione e architettura ridisegnano i luoghi aperti e coperti all’interno dell’edificio:

- L’antico Schlüterhof;

- Un nuovo Stadtforum, – uno spazio e un’architettura che può ricordare la Piazza degli Uffizi a Firenze– che si estende fra i contrapposti portali ricostruiti, a sud verso la città più vecchia, a nord, verso il Lustgarten, l’Altes Museum e l’Unter den Linden;

- Nuove “piazze” e “strade” coperte da lucernari nell’area dell’antico cortile occidentale: vi si affacciano muri e pareti nuove e ricostruite;

- Una casa delle scale e delle loggie, una via di fuga e di sosta, un pubblico belvedere e una nuova fronte scenografica, di inconfondile carattere pubblico, verso il fiume e il parco urbano: L’architettura propone i classici principi della dialettica di „muro“ e „colonna“, del sistema murario e di
quello trilitico.

I punti di “cucitura” di corpi vecchi e nuovi sono i pochi necessari.

Spazi interni

La sala dell’ingresso è pensata come una piazza coperta, illuminata dalla copertura di vetro, che si estende dallo Schlossforum fino al portale del fronte occidentale. Uno scalone centrale collega i due piani , il piano di terra e quello interrato, in cui si dispongono e facilmente si trovano tutte i diversi spazi pubblici di interesse generale, quali un teatro, un auditorium, ristorante e caffetteria, spazi per esposizioni temporanee. La sala centrale dell’ingresso si estende nelle “strade” che distaccano il nuovo dal ricostruito. La drammaturgia dello Humboldtforum è una sorta di “viaggio a tappe”, che prende inizio dai grandiosi scaloni contrapposti della sala dell’ingresso e raggiunge dapprima, al primo piano, gli spazi delle bibloteche e dei “laboratori del sapere”, e poi sale al secondo e al terzo, dove si trovano gli spazi espositivi e museali delle civiltà extraeuropee.



Progetto
Prof. arch. Franco Stella, Vicenza

Collaboratore: arch. Michelangelo Zucchini, Vicenza

Consulenti specialisti

Coordinatore: Winkens Architekten, Berlin

Impianti: BLS Energieplan GmbH, Berlin

Strutture: CRP Bauingenieure GmbH, Berlin

Costi: Ingenieurbüro Schmid Gesellschaft für Projektsteuerung
und Bauüberwachung mbH, Berlin

Modello: Maurizio Bassignani, Genova
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    "La virtù sta nella cucitura“, Karl Friedrich Schinkel Corpi edilizi da ricostruire e corpi edilizi di nuova costruzione, ciascuno con una propria inconfondibile identità architettonica, si riuniscono nel nuovo insieme dell’Humdoltforum, in un solo grande edificio quasi tutto compreso nel volume dell’antico castello barocco. Come vuole il programma del concorso, una ricostruzione, estesa anche alle facciate, riguarda i corpi di fabbrica, riprogettati nei primi anni del Settecento da...

    Project details
    • Year 2013
    • Work started in 2010
    • Work finished in 2013
    • Status Current works
    • Type Multi-purpose Cultural Centres
    • Websitehttp://www.francostella.it
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