Casa Baccichetto

Ceggia / Italy / 2004

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La progettazione della “casa Baccichetto” si è basata, fin dal primo incontro tra tecnico e committenza, su una premessa imprescindibile: che l’abitazione fosse la più salutare possibile per gli abitanti e che i materiali utilizzati e gli impianti fossero di tipo “biocompatibile”.
Grazie ad una approfondita ricerca svolta dalla committenza e cominciata tre anni prima dell’incarico , ed alla proposta del progettista di riferirsi ad alcune icone dell’architettura moderna come le “Usonian houses” di F.L.Wright e la “Villa Savoje” di Le Corbusier, è stato possibile definire alcune “linee guida”che hanno poi ispirato la progettazione e la realizzazione dell’edificio.
Di fatto, rispetto alle tecniche costruttive prevalenti nel mercato ed alle logistiche adottate per gli interni e l’impiantistica sono stati riconsiderati in modo alternativo molti elementi fondamentali in modo che: 1) il lotto avesse caratteristiche geologiche soddisfacenti ed un buon orientamento; 2) il corpo di fabbrica fosse ampiamente ventilato; 3) il cemento armato fosse limitato alle fondazioni con appropiate messe a terra; 4) il volume abitativo avesse solai e struttura in legno; 5) gli isolamenti esterni, nelle strutture portanti ed interni fossero in materiale vegetale; 6) l’illuminazione naturale fosse pensata secondo gli orientamenti; 7) l’illuminazione artificiale così come tutte le fonti di tensione fosse monitorata in senso “domotico” ; 8) l’impianto elettrico fosse di tipo “a stella” e non ad “anello” e regolato da disgiuntori bipolari; 9) il riciclo d’aria all’interno fosse a recupero di calore; 10) L’aspirazione delle polveri interne fosse centralizzato; 11) i serramenti fossero al massimo della bassoemissività; 12) la copertura piana fosse agibile con giardino; 13) le finiture e le pitture fossero eseguite con prodotti naturali; 14) i pavimenti e rivestimenti fossero in legno e pietra; 15) l’arredamento fosse realizzato con materiali e trattamenti naturali; 16) i solai fossero complanari e gli accessi possibili in un ottica di “design for all”; 17) la struttura prefabbricata riducesse i tempi ed i costi di cantiere; 18) il riscaldamento fosse alimentato a “biomassa” e non a “fossile”; 19) i costi finali dell’opera, tenuto conto degli ammortamenti nel tempo, fossero pari o minori a quelli di una casa tradizionale; 20) i materiali costruttivi fossero riciclabili dall’origine fino al loro futuro smaltimento.
Per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento, questo consiste principalmente in una grande stufa in pietra ollare posta al centro della abitazione che da sola supporta il fabbisogno di calore. E’ stato predisposto, ad integrazione, un impianto a pannelli radianti a parete che può essere alimentato da una caldaia a biomassa. Detta caldaia aziona anche uno scalda acqua.
Inoltre è stato previsto lo sfruttamento dell’energia solare con la predisposizione per una futura infrastruttura fotovoltaica nel tetto piano praticabile.
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